40 Giorni per la Vita

Durerà dal 28 settembre al 6 novembre: non a caso si chiama 40 Days for Life, 40 Giorni per la Vita, la massiccia campagna di sensibilizzazione internazionale contro l’aborto, varata per l’autunno dall’omonimo movimento, sorto solo 7 anni fa, ma già forte di oltre 300 sedi in tutto il mondo. A darne notizia in Italia, ha provveduto “L’Osservatore Romano” nel numero dello scorso 31 agosto, a pag. 6.

Gli strumenti scelti per quest’azione di pressing culturale, ma soprattutto spirituale, sono digiuno e preghiera all’esterno delle strutture ove si praticano gli aborti.

L’impegno prevede, in particolare, la recita quotidiana del Santo Rosario e della Preghiera per la Vita del Beato Giovanni Paolo II.

48 gli Stati d’America interessati dall’iniziativa, 7 le province canadesi, e poi l’Australia, l’Inghilterra, la Spagna e, per la prima volta, anche Germania ed Argentina: un vasto coinvolgimento, segno “che la gente vuole reagire”, ha commentato il fondatore di 40 Days for Life, Shawn Carney di Bryan, Texas: “La gente è riuscita a superare la paura di scendere in strada, per manifestare il proprio dissenso – ha dichiarato -. Credo che la campagna abbia aiutato ad aprire gli occhi ed a rendersi conto che gli aborti avvengono, purtroppo, a pochi passi da casa nostra. Si può fare qualcosa per impedire tutto questo”.

Carney ha buoni motivi per poterlo dire: grazie all’azione svolta dalla sua organizzazione, negli Stati Uniti sono stati salvati oltre 4 mila nascituri e si sono registrati numerosi casi di autentica conversione, come quello di Abby Johnson, 29 anni, ex-direttrice di un Centro di Planned Parenthood: ha lasciato l’incarico dopo 8 anni per aver assistito ad un aborto con gli ultrasuoni.

Ora collabora con quanti, fino a ieri, pregavano per lei. Ed ai programmi radiofonici e televisivi, cui è stata invitata, ha dichiarato di aver sperimentato “un cambiamento del cuore, una conversione spirituale, definitiva”.

Ma molti altri sono i casi analoghi. Casi, che – afferma il direttore nazionale di 40 Days for Life, David Bereit – dimostrano “l’importanza di una presenza orante costante e pacifica di fronte alle strutture abortiste”. Negli ultimi quattro anni, l’iniziativa ha raccolto oltre 400 mila persone e più di 13 mila congregazioni e movimenti ecclesiali.

da www.corrispondenzaromana.it

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Author: Libertà e Persona

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