Sulle scuole materne del Trentino

Di Luca Moser

Vengo a sapere da un’insegnante, che ne è stata diretta testimone, che sindacalisti della UIL stanno contattando il personale delle scuole dell’infanzia sostenendo che il Decreto Gelmini porterà conseguenze anche in tali scuole, in particolare attraverso la previsione di sezioni da 30 bambini, e invitando a dare il voto a

Dellai alle elezioni provinciali, per evitare il recepimento in Trentino di norme che colpirebbero la scuola dell’infanzia. Le affermazioni di questi sindacalisti sono semplicemente false e rappresentano un caso esemplare di “disinformatia” di sovietica memoria. Infatti il Decreto Gelmini, anzitutto, non riguarda in alcun modo le scuole dell’infanzia, ma se ciò non bastasse lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige stabilisce (art. 8, comma 1, n. 26) che la Provincia autonoma di Trento (così come quella di Bolzano) è titolare di competenza legislativa esclusiva in materia di scuola dell’infanzia. Pertanto nessuna norma nazionale concernente aspetti organizzativi o didattici dell’attività delle scuole dell’infanzia viene recepita in Trentino, ma l’ordinamento delle scuole dell’infanzia nella nostra Provincia è stabilito da una legge provinciale approvata dal nostro Consiglio Provinciale.

Spiace dover registrare che, in nome di uno squallido collateralismo che mortifica lo stesso ruolo del sindacato, si diffondano tra i dipendenti delle scuole dell’infanzia timori assolutamente infondati. Una tale volgare manipolazione della realtà denota anzitutto mancanza di rispetto proprio per quei lavoratori che si sostiene di voler tutelare e difendere, lavoratori che probabilmente ricordano, invece, che l’anticipo a 2 anni e 5 mesi nell’ingresso alla scuola dell’infanzia, che è attualmente oggetto di una sperimentazione in una ventina di scuole dopo essere stato fieramente avversato dai sindacati, è stato voluto da Dellai e dalla sua Giunta, non certo dal centrodestra, che era e rimane contrario a tale soluzione.

Nella coalizione di centrodestra per le elezioni provinciali non vi è alcuna intenzione di modificare la composizione numerica delle sezioni nelle scuole dell’infanzia. In termini più generali, è assolutamente condivisa l’idea che la Provincia debba operare per promuovere le peculiarità del sistema trentino delle scuole dell’infanzia. Ciò passa, evidentemente, per la messa a disposizione di risorse che consentano un rapporto tra numero di bambini e numero di insegnanti idoneo alla costruzione di una relazione autenticamente educativa. Allo stesso modo, richiede la realizzazione di percorsi di formazione e aggiornamento in servizio che garantiscano una sempre più elevata qualificazione degli insegnanti.

Luca Moser

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Author: Libertà e Persona

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