Politica

Famiglie arcobaleno, Salvini non faccia melina e faccia rispettare la legge

di Carlo Giovanardi

Se il patto fra 5 Stelle e Lega prevede una moratoria sui cosiddetti principi non negoziabili allora sia rispettata da tutte le parti e Matteo Salvini, Ministro degli Interni, faccia rispettare Costituzione e Leggi in vigore non avallando comportamenti che in Italia sono reato.

Le polemiche innescate dalle prime dichiarazioni del Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana non aiutano a fare chiarezza sulla vera posta in gioco sottostante la pretesa di parificare le cosiddette “famiglie arcobaleno” a quelle riconosciute dall’art.29 della Costituzione.

Ricordo che alla Conferenza Nazionale della Famiglia del 2010, che ho avuto l’onore di presiedere, era stato presentato ed approvato, e poi adottato dal Governo Berlusconi, il Piano Nazionale della Famiglia che aveva come soggetto principale la società naturale fondata sul matrimonio dell’art.29 e il cosiddetto “fattore famiglia”, cioè il riconoscimento di un trattamento fiscale differenziato a seconda del numero dei figli. Continua a leggere

Il senatore Quagliariello sulla fiducia al governo

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Presidente, colleghi senatori, presidente del Consiglio, signori del governo,

io sono tra quanti avevano sperato in un governo imperniato sul centrodestra. Del resto, eletto in un collegio uninominale, ho toccato con mano quanto nel sistema elettorale vigente la coalizione sia fondamentale.

Quando tuttavia, per ragioni che non è questa la sede per scandagliare, è apparso chiaro che l’unico esecutivo possibile era quello che oggi chiede la fiducia in quest’Aula, ho ritenuto che sarebbe stato un errore impedire che nascesse. E credo che la disponibilità del presidente Berlusconi, oltre ad essere stata politicamente lungimirante, abbia contribuito a preservare le nostre istituzioni e il nostro Paese da un pericoloso avvitamento.

C’è poi un altro aspetto, che riguarda tutte le opposizioni in questo emiciclo, e che suggerisce di evitare ipocrisie. A nessuno sfugge infatti che se la travagliata gestazione del governo non fosse andata a buon fine, un voto a distanza ravvicinata avrebbe penalizzato, con ogni probabilità, assai più gli oppositori che i contraenti del patto di maggioranza. Continua a leggere

Cosa pensa Lorenzo Fontana, ministro Famiglia e disabilità

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Riporto qui una mia intervista a Lorenzo Fontana, pubblica su La Verità pochi giorni prima delle elezioni del 4 marzo.

Lorenzo Fontana, classe 1980, candidato il 4 marzo, è vicesegretario della Lega, europarlamentare, vicesindaco di Verona, ed autore di un recentissimo libro – scritto a quattro mani con Ettore Gotti Tedeschi – dal titolo: “La culla vuota della civiltà. All’origine della crisi” (edizioni Gondolin).

Quali le tesi sostenute nel testo?

“Più che una tesi è un’evidenza che, ahinoi, tanti analisti disconoscono: la crisi è stata causata dal calo delle nascite che ha generato un terribile effetto domino di calo della domanda compensato da una rincorsa sfrenata a moltiplicare i consumi individuali, abbassando i costi di produzione, e dalle conseguenti delocalizzazioni produttive. L’incremento dopato dei consumi si traduce in consumismo sfrenato, in erosione dei risparmi, che sono la ‘materia prima’ del credito bancario, quindi del sostegno alle imprese. Parallelamente il calo delle nascite ha prodotto inevitabilmente un aumento incessante dell’età media, quindi dei necessari costi fissi: sanità e pensioni in primis”.

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Mattarella chi tutela?

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Qualche riflessione a caldo dopo la giornata di ieri. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esponente del Partito Democratico ed eletto al colle da una fu maggioranza parlamentare che oggi non arriva al 25% e nei sondaggi è ancora più in basso, personaggio di cui Mario Adinolfi, da proverbiale grande stratega politico, aveva tessuto le lodi cattoliche e democratiche, ha deciso il naufragio del governo Lega-5 stelle mettendo il veto al professor Savona.

La colpa? Essere favorevole all’uscita dall’Euro. Capito? Non la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna come da articolo 29 della Costituzione, non la vita umana come bene indisponibile sono i capisaldi intangibili di Mattarella, ma l’Euro, una moneta che agli italiani è stata imposta senza che sulla sua adozione essi si siano mai espressi e di cui non è possibile nemmeno ipotizzare l’abbandono.

In una precedente nota il rifiuto di Savona era stato giustificato dalla necessità di preservare l’indipendenza del presidente del consiglio incaricato, ma quando questi si è presentato al Colle portando nella casella del ministero dell’economia il docente di economia inciso da Mattarella, il velo sulle vere ragioni per cui Mattarella non lo voleva è caduto. Savona non l’ha accettato “per tutelare i risparmi degli Italiani”, si è giustificato. Ma da quando in qua il presidente della repubblica è tutore dei risparmi degli italiani? Quando di notte Giuliano Amato pelava i soldi dai conti correnti degli Italiani la presidenza della Repubblica cosa tutelava?

