Storia

E’ tutta un’altra storia!

cattura

 

La metà del cielo. Breve storia alternativa delle donne (editore La Vela) è un libro in uscita in questi giorni che vuole “fare giustizia”, cioè raccontare le grandi figure femminili ingiustamente dimenticate. Abbiamo intervistato uno dei due autori, lo storico Francesco Agnoli.

Professore, perchè questo lavoro?

Perchè nei libri di storia scolastici le donne non ci sono. Al massimo, per essere un po’ alla moda, qualcuno inserisce qualche “lamentatio” sulle donne oppresse e maltrattate nel corso dei secoli.

Invece?

Invece questa visione riduttiva è in parte vera per il mondo antico, o quello orientale, ma non per la civiltà europea. Perchè soprattutto con l’avvento del cristianesimo, il culto di Maria ecc. molte donne cominciano a fare davvero la storia. Siamo abituati a credere che le persone da ricordare siano solo re, imperatori, politici e conquistatori.

Ma -a parte il fatto che abbiamo avuto tante regine decisive nella storia europea, e persino una fanciulla guerriera, Giovanna D’Arco, che ha ottenuto vittorie militari incredibili- quello che è importante dire è che si può “fare storia” in tanti modi. Per esempio c’è una donna, Fabiola, nel 390 d.C., a fondare il primo ospedale della storia occidentale. E c’è un’altra donna, questa volta accanto a suo fratello san Basilio, cioè Macrina, alle origini della cosidetta “Basiliade”, la prima città-ospedale dell’Oriente, del 370 d.C. Continua a leggere

Le grandi eresie – di Hilaire Belloc

cop-grandi-eresie-web

Clicca per info

Cinque eresie, cinque modi per adulterare la dottrina e rovinare il mondo. Potrebbe riassumersi così Le grandi eresie di Hilaire Belloc, giornalista, polemista, apologeta ma soprattutto storico amico di G.K. Chesterton. L’opera, scritta nel 1938, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, qui presentata per la prima volta in lingua italiana, è una trattazione articolata di cinque grandi eresie della storia (l’ariana, l’albigese, l’islam, la Riforma protestante e infine quella che viene chiamata “la fase moderna”) in qualche modo paradigmatiche per capire le direzioni dalle quali può partire l’assalto contro la fede cattolica; di ognuna vengono enucleate le caratteristiche e tratteggiato lo sviluppo storico, con la consueta attenzione di Belloc per la storia militare come responsabile di molti mutamenti storici (per esempio, evidenzia come tutto l’esercito dell’Impero romano era ariano, e che all’islam è stato permesso di sopravvivere grazie al Continua a leggere

Ai tempi della Rivoluzione

Clicca per info

Da un maestro del romanzo storico d’appendice, I Bianchi e i Blu sono un’opera fluviale ambientata tra la Rivoluzione francese e il periodo napoleonico che, secondo le intenzioni di Dumas, doveva raccontare la storia recente della Francia mescolando fatti storici e inventati, personaggi noti e sconosciuti, e dare eguale importanza ai vincitori (i Blu, i rivoluzionari) e ai vinti (i Bianchi, i realisti) riconoscendone l’eroismo. Il romanzo è strutturato in quattro parti a sé stanti e separate nel tempo: la guerra contro i prussiani sul Reno durante il Terrore nel 1993, l’assalto alla Convenzione nazionale nell’ottobre 1795, il tentato colpo di Stato del settembre 1797 e la campagna d’Egitto del 1798-99. Sulla scena compaiono Saint-Just e Barras, Napoleone e Continua a leggere

La diplomazia vaticana e Pio XII durante la II guerra, negli archivi vaticani

E’ morto  ormai da alcuni anni lo storico padre Pierre Blet, autore di svariati studi, tra cui, in particolare, “Pio XII e la seconda guerra mondiale, negli archivi vaticani” (San Paolo), ricostruzione minuziosa, giorno per giorno, dell’azione della diplomazia vaticana.

