Onorevole Bazoli (PD), un’ eutanasia tira l’altra! (2)

E’ noto a tutti l’ “effetto Werther”, cioè il fatto che i suicidi tendono a moltiplicarsi per emulazione, per imitazione, come all’epoca in cui il famoso romanzo di Goethe, I dolori del giovane Werther, determinò un’epidemia di suicidi tale da indurre alcuni governi a vietare la diffusione del libro. Ebbene, quando una cultura finisce per accettare e legalizzare il suicidio assistito, anche le barriere religiose, culturali e morali, di fronte a questo gesto estremo, cadono, ed è inevitabile che l’eutanasia legale di qualcuno influenzi e favorisca altre eutanasie, a catena.

Una storia riportata da un personaggio non sospettabile come Umberto Veronesi, forse il più celebre propagandista dell’eutanasia in Italia, ci dice dove possa portare l’idea di una società che invece di farsi carico del dolore dei suoi membri, si dispone ad eliminarli. Scrive Veronesi: “Mi ha raccontato un amico, un medico in un paese in cui la legge consente il suicidio assistito: ‘Ho accompagnato un mio paziente, che voleva essere aiutato a morire. L’inviato dell’organizzazione ha preparato la pozione letale, il paziente ne ha bevuta la metà e poi ha avuto un ripensamento. L’incaricato gli ha detto: ‘Guardi che così rischia di avere delle sofferenze indicibili. Beva tutto perché io sono venuto qui perché lei finisca di bere!’ Il paziente ha obbedito ed è morto” (Umberto Veronesi, Il diritto di morire, Mondadori, 2005)».
Vedi: http://www.libertaepersona.org/wordpress/2022/04/onorevole-bazoli-pd-eutanasia-perche-no-1/
 

Francesco e l'”abbaiare della Nato alla porta della Russia”

Sin dall’inizio della guerra in Ucraina il papa si è rifiutato di fare il “cappellano dell’Occidente“. Già nella prima e nella seconda guerra mondiale i pontefici avevano evitato di schierarsi, consci da una parte del loro ruolo universale, dall’altra di trovarsi di fronte a conflitti provocati non da una sola parte.

Durante la seconda, gli Usa spinsero spesso Pio XII ad intervenire, con condanne del nazismo strumentali, ma il papa rispose che da una parte c’erano i nazisti, già condannati nell’enciclica Mit brennender sorge,  e dall’altra i comunisti! Nessuno dei due fronti poteva dunque presentarsi con tanta disinvoltura come il “Bene” contro il male.

Analogamente, a Mussolini che tentava di spingere la Santa Sede  a pronunciare nuove condanne del comunismo, il Vaticano rispose che la posizione della Chiesa sul comunismo era chiarissima e notoria,  ma che un pronunciamento strumentale in quel particolare momento sarebbe stato evidentemente strumentale e fazioso.

Ebbene, riguardo all’attuale guerra in Ucraina, ieri Francesco ne ha parlato nuovamente, dopo che da giorni e giorni la sua posizione veniva attaccata in Occidente perchè definita, molto sommariamente, “equidistante“, se non addirittura “filo-putiniana”. Francesco è stato chiarissimo: l’aggressione all’Ucraina va condannata, e il popolo ucraino, come sostenuto sin dal principio, è la vera vittima della guerra.

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NEWS DALLA RETE. Il cimitero a cielo aperto di Mariupol. Giornalista silenziato da Rete 4

Da Il Nuovo Arengario, Settimanale di Attualità e cultura del 29 Aprile 2022

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, mi sembra opportuno portare alla vostra attenzione questo articolo apparso su L’Antidiplomatico che racconta di come un giornalista italiano a Mariupol abbia scoperto la verità riguardo alle “fosse comuni” che la propaganda mainstream atlantista sventola da giorni, abbia avvertito la sua redazione – Controcorrente, un programma molto seguito-, di questa menzogna. Redazione che però ha capovolto la notizia. Da qui la sua denuncia. Che, pensiamo, dovrebbe avere un seguito all’Ordine dei Giornalisti , se ci fosse ancora un ente del genere e fosse interessato alla correttezza dell’informazione. Buona lettura.

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“È il Signore!” Gv 21,1-19

Konrad Widz, «La pesca miracolosa», 1444, dipinta per la Cattedrale di San Pietro a Ginevra e ora custodita al Musée d’art et d’histoire della stessa città

Commento artistico-spirituale al Vangelo della III DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

O Padre, che hai risuscitato il tuo Cristo
e lo hai costituito capo e salvatore,
accresci in noi la luce della fede,
perché nei segni sacramentali della Chiesa
riconosciamo la presenza del Signore risorto
che continua a manifestarsi ai suoi discepoli.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen

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Onorevole Bazoli (PD): eutanasia, perchè no! (1)

Vi sono tante argomentazioni contro l’introduzione dell’eutanasia. Vediamone alcune, due alla volta:

1) Anzitutto non è che i medici e il personale sanitario inclini a scelte folli non esistano: si tratta certamente di una piccola minoranza, perché la gran parte dei medici vuole curare i suoi pazienti, ma se i medici “euta-nazisti” esistono anche oggi che l’eutanasia è vietata, quanti saranno quelli che usciranno allo scoperto una volta permessa?

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Quale dignità nella pratica dell’utero in affitto?

di Pino Morandini1

«Il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo consiste nel riconoscimento della dignità di ogni essere appartenente alla famiglia umana».

Sono queste le prime parole della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, approvata all’ONU il 10 dicembre 1948, e poi continuamente riprese da innumerevoli Convenzioni e Dichiarazioni internazionali.

La stessa Unione Europea, nel Trattato di Lisbona, indica il suo fondamento nel rispetto della dignità umana e dei diritti dell’uomo, mentre la Carta europea dei diritti fondamentali, cui l’art. 6 del Trattato di Lisbona attribuisce pieno valore giuridico vincolante, esordisce con un capitolo intitolato “Dignità”.

Dignità, parola misteriosa e affascinante, che rimanda a qualcosa che va oltre l’umano, a un “già e non ancora”. Destinata tuttavia ad infrangersi dinanzi a certe pratiche evocanti la schiavitù, esperienza devastante che si pensava superata, quantomeno in gran parte del mondo.

Invece, non pare affatto così.

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Dalla cena pagana alla cena cristiana accompagnati da Silvia Stucchi

Sembrerebbe solo un libro di curiosità culinarie. Ricostruisce usi e costumi della Roma dell’epoca d’oro, dell’opulenta Urbs e, poi, della Domus Aurea, che ne rappresenterà il culmine. L’Autrice indaga tra le pieghe dell’animo dei suoi ospiti con grande simpatia e umorismo.

Parla della cena pagana romana in un periodo ben determinato e dei ceti più alti, di quanti potevano

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