Mario Sechi, ex direttore del Tempo, poi uomo molto vicino a Monti, una vota che non è risultato eletto, è rimasto a piedi. In una intervista con P. Buttafuoco, sul Foglio, Sechi -dopo aver raccontato quello che accade in Italia (se sei qualcuno, ti cercano tutti,se non sei più nè il direttore di un giornale, nè un deputato, gli stessi di cui sopra fingono di non conoscerti)- fa una rivelazione interessante:
“Londra, infine. Va sempre a Londra, Sechi. Ogni volta che lo cerco su WhatsApp trovo scritto nel display “Londra”. Due giorni prima della passeggiata a Trastevere era ancora in Gran Bretagna. E’ il caso di raccontarla però, la telefonata.
Mario, ma dove sei?
“Alla Freemasons’ Hall, l’officina madre di tutte le logge inglesi”.
Rito inglese, scozzese?
“Cossiga ti avrebbe detto: ‘Scozzese rettificato’. Ma lasciamo perdere questi dettagli”.
Insomma, stai tegolando o ti stanno tegolando?
“Sto per entrare nell’aula magna per ascoltare la conferenza di Dan Brown. Poi, a cena, me ne andrò a Soho”.
C’è anche Oscar Giannino lì, con te.
“No. Oscar va negli Usa. Starà discutendo ancora con Zingales. Io preferisco Londra. E’ la metafora di tutto quello che non può essere Roma: una città ordinata, una società aperta, l’incrocio dei capitali e del sapere da tutto il mondo, un’industria culturale e non una mafietta pseudoletteraria. Vado e vengo da là e trovo tutto questo molto bello. L’ultima volta che sono sbarcato a Fiumicino la prima parola che mi è venuta in mente è stata ‘Africa’”.
Ma la massoneria conta ancora?
“Qui sì”.”
http://www.ilfoglio.it/soloqui/18420
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