Politica

Cattolici e politica: quali valori difendere?

Il 16 gennaio 2020, il Centro Culturale Pier Giorgio Frassati di Correggio (Reggio Emilia), ha organizzato un incontro pubblico in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna previste per il 26 gennaio successivo, tenutosi presso l’Albergo Ai Medaglioni con notevole partecipazione di pubblico. Dopo un saluto della Presidente del Centro Frassati, prof.ssa Fernanda Foroni, e una efficace introduzione ai lavori del prof. Filippo Chizzoni, vicepresidente del Frassati, c’è stata la relazione di Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Card. Van Thuân, dal titolo “Cattolici e politica: quali valori difendere?”, seguita da una notevole discussione con i presenti.

Pubblichiamo il testo completo della relazione di Stefano Fontana. 

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Cattolici e politica: quali valori difendere?

Questo incontro avviene in prossimità delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Ogni uomo cerca una coerenza nella propria vita. Anche per i cattolici è così. Il voto alle elezioni può apparire in fondo poca cosa, si tratta solo di una crocetta su un simbolo. Però in quell’atto sintetico, la persona, e quindi anche il cattolico, condensa la sua esperienza e la sua visione della politica. Egli sa che quella crocetta rimane inadeguata rispetto alle esigenze della politica, la quale nella cabina non ci sta tutta, ma sa anche che con quell’atto egli impegna a fondo se stesso – si impegna moralmente e religiosamente – ed è consapevole che sulla base di quanto quell’atto esprime egli si comporterà poi in seguito, appunto per un motivo di coerenza. Ogni crocetta è la sintesi di un percorso, ma è anche un impegno per il futuro. Continua a leggere

Per le sardine il “Premio Stalin per la Pace”

La rivoluzione comunista cominciò che l’Istituto per la pace, e Lenin che promise ai russi di portare la pace… Da allora i comunisti si propongono, periodicamente, come uomini di pace, ma… Anche Zingaretti e Bonaccini provano oggi a fare lo stesso, pur essendo cresciuti nel PCI…

“Sardine” come replica di qualcosa di già visto. “Sardine” come embrione del primo socialismo. Il professor Francesco Agnoli non si nasconde. E anche questa volta analizza il fenomeno movimentista in voga, partendo da considerazioni storiche. L’interpretazione, però, è estesa sino al contesto partitico dei Dem: neppure il centrosinistra può dirsi estraneo a certi rigurgiti del passato. Una intervista per comprendere perché, in fin dei conti, nel “sardinismo” non ci sia nulla di nuovo.

Cosa pensa del fenomeno “sardine”?

Penso che esistono da almeno 70 anni e che bisognerebbe dare subito a Matteo Santori il “premio Stalin per la pace”.

In che senso?

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Il derby gilet gialli Emmanuel Macron continua anche dopo le europee

macronNel silenzio dei media, ormai avvezzatisi e forse stancatisi della loro protesta infinita, anche sabato 8 giugno, varie migliaia di Gilet gialli hanno marciato un po’ in tutta la Francia. Ed è stato il trentesimo sabato di seguito, senza alcuna sosta finora. Forse non era mai accaduto prima, né in Francia né altrove che una protesta sociale di popolo durasse oltre sei mesi.

E questo la dice lunga sulla popolarità reale di Emmanuel Macron, il quale aveva detto e ripetuto che le elezioni europee sarebbero state per lui il termometro per valutare la tenuta del governo. Continua a leggere

I sovranisti hanno vinto!

matteo-salvini-marine-le-penSi discuterà a iosa nei prossimi giorni e mesi, sia in Italia, che nel resto dell’Unione Europea, su chi realmente ha vinto le elezioni di questo fine maggio. Ma in verità, e possiamo annunciarlo senza tema d’errore, sono i sovranisti, gli identitari, i patrioti e i populisti – insomma gli anti-UE – ad aver vinto. E gli eurocrati ad aver perso: il loro sogno di gloria si sta rivelando sempre più come un incubo da cui svegliarsi al più presto.

