Meglio la (vera) scienza che la (falsa) fede

Meglio la (vera) scienza che la (falsa) fede

Non c’è peggior cieco di colui che scientemente non voglia sforzarsi per vedere. O almeno per cercare di vedere meglio. Specie oggi che non mancano affatto gli ausili alla vista, in tutti i sensi della parola. Ma è anche vero ...

L'attacco della stampa, abituata alla fake news, a Benedetto XVI

Benedetto ha parlato chiaro, riguardo al cardinal Meisner e alla situazione attuale della Chiesa. Sono subito partiti gli attacchi. Il Corriere della Sera, come ha raccontato oggi La Verità, ha pubblicato una immagine tagliata dei due fratelli Ratzinger, a sx, ...

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Date a Cesare ciò che è di Cesare e lo Ius soli

E' difficile barcamenarsi tra quanti accusano la Chiesa di interferire nella politica, quando degli ecclesiastici intervengono nel dibattito pubblico, e quanti, a seconda di ciò che viene detto, esultano se gli interventi ecclesiastici vanno nella direzione del pensiero dominante. La chiesa ...

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In Spagna la legge LGBT copia Stalin, Hitler o Castro per usurpare la patria potestà.

    La storia della settimana, da ACTUALL, quotidiano spagnolo di informazione online, direttore Alfonso Basallo – 14 luglio 2017 (Anche se per molti italiani questo è il tempo delle vacanze, non sono però diminuiti i problemi irrisolti, come quello di un’immigrazione ...

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La barca della Chiesa sta per capovolgersi. Parola di Benedetto XVI

Cosa pensa Benedetto XVI? Cosa dice Benedetto XVI? Concorda o meno con Bergoglio? Cosa pensa dei Dubia dei 4 cardinali? A tutte queste domande, sino ad ora, si poteva rispondere in modo vago. Alcuni, fautori del nuovo corso, indicavano la correttezza dimostrata ...

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Google e Twitter discriminano le voci pro-life

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Operation Rescue, di Wichita in Kansas, è una delle maggiori Organizzazioni pro-life statunitensi; tra i suoi obiettivi vi sono quelli di porre fine all’aborto e ripristinare il titolo di persona giuridica nei confronti del bambino non nato, cioè di soggetto titolare di diritti. A giugno di quest’anno, l’associazione ha scoperto che Google aveva manipolato i parametri di ricerca al fine di ridurre drasticamente la visibilità a una pagina del loro sito web (OperationRescue.org) contenente importanti informazioni sull’aborto in America. Continua a leggere

Don Divo Barsotti. Solo la santità salverà la Chiesa

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Ci sono uomini di fede capaci di parlar chiaro, inafferrabili, autenticamente controcorrente, non per vezzo, né per orgoglio, ma profondamente liberi. Così si può dire di Don Divo Barsotti considerato un grande mistico del ‘900, fondatore della Comunità dei Figli di Dio, instancabile cercatore della Verità e capace di risvegliare spiriti assopiti fossero etichettati di “destra” o di “sinistra”. In questo forse un certo ruolo l’avrà giocato il suo “temperamento toscano”, quel carattere che il Card. Biffi – estimatore del Barsotti – ha definito “insofferente agli equivoci e amante delle posizioni chiare1.

A testimonianza di questa sua libertà di pensiero e di azione si può ricordare la profonda amicizia con La Pira, il non facile rapporto con Dossetti, l’intenso incontro con Von Balthasar e le parole scritte a prefazione di un saggio sull’opera di Romano Amerio: “Io vedo il progresso della Chiesa a partire da qui, dal ritorno alla Santa Verità alla base di ogni atto”2. Queste parole scritte a 91 anni, poco prima della morte avvenuta nel febbraio 2006, sono di grande significato anche per risolvere la questione del “rinnovamento nella continuità” come chiave interpretativa del Vaticano II e probabilmente rappresentano l’ultimo avvertimento della “sentinella”. Continua a leggere

Perché la fede-fiducia non è irrazionale.

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[…]Illustrato brevemente come ogni esperienza di fede germini nel cuore stesso di eventi umani che tutti, prima o poi, viviamo e appurato-credo- che noi conosciamo e viviamo fondando gran parte della nostra vita e delle nostre scelte, proprio a partire da questi germinali atti di fede-fiducia, cercherò ora di chiarire come un’analoga esperienza riguardi la fede in Gesù Cristo e nella sua Chiesa.

