Sinceramente tutta questa discriminazione verso gay, lesbiche, trans e generi affini non la vedo, non la sento, non la respiro. Facciamo un esempio. Se ad un Gay Pride a Roma al Circo Massimo, il Sindaco Alemanno concede il patrocinio e 100 mila euro di sponsorizzazione (per la precisione 99.999,60 euro iva compresa) perchè ritiene che l’iniziativa in oggetto (Comitato Roma Europride 2011) sia “nella sua interezza, capace di contribuire significativamente alla vita culturale della città”, nessuno dice niente, anzi, Alemanno diventa per un giorno il Sindaco di tutti e non di parte (come è appena successo in occasione della Marcia per la vita).
Altro esempio? Se ad una parate del Gay Pride si lanciano slogan, anatemi, contro il Papa e la Chiesa cattolica, i soloni del giornalismo italiano derubricano il tutto a “libertà di espressione”.
Se viene attaccata l’istituzione del matrimonio e si chiedono pari diritti per le unioni omosessuali, nessuno dice che è un attacco alla Legge ed alla Costituzione Italiana ove vi è scritto “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.
Società naturale, ovvero tra uomo e donna.
Quindi di che legge contro le discriminazioni avete bisogno? Tra poco saremo noi normali, noi eterosessuali ad avere bisogno di leggi o di ghetti che ci proteggano.
di Giorgio Gibertini
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