È sempre possibile il dialogo?

Una delle parole più inflazionate, assieme a amore, e quest’anno, a misericordia, è la parola “dialogo”. In questi tempi di rimescolamento di popoli, culture e religioni, pare che il toccasana per abbattere i muri e costruire ponti, sia il dialogo. Anche la Chiesa, partendo dai suoi alti vertici, ci invita ad essere dialoganti. Ma che cosa significa dialogo per un cristiano? Per spiegarlo mi rifaccio a una citazione del compianto cardinale Giacomo Biffi,

tratta da un suo scritto intitolato “Il dialogo nella Bibbia”. Egli scrive: «Oggi si parla molto di dialogo. Ma che cosa dice la Bibbia a riguardo di questa parola, divenuta molto di moda? Il termine è di origine greca e la parola dialogo è del tutto assente. Esiste invece il verbo dialégomai, che compare 13 volte con diverso valore. Gesù abitualmente usa la forma dell’asserzione autoritativa: “in verità (amen) vi dico” (rafforzata nel quarto Vangelo: “In verità, in verità vi dico”). Quando poi si   confronta con i farisei e i dottori della legge, più che una discussione, nasce regolarmente un diverbio. Sicché non si vede proprio come si possa presentare Gesù come l’antesignano del “dialogo” in senso moderno».

Ma oggi, visto che bisogna essere buoni, misericordiosi e dialoganti per non ergere barricate o muri, quali progressi siamo riusciti ad ottenere con questo benedetto dialologo? Osservo che spesso il dialogo è difficile e qualche volta impossibile persino fra cattolici di diversa sensibilità, provenienza culturale o ideologica. Sono reduce da un estenuante e lungo dialogo via mail con un parente parente di oltremare di famiglia cattolica, ora agnostico, e posso dire che non sono riuscito a fargli riconoscere nemmeno il fatto che esista una legge morale naturale. Nemmeno parlare, quindi di una legge divina, che secondo lui sarebbe coercitiva e legata alla paura e al castigo. Su che cosa possiamo costruire delle società ordinate, se molti oggi pensano che la scelta su ciò che sia bene o male, normale o anormale, naturale o innaturale, spetti all’autodeterminazione del singolo individuo?

Anche per quanto riguarda il dialogo tra le confessioni credenti in Cristo, a me per il momento sembra una forma di compromesso al ribasso, non solo tra le fedi, ma col pensiero mondano. E dell’«In verità, in verità vi dico», di Cristo, che cosa rimane? In che maniera scuote i nostri orgogli? Ho sentito persino di un incontro con un teologo che trattava il tema: “Quale sarà il futuro di Dio”, e quella esposizione, certamente molto moderna, era preceduta e seguita dall’intervento di due massoni. Quale “verità” sarà uscita da quel dialogo?

Qualche buon cattolico sostiene che sia possibile un dialogo anche con l’islam. Sarà, tutto   è possibile al Dio di Gesù Cristo, se ci credessimo davvero? Vorrei ricordare che San Francesco d’Assisi non andò a dialogare con l’autorità musulmana di Terra Santa, ma a parlargli di Cristo e di conversione a Lui. Certo, alcuni ti diranno, per lui che era un santo era possibile, ma ora anch’egli si farebbe molto più prudente, dati i pericoli che incombono.

Insomma, io credo che il dialogo sia possibile solo con che ha voglia di dialogare e di mettersi in discussione di fronte a una Verità più alta, e non per un fatto di circostanza, opportunità politica o visibilità!

Oggi poi viviamo il tempo della dittatura del relativismo, il cui dogma è che non esiste una Verità, ma solo opinioni, anche se sappiamo che esiste una opinione dominante che avrebbe una verità momentanea più importante da dire e spesso da imporre. Puoi ben dialogare fin che vuoi con coloro che condividono questo pensiero, ma non otterrai alcun risultato. Anzi, in futuro, questa dittatura del pensiero unico riserberà, come nei regimi totalitari del passato, i campi di rieducazione e forse tortura, per far ravvedere cloro che non accettano quel pensiero! Altro che dialogo! Il mondo è una prova per tutti, specialmente per i credenti in Cristo. Si, cerchiamo pure di dialogare, ma consapevoli che solo Dio ha il potere di cambiare i cuori degli uomini, facendo scoprire loro la Verità che salva! Se nulla vi è di certo, se tutto è opinione cangiante ed effimera, se nulla ha un senso, allora posso capire anche chi voglia trovare la pace nel suicidio!

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