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Intervista a Federica Picchi

fede

Federica Picchi è candidata alle Europee del 26 maggio con Giorgia Meloni, nelle circoscrizioni di centro e nord ovest.

Di seguito alcuni passagi da un’intervista comparsa su La Verità del 19 maggio:

Si dice che la sua candidatura sia stata fortemente voluta, insieme ad altre, da Massimo Gandolfini e dal movimento pro vita e famiglia italiano…

Come nella mia esperienza di piccolo imprenditore, per raggiungere un traguardo di crescita devo perseguire quell’obiettivo da più strade, così come cittadino, la difesa di valori per me sacri come la tutela della vita – dal concepimento alla morte naturale – la tutela della famiglia come centro fondante della società, la tutela della dignità del lavoro e della libertà educativa, deve essere portata avanti da più posizioni.

Qualcosa di lei…

Credo fermamente che la cultura sia la base di crescita di una società sana ed equilibrata, per questo motivo, dopo gli studi economici in Bocconi e alla Georgetown University di Washington DC e vari anni di Banca d’affari a Londra e New York, ho deciso di fondare DOMINUS PRODUCTION, per la diffusione di modelli di virtù umana per i più giovani. Dominus è poi cresciuta, includendo una sezione editoriale per l’approfondimento delle argomentazioni trattate nei film, e un’area discografica in sviluppo. L’attività in DOMINUS mi richiede un grande impegno perché c’e’ sete di storie di umana bellezza e di modelli tra i giovani, ma l’emergenza sociale dovuta ad una politica che sempre più si distacca dai valori sacri e fondanti di ogni democrazia, mi ha spinto ad accettare la proposta di candidatura per Fratelli d’Italia.

Un’altra conversione, dopo il ritorno alla fede?

“Ho trovato la fede e incontrato la bellezza della figura – anche storica – di Cristo a seguito del tumore di mia madre. Questa è stata una conversione vera, per cui ho intrapreso un cammino che durerà tutta la mia vita. La scelta politica non è una conversione, ma è una conseguenza: quando si crede in qualcosa di più grande si devono mettere da parte sicurezze e comodità (anche conquistate con fatica!) per mettersi a servizio di nuovi obiettivi. Mi sento un po’ un soldato (il padre è un militare, ndr), che non può far finta di nulla, che non può stare a guardare la distruzione di valori per cui si spende quotidianamente e che vuole lottare, non contro qualcuno, ma per qualcosa: la nostra bimillenaria civiltà cristiana.

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Adinolfi ci prova ancora, ma è credibile?

cannocchiale

Adinolfi non molla, e si candida, nel partito che fu di Angelino Alfano, a rubare qualche voto cattolico ai candidati seri, pro vita e famiglia, nel centro Italia. Sarà bene ricordare brevemente il suo curriculum, passeggiando su un suo vecchio blog, il Cannocchiale, per indagare un attimino sul suo passato ( http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?TAG=pd ).

Co-fondatore del Pd, lo ricordano tutti; abbiamo modo di conoscere anche la sua battaglia per tenere i radicali all’interno del partito:

Le sinistre radicali e i radicali di Marco Pannella stessi restano fuori dal Parlamento europeo e devono mettersi in testa che il loro unico orizzonte politico realistico è l’ingresso come componenti organizzate all’interno del Partito democratico (8 giugno 2009); Continua a leggere

La critica di Pera e Benedetto all’Unione Europea odierna

pera

Questo libro con la sua “sobria razionalità”, la sua “ampia informazione filosofica”, la sua “conoscenza stupenda delle fonti”, la sua”logica stringente” e il suo mostrare la “contradditorietà interna” del concetto della “multiculturalità”, è “a mio parere di fondamentale importanza in quest’ora dell’Europa e del mondo”.

Sono queste le parole con cui Benedetto XVI, nell’anno 2008, introduceva “Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l’Europa, l’etica” del senatore e filosofo Marcello Pera.

