Pasta caput mundi

La crisi internazionale rafforza l’identità nazionale. Accade così che, mentre il mondo va a rotoli, in questo 2012 gli italiani stanno tornando a fare gli italiani, facendo segnare un aumento di quasi il 5%, rispetto allo scorso anno, delle vendite di pasta; il solo patrimonio che i cinesi non solo non ci potrebbero mai copiare, ma che importano volentieri, come dimostra il più 60% dell’export della nostra pasta verso il Sol Levante. Ripeto: più 60%, mica bruscolini. Quindi, anche se al tavolo dei grandi l’Italia oggi conta poco, a tavola gli italiani sono destinati al dominio. E allora che se li tengano la Borsa, lo spread e il Pil, perché, come scriveva già Anthelme Brillat-Savarin, «il destino delle nazioni dipende dal modo in cui si nutrono». Pasta caput mundi.

 

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