
Due giorni dopo la pubblicazione su Libertà e Persona di “Scientocrazia”, su La Repubblica appare un articolo del Costituzionalista Gustavo Zagrebelsky che denuncia gli stessi pericoli.
Una singolare sincronicità che probabilmente non è casuale.
“Scientocrazia” è un termine coniato per indicare un popolo i cui cittadini decidano liberamente… ma in base a quello che dicono gli scienziati (anche conosciuti come “tecnici”).
1. “Decidere noi della scienza”. Questo sembra uno dei punti-chiave sul quale si chiede un approfondimento. “Noi” significa l’insieme dei cittadini che, in democrazia, hanno il diritto di deliberare sul modo d’essere della società. L’obiettivo polemico è la scienza che decide per noi, al posto nostro, privandoci del senso più profondo della democrazia. Chi deve modellare le nostre società?
Come si vede il messaggio sembra proprio essere lo stesso, ma la questione sembra essere così importante che sull’argomento si è aperto un interessante dibattito che è possibile seguire sul sito scienceanddemocracy.
Il fatto è ancor più interessante in quanto Zagrebelsky parte non solo da un approccio giuridico, mentre noi partivamo dal versante scientifico, ma quel che appare curioso in questa strana convergenza, è che lo stesso Zagrebelsky ha condotto delle battaglie contro le “verità” della religione cattolica indicandole come pericolo per la democrazia, vedi sempre su La Repubblica, Zagrebelsky: “Se il potere nichilista si allea con la Chiesa del dogma“.
Quello che infatti intravede il Costituzionalista, è una scienza che si avvia ad imporre le sue verità come “dogmi”, annullando di fatto la libertà di scelta finendo per somigliare sempre più ad una religione. Ma quello che forse sfugge a Zagrebelsky è che nelle società del passato i dogmi religiosi non riguardavano la vita della società ma la fede, ed essa era la “fons iuris” delle società dell’epoca, proprio come gli articoli della Costituzione, norme poste a tutela del cittadino e della giustizia che Zagrebelsky certamente non vedrà negativamente.
Questa errata concezione trova conferma in un intervento che appare sul forum:
di MARCO MAMONE CAPRIA Dipartimento di Matematica e Informatica Università degli Studi di Perugia
Le opinioni di un cittadino, nelle nostre società, sono libere: se pensa che gli asini volano o che il volo delle streghe su un manico di scopa è impossibile, nessuna istituzione lo perseguiterà per questo. Com’è noto, ciò non è sempre accaduto: in tempi e luoghi non molto lontani se qualcuno era accusato di avere opinioni in contrasto con i dogmi della chiesa cattolica, o – per citare un altro esempio storicamente significativo – con i principî del materialismo dialettico, poteva essere inquisito e punito.
A questo intervento possiamo fare le seguenti osservazioni:
1- Nella nostra società un cittadino potrà anche credere che gli asini volano, ma non potrà mettere in dubbio la spiegazione neodarwinina dell’evoluzione:
CS-Telmo Pievani: chi muove delle obiezioni alla teoria di Darwin è un “matto” ;
CS- Avvertimenti “mafiosi” 1: il darwinismo è la nostra ideologia
Ma anche M.M. Capria nel seguito del suo intervento giunge alle stesse conclusioni:
Invece l’uso delle opinioni (inclusa la loro comunicazione) non è affatto libero nemmeno oggi e negli stati “occidentali”: se chi pensa che gli asini volano è un maestro di scuola e intende insegnarlo alla sua classe, glielo si impedirà e, qualora insista, sarà colpito da misure disciplinari.
Si può dire che questo stato di cose è abbastanza ragionevole: gli asini non volano, ed è quindi giusto che a chi nutre la bizzarra opinione contraria si impedisca di insegnarla ai nostri figli. Il problema è che accanto a tesi sulle quali praticamente non c’è mai stato alcun dubbio e altre su cui oggi ci sono relativamente pochi dubbi (per esempio quelle relative alla forma della Terra), ce ne sono molte altre che godono di due proprietà:
1) sono controverse;
2) il loro riconoscimento ufficiale (o quello della loro negazione) ha importanti conseguenze socio-politiche.
Ricordiamo allora che proprio la negazione del fatto che determinati argomenti siano controversi è stata al centro di alcuni dibattiti di questi giorni, vedi CS- Global warming: la bufala è il problema minore.
Riguardo invece ai paragoni con altre situazioni del passato si possono invece fare le seguenti osservazioni:
1- Come detto la Chiesa difendeva la “fons iuris” degli Stati allo stesso modo in cui oggi viene difesa la Costituzione
2- Corretto il paragone col Materialismo Dialettico descritto da Orwell in “La fattoria degli animali”.
I dogmi dello scientismo appartengono alla stessa categoria.
Un’ultima cosa resta da dire: perché questa strana sincronicità degli articoli?
La risposta è semplice: perché la “Scientocrazia”, il governo dei tecnici, si sta compiendo proprio adesso davanti ai nostri occhi.