Storia

Menzogne di ieri e di oggi sul muro di Berlino

In questi giorni celebriamo i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, ma i ricordi si possono fare in tanti modi: si può ricordare tutto davvero, oppure solo quello che interessa (può essere utile fare gli “smemorati”); si può persino appropriarsi del passato, per strumentalizzarlo ancora una volta, adattando quello che si vuole ricordare alle esigenze politiche-partitiche del momento.

Mi spiego meglio: in questi giorni si sente spesso parlare del muro di Berlino, ma assai di rado di chi lo ha voluto e di quello che c’era dietro quel muro e dietro quella cortina di ferro: i gulag da cui prese esempio Adolf Hitler; un sistema repressivo inaudito, paragonabile solo a quello nazista, che portò allo sterminio di milioni e milioni di persone, in tempo di pace; la repressione di milioni di cittadini che venivano sacrificati con ogni scusa, persino se erano sempre stati comunisti.

Talora si scherza, in modo macrabro, ricordando che il maggior sterminatore di comunisti fu… il comunista Stalin, con le sue purghe, piccole e grandi, durante le quali, come ricorda nel suo Stalin (Mondadori, Milano, 1988) Gino Rocca, già giornalista de L’Unità e di Repubblica, circa 5 milioni di cittadini finirono negli ingranaggi della polizia politica, negli anni 1937 e 1938.

Prosegui qui: https://www.lavocedeltrentino.it/2019/11/09/9-novembre-1989-30-anni-fa-cadeva-il-muro-di-berlino/

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Un premio immeritato

Lo scrittore Antonio Scurati, vincitore del premio Strega per un libro sul fascismo, saluta con il pugno chiuso, facendo così professione di comunismo.
Siamo alla solita contrapposizione fittizia: chi non è fascista, deve essere comunista!
E’ il modo con cui la sinistra italiana è riuscita per decenni a cancellare gli stermini dei comunisti, persino quelli in Italia (dagli assassinati, a guerra finita, nel triangolo della morte, agli istriani…).

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L’altro Galilei

Due passi dalla III lettera di Galileo Galilei a Welser: nel primo si parla dell’atto di umiltà da cui nasce il sapere scientifico (non tentar l’essenza: spesso G. ricorderà che “l’intender umano è come nullo, quando bene egli intendesse mille proposizioni, perchè mille rispetto all’infinità è come lo zero“); nel secondo ricorda che occorre solevarsi “all’ultimo scopo delle nostre fatiche, cioè all’amore del divino Artefice“, per “poter apprendere in Lui, fonte di luce e di verità, ogn’altro vero”.

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Che cosa ha da insegnarci la Rivoluzione Francese?

Trascrizione della lezione della storica Angela Pellicciari, trasmessa da RADIO MARIA il 17 giungo 2019.

L’ascolto di questa interessantissima e istruttiva lezione di storia, che prende in esame i risultati sociopolitici del periodo storico che viene definito “Civiltà dei lumi” o “illuminismo”, da cui scaturisce la Rivoluzione Francese, mi ha fatto ricordare un famoso passo scritto dal profeta Isaia molti secoli prima della venuta di Cristo. Questo versetto dice: «Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce». Da chi sarebbe stata impersonata questa “grande Luce”? Dal Messia, che era atteso da tutto il popolo di Israele. “Ma quando quella Luce venne nel mondo – dice Giovanni nel prologo al suo Vangelo –, i suoi non l’hanno accolta”, o perlomeno una piccola parte del suo Popolo l’accolse e la diffuse tra i gentili (tra i pagani), tanto che si diffuse fino al punto da trasformare la civiltà politeista dell’Impero Romano, in quella che venne poi definita Civiltà cristiana”. Una civiltà che ebbe il suo massimo splendore nella parte centrale del Medio Evo.

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Donne nel Medioevo

Quando si parla di storia e di donne, abbondano i luoghi comuni.

Ho provato, insieme ad un’amica, Maria Cristina Del Poggetto, a metterne in discussione alcuni, raccontando tutta un’altra storia, in La metà del cielo. Breve storia alternativa delle donne (La Vela).

Qui vorrei fare una breve galleria di immagini significative (senza alcuna pretesa di esaustività).

Partiamo dall’immagine in alto: si tratta di Christine de Pizan, scrittrice e copista di professione, che viveva del suo lavoro.

Ebbene, quando parliamo di copisti amanuensi che hanno salvano il patrimonio librario del mondo antico, e trascritto i testi sacri su cui l’Europa ha imparato a leggere e a scrivere (ma anche a stampare, visto che la produzione a stampa vera e propria inizia con la Bibbia di Gutenberg), ricordiamoci che vi erano anche molte copiste donne, monache o laiche.

Si tratta di una realtà storica dimenticata. Falsità sono invece lo ius primae noctis, che non è mai esistito, o le famigerate cinture di castità, come raccontano i testi storici ed ormai anche wikipedia:

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E’ tutta un’altra storia!

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La metà del cielo. Breve storia alternativa delle donne (editore La Vela) è un libro in uscita in questi giorni che vuole “fare giustizia”, cioè raccontare le grandi figure femminili ingiustamente dimenticate. Abbiamo intervistato uno dei due autori, lo storico Francesco Agnoli.

Professore, perchè questo lavoro?

