PUÒ DIO SOFFRIRE? LA TRINITÀ DELLE STIMMATE, DI NICCOLÒ DI PIETRO GERINI, E I VOLTI DI DIO (I parte)

di Marcello Giuliano

Attraverso l’esame di alcune opere di Niccolò di Pietro Gerini (1340-1415), pittore fiorentino di scuola giottesca, vi chiederò non di credere al Mistero di Dio Padre, nella morte del Figlio. Vi chiederò, invece, di prendere atto e di conoscere quale sia il Mistero del Padre,

nella morte del Figlio, nel quale il cristiano crede, secondo quanto tramandato dalla tradizione della fede.
In un epoca nella quale la Trinità verrà sempre più spesso rappresentata con il Padre dal volto anziano, -come di lì a poco nella magnifica opera dei fratelli Jacopo e Lorenzo Salimbeni (1415) e già in miniature del XII secolo, secondo un’iconologia che pure ha un profondo significato simbolico-, Niccolò non esita, secondo la scuola francescana di Giotto, a rappresentare

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il Padre con il medesimo volto del Figlio. Egli si mantiene, in parte, fedele alla tradizione di stampo bizantino, come si vede, per esempio nell’affresco della Santissima Trinità di Vallepietra (sec. XII)

 

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Santissima Trinità di Vallepietra (Lazio), sec. XII

dove le tre persone mostrano lo stesso volto barbuto, cosa che si perpetuerà anche dopo Niccolò in opere del XV secolo come a Perugia, in Sant’Agata, o nella Chiesa di San Pietro a Benna (1535).

 

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Chiesa di San Pietro a Benna, Scuola di Defendente Ferrari, 1535

Presto, però, prevarrà la raffigurazione del Padre anziano con la barba e del Figlio sì, con la barba, ma più giovane, secondo uno stilema più realistico che simbolico.

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Niccolò di Pietro Gerini, 1387, Battesimo di Gesù, National Gallery (cm 399 x 480)

Full title: Baptism Altarpiece Artist: Niccol¨° di Pietro Gerini Date made: probably 1387 Source: http://www.nationalgalleryimages.co.uk/ Contact: picture.library@nationalgallery.co.uk Copyright (C) The National Gallery, London

In alto, Battesimo di Gesù, particolare

Niccolò, a metà della fase del cambiamento, nello splendido Battesimo di Gesù (1387, presso la National Gallery), come nella Santissima Trinità Delle Stimmate, dedicata a San Francesco d’Assisi, -suo Santo ispiratore-, risalente al 1385, (Firenze, Galleria dell’Accademia), manterrà, invece, identici i due volti, per di più, giovani, mentre lo Spirito Santo verrà rappresentato il simbolo della colomba.

 

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A destra, la Santissima Trinità delle Stimmate.
I Quattro volti, del Padre e del Figlio, sono identici

Come si nota, la somiglianza tra i volti del Padre e del Figlio, sia nel Battesimo, del 1387, che nella Trinità, del 1385, è presente non solo all’interno della singola opera, ma anche tra i volti delle due diverse tavole.
La cosa non stupisce, proprio per la radicata convinzione della teologia medioevale secondo cui, nel mistero trinitario, le tre Persone, uguali, distinte, ed un solo Dio, sono ed operano sempre congiuntamente. Mistero ben delineato da S. Agostino ed ulteriormente sviluppato nella teologia di San Bonaventura, francescano.
Ancor prima del Niccolò (1305), Giotto, nella Cappella di Santa Maria della Carità, detta Degli Scrovegni, a Padova, aveva raffigurato il Padre dell’affresco dell’arco trionfale –affresco della Misericordia del Padre-, con il volto del Figlio del Giudizio Universale, posto nella controfacciata della stessa Cappella. Cosa simile Giotto realizzò in rapporto al Crocifisso:

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Author: Marcello Giuliano

Nato a Brescia nel 1957, vive a Romano di Lombardia (BG). Dopo aver conseguito il Baccelierato in Teologia nel 1984 presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e il Diploma di Educatore Professionale nel 2001, ha lavorato numerosi anni nel sociale. Insegnante di Religione Cattolica nella Scuola Primaria in Provincia e Diocesi di Bergamo, collabora ai cammini di discernimento per persone separate, divorziate, risposate ed è formatore per gli Insegnanti di religione Cattolica per conto della stessa Diocesi. Scrive sulle riviste online Libertà & Persona e Agorà Irc prevalentemente con articoli inerenti la lettura simbolica dell’arte ed il campo educativo. Per Mimep-Docete ha pubblicato Dalla vita alla fede, dalla fede alla vita. Camminando con le famiglie ferite (2017); In collaborazione con Padre Gianmarco Arrigoni, O. F. M. Conv., ha curato il libro Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). La forza del dolore salvifico. Percorsi nella Santità e nell’arte, (2020). Ancora con Padre Gianmarco Arrigoni O. F. M. Conv., Non è qui, è Risorto! Mimep-Docete, Marzo 2024.

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