Spiritualità

Pillole di filosofia, scienza e fede: LUCIO ROSSI (5)

Rimaniamo tra italiani, torniamo al CERN di Ginevra, dove ha lavorato per tanti anni il fisico Lucio Rossi, in qualità di responsabile dei magneti superconduttori del mitico acceleratore di particelle detto Large Hadron Collider (LHC) del Cern.A mia domanda, ha risposto così:

Certamente, perchè la religione dà, o cerca di dare delle risposte a delle domande, alle domande ultime (perchè ci siamo? Qual è il nostro destino?)… Chi è religioso veramente, lo è perchè si pone molte domande, perchè ricerca il senso, e vuole comprenderlo in modo sempre più approfondito. Le verità della fede, infatti, non sono statiche: vanno penetrate sempre più, perchè avendo a che fare con l’essenza dell’umano sono inesauribili. L’uomo di fede è certo, ma una certezza mai paga, desidera che la sua comprensione sia via via più piena e convincente – per sé innanzitutto.. Anche nella scienza accade qualcosa di analogo: la teoria sulla gravitazione di Isaac Newton è stata superata da quella di Albert Einstein e un domani avremo una teoria che sopravanzerà quella del fisico tedesco … la spiegazione sarà sempre più profonda e “piu’ vera”… Certamente fede e scienza hanno metodi diversi, domini diversi; la scienza si pone più il come e la religione il perchè, ma queste domande sono connesse tra loro, anche nel soggetto che se le pone”.

E ancora:

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Pillole di filosofia, scienza e Fede: CARLO RUBBIA (4)

Premio Nobel per la Fisica nel 1984, membro della Pontificia Accademia delle Scienze, Carlo Rubbia si è spesso pronunciato riguardo al rapporto tra filosofia, scienza e fede, ritenendo che vi sia una incredibile somiglianza tra la Genesi e la nostra conoscenza sulle origini dell’Universo (non esita a parlare di “creazione”): “la natura dell’universo non è dunque casuale, essa è il risultato di un evento storico unico e straordinario… L’uomo di scienza non può non sentirsi umile, commosso ed affascinato di fronte a questo immenso atto creativo, così perfetto e così immenso e generato nella sua integrità a tempi così brevi dall’inizio dello spazio e del tempo“.

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“Di una sola cosa c’è bisogno”

“Tu Roberto hai un dono: la voce”. Così mi disse 45 anni fa una persona per me autorevole. Poi tanti me l’hanno ripetuto. Un dono (“munus”) è anche un compito. Ogni venerdì, domenica e lunedì mi sono assunto il compito di leggere integralmente le tre lezioni e l’assemblea degli Esercizi tenuti da padre Lepori, col corredo di una musica originale del M°. Gianfranco d’Elia e un’appendice di immagini artistiche evocative di quelle pagine. Si tratta solo di un “tentativo ironico”, nato dal desiderio di farvi compagnia durante le vacanze, che sono il tempo della “libertà di fare ciò che si vuole… secondo l’ideale”!

Per la versione solo audio:

Di una cosa sola c’è bisogno – VENERDI 29 APRILE, SERA

La sede dell’amicizia con Cristo – VENERDI 29 APRILE, SERA

Il senso del mistero – di Garrigou-Lagrange

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La realtà che circonda e coinvolge l’uomo è avvolta dal mistero. Mossi da un “sesto senso” siamo portati a investigare e ad aprirci a un mistero più grande di noi. In questa ricerca Garrigou-Lagrange offre una guida chiara e sicura. Attraverso un crescendo che parte dal senso comune, attraversa la conoscenza fisica e metafisica, culminando nella conoscenza di fede e in particolar modo nella mistica, giungiamo al cuore del mistero che è la vita stessa di Dio. Per la prima volta in lingua italiana e corredato da note critiche esplicative e traduzioni dei testi latini, questo testo ci fa riscoprire la bellezza e la generosità della grazia divina e la vocazione di ogni uomo alla visione di Dio. In esso possiamo attingere alla sapienza filosofica illuminata dalla fede e presentata da uno dei più grandi teologi del XX secolo.

“È grazie alla categoria di chiaroscuro intellettuale che Réginald Garrigou-Lagrange offre una concezione perfettamente funziona-le dell’approccio al Continua a leggere

Riposare nel cuore di Dio

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Di fronte alla confusione dei tempi che viviamo dove attingere olio, dove ristorarsi per tornare a portare luce e non essere sopraffatti dalle tenebre che sembrano avere la meglio? Il cuore di Dio, negli insegnnamenti di antichi padri certosini, è la fonte cui attingere e in cui riposare. Si tratta forse di un luogo cui possono accedere solo pochi eletti  consacrati? O forse è a disposizione di ogni persona che con animo sicero cerchi Dio? Dove si compie la Salvezza? Qual è la fonte della nostra felicità? Da sempre queste domande hanno attraversato le comunità monastiche che hanno trovato la risposta nella devozione al Sacro Cuore di Gesù, una pratica di preghiera che unisce l’adorazione alla riparazione, in una spiritualità allo stesso tempo semplice e profondissima.

Lo sguardo rivolto a Colui che Continua a leggere

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