Quando alcuni amici cattolici mi dissero che avrebbero votato Scelta Civica di Monti rimasi un po’ sbalordito: “Monti? Ma quali i punti di contatto con il pensiero cattolico?”. Soprattutto feci una facile previsione: “non sarà mai un partito. Monti ha il fascino di un findus surgelato: come potrà tenere insieme un agglomerato così eterogeneo? Il suo partito è l’unione adultera e frettolosa di forze totalmente diverse: il suo entourage stretto, di stampo massonico-elitario; i laicisti di Montezemolo, che la faccia non ce la mette; i cattolici progressisti di Riccardi; qualche ciellino come Mauro; qualche cattolico interessato alla bioetica come Romano e Gigli; qualche saltimbanco in cerca di un posto, per l’impossibilità di candidarsi in regione, come Dellai; qualche buon borghese di alto rango…”.
Aggiunsi: “se andranno al governo, saranno tenuti insieme dalle poltrone, se non dovessero farcela si spaccheranno subito, su tutto…”. Sembra stia già avvenendo (ciò significa che non serviva essere dei grandi politologi, per capirlo).
Quanto a Grillo, la sua assenza dal Parlamento, e il suo successo oltre le aspettative, sono un pericolo, per lui. Molti dei suoi deputati-cittadini, non li conosce. Facile fare qualche pronostico: se Bersani dovesse dimostrare di essere forte, vari grillini salteranno sul carro del vincitore, anche perchè uscire dal Movimento 5 stelle significa più libertà e più soldi in busta paga (particolare, quest’ultimo, non da poco); se invece dovesse risultare chiaro che Bersani non regge e che ci saranno nuove elezioni, Grillo riuscirà a trattenere i suoi, in vista di una affermazione forse ancora maggiore….