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“Amazzonia: la posta in gioco”. La voce degli indio

di Centro Cattolico di documentazione

Quello che segue è il testo dell’intervento dell’Avv. Jonas de Souza Marcolino Macuxí al Convegno internazionale “Sinodo panamazzonico: la posta in gioco”, tenutosi a Roma, sabato 5 ottobre 2019 presso l’Hotel Quirinale, organizzato dall’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, il convegno si è svolto nell’Hotel Quirinale. Al termine i link ai video e agli altri atti del convegno

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Con orgoglio vengo a rappresentare i popoli nativi dell’Amazzonia in questo convegno organizzato dall’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira. Apprezzo l’invito a parlare in questo luogo simbolico, questa piattaforma per il mondo, la Roma eterna del millenario Impero e dei Papi.

Urî Jonas Marcolino, macusi, brasiliano, Maikan Pisi Wei Tî´pî po, tîko´mansen urî. Sono Jonas Marcolino, Macuxi, brasiliano, vivo nella terra indigena Raposa Serra do Sol. I migliori complimenti all’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira perché dà voce agli indigeni brasiliani dell’Amazzonia.

La nostra leadership e la nostra lotta vengono da lontano. Nel 2008 eravamo a San Paolo al seminario “Amazzonia, minaccia alla sovranità – farsa o realtà?”, un’iniziativa patrocinata da oltre cento associazioni.

Durante questo seminario, io, come leader indigeno Macuxí e uno dei direttori dell’Associazione di difesa degli indigeni del Nord Roraima, ho dichiarato che fino all’età di diciotto anni mi dedicavo esclusivamente alla caccia e alla pesca. Sono nato da genitori analfabeti, sono diventato un insegnante di matematica e mi sono laureato in Giurisprudenza.

Io e il mio popolo siamo totalmente contrari alla demarcazione della nostra Riserva. Siamo la maggioranza e non siamo stati ascoltati né dal governo socialista del PT né dalla Corte Suprema. Continua a leggere

Dialogo immaginario tra Alain Turing e Tommaso d’Aquino

Nella storia delle macchine il fisico e matematico Alain Turing (1912-1954) è un nome imprescindibile. Nel 1931 l’autore di The bomb, una macchina elettromeccanica capace di decifrare il codice segreto tedesco Enigma, e l’ideatore della “macchina universale di Turing“, scrive un saggio, Nature of spirit per la madre di un caro amico defunto, Christopher Morcom.

In questo saggio Turing nota che “noi possediamo una volontà capace di determinare, probabilmente in una piccola porzione del cervello, possibilmente su tutto il cervello, l’azione degli atomi. Il resto del corpo agisce in modo da amplificare questa volontà“. Esiste dunque una volontà umana, invisibile, immateriale, eppure efficace, che governa la materia, gli atomi.

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Festival di Fede & Cultura domenica 17 novembre

Domenica 17 novembre si terrà a Verona l’8° Festival nazionale di Fede & Cultura, un evento che vedrà come ospite d’eccezione Aldo Maria Valli, ex vaticanista del TG1 e autore dirompente e libero sulla situazione attuale della Chiesa.

Gli invitati che parleranno sono inoltre: mons. Nicola Bux – che celebrerà la Santa Messa di sempre – il prof. Stefano Fontana, Ettore Gotti Tedeschi, ex Presidente della nasca vaticana IOR, don Ernesto Zucchini presidente della Fondazione Maria Valtorta, lo psicologo Gilberto Gobbi, il dott. Cesare Ghinelli ex massone convertito alla fede cattolica, il dott. Marco Zanca che racconterà la sua esperienza di mobbing in ospedale, e il prof. Ugo Sauro, studioso devoto della santa Vergine Maria.

Ci sarà la presenza straordinaria di Cristian Nani, referente italiano della World Watch List, lo studio annuale sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo.

Sarà una lunga giornata di fraternità con incontri personali e comuni con questi grandi autori. Il buffet per pranzo vedrà specialità locali.

La partecipazione è possibile previa iscrizione al link https://link.fedecultura.com/festival2019 con un contributo per il buffet di 17 euro o senza pranzo di 10 euro. Un prezzo speciale e baby-sitting gratis per i bambini.

Per chi si iscrive entro il 31 ottobre ci sono in omaggio tutti i video del Festival 2018.

Il culto della Pachamama

Sangue, animali sacrificati, preghiere alla Madre Terra e riti sincretici fra cristianesimo e paganesimo. In Bolivia ha avuto luogo il millenario rituale della Wilancha, con cui i minatori locali cercano di ingraziarsi la dea Pachamama, ossia la Madre Terra, e El Tío, una sorta di figura demoniaca, per chiedere che le miniere non si esauriscano. Un rituale antico ed estremamente violento,che si è ripetuto all’alba di questo sabato, nella maggior parte delle miniere private e statali situate nell’area andina. Come riporta il quotidiano sudamericano El Universo, una delle cerimonie più importanti si è svolta nella miniera d’argento di San José, alla periferia della città andina di Oruro, nella parte orientale della Bolivia. La cerimonia si è svolta in questo modo. I minatori hanno allestito una lunga fila di tavoli con incenso, erbe e radici che hanno poi cosparso di alcol e birra, mentre sei lama sono stati tenuti fuori dalla miniera per essere sacrificati.

