Se Dio ha creato il mondo, chi ha creato Dio?

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…A pagina 157 del suo L’Illusione di Dio, il celebre ateologo Dawkins propone questo ragionamento: “I miei amici teologi sono tornati più volte sul punto che è più sensato postulare l’esistenza di qualcosa anziché del nulla. Ci deve essere stata una prima causa di tutto e tanto vale darle il nome di Dio”; ma, aggiunge Dawkins, “l’ipotesi del progettista (Dio, ndr) solleva immediatamente il problema più vasto di chi abbia progettato il progettista“.
A questa obiezione classica,Ma se Dio ha creato il mondo, chi ha creato Dio?”, facciamo rispondere un filosofo, Marco Fasol, e un matematico di Oxford, il professor John Lennox.

Scrive il primo: “La nostra ragione cerca una causa quando c’è un cambiamento da spiegare. Ogni cambiamento esige una causa perché contrasta con il principio di identità. Infatti vedo che prima c’era un oggetto e poi questo cambia. Allora mi chiedo quale sia la causa. Ma se non c’è nessun cambiamento da spiegare, la nostra ragione non chiede una causa. Per questo non ha senso esigere una causa per Dio. Dio è richiesto dalla nostra ragione per giustificare i cambiamenti dell’universo, il suo venire all’essere. Ma la nostra ragione non vede e non esige cambiamenti in Dio, quindi non esige una causa di Dio”.
Afferma invece il matematico: “il Dio che ha creato e regge l’universo non è stato creato: è eterno. Non è stato fatto e pertanto non è soggetto alle leggi scoperte dalla scienza; è stato lui a fare l’universo con le sue leggi. In effetti in questo consiste la distinzione fondamentale tra Dio e l’universo: l’universo è nato, Dio no”.
Quanto alla nascita dell’universo, scoperta dal sacerdote cattolico Georges Edouard Lemaître, il padre del Big Bang, oggi ne conosciamo anche la data: 13,7 miliardi di anni fa.
Prima di tale data non esistevano né materia, né tempo né spazio.
Continua Lennox ricordando che mentre il Dio biblico, al di fuori del tempo e dello spazio, puro Pensiero, crea la materia dal nulla (cioè fa sì che la materia venga all’essere), per gli antichi greci la materia era eterna, increata, così come lo era per i materialisti atei sovietici. “Mi affascinava sempre -continua Lennox- durante le mie numerose visite all’ex mondo comunista che spesso gli accademici comunisti vecchio stile mi ponessero la domanda: Chi ha creato Dio? Era interessante vedere il dilemma in cui sprofondavano quando veniva fatta notare la loro credenza nell’eternità della materia…Per loro la materia, eterna e bruta, era perfettamente accettabile, non però un Dio personale ed eterno. La logica non stava dalla loro parte. E nemmeno dalla parte di Dawkins. Energia eterna, sì; ma una Persona eterna no. Dov’è la logica di tutto questo?” .

Due credo ben diversi

A ben vedere dunque si affrontano due credo ben diversi: il dato di fatto ultimo dell’ateo è l’universo; il dato di fatto ultimo del teista è Dio. Ma l’ateo non può spiegare il venire all’essere, la contingenza dell’Universo, che lungi dall’essere sempre esistito, e quindi necessario e autosufficiente, è nato con il Big bang (di qui l’ostilità di tanti scienziati atei, per tanti anni, alla teoria del Big Bang, e la condanna di detta teoria, per decenni, sotto i regimi comunisti materialisti: ciò che nasce, infatti, richiede una spiegazione, una causa).
Di più: la scienza ci porta sempre più a comprendere che la Mente viene prima della materia e non viceversa; che è la materia visibile che obbedisce alle leggi invisibili, e non viceversa. Già il premio Nobel per la fisica, Enrico Fermi ipotizzava: “La realtà in cui viviamo potrebbe ben essere una combinazione di numeri. Ogni struttura di numeri farebbe nascere delle leggi e, a loro volta, queste leggi farebbero nascere la materia, lo spazio, il tempo…”. Più recentemente i due fratelli Bogdanov, un fisico e un matematico, si sono dati questa risposta: “prima del Big Bang?… C’è stato un tempo, vicino all’ istante zero, in cui l’universo era immateriale. Di che cosa era fatto? Di quanto in campo scientifico si definisce oggi ‘informazione’: un pensiero puro nel cuore del nulla; un pensiero matematico…”. Un pensiero puro che crea: esattamente la definizione filosofica e teologica di Dio.
Proseguendo nell’analisi dei due credo: il principio dell’ordine che troviamo nella realtà, per l’ateo, è ingiustificabile: di qui il ricorso al caso, che non giustifica nulla; mentre per il credente l’ordine razionale che esiste nella realtà è frutto della Razionalità, dell’Intelligenza di un Creatore.
Infatti una Ferrari è il progetto, scaturito dalla mente dell’ingegnere, più che un insieme di metalli; un computer è più il linguaggio, ideato dal programmatore, dell’insieme di materiali; una cattedrale è anzitutto il disegno dell’architetto, più che un insieme di pietre. Progetto, linguaggio, disegno, informazione..: non caso, ma intelligenza. Non materia ma pensiero. E l’universo (con le sue leggi, i suoi numeri)? Non deve essere stato progettato, pensato anch’esso?

Da: Perchè non possiamo essere atei (nuova edizione, Gondolin, Verona, 2014): http://www.edizionigondolin.com/libro/perche-non-possiamo-essere-atei/

 

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Autore: Libertà e Persona

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