Scienza

La fine del primato italiano e le guerre di Napoleone

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Il geologo Gian Battista Vai, già direttore del Museo Cappellini di Bologna, Capo Delegazione Italiana all’ International Geological Congress di Pechino 1996, Rio de Janeiro 2000, Firenze 2004, Oslo 2008, è anche un esperto di storia della scienza.

In questa intervista, raccolta insieme a molte altre nel volume Gli scienziati davanti al mistero del cosmo e dell’uomo. Piccoli dialoghi su grandi temi (qui: http://www.dominusproduction.com/editoria/item/gli-scienziati-davanti-al-mistero-del-cosmoe-dell-uomo-jpg.html) , Vai ricorda il padre dei musei scientifici, l’italiano Ulisse Aldovrandi, e in generale il primato italiano, per secoli, in campo scientifico: primato interrotto non dal processo Galilei, come spesso si legge, ma dall’invasione napoleonica.

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Alberto Masani (astrofisico): con l’uomo l’Universo ha raggiunto il suo compimento

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Alberto Masani (1915-2005), già docente ordinario di astrofisica all’Università di Torino, direttore dell’Osservatorio Astronomico della città, direttore scientifico del Giornale di Astronomia della Società Astronomica Italiana e pioniere nel campo degli studi sul principio antropico, notava che il principio antropico è estraneo alla cultura greca, mentre “domina la cultura biblica”, in cui la “Terra (e il cielo) viene creata in funzione antropica: dalla polvere del suo suolo viene plasmato l’uomo, elevato alla vita con un soffio vitale”. Masani proseguiva ricordando che “l’idea di creazione, unita alla concezione della natura come libro scritto direttamente dal dito di Dio, spinse ad indagare la natura con un taglio che favorì l’indagine di tipo sperimentale” e concludeva domandandosi se l’uomo costituisce la tappa finale del processo evolutivo o se vi sarà una ulteriore tappa che porterà al superuomo.

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Lo splendore che ci trascende

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Il 13 novembre del 2014 moriva, in un piccolo villaggio dei Pirenei, dove si era ritirato a vita eremitica, Alexander Grothendieck, considerato da molti il più grande matematico del XX secolo e uno dei più grandi di sempre. Il quotidiano Repubblica titolava così all’indomani della morte: L’enigma del più grande matematico del mondo Continua a leggere

I sacerdoti dimenticati che dimostrarono che la Terra…si muove

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Se c’è un argomento ignorato dai più è quello che riguarda la storia con cui si arrivò a capire che …la Terra si muove.

Il nostro pianeta appariva agli antichi greci, pesante e goffo, rispetto agli altri. Stava al centro, immobile, non per una maggior dignità, ma al contrario, nel sistema aristotelico-tolemaico, per la sua inferiorità rispetto agli altri pianeti, lisci, perfetti, cristallini, luminosi… e in moto, secondo la figura, perfetta, del cerchio.

Questa idea aveva i suoi perchè: a prima vista la Luna e il Sole appaiono regolari, luminosi, e sembrano in moto. Difficile capire che in verità è la Terra che si muove sul proprio asse (moto di rotazione) a 1600 km all’ora e gira intorno al Sole (moto di rivoluzione), a 30 km al secondo.

Ma chi per primo propose il moto della terra?

I primi furono alcuni greci, come Aristarco di Samo, ma la loro ipotesi fu sconfitta dal parere dei più.

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Gödel e la dimensione ultraterrena

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Kurt Gödel (1906 – 1978) è considerato da molti il più grande logico di tutti i tempi. Albert Einstein stimava un privilegio unico poter discutere con lui, passeggiando per Princeton, di matematica, fisica, filosofia e teologia. I contributi che egli ha dato nei campi dell’intelligenza artificiale, della logica e della matematica (in particolare i teoremi di incompletezza), sono enormi.

Ebbene possiamo chiederci cosa pensasse Gödel di questa vita e di una vita ultraterrena. Per capirlo occorre andare ai suoi taccuini personali.

Gödel infatti non amava pubblicare la sue riflessioni

su Dio, la Chiesa, il mondo ultraterreno in un contesto culturale, così pensava, impregnato del “pregiudizio materialista“.