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Una morale positiva

Un altro aspetto affascinante del cristianesimo è la sua positività rispetto alla vita, ben espresso nella morale della Chiesa: essa è, infatti, per utilizzare un’espressione del pontefice Benedetto XVI, “la comunità dei sì”. Il sì di Maria, nonostante ciò che le viene proposto non sia facile, è all’origine della storia della salvezza; il sì alla volontà del Padre, quale che essa sia, è il cuore della preghiera insegnata da Cristo (fiat voluntas tua); il sì è il cuore del matrimonio, scelta di amare per sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia; il sì, l’aprirsi agli altri, è, ancora, il motore della carità e della missione che porta per secoli i missionari a dedicare la loro vita a persone di colore, religione, costumi diversi. Oggi questo non è molto compreso dalla cultura dominante: si sente spesso dire che la Chiesa dice sempre no; che la sua morale è oppressiva.

Per secoli, dall’Oriente all’Occidente, si è ritenuto l’opposto. Del resto non è forse vero che la cultura dominante di oggi, relativista ed egoista, mentre accusa la Chiesa di dire sempre no, nega di continuo l’amore e il Dio della vita, opponendo il suo no pervicace a ciò che è bello e buono? L’egoismo, la vendetta, la prepotenza, sono dei no. E l’aborto, il divorzio, la droga, l’eutanasia… tutte le altre “libertà” di cui si favoleggia, cosa sono, se non, anch’essi, un no, pieno, sonoro, alla vita? Un no al disegno di Dio per ognuno di noi? L’esito della cultura odierna è appunto, il no: il nichilismo.

Il Dio dei cristiani, invece, chiede di dire sì, alle circostanze, alle persone, al bene che incontriamo ed anche ai sacrifici che ci sono richiesti. Promettendoci la felicità non nell’aldilà, soltanto, ma anche su questa terra: “il centuplo, quaggiù, e l’eternità”. Non è un caso dunque che nella Rivelazione Dio si definisca per affermazione, non per negazione: “Io sono colui che è”; “Sono la Via, la Verità e la Vita….”.

Il sì, però, comporta anche l’esistenza del no; il Bene, nella caducità terrena, la possibilità del male. Non è sempre facile dire sì, perché ci è spesso offerta la scorciatoia, la fuga, l’illusione della facilità del no. Per questo la Bibbia è Rivelazione in due parti: nell’Antico Testamento Dio dà i comandamenti: alcuni sono positivi (“Io sono il Signore Dio tuo…”; “Onora il padre e la madre”), altri, i più, sono negativi (“non uccidere, non rubare…”).

Dio agisce con l’umanità come si fa con un figlio: finché è piccolo, occorrono dei no, chiari, precisi, per il suo bene; poi il figlio cresce, incomincia sempre più ad avere una sua personalità, una sua libertà, l’uso della ragione. E allora i genitori non possono più limitarsi ai no: devono dargli le ragioni profonde di quei no; devono cioè indicargli uno stile di vita, dei modelli, una tensione ideale, una meta. E’ l’ora del sì, che costruisce la persona.

Così al Vecchio Testamento, segue il nuovo, in cui tutta la legge è racchiusa nell’unico comandamento, tutto in positivo, dell’Amore: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti” (Matteo 22,37-40). Nella pedagogia dei grandi santi educatori si ritroverà questo stesso stile di Dio. Santa Teresa Verzeri, ad esempio, o san Giovanni Bosco prenderanno per mano i loro discepoli, insegnando loro il timore, e, soprattutto, l’amore di Dio. Perché, come spiegava un tempo il catechismo di san Pio X, così semplice e chiaro, Dio accetta il nostro “amore servile”, ma desidera che questo amore diventi “filiale”. Vuole che arriviamo a non fare il male, non solo per un giusto timore, della creatura verso il Creatore, ma per amore Suo. Solo così si spiega il detto di sant’Agostino: “Ama, e fai ciò che vuoi”.

Tratto da: https://www.amazon.it/Indagine-cristianesimo-costruito-meglio-civilt%C3%A0/dp/8867370243

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Sacrifici alla Pachamama: feti di lama e bambini di dieci anni

Le PACHAMAME nel Tevere ricordano un fatto storico: nei primi secoli del cristianesimo i pagani preseguitano spesso i cristiani, mandandoli a morire nei circhi, sbranati dalle belve; anche i cristiani, compresi i santi, esprimono il loro credo, distruggendo non le persone ma statuette ed idoli pagani. Li abbattono, li buttano, li sfregiano… Oggi abbiamo una conoscenza molto vaga del paganesimo e dei suoi idoli, e dimentichiamo spesso che tali idoli erano assetati di sangue, animale o umano; che gli uomini, prostrandosi davanti ad essi, vivevano nella superstizione, nella paura, nel terrore.