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La 194 ha fallito: anche l’aborto legale fa male alla salute delle donne

Un obiettivo che la legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza doveva raggiungere, era quello di tutelare la salute fisica e psichica della donna posta di fronte ad una gravidanza indesiderata, e dai pericoli a cui costei sarebbe andata incontro nel sottoporsi ad un aborto casalingo fai-da-te o clandestino. Peccato però che, anche in questo caso, le cose non sono andate come previsto: la 194 non ha fallito unicamente il proposito di cancellare l’aborto clandestino, ma anche quello di tutelare la salute della donna perché, il tanto propagandato aborto sicuro, cioè senza conseguenze sulla salute, in realtà non esiste. Continua a leggere

Il ritratto di Valeria Fedeli

VALERIA FEDELI CARTELLONI IN GIRO PER ROMA Giancarlo Perna per “la Verità”

Per molti del Pd, Valeria Fedeli, ministro dell’ Istruzione, è una seconda Nilde Iotti, leggendaria compagna di Palmiro Togliatti. Vi dirò poi perché. Intanto, segnalo una differenza di fondo tra le due. La senatrice Fedeli è una femminista, con tutti i fru fru della categoria. Iotti, una donna che si imponeva agli uomini con i fatti. La settimana scorsa, presentando i decreti attuativi della riforma Buona scuola, Valeri ha rimbeccato un giornalista che l’aveva chiamata ministro, con un querulo: «Riesco a dirle di chiamarmi ministra o è complicato?». Ecco, una sciocchezzuola del genere, alla Nilde neanche sarebbe venuta in mente. Mai avrebbe sgrammaticato l’italiano per imporre le donne in politica. Lei fu la zarina, senza storpiare la lingua, con spontaneo omaggio di amici e avversari per l’autentica autorità con cui ha presieduto la Camera per tredici anni.

Fedeli è femminista da decenni.

Lo divenne quando aveva vent’anni e si agitava col movimento studentesco. Nel 2010, ebbe una recrudescenza a causa del Berlusca. Era il tempo in cui, con l’inchiesta Ruby, saltavano fuori le boccaccesche porcellate degli ultimi mesi del Cav a Palazzo Chigi. Valeria, che allora era già nei sinodali 61 anni, ebbe un soprassalto d’indignazione e fondò un gruppo neofemminista per stigmatizzare il comportamento del premier, il disdoro internazionale, l’uso mercenario del corpo femminile. Presa dalla foga, sua e di altre attempate cofondatrici, battezzò il movimento «Se non ora, quando?».

Una zappa sui piedi. Il nome, infatti, ricalca il titolo di un libro di Primo Levi sull’olocausto ebraico. Ora ditemi voi se si poteva trovare un’etichetta più inappropriata per parlare delle orge dell’arcorese? Esagerazioni simili, affiancate però a un generale equilibrio della persona, non sono rare nella senatrice.

IL CURRICULUM FARLOCCO

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In Friuli il Pdf di Adinolfi/Amato sposa la linea Gandolfini

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Sine caste, tamen caute, recita il noto motto gesuita; un consiglio che sembra possa tornare utile alla dirigenza del Popolo della Famiglia. A scanso di equivoci tengo a precisare che non intendo fare alcun riferimento alla vita personale di alcuno (chi sono io per giudicare?).

Mi riferisco ad una castità intesa nella sua accezione estesa, etimologicamente riferita al dare ordine e limitata all’ambito comunicativo; di essa stento a rinvenire traccia quando mi capitano sotto gli occhi alcuni post dei vertici del PdF. L’ultimo di questi non sfigurerebbe in un’ideale galleria di “lungimiranze” politiche dove il capolavoro inarrivabile è considerato la dichiarazione del buon Piero Fassino: “Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”.

La vicenda Casellati

Mario Adinolfi, presidente e uomo forte del PdF, scrive: “Troppo facile dire adesso che avevamo ragione. Ma avevamo ragione”. Ora in questi due anni di vita a capo del PdF il suo presidente ne ha dette talmente tante che statisticamente sarebbe assai improbabile che in qualcosa non ci avesse imbroccato, in fin dei conti, come si dice, Continua a leggere

News dalla rete
  • L’ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane

    bergoglio_mccarrick di Riccardo Cascioli. Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Leggi il seguito… 

  • Tutti eredi di Sturzo. Ma c’è poco di cui rallegrarsi

    luigi_sturzo di Stefano Fontana. La statura morale e intellettuale di don Luigi Sturzo è indiscutibile, ma gli esiti di quel suo "appello ai liberi e forti" di cento anni fa sono tutt'altro che positivi: è iniziato allora il cammino di un progressivo distacco del criterio della fede dalla politica. Vedere oggi i tanti - anche di opposte visioni - che vogliono far rivivere quell'esperienza con nuovi appelli "ai liberi e forti" non può non lasciare perplessi. Leggi il seguito… 

  • ll ’68, sfida per i cattolici oggi. La lezione di Del Noce

    del-noce di Luca Del Pozzo. Tra le tante letture critiche di quel ‘68 che ha rappresentato, come ebbe a dire Benedetto XVI, una vera e propria “cesura storica”, un posto a parte merita quella di Augusto Del Noce. Tanto il marxismo quanto la società tecnocratica quanto il ’68 ponevano quella per Del Noce era “la” questione innanzi alla quale i cattolici erano (e sono) chiamati a dire la loro: la questione antropologica. Leggi il seguito… 

  • “Ecco chi raccoglie l’eredità di don Luigi Sturzo…”

    luigi_sturzo di Federico Cenci. È passato un secolo da quando un giovane sacerdote siciliano, don Luigi Sturzo, pronunciò il celebre appello destinato a cavare una massiccia sacca elettorale dalle paludi del "non expedit". Dopo decenni in cui i cattolici italiani, su indicazione di Pio IX, avevano rifiutato lo Stato unitario e la partecipazione alle elezioni, il Partito Popolare Italiano offrì loro una forza in cui riconoscersi.  Della possibilità di tener viva l'eredità popolare e democristiana se ne discute oggi alla Camera, nel corso della conferenza “1919-2019. Popolari oggi, da Sturzo al nuovo millennio”. La relazione introduttiva è affidata a Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. In Terris lo ha intervistato per conoscere uno dei diversi punti di vista sul tema Leggi il seguito… 

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