Monica Cirinnà vuole festeggiare l’anniversario di matrimonio con Esterino Montino in modo diverso da solito: andando al Gay Pride. A ribadire ancora una volta il suo appoggio al matrimonio gay e all’utero in affitto (per difendere il quale ha tanto lottato).
Non sappiamo se il caro coniuge Montino le dirà di sì. Sappiamo certamente che la coppia è assai affiatata, e che, oltre al Gay pride, può permettersi anche “il breve viaggio romantico, con una cenetta, con un regalino a sorpresa“.
Infatti Mario Giordano, nel suo Molto più che sanguisughe, vampiri (Mondadori), a pagina 60 ricorda che Montino,
marito della Cirinnà, prende due ex vitalizi, uno da senatore (3408 euro al mese) e uno da ex consigliere regionale (5334 euro al mese).
Si aggiunga a ciò lo stipendio attuale di Montino, e quello della Cirinnà, entrata a suo tempo in Senato anche su raccomandazione del marito, finito in uno scandalo e costretto, per questo motivo, a non ricandidarsi.
Viene da chidersi: se Cirinnà invece che battaglie a favore del matrimonio gay, avesse fatto battaglie per aiutare la famiglia naturale, in che modo i grandi giornali avrebbero cucinato il curriculum, non proprio immacolato, suo e del suo Esterino?

