Storia

Le grandi eresie – di Hilaire Belloc

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Cinque eresie, cinque modi per adulterare la dottrina e rovinare il mondo. Potrebbe riassumersi così Le grandi eresie di Hilaire Belloc, giornalista, polemista, apologeta ma soprattutto storico amico di G.K. Chesterton. L’opera, scritta nel 1938, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, qui presentata per la prima volta in lingua italiana, è una trattazione articolata di cinque grandi eresie della storia (l’ariana, l’albigese, l’islam, la Riforma protestante e infine quella che viene chiamata “la fase moderna”) in qualche modo paradigmatiche per capire le direzioni dalle quali può partire l’assalto contro la fede cattolica; di ognuna vengono enucleate le caratteristiche e tratteggiato lo sviluppo storico, con la consueta attenzione di Belloc per la storia militare come responsabile di molti mutamenti storici (per esempio, evidenzia come tutto l’esercito dell’Impero romano era ariano, e che all’islam è stato permesso di sopravvivere grazie al Continua a leggere

Ai tempi della Rivoluzione

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Da un maestro del romanzo storico d’appendice, I Bianchi e i Blu sono un’opera fluviale ambientata tra la Rivoluzione francese e il periodo napoleonico che, secondo le intenzioni di Dumas, doveva raccontare la storia recente della Francia mescolando fatti storici e inventati, personaggi noti e sconosciuti, e dare eguale importanza ai vincitori (i Blu, i rivoluzionari) e ai vinti (i Bianchi, i realisti) riconoscendone l’eroismo. Il romanzo è strutturato in quattro parti a sé stanti e separate nel tempo: la guerra contro i prussiani sul Reno durante il Terrore nel 1993, l’assalto alla Convenzione nazionale nell’ottobre 1795, il tentato colpo di Stato del settembre 1797 e la campagna d’Egitto del 1798-99. Sulla scena compaiono Saint-Just e Barras, Napoleone e Continua a leggere

La diplomazia vaticana e Pio XII durante la II guerra, negli archivi vaticani

E’ morto  ormai da alcuni anni lo storico padre Pierre Blet, autore di svariati studi, tra cui, in particolare, “Pio XII e la seconda guerra mondiale, negli archivi vaticani” (San Paolo), ricostruzione minuziosa, giorno per giorno, dell’azione della diplomazia vaticana.

Essendo questo libro una raccolta immensa di dati e informazioni che rendono conto della complessità delle vicende di quell’epoca, mi limiterò a trarne alcuni spunti. Anzitutto Blet descrive le condizioni di un papa schiacciato tra nazismo e comunismo, tirato per la tonaca a destra e a sinistra, da tutti i contendenti. Pio XII come papa si trovò a dover condannare nazismo e comunismo, come ideologie, senza però che la condanna investisse il popolo tedesco e quello russo in quanto tali; senza che le sue dichiarazioni apparissero dettate da disegni politici; senza che esse potessero venir sfruttate dalla propaganda dei singoli paesi a scopi poco nobili; senza che divenissero un boomerang per coloro che erano già perseguitati…

La terribile difficoltà di dover agire, vaso di coccio tra vasi di ferro, è esemplificabile analizzando la situazione della Polonia. Questo paese, a maggioranza cattolica, venne invaso dai tedeschi e dai comunisti, portando all’internamento nei campi di concentramento di 3642 sacerdoti, 389 chierici, 341 fratelli conversi, e 1117 suore: se i religiosi fossero un ghenos, un’etnia, si potrebbe tranquillamente parlare di genocidio, di pulizia etnica! Come si comportò la Santa Sede di fronte a tutto ciò? Esattamente come faceva con lo sterminio degli ebrei. Continua a leggere

Se anche Maria Stuarda diventa un’eroina liberal

54651di Paolo Nardi

Un tempo ci si accapigliava sulle differenze di religione tra cattolici e protestanti, ma è interessante vedere come l’epoca nella quale viviamo abbia cancellato tutto sull’altare del politicamente corretto, del #metoo e dell’identità di genere. Il film Maria regina di Scozia con Soairse Ronan nei panni di Maria Stuarda e Margot Robbie in quelli di Elisabetta d’Inghilterra è un ottimo esempio dello stato in cui versa il cinema di oggi: a un comparto visivo affascinante (ottimi interpreti, costumi meravigliosi, scenografie cupe ed evocative, belle Continua a leggere

La rivoluzione di velluto. Havel e Soros

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Terminato l’anniversario del Sessantotto, tocca ora occuparsi dell’Ottantanove, anno della caduta del muro di Berlino. Prenderemo in esame la «rivoluzione di velluto», ossia il cambio di regime in Cecoslovacchia.

In quel paese, il Sessantotto (la «primavera di Praga») fu represso dai carri armati sovietici; tuttavia, le caratteristiche ancillari del movimento (sesso, droga e rock ’n roll) cominciarono a diffondersi proprio allora.

Radio Free Europe, un progetto della CIA, trasmetteva continuamente musica rock e in poco tempo nacquero diverse rock band cecoslovacche. La più nota di queste – non per meriti artistici – si chiamava The plastic people of the universe, mutuando il nome da una canzone (Plastic people) di Frank Zappa. Attorno alla band si radunò un insieme di giovani dediti al sesso libero, alla droga e all’ascolto di musica rock statunitense. Uno di questi era Vàclav Havel, rampollo di una famiglia ricca ed influente che passava il tempo scrivendo testi teatrali dell’assurdo.

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Dove non giunge Cristo, c’è Erode.

