Andrea Tornielli intervista il papa

 

Oggi, su La Stampa, è uscita una lunga intervista di Andrea Tornielli al papa. Ricordiamo in tanti la prima, a Eugenio Scalfari: si è scoperto, dopo un po’ di tempo, per ammissione coatta di Scalfari stesso, che non di una intervista si trattava, dal momento che l’intervistatore non aveva con sè nè taccuino nè registratore.

Poi l’altra intervista, a padre Spadaro, comparsa prima in versione ridotta, e poi a libro, integrale. Entrambe, a me sembra, con un grave difetto: una certa voglia dell’intervistatore di fare da co-protagonista. Anzi, nel caso di Scalfari, si può quasi dire che egli abbia intervistato il papa per parlare lui. L’umiltà non è il suo forte.

L’intervista di oggi è diversa: è una intervista! Sarà ovvio, ma è la novità.

E allora uno dice: che bello, uno fa le domande e lascia all’altro la libertà di rispondere come vuole. L’intervistatore non fa, questa volta, la prima donna.

Quanto al contenuto dell’intervista, ne guadagna in chiarezza. Il papa dice le cose che gli stanno a  cuore: che il Natale è Dio con noi, e che quindi gli uomini di fede lo vivano e lo facciano capire. Gesù bambino dona gioia, speranza, tenerezza. E porta con sè l’impeto alla carità, in ogni senso.

Poi qualche chiarimento che interessa la mondo: il papa dice, riguardo al marxismo, per evitare equivoci, di aver conosciuto marxisti buoni, nella sua vita (tra cui, come detto altrove, una sua insegnante che ammirava molto), ma, aggiunge, “l’ideologia marxista è sbagliata”.

Tornielli non può omettere di fare le domande solite, un po’ noiose se vogliamo, ma doverose, nel sistema dei media. Per cui chiede al papa se farà donne cardinale. Risponde il papa: “E’ una battuta uscita non so da dove. Le donne nella chiesa devono essere valorizzate, non ‘clericalizzate’. Chi pensa alle donne cardinale soffre un po’ di clericalismo“.

E la comunione ai divorziati? Il papa chiarisce che i suoi discorsi passati sulla maggior audacia nel dare la comunione non si riferivano a quello.

Quanto all’ecumenismo, ne dichiara l’importanza, nel solco dei suoi predecessori. Ma parla di “ecumenismo del sangue“, cioè del fatto che oggi spesso i cristiani, cattolici o protestanti che siano, vengono uccisi perchè portano una croce al collo. Dice il papa: partiamo da lì. Da quel sangue mischiato. Partiamo dall’amicizia, dai fatti, dalla testimonianza. Ma non significa che non abbia presente le difficoltà dottrinali. Parlando degli ortodossi, infatti, afferma: “E’ un dolore non poter celebrare ancora l’eucarestia insieme, ma l’amicizia c’è“.

Un modo elegante, gentile, nel senso più vero, per dire che i cristiani ortodossi sono in qualche modo parte della cristianità, pur essendo anche, nel contempo, separati da una piena comunione con la Chiesa di Cristo.

In sintesi? Una intervista interessante, utile, per molti aspetti chiarificatrice …

 

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Author: Francesco Agnoli

Segnaliamo alcune pubblicazioni dell'autore: Darwin ha preso un granchio (QUI); L’anima c’è e si vede. 18 prove che l’uomo non è solo materia, ED. Il Timone, 2023 (QUI); Hitler, l'anticristo (QUI); Scienziati dunque credenti (QUI) La Politica (QUI); Donne che hanno fatto la storia (QUI); (QUI). Ha una pagina youtube: QUI

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