Mai abbandonare il proprio compagno, soprattutto se è tua moglie

“Fireproof” è la storia di Caleb Holt, un eroico capitano dei pompieri, e di sua moglie.

Il lavoro di Caleb consiste nel salvare le vite altrui, cosa che fa con generosità e dedizione, anche grazie alle sue doti naturali: ha sangue freddo, prontezza di riflessi, prestanza fisica…

La riuscita in ambito lavorativo, tuttavia, non è corrisposta da un simile successo nel campo sentimentale. Caleb, infatti, è sposato con una moglie che non guarda neanche più, con la quale parla solo per litigare e con cui non condivide più nulla: dormono in letti separati, mangiano in momenti diversi… insomma, vivono da separati in casa.

Su una cosa, però, la giovane coppia sembra ancora concordare: l’unica soluzione plausibile appare loro il divorzio. “Non abbiamo più nulla da dirci”, rivelerà Caleb ad un suo collega ed amico pompiere.

Prima che questa decisione si trasformi in azioni concrete, fatte di avvocati ed udienze in tribunale, il capitano dei pompieri ne parla con il padre che, a sua volta, ha vissuto un periodo difficile nel rapporto matrimoniale con la moglie e che è riuscito a superare soprattutto grazie ad uno sguardo nuovo sulle cose determinato dall’incontro con la Fede.

Il padre chiede a Caleb di darsi del tempo prima di decidere per il divorzio e gli consegna un diario suddiviso in quaranta giorni: ogni giornata prevede che il figlio faccia delle azioni concrete nei confronti di sua moglie, utili per capire se il loro matrimonio ha ancora un senso e può, dunque, essere salvato.
Le azioni sono tutte apparentemente semplici, quasi banali; sono un insieme di gesti che spesso vengono fatti nel periodo del fidanzamento e nei primi tempi del matrimonio, per poi – troppo spesso – cadere nell’oblio: telefonare alla moglie per chiederle come sta, lavare i piatti al suo posto o pulire la casa, regalarle un mazzo di fiori… e via discorrendo.

I primi venti giorni vengono affrontati da Caleb con enorme difficoltà: lui per primo non è convinto del percorso che sta seguendo e sua moglie respinge ogni suo gesto gentile.

Alla metà del percorso giunge però una svolta inaspettata. In un dialogo con il padre, Caleb rimane folgorato da queste parole: “Solo nel momento in cui di senti amato da Qualcuno di più grande, puoi amare a tua volta e accettare anche i difetti, tuoi e degli altri”.
Comincia qui un percorso di conversione che porterà l’eroico pompiere a riflettere sui propri comportamenti nei confronti della moglie – spesso inconsapevolmente egoisti – e a pregare per lei e per il loro matrimonio.
Perché, per un vigile del fuoco, una sola è la regola: “Mai abbandonare il proprio compagno”.

Gli ultimi venti giorni del percorso vengono affrontati da Caleb con una convinzione e una coscienza nuove, cosa che viene inevitabilmente notata da sua moglie.
Ora il centro della vita di Caleb è Cristo: è Lui che gli dà la forza di perdonare la moglie e se stesso e, nel contempo, il coraggio di amare ed amarsi.

Certo, le difficoltà non vengono annullate dall’oggi al domani, ma camminando sulla via della Fede si ha la certezza di non essere soli e anche i problemi diventano più leggeri.E alla fine, grazie a Dio e alla Sua azione salvifica sul cuore spesso indurito degli uomini, un matrimonio che stava andando in fumo viene salvato…

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