San Rocco e i bambini

Chiesa di San Rocco a Romano di Lombardia, 1631 (Foto Marcello)

Si può parlare di San Rocco ai bambini? E’ per loro interessante scoprire tradizioni così antiche? Nei nostri paesinon credo siamo più abituati a pregare San Rocco per la peste, ma nemmeno per i carcerati e gli invalidi. Eppure, dove c’è un’immagine del Santo, la curiosità può risvegliarsi. E se vi è una chiesa a lui dedicata, non cessa la commemorazione annuale con relativa festa e immancabili fuochi d’artificio. Quanto resti dell’antica devozione, poi, è da valutare, però …

E così, ieri, mi sono recato alla chiesina di San Rocco della mia cittadina adottiva, Romano di Lombardia e, approfittando dell’apertura, sono entrato a pregare e a scattare alcune fotografie.

L’edificio, risalente al sec. XVII, è suggestivo e si trova in una zona appena lambita dalle case ed ancora circondata da campi di granoturco. Un ampio porticato, con campata lignea, segna il passo al devoto con una grande pittura macabra, eco delle più antiche di Clusone, ed assai diffuse nelle nostre campagne. Essa ricorda a quanti edificarono la Chiesa ed ai posteri, che la vita terrena non è tutto, ma vanità, se non si confida in Dio, nella SS. Trinità.

San Rocco, porticato, Danza macabra e intercessione per le anime purganti (Foto Marcello)

 

Le automobili erano numerosissime e il tendone per la ristorazione pieno zeppo di persone. La chiesina era ormai vuota, ma tratto a tratto, qualcuno entrava, specialmente se accompagnava un bambino.

La festa (Foto Marcello)

Dopo un poco, sono rimasto solo, io e la statua di san Rocco, le tele di San Gotardo, monaco benedettino e vescovo di Hildesheim nel sec. XI, in Baviera, delle anime del Purgatorio e di Santa Apollonia martire, la statua di San Bernardo. Chi conosce le vite di questi santi sa che le loro effigi non sono  poste lì a caso .

 

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Interno (Foto Marcello)

Ad un tratto, sotto la statua del santo, in stucco modellato dipinto, vedo seduto un bimbo di sette, otto anni. Guardava curioso e restava lì, ma non c’era nessuno, in quel momento, che gli parlasse del Santo, eppure restava seduto e guardava. Forse era interessato dal cagnolino?, o, dalla foggia dell’abito d’altri tempi? Chi può dirlo.

Desideravo intavolare con lui una conversazione per narrargli qualcosa della vita miracolosa e di fede di San Rocco, ma non ne avevo il coraggio. Poi, ho rotto l’esitazione, a costo di essere considerato un molestatore di bambini, non raro di questi tempi.

-Ciao, sai perché lì c’è un cagnolino con un pane in bocca?

-No, risponde sorridendomi. Era proprio incuriosito dal cagnolino, uno degli amici preferiti dai bambini. Così ho cominciato a narrargli la storia. Ad ogni battuta, si mostrava stupito e sempre più interessato. Ad un tratto, sopraggiunge la mamma, che da metà della chiesetta l’apostrofa:

-Daniel, non disturbare il signore.

-Non si preoccupi, Signora, non è un disturbo, gli sto raccontando la storia di san Rocco.

-Ah, bene. Credevo che lei stesse pregando e che mio figlio la disturbasse.

-No, no … grazie.

E noi due continuammo nel nostro discorso. Era mia illusione che il piccolo fosse interessato? Direi di no, se, esaurita la nostra storia con alcune applicazioni all’oggi, alla preghiera, all’esempio di vita, mi domandò anche di San Bernardo, del quale pure osservava interrogativo la statua e, così, passammo al lato destro dell’unica navata a raccontare del grande monaco.

Già, i monaci, altra parola straniera per questi piccoli. Facendo riferimento alla sua prossima classe delle primarie, la classe IV, gli preannunzio che in classe V avrebbe poi studiato qualcosa anche sull’origine dei monaci, sulla loro vita. Dopo un poco, il bambino si sentì chiamato dalla voce squillante di una bimba al gioco ed allora, con semplicità ed un bel sorriso, concluse il nostro dialogo, già abbastanza lungo, dicendomi contento: -Grazie, Signore!

 

Un sospiro al Cielo

 

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Rimasto solo, ammiravo la pala d’altare, con la Trinità Santissima che accoglie in Cristo, che versa fiumi di sangue a pro dell’umanità, la preghiera di intercessione elevata al Padre, per Cristo, nello Spirito Santo. Da sinistra, ammiravo con consolazione e speranza gli Angeli, San Rocco, che porta la mano al cuore sul quale, nel petto,  impressa dalla nascita una croce vermiglia, Maria Santissima, San Defendente patrono di Romano, San Bernardo, un Angelo che sostiene un anima ad elevarsi al Cielo. Basterà vedere poche ore l’anno queste sacre immagini per ricordarsi che né in questa vita, né nell’altra siamo soli?

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Author: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.

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