Dieci anni dopo, per un cattolico che non voglia lasciarsi irretire nei tentacoli delle nuove religioni laiche di salvezza (europeismo, genderismo, immigrazionismo ecc.) è bene ritornare a quei ragionamenti, a quella lucidità con cui Pera e Benedetto: denunciavano come inevitabile, date certe premesse, il realizzarsi di un’ Unione Europea caratterizzata da “antidemocratiche, pletoriche, oscure istituzioni. Continua a leggere

Né diritto, né acquisito

aborto1Tra le varie amenità ascoltate a commento dei lavori del Congresso Mondiale della Famiglia appena conclusosi a Verona, ve n’è una che vorrei che non fosse lasciata passare senza un commento. Agli organizzatori è stato domandato in conferenza stampa se intendessero mettere in discussione i diritti acquisiti, in primis il diritto d’aborto. Si tratta di una domanda nonsense, ma tesa a cercare di rendere la risposta una pretesa assurda e a spingere l’interlocutore ad auto-censurarsi.

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I 5 stelle vittime del loro vuoto culturale

3-omerta-abortoSecondo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede “Non ci sono dubbi che la legge 194 sia una conquista del nostro Paese”. E questo ha dichiarato a proposito della proposta di molti deputati della Lega di inserire una norma che limiti l’aborto attraverso delle facilitazioni per l’adottabilità del concepito.

Purtroppo è triste constatare che quando mancano gli argomenti di ragione, di buon senso e di scienza (biologia qui), si usa la scorciatoia di ripetere i triti slogan del passato, senza riflettere ulteriormente su ciò che è in ballo davvero.

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News dalla rete
  • Dopo elezioni, per i cattolici una strada dal basso

    di Stefano Fontana. Anche dopo le elezioni in Emilia Romagna, molti cattolici-che-intendono-distinguersi-dai-cattolici-democratici si chiedono cosa fare. Bisogna essere realisticamente scettici verso la politica da cui non è mai lecito attendersi troppo rispetto al poco che sa dare. Però non si può nemmeno abbandonarla a se stessa, dato che molti aspetti importanti della vita comunitaria passano ancora da lì, nonostante i limiti dei suoi protagonisti. Per tentare una risposta al “che fare?” bisogna da un lato dare una valutazione della recente vicenda elettorale emiliano-romagnola e dall’altro tornare ai fondamenti. Proviamo a farlo. Leggi il seguito…

  • Il naturalismo politico e la crisi del diritto in Matteo Liberatore

    di Silvio Brachetta. Questo ampio intervento di Silvio Brachetta si aggiunge a quelli di Stefano Fontana [leggi qui]e di Riccardo Zenobi [leggi qui], già pubblicati nel nostro sito. Continua così la nostra riflessione sulle conseguenze, anche attuali, del naturalismo politico. Leggi il seguito…

  • Il Pd è sempre più marginale e localistico, ma la destra ha bisogno di una nuova spinta liberale

    di Eugenio Capozzi. Per interpretare correttamente il significato delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria occorre subito sgombrare il campo da due letture assolutamente fuorvianti: dalla tesi, cioè, secondo cui il risultato  emiliano-romagnolo rappresenti una vittoria del Partito democratico, e da quella secondo cui esso sia una sconfitta personale di Salvini. Leggi il seguito…

  • Il Sistema ha retto ma l’Emilia Romagna ormai è “rosa”

    di Giuseppe Leonelli. La grande sfida in Emilia Romagna finisce con una vittoria inequivocabile e personale per Stefano Bonaccini. Perché degli otto punti di distacco che segnano il suo trionfo, con il 51,41%, sulla candidata di centrodestra Lucia Borgonzoni (ferma al 43,65%), ben 5 sono dovuti al suo valore aggiunto, dato sia dal voto disgiunto sia dai voti dati direttamente al governatore uscente. Leggi il seguito…