Perchè nei libri di storia scolastici le donne non ci sono. Al massimo, per essere un po’ alla moda, qualcuno inserisce qualche “lamentatio” sulle donne oppresse e maltrattate nel corso dei secoli.

Invece?

Invece questa visione riduttiva è in parte vera per il mondo antico, o quello orientale, ma non per la civiltà europea. Perchè soprattutto con l’avvento del cristianesimo, il culto di Maria ecc. molte donne cominciano a fare davvero la storia. Siamo abituati a credere che le persone da ricordare siano solo re, imperatori, politici e conquistatori.

Ma -a parte il fatto che abbiamo avuto tante regine decisive nella storia europea, e persino una fanciulla guerriera, Giovanna D’Arco, che ha ottenuto vittorie militari incredibili- quello che è importante dire è che si può “fare storia” in tanti modi. Per esempio c’è una donna, Fabiola, nel 390 d.C., a fondare il primo ospedale della storia occidentale. E c’è un’altra donna, questa volta accanto a suo fratello san Basilio, cioè Macrina, alle origini della cosidetta “Basiliade”, la prima città-ospedale dell’Oriente, del 370 d.C. Continua a leggere

Le grandi eresie – di Hilaire Belloc

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Cinque eresie, cinque modi per adulterare la dottrina e rovinare il mondo. Potrebbe riassumersi così Le grandi eresie di Hilaire Belloc, giornalista, polemista, apologeta ma soprattutto storico amico di G.K. Chesterton. L’opera, scritta nel 1938, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, qui presentata per la prima volta in lingua italiana, è una trattazione articolata di cinque grandi eresie della storia (l’ariana, l’albigese, l’islam, la Riforma protestante e infine quella che viene chiamata “la fase moderna”) in qualche modo paradigmatiche per capire le direzioni dalle quali può partire l’assalto contro la fede cattolica; di ognuna vengono enucleate le caratteristiche e tratteggiato lo sviluppo storico, con la consueta attenzione di Belloc per la storia militare come responsabile di molti mutamenti storici (per esempio, evidenzia come tutto l’esercito dell’Impero romano era ariano, e che all’islam è stato permesso di sopravvivere grazie al Continua a leggere

Ai tempi della Rivoluzione

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Da un maestro del romanzo storico d’appendice, I Bianchi e i Blu sono un’opera fluviale ambientata tra la Rivoluzione francese e il periodo napoleonico che, secondo le intenzioni di Dumas, doveva raccontare la storia recente della Francia mescolando fatti storici e inventati, personaggi noti e sconosciuti, e dare eguale importanza ai vincitori (i Blu, i rivoluzionari) e ai vinti (i Bianchi, i realisti) riconoscendone l’eroismo. Il romanzo è strutturato in quattro parti a sé stanti e separate nel tempo: la guerra contro i prussiani sul Reno durante il Terrore nel 1993, l’assalto alla Convenzione nazionale nell’ottobre 1795, il tentato colpo di Stato del settembre 1797 e la campagna d’Egitto del 1798-99. Sulla scena compaiono Saint-Just e Barras, Napoleone e Continua a leggere

News dalla rete
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    di Vito De Luca. D’accordo, Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti, il 46°, e Donald Trump, il predecessore, è volato al caldo della Florida. Forse “The Donald” fonderà un suo partito, o un movimento, forse rimarrà all’interno del Gop, il Grand Old Party, forse darà vita ad un network tutto suo, forse si ricandiderà alla presidenza degli Stati Uniti nel 2024, forse lo farà uno dei suoi figli. Di sicuro, però, si ha che da un lato Biden sarà, sin da oggi, a partire dalla raffica degli ordini esecutivi sparati immediatamente (tra l’altro, l’unico e autentico potere governativo che hanno i presidenti americani), un presidente anatra zoppa, e dall’altro che Trump non sparirà. Leggi il seguito…

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    Dottrina sociale di Stefano Fontana. I vertici ecclesiastici sia della Chiesa universale che di quella italiana ormai fanno politica diretta, appoggiano governi e uomini politici, ne condannano altri, sostengono formule politiche a danno di altre o addirittura collaborano a creare nuovi corsi politici. Gli esempi sono molteplici. L’appoggio a Biden, l’odio politico per Trump oppure per Salvini, l’appoggio a suo tempo al governo Monti e ora al governo Conte, il sostegno incondizionato per il governo dell’Unione Europea, la produzione di nuovi soggetti politici come per esempio il partito “Insieme” di Stefano Zamagni, l’invito ai parlamentari cattolici a sostenere un possibile nuovo partito di Conte in cui forse confluirebbe anche “Insieme”. Papa e Vescovi fanno i politicanti, non c’è dubbio. Leggi il seguito…

  • Ettore Gotti Tedeschi: la Scomparsa dei Matrimoni Religiosi in Italia

    di Marco Tosatti. Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Ettore Gotti Tedeschi ha scritto per La Verità, che ringraziamo, questa riflessione estremamente interessante sul crollo, in termini numerici, dei matrimoni religiosi. Buona lettura.  Leggi il seguito…

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    di Giuseppe Leonelli. Il day after di Giuseppe Conte e del Governo si apre per il premier con la consapevolezza di avere sì vinto la battaglia del Senato ai punti, ma che il match è ancora in pieno svolgimento. Il presidente del Consiglio esce infatti legittimato a livello istituzionale dal voto di palazzo Madama, ma debolissimo a livello politico. Leggi il seguito…