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Maria Zambrano: dire sì alla vita

Nel 1881 la filosofa spagnola Maria Zambrano scrive una breve riflessione autobiografica, intitolata Adsum: sono presente, sto qui, ci sono, ci sto.

La vita è questo: dire sì o dire no; dire vita o morte; nascita e rinascita o annullamento e ricerca di fuga.

Nasciamo così: feriti dalla luce, costretti ad aprire gli occhi, a fare la fatica di respirare (“quell’istante terribile in cui fu necessario aprire gli occhi e respirare”)… che salto! che tuffo nell’essere! che mare di possibilità, di potenza e di impotenza, da sperimentare… Questa prima luce, questo primo respiro sono la vita, con la sua fatica e la sua bellezza. Diciamo infatti: “respiro”, quando l’angoscia è placata… la luce ferisce, ma anche illumina, dà colore, comunica calore… ci spinge ad osservare, a cercare…

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Walt Heyer: da maschio, a “femmina”…and back again

Walt Heyer è uno dei primi transgender al mondo. Uomo, sposato, con moglie e figli, decide di cambiare sesso. Poi la vita riserverà altre sorprese.

A lui la parola:“Per strane ragioni mia nonna sin da piccolo mi vestiva da bambina e quando mio padre lo scoprì non fece che peggiorare le cose: basò la mia educazione su una disciplina severissima. Vennero poi ad aggiungersi le molestie di mio zio, un adolescente disturbato, che cominciò a toccarmi quando avevo 10 anni. Inconsciamente pensavo che se fossi stato una bambina non mi avrebbero più trattato in quel modo. E così cominciai segretamente a pensare di cambiare sesso. All’età di 15 anni mi sentivo intrappolato. Volevo fuggire dal mio corpo. Lo reputavo la causa del mio malessere”.

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NEWS DALLA RETE. “Nigeria, giovane cristiana lapidata e bruciata per blasfemia”

NEWS DALLA RETE. Redazione TGcom24 del 14 Maggio 2022 (QUI)

Deborah Samuel, martirizzata per blasfemia

“Lapidata a morte per blasfemia e bruciata nel nord-ovest della Nigeria: è la terribile morte toccata a Deborah Samuel, studentessa cristiana “colpevole” di aver pubblicato su WhatsApp un commento ritenuto offensivo nei confronti del profeta Maometto, come riporta Le Monde citando la polizia dello Stato di Sokoto. In quest’ultimo, come in altri della Nigeria settentrionale, la sharia, cioè la legge islamica, viene applicata insieme al diritto comune.

L’aggressione – Il portavoce della polizia di Sokoto, Sanusi Abubakar, ha detto che gli studenti dell’istituto

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“Felici nelle mani del pastore”

Cristobal Garcia Salmeron-Il Buon pastore-Chiesa di S. Gennaro d’Arles, Madrid 1660

Commento artistico-spirituale al Vangelo della IV DOMENICA DI PASQUA 08 MAGGIO 2022

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

La rappresentazione di Cristo come Pastore, e dei Cristiani come gregge di pecore, è assai diffusa in epoca paleocristiana. Lo testimoniano sin dal II secolo i rilievi dei sarcofagi e gli affreschi nelle catacombe romane e, poco dopo (256), quelli nel battistero della casa-chiesa di Dura Europos

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L’eutanasia: sappiamo davvero cos’è e dove può portare?

In questi giorni approda in Senato il ddl Bazoli (fortemente voluto dal PD), per legalizzare l’eutanasia. Abbiamo chiesto al dottor Renzo Puccetti (classe 1965, medico, specializzato in medicina interna, docente di bioetica, noto conferenziere e collaboratore di riviste e giornali specializzati e divulgativi) di parlarci dell’argomento.

Dottor Puccetti, anzitutto facciamo chiarezza sui termini: cos’è l’eutanasia?

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Onorevole Bazoli (PD), un’ eutanasia tira l’altra! (2)

E’ noto a tutti l’ “effetto Werther”, cioè il fatto che i suicidi tendono a moltiplicarsi per emulazione, per imitazione, come all’epoca in cui il famoso romanzo di Goethe, I dolori del giovane Werther, determinò un’epidemia di suicidi tale da indurre alcuni governi a vietare la diffusione del libro. Ebbene, quando una cultura finisce per accettare e legalizzare il suicidio assistito, anche le barriere religiose, culturali e morali, di fronte a questo gesto estremo, cadono, ed è inevitabile che l’eutanasia legale di qualcuno influenzi e favorisca altre eutanasie, a catena.

Una storia riportata da un personaggio non sospettabile come Umberto Veronesi, forse il più celebre propagandista dell’eutanasia in Italia, ci dice dove possa portare l’idea di una società che invece di farsi carico del dolore dei suoi membri, si dispone ad eliminarli. Scrive Veronesi: “Mi ha raccontato un amico, un medico in un paese in cui la legge consente il suicidio assistito: ‘Ho accompagnato un mio paziente, che voleva essere aiutato a morire. L’inviato dell’organizzazione ha preparato la pozione letale, il paziente ne ha bevuta la metà e poi ha avuto un ripensamento. L’incaricato gli ha detto: ‘Guardi che così rischia di avere delle sofferenze indicibili. Beva tutto perché io sono venuto qui perché lei finisca di bere!’ Il paziente ha obbedito ed è morto” (Umberto Veronesi, Il diritto di morire, Mondadori, 2005)».
Vedi: http://www.libertaepersona.org/wordpress/2022/04/onorevole-bazoli-pd-eutanasia-perche-no-1/
 

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