Essendo questo libro una raccolta immensa di dati e informazioni che rendono conto della complessità delle vicende di quell’epoca, mi limiterò a trarne alcuni spunti. Anzitutto Blet descrive le condizioni di un papa schiacciato tra nazismo e comunismo, tirato per la tonaca a destra e a sinistra, da tutti i contendenti. Pio XII come papa si trovò a dover condannare nazismo e comunismo, come ideologie, senza però che la condanna investisse il popolo tedesco e quello russo in quanto tali; senza che le sue dichiarazioni apparissero dettate da disegni politici; senza che esse potessero venir sfruttate dalla propaganda dei singoli paesi a scopi poco nobili; senza che divenissero un boomerang per coloro che erano già perseguitati…

La terribile difficoltà di dover agire, vaso di coccio tra vasi di ferro, è esemplificabile analizzando la situazione della Polonia. Questo paese, a maggioranza cattolica, venne invaso dai tedeschi e dai comunisti, portando all’internamento nei campi di concentramento di 3642 sacerdoti, 389 chierici, 341 fratelli conversi, e 1117 suore: se i religiosi fossero un ghenos, un’etnia, si potrebbe tranquillamente parlare di genocidio, di pulizia etnica! Come si comportò la Santa Sede di fronte a tutto ciò? Esattamente come faceva con lo sterminio degli ebrei. Continua a leggere

Se anche Maria Stuarda diventa un’eroina liberal

54651di Paolo Nardi

Un tempo ci si accapigliava sulle differenze di religione tra cattolici e protestanti, ma è interessante vedere come l’epoca nella quale viviamo abbia cancellato tutto sull’altare del politicamente corretto, del #metoo e dell’identità di genere. Il film Maria regina di Scozia con Soairse Ronan nei panni di Maria Stuarda e Margot Robbie in quelli di Elisabetta d’Inghilterra è un ottimo esempio dello stato in cui versa il cinema di oggi: a un comparto visivo affascinante (ottimi interpreti, costumi meravigliosi, scenografie cupe ed evocative, belle Continua a leggere

La rivoluzione di velluto. Havel e Soros

havel

Terminato l’anniversario del Sessantotto, tocca ora occuparsi dell’Ottantanove, anno della caduta del muro di Berlino. Prenderemo in esame la «rivoluzione di velluto», ossia il cambio di regime in Cecoslovacchia.

In quel paese, il Sessantotto (la «primavera di Praga») fu represso dai carri armati sovietici; tuttavia, le caratteristiche ancillari del movimento (sesso, droga e rock ’n roll) cominciarono a diffondersi proprio allora.

Radio Free Europe, un progetto della CIA, trasmetteva continuamente musica rock e in poco tempo nacquero diverse rock band cecoslovacche. La più nota di queste – non per meriti artistici – si chiamava The plastic people of the universe, mutuando il nome da una canzone (Plastic people) di Frank Zappa. Attorno alla band si radunò un insieme di giovani dediti al sesso libero, alla droga e all’ascolto di musica rock statunitense. Uno di questi era Vàclav Havel, rampollo di una famiglia ricca ed influente che passava il tempo scrivendo testi teatrali dell’assurdo.

Continua a leggere

Dove non giunge Cristo, c’è Erode.

 

Il documentatissimo libro “Strage di innocenti. La politica del figlio unico in Cina” (Guerini), a cura di Antonello Brandi e della Laogai research foundation, dimostra implacabilmente come oggi, nel XXI secolo, migliaia e migliaia di bambini vengono uccisi nel grembo della madre, in qualsiasi periodo della gestazione, oppure vengono affogati, strozzati, lasciati morire di freddo, una volta nati.

Con conseguenze terribili: l’invecchiamento della popolazione, la pazzia e il suicidio di moltissime donne, l’incredibile numero di orfani e di bambini senza esistenza legale che vagano per il paese… Quello che accade in Cina, lo si sa molto bene, avviene anche in India, con modalità analoghe ed effetti similari. Tra questi, il più evidente, è che a lasciarci le piume sono più spesso le femmine.