 

Il documentatissimo libro “Strage di innocenti. La politica del figlio unico in Cina” (Guerini), a cura di Antonello Brandi e della Laogai research foundation, dimostra implacabilmente come oggi, nel XXI secolo, migliaia e migliaia di bambini vengono uccisi nel grembo della madre, in qualsiasi periodo della gestazione, oppure vengono affogati, strozzati, lasciati morire di freddo, una volta nati.

Con conseguenze terribili: l’invecchiamento della popolazione, la pazzia e il suicidio di moltissime donne, l’incredibile numero di orfani e di bambini senza esistenza legale che vagano per il paese… Quello che accade in Cina, lo si sa molto bene, avviene anche in India, con modalità analoghe ed effetti similari. Tra questi, il più evidente, è che a lasciarci le piume sono più spesso le femmine.

Ebbene, chi ama la storia sa che quello che succede oggi in questi due grandi paesi, che insieme costituiscono quasi un terzo della popolazione mondiale, è sempre accaduto, in passato, anche nella vecchia Europa o nel nuovo Mondo. Sino all’avvento del cristianesimo. Continua a leggere

Natale, una storia vera

Cosa c’è di vero nel Natale che ci apprestiamo a festeggiare? La tradizione natalizia è pura invenzione oppure ha dei fondamenti storici? Gesù Cristo è nato davvero il 25 dicembre? Per tentare, almeno in parte, di rispondere a questi quesiti Continua a leggere

Alcune considerazioni su Chiesa e schiavitù

Per tanto tempo la storiografia sulla schiavitù è stata, per lo più, parziale e incompleta. Per due motivi. Da una parte perché si è privilegiato lo studio dello schiavitù praticata dagli europei e dai coloni americani in età moderna, ingenerando così in molti la convinzione che lo schiavismo sia stato un vizio tipicamente nostrano, una colpa limitata ad una sola epoca e ad alcuni singoli popoli. Continua a leggere

Costantino: un imperatore “miracolato” cambia la storia dell’infanzia.

Tra i tanti episodi miracolosi della storia, quelli che lo storico non riesce a spiegare (il caso di Giovanna d’Arco è uno dei più eclatanti), c’è quello dell’imperatore Romano Costantino (nella foto l’arco di Costantino).

Un uomo su cui si è scritto tanto, su cui, soprattutto, si sono raccontate enormi menzogne al fine di infangarne la memoria. Alcuni lo hanno infatti presentato come un furbo, un uomo senza scrupoli, pronto a convertirsi al cristianesimo per interesse, per allearsi con la Chiesa, a loro dire sempre più potente. In realtà Costantino rappresenta il “paganesimo in cammino“, essendo, in origine, un adoratore non di molte divinità, né di dei inferi, e neppure di oscure e misteriche divinità orientali, ma del Sol Invictus, il deus summus, un dio supero, uno, che porta con sé l’idea di luce, di energia, di trascendenza, di spirito. Questo culto del Sol Invictus era divenuto sempre più importante nell’impero, già dal II secolo, e poi soprattutto coi Severi: una preparazione, insomma, all’idea monoteista, che pian piano si sarebbe affermata. Continua a leggere

News dalla rete
  • Boris Johnson e noi: ultima chiamata per cambiare l’Europa

    di Eugenio Capozzi. Il trionfo di Boris Johnson nelle elezioni del Regno Unito è una svolta storica per quel paese, che ora finalmente dopo tre anni di stallo potrà proseguire sul percorso iniziato nel 2016 con il referendum sulla Brexit. Ma esso rappresenta anche l’ennesimo – forse il definitivo – avviso all’Europa e a tutto l’Occidente che il mondo è cambiato, che è necessario fare i conti con la realtà, che occorre voltare pagina e cominciare a ricostruire se non si vuole perire. Leggi il seguito…

  • Una classe dirigente cattolica che non ci fa dormire tranquilli

    di Stefano Fontana. Oggi dietro all’etichetta di cattolico non è più sicuro cosa ci sia. Il che significa che può esserci di tutto. Per questo la richiesta di una nuova classe di politici cattolici, oltre a suonare male perché c’è già, come Mattarella, Conte e Cartabia dimostrano, è un esercizio retorico o strumentale, almeno fino a che non si faccia un po’ più di chiarezza su cosa significhi essere cattolico, e poi cattolico in politica Leggi il seguito…

  • Super ex: dopo Stalin, c’è sempre un Chruščëv. Sarà Tagle?

    di Marco Tosatti. Era il 14 aprile e il cardinal Tagle lanciava l’allarme riguardo a “cordate sperando in qualcosa che solo lo Spirito Santo invece può decidere”. Si riferiva, il porporato, a presunte manovre in vista di un futuro conclave. Leggendo questo grido “disperato” pensai subito che la prima gallina che canta ha fatto l’uovo. Erano già noti, infatti, i termini della questione: Bergoglio ha stufato tutti, da un pezzo; Tagle era indicato da molti come l’erede designato da Bergoglio stesso. E guarda un po’, il Tagle lancia l’allarme riguardo ad altri, che aspirerebbero a sostituire Francesco e… lui stesso! La domanda è questa: c’è davvero una mafia di san Gallo al contrario in azione? Leggi il seguito…

  • Filoni, Tagle. L’affilata misericordia di papa Francesco

    di Marco Tosatti. Cari amici e nemici di Stilum Curiae, e soprattutto troll e curiosoni vaticani, vogliamo dedicare poche righe a una decapitazione, che però non ha avuto il rilievo che meritava, sui mass media generalisti. E cioè quella di un buon prete, il cardinale Fernando Filoni, ex diplomatico, che è stato repentinamente, e senza alcun motivo apparente, scalzato con un paio di anni di anticipo dal suo posto, quello di Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide. Leggi il seguito…