Un vescovo francese parlò (inutilmente)

monslefebvre

Torniamo indietro di circa 25 anni, in Francia. Un vescovo missionario, abituato ad avere ottimi rapporti con animisti e musulmani, denuncia un fatto: i vescovi francese danno le chiese come moschee. Questo non è corretto, dal punto di vista della fede, e non è opportuno, dal punto di vista politico. Per l’Islam, dichiara, “non c’è difefrenza tra religione e politica“; per questo, finchè i musulmani sono una minoranza, accettano le leggi del paese che li ospita, “ma appena sono numerosi e organizzati diventano aggressivi e vogliono imporre le loro leggi“.

Per queste ed altre dichiarazioni la LICRA (Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo) lo porta in tribunale. Siamo nel 1991. Il vescovo, il cui nome è Marcel Lefebrvre, viene condannato, il 21 marzo 1991 per “diffamazione pubblica“.

Quattro giorno dopo, Lefebvre morirà, e alla sua morte il cardinale africano Hyacinthe Thiandoum scriverà una lettera in cui lo scagiona dall’accusa di razzismo, davvero risibile per un uomo tanto amante dell’Africa e amico anmche di tanti musulmani africani.

L’accusa ha visto uniti sia membri della comunità ebraica, che islamici: forse oggi le comunità ebraiche che in Francia vivono nel terrore, non farebbero quanto fecero allora.

Ma 25 anni fa in Francia, mentre molti vescovi davano le chiese vuote agli islamici, un vescovo missionario non aveva diritto di esprimere un’opinione, senza cadere sotto l’accusa speciosa di razzismo.

Mons. Lefebrvre che, si badi bene, non era un certo teorico dello scontro di civiltà, anzi!

Il 1991 è anche l’anno della I guerra del Golgo, cioè della guerra in Irak, e Lefebvre, come quasi tutto il mondo cattolico tradizionale, vede in essa una somma ingiustizia, e nelle parole di Bush sr sul “nuovo ordine mondiale” incipiente, una gravissima minaccia al mondo intero.

(vedi B.T. de Mallerais, Mons. Marcel Lefebrvre, una vita, Tabula Fati, Chieti)

Qui un pezzo di una intervista al cardinal Thiandoum, dal titolo “Lefebvre? Non è morto scomunicato“, su 30 Giorni aprile 1991. Nella parte finale, sottolineata, si parla del processo per razzismo:

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Author: Libertà e Persona

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