Monti, avere un posto fisso non è monotono

“I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso tutta la vita! E’ più bello cambiare, avere delle sfide. Purché siano in condizioni accettabili. E questo vuol dire tutelare un po’ meno chi oggi è ipertutelato; tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro, o proprio non riesce ad entrarci”.

Sono queste le parole, trascritte in maniera letterale, pronunciate dal presidente del Consiglio Mario Monti a Matrix.

Le considerazioni che si possono fare in merito sono varie e interessano più piani.
Quel che è certo, comunque, è che se non si aiutano i giovani ad entrare nel mondo del lavoro – e ad entrarvi presto ed in maniera stabile – ne risentirà l’intera società. E questo, sia da un punto di vista sociologico che economico.

Infatti, se un giovane non ha un lavoro stabile, di certo non penserà a sposarsi e a fare figli.
I dati rivelano che oramai ci si sposa sempre più tardi (se lo si fa) e che la media nazionale di figli per donna si attesta sull’1,4: una percentuale ben distante dai 2,1 figli per donna necessari affinché vi sia un adeguato ricambio generazionale.
Sposarsi costa, fare figli costa. E’ sempre stato così, certo, ma i giovani di oggi devono sommare alle difficoltà passate anche l’incertezza economica, che di certo costituisce un fattore di non secondaria importanza.

Veniamo al versante economico, dunque.
Per prima cosa, se la cosiddetta “generazione mille euro” non ha soldi in tasca, di certo non spende e non investe. E questo, alla lunga, provoca un ristagno economico.
In secondo luogo, il costante aumento della popolazione “anziana” (e quindi economicamente “passiva”) in confronto al numero di persone attive nel mondo del lavoro fa sì che i giovani di oggi debbano lavorare sempre più a lungo e siano costretti a pagare sempre più tasse per contribuire alle pensioni di nonni e genitori. Senza essere certi che poi ci sarà qualcuno che la pagherà a loro, la meritata pensione.
Da ultimo: quale banca concede un mutuo a chi non ha un posto fisso e non può quindi fornire delle garanzie?

Insomma, caro Monti, mi pare proprio che le cose andrebbero ripensate.
Avere un posto fisso, una certezza, non è una banalità. Incide su ogni aspetto del vivere quotidiano.
E’ monotono e noioso? Beh, di certo è sempre meglio che vivere nell’incertezza.

E poi, come diceva Leopardi: “La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani” (Pensieri, LXVIII).

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6 pensieri riguardo “Monti, avere un posto fisso non è monotono”

  1. Monti, non eletto dal popolo italiano, è il primo ad avere un posto fisso da senatore a vita, quindi più fisso di così, si muore, per l’appunto. stipendino da 15.000 euro al mese. noi coglioni ingoiamo le sue battutine. a un certo punto le cose andranno in modo diverso. gente per le strade con le armi, eccetera. il welfare italiano è insolvente dal punto di vista finanziario. quando il nostro paese andrà in default, tra uno o due anni, questo sistema crollerà e ognuno andrà per sè. se questa è la mobilità intesa dal montino romano.

  2. Prof. Monti lei ha torto. Invece, stanno diventando monotone le mail propagandistiche pubblicate sul
    sito “Governo.it”. Dopo Lisa, la bambina di due anni e mezzo, felice di vedere in TV “nonno Mario”,
    ora campeggia la seguente mail: ” Vedo i segni della stanchezza sul suo volto, ma le volevo scrivere a grandi lettere il mio apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo per l’Italia e gli italiani”. Più sotto un’altra chicca firmata da un sedicente:”Impiegato, coniugato, figlio di un portiere di palazzo popolare.” Per queste ed altre chicche del novello Minculpop andare su:
    http://www.governo.it/GovernoInforma/dialogo/estratti.html.
    Tra quanti mesi il gulag per noi reprobi?
    Paolo

  3. salve
    caro Paolo85 non paragoni il Minculpop a questi massoni satanici.
    Io ho il posto fisso (militare di carriera…che carriera poi) conquistato con corsi, esami, prove fisiche, psichiche, missioni, destinazioni operative.
    Come scrive Giulia, il posto fisso da sicurezza e certezze, cose che ai compagni massoni non piacciono (per gli altri, per loro vanno benissimo) in quanto distruttori di tutto, in primis, della famiglia.
    E’ giusto e bello anche rischiare, mio padre cambiò diversi lavori ma poi, si conquistò il posto fisso (archivista in comune).
    Meno scuola inutile e più spazio a lavori che vanno perdendosi; idraulico, carpentiere, falegname, contadino, allevatore, artigiano con “botteghe” tramandate da padre in figlio o da professionista all’apprendista…impara l’arte e mettila da parte
    saluti
    Piero e famiglia
    Monti e massoneria A CASAAAAAAAAAAA

  4. Buona sera cara Piero61,
    il paragone con il Minculpop era ironico. Se non si hanno i paraocchi, questo nuovo regime massonico-bancario è ridicolo e mette paura. Stanno realizzando una società aberrante, studiata a tavolino, nel segreto delle logge: una società che è il contrario di quella cristiana.
    Non hanno ancora preso i provvedimenti economici urgenti che già la Frignero si preoccupa delle leggi pro omosessuali. Nel frattempo, la loro politica economica ci porterà alla miseria generalizzata. Anni fa, lessi che la Commissione Trilaterale, di cui il nostro amatissimo Leader era membro, auspicava una società con rapporto 80/20: 80% della popolazione con lavori precari, poco pagati, e un 20% di persone con alta istruzione, specializzate e ben remunerate. Monti sta mettendo in atto questo programma. Il risultato finale sarà analogo a quello del socialismo reale con , in più, tutti i frutti avvelenati del politically correct: droghe libere, matrimoni gay, manipolazioni genetiche, eutanasia. A questo punto, uno conclude che, forse, era meglio avere a che fare con Lenin e Stalin: erano più seri.
    Paolo

  5. Tranne i primi anni (dai 15 ai 20) ho avuto il posto fisso tutta la vita lavorativa. Ho cominciato a 20 anni come infermiera professionale nei reparti di degenza,dopo qualche anno sono entrata a far parte dello staff di insegnanti della Scuola stessa, al conseguimento della specializzazione come Capo Sala ho diretto reparti di degenza ospedaliera e più avanti l’assistenza infermieristica di un’intera Casa di lungo degenza per anziani. Come vede caro Sig Monti nel posto fisso non c’è nessuna monotonia quando uno lo ha e quando permette sviluppi professionali al suo interno. Poi, mi scusi, se uno fa un lavoro che gli piace o che gli permette di mantenere la sua famiglia perchè dovrebbe ritenerlo monotono, la vita non è solo il lavoro, diceva mio padre che era operaio e ha allevato 5 figli.

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