La fede è prima di tutto una forma di conoscenza. Ma chiediamoci: questa conoscenza si produce in modo proprio così diverso rispetto alla conoscenza scientifica? Anche la scienza muove dalla volontà di un soggetto che inizialmente non conosce dove la ricerca lo condurrà ma essa può procedere con i propri metodi senza esigere che lo scienziato sia inizialmente convinto della bontà della propria tesi di partenza (anche se, a dire il vero, ogni ricerca non può far a meno di un atto iniziale di fiducia, perché ogni conoscenza esige una certa simpatia per ciò che è indagato). Detto ciò, però, la distanza rimane. La differenza essenziale fra conoscenza scientifica e conoscenza religiosa sta nel fatto che la prima per assentire, per convincersi della verità di un asserto, ha bisogno di un’evidenza, la seconda no. “Io credo-direbbe lo scienziato- perché ho visto che le cose vanno proprio così, e poiché dispongo di prove empiriche da tutti constatabili, io dico sì!

La fede invece precede la prova, l’evidenza, il dato oggettivo di fronte al quale devo arrendermi perché lapalissiano. Essa però perviene, ora lo vedremo, ad un grado di certezza analogo, seppur per una via diversa.

Nell’esperienza di fede è la volontà che comanda l’assenso: io davanti a Cristo voglio dire sì! E a partire da tale assenso verifico la bontà di quella scommessa iniziale.

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San Vincenzo de Paoli e Florence Nightingale

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 Accanto a Giovanni di Dio e Camillo de Lellis, l’altro grande personaggio che ha segnato profondamente la storia della carità in generale e dell’ospedale in particolare, è stato san Vincenzo De’ Paoli.

Nato in Guascogna nel 1585, da una modesta famiglia di contadini, divenne sacerdote nel 1600. Vivendo a Parigi, la fama della sua umanità si diffuse al punto che Vincenzo, dopo aver sperimentato persino la schiavitù (fu catturato dai pirati barbareschi, venduto come schiavo sul mercato africano, liberato dal suo padrone convertitosi al cristianesimo), divenne consigliere prima di Luigi XIII e del cardinal Richelieu, poi, soprattutto, di Anna d’Austria, Continua a leggere

LA GIUSTIZIA BRITANNICA, LA CEDU E CHARLIE GARD (il parere di un magistrato)

Ha destato reazioni e dibattiti su stampa e social la sentenza del 28 giugno con la quale, a maggioranza dei suoi componenti, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU), nella controversia Charles Gard e altri contro Regno Unito, ha respinto il ricorso proposto dai genitori del piccolo Charlie, affetto da un raro morbo (depressione del Dna mitocondriale in una forma – RRM2B –, che colpisce il cervello con conseguente encefalopatia) contro i provvedimenti dell’autorità giudiziaria britannica. Questa, in accoglimento della richiesta, avanzata in nome del miglior interesse del paziente, dai medici del Great Hormond Street Hospital, nel quale il bambino era ricoverato, aveva disposto l’interruzione della ventilazione che lo manteneva in vita e, in aggiunta, negato ai genitori l’autorizzazione a portarlo in USA, dove un medico, professore di neurologia, pur consapevole dell’estrema difficoltà del caso e della probabile irreversibilità delle lesioni cerebrali patite, era disponibile a tentarne la cura. Continua a leggere

Charlie Gard: quando l’impossibile diventa possibile ricordando Jerome Lejeune

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Il destino di Charlie Gard, il bambino inglese di 11 mesi affetto da una rara malattia genetica, sembrava segnato: i medici del Great Ormond Street hospital di Londra e i giudici avevano decretato l’obbligo di staccare la ventilazione artificiale, certi che non ci fossero più speranze.

L’opposizione dei genitori, decississimi a provare ogni cura possibile ed immaginabile, e soprattutto l’opinione pubblica di molti paesi, Italia in primis, hanno scongiurato, per ora, il decesso del bambino.

Permettendo così lo svilupparsi di domande molto interessanti: quando inizia l’accanimento terapeutico e come può essere definito? Il diritto a decidere delle cure di un bambino spetta ai medici e allo Stato, o ai genitori?

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Federico Faggin e l’incolmabile abisso tra uomo e macchine

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[…] Nella galleria di grandi matematici che precede, abbiamo incontrato molti Informatici, da Pascal e Leibniz, padri delle prime macchine calcolatrici, a Gödel […]

C’è però un altro grande protagonista della storia dell’Informatica che è opportuno accostare. Il suo nome è Federico Faggin. Figlio di un professore di filosofia, Faggin che ha iniziato a 19 anni a realizzare tecnologie all’avanguardia, aprendo le porte alle prime memorie dinamiche, Continua a leggere

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