Ma scrivendo per sè stesso, annotava proposizioni come queste: “il nostro mondo, con tutte le stelle e tutti i pianeti che contiene, ha avuto un inizio e, con ogni probabilità, avrà una fine, diventerà, cioè, letteralmente ‘niente’. Continua a leggere

Il dott. David Prentice parla del dolore e dell’umanità del “feto”

1-david-prenticeIl dott. David A. Prentice, Vice Presidente e Direttore di Ricerca al Charlotte Lozier Institute di Washington DC, nonché professore associato di genetica molecolare all’Istituto Giovanni Paolo II, sempre di Washington DC, nel 2015 è stato invitato a parlare del dolore del feto dal punto di vista scientifico al talk show radiofonico “A Point of View” della britannica BBC Radio 4.

L’intervista è avvenuta a ridosso dell’approvazione del “Pain-Capable Unborn Child Protection Act” da parte della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, la legge che protegge dall’aborto i bambini non nati in grado di provare dolore che, di fatto, proibisce l’aborto dopo la 20ma settimana di gestazione, perché è scientificamente provato che a questo stadio dello sviluppo il bimbo sente dolore durante l’aborto. È appunto questo l’argomento approfondito dal dott. Prentice durante l’intervista radiofonica della BBC. Continua a leggere

Meglio la (vera) scienza che la (falsa) fede

Bibbia-e-scienzaNon c’è peggior cieco di colui che scientemente non voglia sforzarsi per vedere. O almeno per cercare di vedere meglio. Specie oggi che non mancano affatto gli ausili alla vista, in tutti i sensi della parola. Ma è anche vero che, come diceva il filosofo francese Jean Madiran (1920-2013), “quando c’è un’eclissi, tutto quanti siamo immersi nelle tenebre”.

Le tenebre di oggi si chiamano rifiuto dell’intelligenza, dell’analisi, della lettura realista (né ottimista-progressista, né conservatrice-pessimista) della società. E prima di tutto dell’orizzonte politico, sociale, economico ed esistenziale vissuto sulla propria pelle da parte del nostro popolo e della nostra gente.

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Scienza & Fede, il genetista Matteo Bertelli intervista il fisico Antonino Zichichi

Antonino Zichichi è un fiusico di fama mondiale, cui si deve, tra le altre cose, la scoperta del primo esempio di antimateria nucleare (l’antideutone) e i lavori che hanno aperto la strada alla rivelazione del leptone carico pesante.

Qui il suo curriculum:

http://www.ccsem.infn.it/em/zichichi/short_bio_it.html

http://www.pas.va/content/accademia/it/academicians/ordinary/zichichi.html

News dalla rete
  • L’ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane

    bergoglio_mccarrick di Riccardo Cascioli. Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Leggi il seguito… 

  • Tutti eredi di Sturzo. Ma c’è poco di cui rallegrarsi

    luigi_sturzo di Stefano Fontana. La statura morale e intellettuale di don Luigi Sturzo è indiscutibile, ma gli esiti di quel suo "appello ai liberi e forti" di cento anni fa sono tutt'altro che positivi: è iniziato allora il cammino di un progressivo distacco del criterio della fede dalla politica. Vedere oggi i tanti - anche di opposte visioni - che vogliono far rivivere quell'esperienza con nuovi appelli "ai liberi e forti" non può non lasciare perplessi. Leggi il seguito… 

  • ll ’68, sfida per i cattolici oggi. La lezione di Del Noce

    del-noce di Luca Del Pozzo. Tra le tante letture critiche di quel ‘68 che ha rappresentato, come ebbe a dire Benedetto XVI, una vera e propria “cesura storica”, un posto a parte merita quella di Augusto Del Noce. Tanto il marxismo quanto la società tecnocratica quanto il ’68 ponevano quella per Del Noce era “la” questione innanzi alla quale i cattolici erano (e sono) chiamati a dire la loro: la questione antropologica. Leggi il seguito… 

  • “Ecco chi raccoglie l’eredità di don Luigi Sturzo…”

    luigi_sturzo di Federico Cenci. È passato un secolo da quando un giovane sacerdote siciliano, don Luigi Sturzo, pronunciò il celebre appello destinato a cavare una massiccia sacca elettorale dalle paludi del "non expedit". Dopo decenni in cui i cattolici italiani, su indicazione di Pio IX, avevano rifiutato lo Stato unitario e la partecipazione alle elezioni, il Partito Popolare Italiano offrì loro una forza in cui riconoscersi.  Della possibilità di tener viva l'eredità popolare e democristiana se ne discute oggi alla Camera, nel corso della conferenza “1919-2019. Popolari oggi, da Sturzo al nuovo millennio”. La relazione introduttiva è affidata a Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. In Terris lo ha intervistato per conoscere uno dei diversi punti di vista sul tema Leggi il seguito… 

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