“La via della felicità”

Beato Angelico, Discorso della montagna, 1438 -1440 ca., cella 32 del Convento domenicano di San Marco in Firenze

Commento artistico-spirituale al Vangelo di domenica 13 febbraio 2022, VI Domenica del Tempo Ordinario – ANNO C

(Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia, (Bg)

Chi ha visitato uno dei maggiori musei di Firenze, il Convento Domenicano di San Marco, ha potuto ammirare le celle dei frati affrescate dal Beato Angelico così delineato dal Vasari: «Frate Giovanni Angelico da Fiesole, il quale fu al secolo chiamato Guido, essendo non meno stato eccellente pittore e miniatore che ottimo religioso».

Nella stupenda serie di affreschi cui l’Angelico si dedicò su incarico di Cosimo de’ Medici, guardiamo con attenzione quello che raffigura il «Discorso della montagna» dipinto tra il 1438 ed il 1440 circa, nella cella 32 del dormitorio, al primo piano del Convento, attualmente museo.

La famosa rappresentazione, sobria e intensa, dai colori vivi e luminosi, collocata in un paesaggio senza tempo, riscrive in immagine la pagina delle Beatitudini che leggiamo nel brano del Vangelo raccontato da Luca (6,17.20-26) dove, a differenza della versione secondo Matteo (5,1-12), da otto+uno si comprimono in quattro.

M.A.C.S. – Romano di Lombardia – BG


Gesù, «alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti”».

Il Maestro, seduto sullo spazio più elevato, sta consegnando ai suoi la bella e buona notizia che rende felici, realizzati, beati chi l’accoglie e la vive. Il vestito, la postura, il rotolo della Parola nella mano sinistra e la destra alzata, con l’indice rivolto verso l’alto a indicare Dio Padre, la sorgente della forza del suo dire, autenticano il momento in cui Gesù dona Parole di vita.

Il messaggio del nuovo Mosè sembra attraversare i dodici, a partire dal discepolo alla sua destra, in un movimento circolare dove ognuno, vestito con un abito dal colore unico, fissa il Maestro, accoglie il suo dono, eccetto uno (Giuda) identificabile da un cerchio nero attorno al capo. L’apostolo accanto, forse Pietro, sembra quello che non solo come gli altri crede in Gesù – e l’aureola lo conferma – ma con le mani giunte sta già pregando il «Padre nostro» insegnato da Gesù in quel contesto e, rivolto verso chi guarda l’affresco, invita a fare altrettanto.

Dio consegnò a Mosè i Dieci Comandamenti che Gesù completa con le Beatitudini. L’indimenticabile Fabrizio de André conclude la straordinaria composizione «Il testamento di Tito», la sua versione dei Dieci comandamenti, cantando:

«Io nel vedere quest’uomo che muore madre io provo dolore, / nella pietà che non cede al rancore / madre ho imparato l’amore».



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Autore: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.

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