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Aprirsi alla vita per non perdere la speranza

I mezzi pubblici rimandano spesso uno spaccato interessante della società in cui siamo immersi; e spesso si tratta di un panorama così tristemente realistico da avere la tentazione di prenotare la fermata e dire: «Io scendo qui». Ma, tant’è, da cristiani siamo chiamati a vivere nel mondo, pur senza essere del mondo (Cfr. Gv 17,14).

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Card. Sarah: la missione dei cristiani consiste nel vivere fedelmente e senza compromesso la fede che hanno ricevuto da Cristo

“Vi sono in Europa, al di là delle istituzioni che sembrano suicide e decadenti, anche veri e propri germi di rinnovamento (…) che mi fanno pensare ai cristiani che, alla fine dell’Impero Romano, vegliavano sulla fiamma vacillante della civiltà. Voglio dire loro: la vostra missione non consiste nel salvare un mondo che muore. La vostra missione consiste nel vivere fedelmente e senza compromesso la fede che avete ricevuto da Cristo.

Così, senza nemmeno rendervene conto, salverete l’eredità di tanti secoli di fede. Non abbiate paura del vostro numero esiguo! Non si tratta di vincere le elezioni o di influenzare le opinioni. Si tratta di vivere il Vangelo. Continua a leggere

News dalla rete
  • Salvini, Meloni e le sardine

    di Marcello Veneziani. La cultura di destra “Dovrebbe partire dalla realtà, dai temi che attengono la realtà. La tutela dei confini, la tutela di un modo di vivere naturale, la difesa della famiglia, la promozione di ciò che appartiene alla nostra civiltà e alla nostra tradizione. Sono elementi primari che non dovrebbero essere letti in chiave ideologica perché fanno parte della vita che viviamo ogni giorno e della cui assenza soffriamo ogni giorno. Io non la chiamerei più cultura di destra, che era una nobile ma minoritaria schiera di intellettuali e pensatori che non avevano velleità di diventare maggioranza nel Paese. Parlerei più di un idem sentire che va diffuso e trasformato in un idem pensare. Non basta solo sentire di essere da quella parte ma bisogna cercare di ragionare e pensare in quel modo altrimenti si rimane solo sulla base dell’istinto, delle emozioni e non si va lontano” Leggi il seguito…

  • “Idee e cultura per un centrodestra più forte”. Parla Francesco Giubilei

    Intervista di Federica Ciampa. “Ad oggi quello di cui c’è, senza dubbio, bisogno sono dei luoghi di elaborazione di idee, di contenuti e di pensieri, perché nel lungo termine, l’assenza di idee e di una piattaforma programmatica e valoriale può diventare un problema. Pertanto, si deve costruire una base culturale nelle persone ed un sentire culturale in linea con i valori che vengono proposti dai partiti politici di centro-destra” Dell’importanza della cultura nella politica – ma non solo – ne parla a L’Occidentale il giovane Francesco Giubilei, che, a soli 27 anni, è già scrittore, editore, e Presidente di associazioni culturali Leggi il seguito…

  • Super ex. Papa e Scalfari: birds of a feather flock together…

    di Marco Tosatti. Cari lettori di Stilum Curiae, più volte in passato ci siamo occupati di quegli strani compagni di interviste-non interviste che sono il pontefice regnante ed Eugenio Scalfari. Abbiamo parlato però, spesso, soprattutto del Pontefice, più che del suo interlocutore. Ecco, oggi Super Ex si dedica invece a dirci chi è Eugenio Scalfari; e così facendo mette in luce singolari (ma non tanto) affinità elettive fra i due dispotici personaggi. Buona lettura. (Birds of a feather flock together significa che uccelli dello stesso genere fanno stormo insieme…). Leggi il seguito…

  • In piazza per la Chiesa. Si prega a Milano il 7 dicembre, piazza Duomo

    di Marco Tosatti. Cari amici e nemici di Stilum Curiae, vi ricordate di sicuro l’appuntamento di preghiera per la Chiesa onorato da tantissime persone il 5 ottobre scorso, a largo Giovanni XXIII a Roma, davanti a San Pietro. Si era alla vigilia del Sinodo dell’Amazzonia, che ha causato sconcerto, polemiche e reazioni in tanti cattolici. Ora alcuni amici mi hanno mandato questo volantino, insieme con la notizia che questa iniziativa di preghiera, grazie alla buona volontà di persone credenti, verrà ripetuta, come era stato l’auspicio di molti, in diverse città italiane. La prima sarà Milano. Ecco il testo dell’annuncio: Leggi il seguito…