Sorpresa: il popolo del web sta con Barilla

di Giuliano Guzzo 

 

Ideona, quella di boicottare Barilla dopo le presunte dichiarazioni “omofobe”  rese da Guido, Presidente del gruppo, alla trasmissione radiofonica La Zanzara. Dichiarazioni – «Sono per la famiglia tradizionale, non realizzerò spot gay» – che rientrerebbero nella libertà d’ogni imprenditore di farsi pubblicità come meglio crede, non fossimo sotto la dittatura del politicamente corretto e i suoi orwelliani divieti verbali emanati, pena la gogna e l’isolamento, in vista di quelli mentali. Boicottaggio sia, dunque. Peccato che non funzioni. Ma sì, proprio così: l’infallibile e famigerato “popolo della rete”, la fin troppo lodata dinamite sotterranea e invisibile, questa volta, ha fatto cilecca.

Nella giornata di ieri, infatti, il numero di simpatizzanti – almeno a giudicare della pagina ufficiale su facebook –, anziché decrescere ha iniziato ad aumentare vertiginosamente: erano 133.649 alle 15:20, divenuti 134.150 alle 17:00, 134.410 alle 18:00, 135.362 alle 21:00. Come se non bastasse, più di qualcuno è corso al supermercato fotografando la pasta appena acquistata. Poi è chiaro: l’eventuale boicottaggio lo si rileverà più avanti e da bilanci generali, non certo su facebook. Rimane però da chiedersi come questo potrà prendere piede domani e nel concreto se oggi, appunto, non riesce neppure sul virtuale, dove in teoria tutto è più semplice, compresa l’organizzazione di una protesta. Staremo a vedere.

E su Twitter? Almeno lì la protesta funziona? Si dice di sì ma in realtà, strano ma vero, neppure là dove l’idea del boicottaggio è germogliata al grido di guerra di #boicottabarilla la popolarità del marchio ha subito indebolimenti – anzi! -, come dimostra la costante crescita dei followers: 5.000 in mattinata, sono diventati 5.170 alle 16:00, 5.269 alle 18:00 e 5.660 alle 21:00. Figuraccia epica, dunque, per il mitico “popolo della rete” e deciso riscatto, sul web, della maggioranza silenziosa. Quella che magari fa poco chiasso, ma intanto c’è. Che di solito non si fa sentire in piazza ma potrebbe – se solo i politici non temessero, come purtroppo spesso temono (emuli, ahinoi, di molti vescovi), di spendere parole a difesa della famiglia naturale – farsi sentire alle urne. Che non frequenta i ristoranti chic, ma cena a casa e mangia Barilla. Orgogliosamente.

(fonte: giulianoguzzo.wordpress.com)

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Author: Libertà e Persona

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