Nel mondo

Un frate amico dell’Africa

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Il recente lavoro di Federica Saini Fasanotti, “Etiopia 1936-1940. Le operazioni di polizia nelle fonti dell’esercito italiano”, ha il merito di ricordare che accanto alle innegabili crudeltà proprie del colonialismo italiano- ipocritamente condannato da quegli inglesi e francesi che adottavano metodi anche peggiori, perseguendo un analogo imperialismo- non mancarono, nella conquista dell’Etiopia, gli aspetti positivi: costruzione di strade, ponti, scuole, ospedali, centrali elettriche…, altrimenti impensabili per un paese in cui, come scriveva Evelin Waugh, dominavano scontri tribali ferocissimi, miseria e povertà.

Proprio le riflessioni su questi fatti mi hanno spinto a ricordare che prima che il fascismo, ripercorrendo le vie del nazionalismo crispino, decidesse di impadronirsi con la violenza dell’Etiopia, un grande uomo di Chiesa, e futuro cardinale, il frate Guglielmo Massaja, aveva dedicato la sua vita a conquistare l’Etiopia non all’Italianità o alla potenza di una nazione terrena, ma al Vangelo di Cristo. Continua a leggere

È inutile ascoltare la Botteri

Christine Blasey Ford

  (Christine Blasey Ford)

di Alessandra Nucci

Alla fine diventa chiaro a tutto il mondo, favorevoli e contrari, che il principio per cui la nomina del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema è diventata una battaglia all’ultimo sangue è il rischio che, cambiando la maggioranza di 5-4 fra i giudici a favore della sinistra, venga rovesciata la sentenza che nel 1973 legalizzò l’aborto.

La giurisprudenza americana ammette il diritto di abortire un bambino durante tutti i nove mesi della gravidanza, non per effetto di una legge del Congresso ma della sentenza Roe vs Wade. Per questo ogni nomina di ogni giudice della Corte Suprema, quando alla Casa Bianca c’è un repubblicano, scatena una battaglia feroce. Si era già visto con il giudice Clarence Thomas, accusato da una donna di averle fatto delle avances mentre era sua dipendente. Ma mai in passato si era arrivati a presentare delle accuse così vaghe, lontane nel tempo e prive di riscontro come nel caso di Kavanaugh. Continua a leggere

In vista del prossimo 8 marzo, “Women of the World” ha lanciato la “Dichiarazione mondiale delle madri”

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Women of the World (WOW), (Donne del mondo), una piattaforma globale formata attualmente da 25 enti da tutto il mondo che collaborano per difendere l’identità femminile e il valore della maternità dal punto di vista umano, sociale e lavorativo, in occasione della prossima festa della donna ha lanciato la “Dichiarazione Mondiale delle Madri”, per porre l’attenzione sul valore della donna madre.

Le madri – scrivono le donne di WOW – sono il cuore e la forza generatrice della famiglia e della società, ma sono profondamente ignorate. Vogliamo far sì che le madri e il loro lavoro siano riconosciuti e valorizzati in politica, nelle istituzioni e sui mezzi di comunicazione. Per questo motivo, i partner di Women of the World hanno scritto congiuntamente una Dichiarazione Mondiale delle Madri”, invitando le persone ad aderirvi. La Dichiarazione afferma, tra le altre cose, che “la società ha bisogno di famiglie stabili per educare figli sicuri e felici” e che “la maternità è una delle occupazioni più importanti, gratificanti ed esaltanti in cui una donna possa impegnarsi”. Continua a leggere

Il Front National e la Chiesa di Francia

le penI rapporti tra il partito fondato da Jean Marie Le Pen nel lontano 1972 e la Chiesa che è in Francia non sono mai stati lisci e semplici, ma piuttosto tesi, faticosi e assai conflittuali.

Ne faceva stato in un libretto Jean Madiran, uno dei maggiori intellettuali di area frontista, fondatore e a lungo direttore di Présent, l’unico quotidiano francese vicino al Front, con L’extrême droite et l’Église: réponse (1998). L’opera era un’argomentata risposta al calunnioso pamphlet di Xavier Ternisien L’extrême droite et l’Église (1997).

Non si contano più, negli ultimi 3 decenni, le prese di posizione di singoli vescovi, di associazioni cattoliche e perfino dell’intero episcopato francese contro la cosiddetta «Estrema destra». Continua a leggere

Cos’è accaduto in Polonia tra gli anni ’70 e ’90?

walesaLa massa di documenti che la vedova dell’ex ministro dell’Interno del regime comunista, Czesław Kiszczak, conservava nella propria abitazione privata, quelle carte che dimostrerebbero la collaborazione di Lech Wałęsa con il feroce regime sovietico polacco: sono autentiche? O sono il frutto di un complotto ordito dal perfido Kaczyński, ora al potere, per accreditarsi come il vero liberatore dei polacchi?

