dal “Giornale di Desio” di martedì 27 gennaio 2012
“Altro che cimitero! Andate a vedere in che condizioni è il campo di sepoltura dei bimbi abortiti!”.
L’accusa è dell’infermiere Giorgio Celsi, fondatore e presidente del gruppo “Ora et Labora in Difesa della Vita”… ma in Comune ribattono: “Non è un camposanto, vi vengono sepolti resti anatomici”.
“E’ vergognosa – ha chiosato Celsi – l’incuria in cui si trova attualmente quel terreno che non dimentichiamo, fa sempre parte di un camposanto. Terra rimossa e erbacce crescono dappertutto. Non si può abbandonare un’area così. ”
Il grido d’allarme di tanto degrado è giunto da Maria Pia Mantegazza da anni volontaria presso la stessa associazione.
“Ogni tanto mi reco a dire una preghiera per questi bimbi mai nati – ha affermato la donna – e purtroppo mi preme sottolineare che di questa brutta situazione non se ne sta curando nessuno. Sfido chiunque a individuare che sotto la coltre di terra smossa ci siano almeno tremila feti. Insomma se qualcuno avesse intenzione di dire una preghiera per loro non potrebbe mai farlo perchè non è possibile capire la finalità di quel terreno. Quando passo di qui porto sempre dei fiorellini perchè ricordiamoci che lì sotto ci sono comunque degli esseri umani”.