Politica

La rifondazione materna e le nascivendole

di Marcello Veneziani.

E se la politica ripartisse dalla maternità, ovvero dal ruolo insostituibile delle madri nel governo della vita pubblica e dalla rifondazione materna della politica? La proposta mi giunge da Viviana Micheli, docente di Liceo Classico, ora in pensione. Ed è una proposta unita a una bozza di progetto per valorizzare il ruolo centrale della maternità non in famiglia o nella società ma soprattutto in politica. Per illustrare la sua proposta, la prof Viviana, mi manda l’immagine di una bellissima scultura di Zhang Yaxi dal titolo “Mother and Child”, qui sopra. La saggezza delle donne che regnarono o che consigliarono i potenti, la maggiore sensibilità femminile, l’attenzione all’economia domestica e il prendersi cura come attitudine naturale materna, la loro concretezza unita all’amore. Continua a leggere

“Appello per il Futuro dell’Europa”. Osservazioni sulla Dichiarazione di un gruppo di partiti europei

di Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân

La settimana scorsa 16 partiti europei hanno firmato una Dichiarazione sull’Unione Europea. L’occasione è la conferenza sul futuro dell’Europa, l’iniziativa aperta ai cittadini europei e alla società civile avviata nei giorni scorsi dalle istituzioni europee, che si pongono l’obiettivo di offrire una riflessione, appunto, sul futuro dell’Unione. Come “reazione” alla conferenza, cinque partiti che appartengono ai due gruppi delle destre, Id e Ecr, si sono fatti promotori della dichiarazione: gli italiani di Lega e FdI, gli spagnoli di Vox, i francesi del Rassemblement national, e i polacchi del Pis. Insieme a loro, Fidesz di Viktor Orban, oltre ad altri partiti che appartengono ai due gruppi. Continua a leggere

Legge sull’omofobia e minaccia dell’olio di ricino. Giuristi smontano il dl Zan articolo per articolo

di Andrea Mariotto

Siamo sul serio di fronte a un’emergenza che richieda una tutela specifica – peraltro con pene estremamente severe – contro le possibili discriminazioni omotransfobiche? Chi decide se l’espressione di un pensiero è un’opinione legittima o rappresenta l’incitazione a commettere un reato omofobico? E, soprattutto, non si tratta di situazioni che trovano già una tutela nelle leggi in vigore? Insomma, serve davvero il DDL Zan? Sono alcune delle domande a cui rispondono con precisione e obiettività gli autori di un libro dato recentemente alle stampe dai tipi di Cantagalli e curato da Alfredo Mantovano (Legge Omofobia, perché non va. La proposta Zan esaminata articolo per articolo, pp. 252, € 20,00): una disamina del provvedimento che ne evidenza i limiti e ne mette in luce i presupposti ideologici e liberticidi.

Anzitutto, si tratta di intendersi su che cosa si intenda per omofobia, un termine che è passato dall’essere la definizione di un comportamento a divenire uno stigma sociale che colpisce la persona con l’obiettivo di delegittimarla e squalificarla pubblicamente. La cronaca recente conferma quanto abbiamo appena detto: si pensi, ad esempio, alla richiesta fatta a fine marzo al Rettore dell’Università La Sapienza di Roma da parte delle associazioni della galassia LGBT di rimuovere dall’incarico di Consigliere di fiducia dell’Ateneo la dott.ssa Simonetta Matone, “colpevole” di aver firmato nel 2016 un appello critico sulla legge Cirinnà promosso dal Centro Studi Livatino: ciò è bastato per definirla “nota da sempre per le sue posizioni omofobe”. Con l’approvazione della proposta Zan si chiuderebbe il cerchio e ciò che oggi è un legittimo esercizio della libertà di opinione potrebbe essere portato davanti a un giudice e diventare un crimine. Continua a leggere

Partito Comunista Italiano, una storia lunga cento anni

di Francesco Agnoli

Cento anni fa nasceva il Partito comunista d’Italia (PCd’I): così si chiamava, respingendo un’appartenenza nazionale, e rivendicando un legame con Mosca e l’internazionalismo. Solo più avanti sarebbe diventato Partito comunista italiano (PCI). I fondatori provenivano per lo più dal socialismo massimalista: erano stati compagni di strada, amici, collaboratori – su l’Avanti o l’Utopia – di quello stesso Benito Mussolini che ora occupava la scena.

Per la verità già nel 1921 Mussolini non poteva più contare sullo slancio degli anni precedenti. Il biennio rosso (1919-1920), tentativo violento della sinistra di realizzare anche in Italia una rivoluzione bolscevica, gli aveva permesso di ricollocarsi politicamente. Di tornare ad avere un ruolo,  presentandosi come un baluardo contro i comunisti. Ma in breve le “guardie rosse” avevano ridotto la loro attività e le squadre fasciste allarmavano ormai anche molti che avevano simpatizzato per loro più che altro per paura dei comunisti. Continua a leggere

PCI: un secolo di omissioni e rimozioni

di Francesco Agnoli

Cento anni fa nasceva il PCd’I, poi PCI, partito comunista italiano. Fondato da uomini che sino a poco prima erano stati compagni di strada e amici di Benito Mussolini (come lui nella corrente massimalista del socialismo italiano).

In un articolo pubblicato su L’Utopia il 23 ottobre 1913 e intitolato “Democrazia?”, Mussolini sottolineava il “dissenso teorico e pratico che ci divide dalla democrazia”. Su quel giornale scriveva anche Amedeo Bordiga, futuro fondatore del PCI.

Cosa è stato il PCI? Il partito che voleva la dittatura sovietica in Italia; il partito che all’inizio del Novecento ha diviso il paese contribuendo a impedire qualsiasi alleanza che generasse un governo stabile; che ha reso marginali i socialisti moderati… contribuendo a consegnare il Paese al vecchio compagno di strada. Continua a leggere

Andres Alburquerque intervista César Vidal sulle elezioni negli USA

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=3RwBlSv75m4&feature=youtu.be

Traduco solo una parte di questa illuminante intervista che smaschera in maniera magistrale l’inganno mediatico a cui siamo sottoposti al fine di accettare come cani al collare gli ordini di padroni occulti che forse amano solo gli animali. Quando terminerò questa traduzione forse sapremo chi sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Anche se da giorni i maggiori media mondiali, i politici di mezzo mondo e il Papa hanno già deciso che il vincitore è Joe Biden, queste elezioni lasceranno in molti il dubbio di gravi frodi. Ndt).

Andres. – Approfitto dell’occasione di parlare con César Vidal per chiedergli di aiutarci a comprendere il momento che stiamo vivendo. Buona sera César! Come va’?

César. – Buona sera Andres! Sono felice di essere qui.

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