Da un articolo apparso su Zenit
Il fatto
Il 19 luglio Zenit ha pubblicato un articolo del giornalista Carlo Climati dal titolo I Puffi brontoloni che non capiscono il Papa. E’ vero, molte volte ho letto anche io articoli un poco da Puffi, che però, forse andrebbero compresi nella loro istanza di fondo, che dovrà trovare una risposta costruttiva, non ironica, ma rasserenante e rassicurante.
“ZENIT.org”, che ha ospitato l’articolo, non è da confondere con l’ “Associazione culturale ZENIT. Filtra la verità”, di natura politica. E’, invece “ZENIT. Il mondo visto da Roma”, che, da tempo, quotidianamente, informa sulle attività della Chiesa, fornendo interessanti e qualificate notizie.
Se lo zenit, in astronomia, è il punto immaginario che sta sopra la testa dell’osservatore, costituendone un polo di riferimento, questo articolo rischia di ravvivare il disappunto di chi cerca di seguire il soggetto-Chiesa in quella sua unità, che trascende i tempi ed il tempo. Tale intervento rischia di non contribuire a quel clima disteso e dialogante che il noto giornalista dell’ Università Europea di Roma intende realizzare con le sue iniziative di dialogo con i giovani (a tal fine conduce, per esempio, presso la stessa Università Europea, un attivo laboratorio di comunicazione), con le sue interessanti pubblicazioni ed interviste. Ecco la versione integrale dell’articolo:
“I Puffi brontoloni che non capiscono il Papa”
di Carlo Climati 19 luglio 2016 da Zenit.org
I fumetti dei Puffi sono eccezionali. Ogni storia riesce a trasmettere un messaggio. Ogni personaggio ha un carattere e un’immagine diversa, che possiamo ritrovare nella realtà quotidiana.
Un personaggio che mi ha sempre colpito molto è il Puffo brontolone. Sempre cupo, imbronciato, pronto a brontolare e ad esprimere il suo dissenso su ogni cosa.
Capita spesso di incontrare Puffi brontoloni nella vita di tutti i giorni e perfino nella Chiesa. Pensiamo ai Puffi brontoloni che criticano costantemente il Papa e ne analizzano morbosamente ogni parola. Possiamo incontrarli dappertutto: sui giornali, sui social network, al bar, in chiesa, nell’oratorio… Li riconosci subito perché ti avvicinano e ti comunicano il loro brontolamento, spesso partendo da un fatto d’attualità: “Hai sentito che cosa ha detto oggi il Papa? È scandaloso. Porterà la Chiesa alla rovina”.
I Puffi brontoloni possono agire singolarmente o in gruppo. A volte si riuniscono per produrre libri o dichiarazioni brontolose in cui si stracciano le vesti per i presunti pericoli generati dalle affermazioni del Santo Padre.
Uno dei loro bersagli preferiti è l’Amoris laetitia, l’esortazione apostolica sull’amore nella famiglia. Per questo documento i Puffi brontoloni hanno dovuto fare addirittura gli straordinari, impegnandosi senza sosta per combattere le presunte eresie del Pontefice sulla comunione ai divorziati risposati.
Pare proprio che il destino di Papa Francesco sia quello di essere perennemente bersagliato dai Puffi brontoloni, che non lo capiscono o si rifiutano di capirlo. Si rinchiudono volutamente nel proprio guscio e non sono mai disposti a rivedere le proprie idee. La loro missione è quella di brontolare ed attaccare il Papa ogni volta che apre bocca, spesso senza neppure ascoltare o leggere interamente i suoi discorsi.
Proviamo a fare un esempio. Tra le parole del Papa che hanno suscitato maggiormente l’ira dei Puffi brontoloni c’è stata una dichiarazione sul tema dell’omosessualità, rilasciata ai giornalisti in aereo, tornando dal viaggio in Armenia.
Il Papa ha nuovamente sottolineato che le persone omosessuali non devono essere discriminate, ma devono essere rispettate ed accompagnate pastoralmente. Queste parole sono bastate per scatenare l’ira dei Puffi brontoloni, prontamente scatenati sui social network: “Dove andremo a finire? Dove ci porterà questo Papa?”.
È una situazione che si ripete, ormai, stancamente. Il Papa parla e i Puffi brontoloni entrano in azione. Ogni occasione è buona per brontolare: “Il Papa è comunista. Il Papa è buonista. Il Papa parla troppo dei poveri. Il Papa parla troppo degli immigrati…”. Eppure basterebbe così poco per fare un passo avanti, per sorridere e cercare di percepire la straordinaria bellezza del momento che stiamo vivendo fuori e dentro la Chiesa.
Il mondo è grande e bello. Non è solo il perimetro racchiuso in una piccola casa nel villaggio dei Puffi. Usciamo dal nostro guscio e cerchiamo di mettere in pratica l’invito del Papa a vivere un’autentica cultura dell’incontro e dell’accoglienza!
Abbattiamo muri e barriere! Il Vangelo è con noi.
Se l’articolo si riferisse ai soliti “pettegoli”, -e credo che sia così-, o a quelle suore dal naso a peperoncino (ma lasciamo la responsabilità di utilizzare queste espressioni a Papa Francesco), lo condividerei, ma lo riterrei anche superfluo. Se, invece, intendesse riferirsi anche a chi, nella Chiesa, tiene vivo il dialogo, chiesto dallo stesso Santo Padre, e parliamo di Pastori di Santa Romana Chiesa come di laici, -sempre invocati come ricchezza per la Chiesa-, e che hanno pubblicato libri (come scrive il Dott. Climati) allora non capisco. Teniamo anche conto che i comuni lettori forse fanno fatica a distinguere tra Puffi brontoloni, che purtroppo esistono- e seri e costruttivi critici, che invece stanno dando un aiuto alla Chiesa.
Perché fare ironia e non, invece, argomentare in modo puntuale? Questo lo dico proprio perché sia Zenit.org che il Dott. Climati svolgono un compito prezioso.
Non dimentichiamo che chi pone domande “ci mette la faccia”, sapendo di poter passare per “nemico del Santo Padre” quando, proprio, non intende esserlo.
Quando chi sostiene con convinzione l’ermeneutica della continuità (e non in opposizione al Santo Padre), nella lettura dei documenti della Chiesa, viene accusato di “antibergoglionismo”, mentre, invece, offre un contributo, allora l’ironia a cosa può giovare?
Nella seconda parte dell’articolo, l’ironia e l’accusa cedono per un attimo il passo a parole più positive, ciò va detto: Eppure basterebbe così poco per fare un passo avanti, per sorridere e cercare di percepire la straordinaria bellezza del momento che stiamo vivendo fuori e dentro la Chiesa.
Penso che il Prof. Carlo Climati ci abbia regalato e ci regalerà tanti altri contributi di ottimo e ben diverso stile, il suo, come la seguente intervista del 25 giugno c.a. a Sua Ecc. il Card. Ravasi.
Buona visione e grato ascolto
(clic sul link e, poi, sul bottone blu)

