OGNI MESE A ROVERETO LA MESSA PER LA VITA

Ogni secondo venerdì dentro l’Ospedale della città, in suffragio dei bambini abortiti e per chiedere che la vita umana sia sempre accolta e difesa

Rovereto è una ridente cittadina di 50 mila abitanti che sorge sulle rive dell’Adige tra i monti del Trentino. E’ nota in varie parti del mondo per la sua famosa “Campana dei Caduti”, che ogni sera ricorda le vittime del primo grande conflitto mondiale. Ma i rintocchi della campana dovrebbero oggi ricordare anche altre vittime innocenti di cui nessuno ormai più osa parlare e la cui morte non è un fatto del passato, ma del presente. Maria Dolens – questo il nome della celebre campana – è proprio il nome più adeguato per questa circostanza: sono infatti 6 mila i bambini che sono stati e sono tuttora deliberatamente uccisi prima della nascita all’Ospedale Civico di Rovereto in questi 34 anni di legge 194 (senza contare quelli soppressi in questi ultimi anni con l’aborto chimico legalizzato – ospedaliero o paraospedaliero -, divenuti ora altrettanto numerosi di quelli dell’aborto chirurgico), su una popolazione circondariale di 80 mila abitanti. Ogni commento è superfluo. Del resto, è la media nazionale, che oggi vede l’eliminazione legalmente praticata di circa 700 bambini ogni giorno, metà per via chirurgica e metà per via chimica. Senza contare tutti gli embrioni umani – cioè persone umane – prodotti e sacrificati durante le fecondazioni artificiali.
In questo drammatico contesto, in cui la fede e l’anima di un popolo sembrano soccombere sempre più profondamente insieme alla vita dei suoi figli, ci sono uomini e donne che non si sono dati per vinti. Accanto ad iniziative di sostegno alle donne in difficoltà per la loro gravidanza e ad iniziative culturali per promuovere la difesa della vita, hanno sentito l’esigenza di prendere sul serio l’invito dei Pontefici alla preghiera per la vita.
Così è nata in questi anni un’iniziativa singolare: una “Santa Messa per la Vita”, celebrata ogni secondo venerdì del mese all’interno dello stesso Ospedale Civico sopra descritto. L’intenzione di preghiera è triplice:
– pregare per le anime dei bambini uccisi con l’aborto, sia chirurgico che chimico (circa 30 ogni mese nel nosocomio roveretano);
– chiedere a Dio la grazia che vengano abrogate le leggi omicide come la 194 che permettono l’aborto (e lo fanno eseguire dalle strutture sanitarie dello Stato, create per salvare la vita…) o che permettono la fecondazione artificiale con la relativa produzione e distruzione di embrioni o il loro congelamento o il loro utilizzo distruttivo per la ricerca scientifica; chiedere ancora a Dio che vengano fatte nuove leggi che difendano e promuovano la vita e la famiglia fondata sul matrimonio;
– pregare infine che venga coltivata da tutti la cultura della verità, della vita, dell’amore vero e gli uomini rifiutino ogni metodo anticoncezionale, ogni attacco alla vita nascente o morente, ogni avversione alla legge di Dio, e si impegnino coraggiosamente in opere di carità e di promozione culturale autentica.
Il documento base di riferimento, letto e commentato nelle omelia della Santa Messa per la Vita, è l’enciclica “Evangelium Vitae” del Beato Giovanni Paolo II, riproposta più volte dall’attuale pontefice Benedetto XVI come strumento essenziale per la questione della vita.
Le anime dei piccoli defunti vengono poi ricordate con commozione assegnando loro i nomi dei santi del mese.
Questa singolare celebrazione eucaristica ha trovato finora rispetto e accoglienza da parte della realtà ospedaliera e prosegue nella speranza di portare sempre più gente a pregare e ad assumersi impegni e responsabilità. Ci si augura che sia imitata anche da altre parti e aiuti tutti a riconciliarsi con Dio e con i fratelli, in obbedienza al caloroso invito del Beato Giovanni Paolo II: “è urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero. Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale, da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione, da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente, si elevi una supplica appassionata a Dio, Creatore e amante della vita” (Evangelium Vitae, n. 100)

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo.

Author: Libertà e Persona

La nostra redazione si avvale della collaborazione di studiosi attenti alla promozione di un pensiero libero e rispettoso della persona umana, grazie ad uno sguardo vigile sulle dinamiche del presente e disponibile al confronto. Nel tempo “Libertà e Persona” ha acquisito, articolo dopo articolo, un significativo pubblico di lettori e ha coinvolto docenti, esperti, ricercatori che a vario titolo danno il proprio contributo alla nostra rivista online. Gli articoli firmati "Libertà e Persona" sono a cura dei redattori.

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001.