La questione non è da poco. Continua a leggere

Trump e la Dottrina sociale della Chiesa

Donald-TrumpMolto spesso viene citata o almeno chiamata in causa, negli ambienti più disparati, la Dottrina sociale della Chiesa, per attribuire ad essa tutto e (quasi) il contrario di tutto. Pochi giorni fa il giornalista Francesco Agnoli, dalle colonne della Verità, ha mostrato il distacco tra le posizione cattoliche in materia di società e quelle espresse dal quotidiano di ispirazione cattolica Avvenire. La questione in ballo era il trattamento di Trump, dalla stampa cattolica ufficiale bollato più o meno come eretico, demoniaco e anti-cristiano. Ma il problema in realtà è più generale.

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Jabulani: un pallone con “un lato oscuro”?

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di Attilio Negrini

Primavera 2016, vigilia del campionato europeo di calcio in Francia. Ascoltando la registrazione di una magistrale lezione di Massimo Introvigne sulla Massoneria a un certo punto si parla dell’architetto del mondo, che secondo il rito di York si chiama Jahbulon, la divinità il cui nome è composto da Javeh, Dio dell’Antico Testamento, Bul, il nome del Cananeo dio Baal e On, il dio egizio Osiride.

Questo nome mi ricorda qualcosa, il pallone con cui giocano da qualche anno i miei figli. Il suo nome è “Jabulani”, e fu adottato come pallone ufficiale dalla FIFA nel 2010 in occasione dei mondiali di calcio giocati in Sud Africa.

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Come è nata la vocazione di suor Maria de Guadalupe Rodrigo e la sua missione in Siria

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Sono certo che molti avranno apprezzato la testimonianza che suor Maria de Guadalupe ha dato sulla sua esperienza di missionaria nella Siria in guerra. Penso possa essere interessante sapere più in dettaglio anche come è nata la sua vocazione. 

Ecco quindi la traduzione di un’intervista realizzata da Pepe Alonso per il programma “Nuestra fe en vivo”, trasmesso da una famosa Tv cattolica degli Stati Uniti per i moltissimi ascoltatori di lingua spagnola, il 2 maggio 2016. 

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News dalla rete
  • La Corte Europea dei diritti umani… e di Soros

    di Luca Volontè. Il centro studi ECLJ smaschera il conflitto di interessi della CEDU con le fondazioni di Soros. 22 giudici nel 2019 hanno o avevano avuto legami con sette ONG legate al magnate filantropo. Il Commissario dei diritti umani difenderà la giustizia europea?  Leggi il seguito…

  • I vescovi e il Dio che sostiene, ma non può fare miracoli

    di Stefano Fontana. I vescovi invitano a pregare perché Dio sostenga i malati e i medici, pochi di loro chiedono di pregare perché il Cielo sconfigga il contagio. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell’ordine del creato, come invece in San Tommaso, ma solo rispettando le leggi di questo ordine. Ecco il frutto della teologia di Rahner, dove Dio è intramondano.  Leggi il seguito…

  • Prudenza sì, panico no

    di Riccardo Cascioli. Strade semideserte, locali chiusi, supermercati presi d'assalto, incontri pubblici e privati annullati: in Italia c'è ormai il panico da Coronavirus. Ma la realtà dei fatti non giustifica questa isteria. L'epidemia è molto circoscritta e al momento non è prevedibile una diffusione a tappeto. Essere prudenti ed evitare rischi inutili è doveroso, ma il panico diffuso è segno anche di una fragilità personale diffusa. Leggi il seguito…

  • Stati Uniti-Ungheria, l’asse in difesa della famiglia

    di Federico Cenci. Sono 7.330 i chilometri che separano Washington da Budapest. Eppure le due capitali non sono mai state così vicine. I governi di Stati Uniti e Ungheria, infatti, lavorano fianco a fianco per sostenere le comunità cristiane nel mondo, e per realizzare politiche in favore della famiglia e della vita. Lo ha sottolineato nei giorni scorsi Katalin Novak, segretario di Stato ungherese per la Famiglia e la Gioventù, tornata di recente da una visita diplomatica Oltreoceano durante la quale ha incontrato il deputato Repubblicano Jeff Fortenberry e membri del centro studi conservatore American Enterprise Institute. Tra l’altro la Novak intervenne al Congresso mondiale delle famiglie di Verona in marzo. Leggi il seguito…