Ebbene, chi ama la storia sa che quello che succede oggi in questi due grandi paesi, che insieme costituiscono quasi un terzo della popolazione mondiale, è sempre accaduto, in passato, anche nella vecchia Europa o nel nuovo Mondo. Sino all’avvento del cristianesimo. Continua a leggere

Natale, una storia vera

Cosa c’è di vero nel Natale che ci apprestiamo a festeggiare? La tradizione natalizia è pura invenzione oppure ha dei fondamenti storici? Gesù Cristo è nato davvero il 25 dicembre? Per tentare, almeno in parte, di rispondere a questi quesiti Continua a leggere

Alcune considerazioni su Chiesa e schiavitù

Per tanto tempo la storiografia sulla schiavitù è stata, per lo più, parziale e incompleta. Per due motivi. Da una parte perché si è privilegiato lo studio dello schiavitù praticata dagli europei e dai coloni americani in età moderna, ingenerando così in molti la convinzione che lo schiavismo sia stato un vizio tipicamente nostrano, una colpa limitata ad una sola epoca e ad alcuni singoli popoli. Continua a leggere

News dalla rete
  • Müller: chi tocca il celibato distrugge la Chiesa

    di Riccardo Cascioli. In un nuovo saggio il cardinale Müller difende Benedetto XVI dagli attacchi per il caso del libro scritto con il card. Sarah. Non c'è nessun antagonismo con il Papa regnante, ma il desiderio di  un legittimo contributo alla verità. Quanto al celibato sacerdotale, Müller sta con Benedetto XVI e il cardinale Sarah: «La penuria di sacerdoti (in numeri come nella qualità) in paesi occidentali un tempo cristiani non è dovuta ad una penuria di chiamate da parte di Dio, quanto invece da una mancanza delle nostre vite nei confronti del Vangelo di Gesù Cristo». Leggi il seguito…

  • Caso Gregoretti, Ricolfi: “Sinistra e giudici divorziano dal buon senso”

    di Stefano Zurlo. Ricolfi: “Ci sono casi in cui il reato dipende dal giudice che prende in mano il fascicolo. La procura aveva chiesto l'archiviazione, il Tribunale dei ministri vuole processare Salvini. Quindi se anche fra i giudici c'è un margine così grande di interpretazione si capisce che la questione è politica. Ma c'è di più. Qui c'è un divorzio dal buonsenso. Anzi no, dal senso comune che è più basico, il buonsenso richiede un minimo di saggezza. Qui stiamo parlando della modulazione dei tempi di un'operazione di sbarco dei migranti. Dov'è il crimine?” Leggi il seguito…

  • Intervista ad Antonio Socci: “Ecco perché la finanza ci vuole privare dell’identità”

    di Giuseppe Pica. Antonio Socci è un giornalista da sempre attento alle questioni religiose ed ecclesiastiche a cui unisce un’approfondita analisi sulla attualità politica e sociale. Lo abbiamo intervistato a poche settimane dalla pubblicazione del suo ultimo libro intitolato “Il Dio mercato, la Chiesa e l’Anticristo”, in cui descrive meticolosamente le vicende più spinose della modernità. Leggi il seguito…

  • Sacerdoti celibi: per la DSC è meglio

    Dottrina Sociale di Stefano Fontana. Approfittando dell’interesse suscitato in questi giorni dal tema del celibato sacerdotale, anche a seguito delle polemiche in atto, possiamo chiederci se un sacerdote sposato possa svolgere meglio il suo ruolo a servizio della Dottrina sociale della Chiesa, oppure se questo esito sia garantito di più dal celibato. Se si interrogassero su questo punto le persone della strada, con ogni probabilità la scelta andrebbe verso la prima soluzione. Risulterebbe facile sostenere che il sacerdote sposato avrebbe più esperienza delle cose della vita sociale, economica e politica, ossia di quegli ambiti di cui si occupa la Dottrina sociale della Chiesa. I suoi insegnamenti in questi campi sarebbero più autorevoli, perché nutriti dall’esperienza diretta. Ma è veramente così? Ad uno sguardo più attento sul posto che il sacerdote occupa nel servizio alla Dottrina sociale della Chiesa parrebbe proprio di no. Leggi il seguito…