Libri

La liberazione del gigante

Il punto forte di Louis de Wohl sono indubbiamente le biografie. Ne La liberazione del gigante, il protagonista è Tommaso d’Aquino, anche se per consolidare l’unità del romanzo l’Autore crea un secondo protagonista, l’inglese Pier Rudde, candido e generoso soldato che mette la sua prodezza al servizio della fede partecipando alle varie vicende e fungendo da secondo centro di gravità. Il retroscena su cui è costruita la vicenda sono l’Italia e la Francia del 1200, epoca della corte siciliana di Federico II di Svevia (che de Wohl, nonostante tutto, in ultimo salva) e al cattolicissimo re Luigi. Naturalmente attorno a questi centri politici ruotano le varie casate – compresa l’influente famiglia d’Aquino –, sempre attente a non violare le consuetudini e ad ingraziarsi il potere regio, e i vari ordini religiosi: Francescani, Benedettini, Ordine dei Predicatori, rappresentati da padre Bonaventura, San Alberto Magno, fra Giovanni e naturalmente San Tommaso d’Aquino. Continua a leggere

CAMMINANDO CON LE FAMIGLIE FERITE IN VERITA’ E APERTURA DI CUORE

Riuniti, insieme ad amici sensibili, in un opportuno percorso di discernimento per persone separate, una signora iniziò a piangere, quasi provando vergona, perché sentiva tanto il desiderio di leggere Amoris Laetitia, ma non ne aveva assolutamente il coraggio,  ritenendo che le avrebbe procurato molto dolore. Diceva singhiozzando: -Non Continua a leggere

Il misticismo dei matematici

vuoto-fisica-filosofiaL’ultimo libro di Francesco Agnoli è un testo così inattuale, da essere sempre attuale (cf. Il misticismo dei matematici. Da Pitagora al computer, Cantagalli, Siena, 2017, pp. 146, euro 12).

Quando Laura Boldrini ed Emma Bonino fanno le loro sparate femministe ed avverse alla famiglia tradizionale, di impostazione biblico-patriarcale… Quando i magnati dell’UE, non raramente membri di potentissime logge, vanno avanti nella logica dell’oscurantismo laicista, volendo sempre più imporre censura ai cristiani e al contempo offrire spazi pubblici agli islamici…

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Svevo, Montale, e la Pasqua

Con la Pasqua abbiamo festeggiato la vittoria della vita sulla morte. Mors et vita duello conflixére mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus.

La morte e la vita conbatterono, in un mirabile duello: il duce della vita, morto, rega vivo“. Così recita lo splendido inno Victimae paschali laudes, per ricordarci che la morte è stata sconfitta per sempre dalla Resurrezione di Cristo, aprendo agli uomini le porte dei cieli. Queste brevi considerazioni mi fanno venire alla mente due scrittori del Novecento, di questo secolo intriso di pessimismo gnostico, di una tristezza mortifera che non ha pari nella storia.

Intendo Italo Svevo ed Eugenio Montale, così simili, per tanti aspetti, ma anche così diversi. Continua a leggere

“L’azione”, di Jean Ousset. Un manuale per i controrivoluzionari di oggi

oussetChiunque abbia a cuore la restaurazione della Civiltà cristiana e si adoperi per ristabilire l’ordine cattolico nell’attuale società deve anzitutto formarsi. La preparazione culturale è fondamentale per rispondere adeguatamente alle sfide che pone il mondo moderno: senza studio il rischio – divenuto tante, troppe volte realtà – è di venire inesorabilmente schiacciati dalle menzogne imposte e diffuse dalla Rivoluzione. Senza formazione o con una formazione superficiale, inoltre, si diventa insipidi, come lo sono oggi tanti presunti “cattolici di parrocchia”, che di Cattolicesimo non hanno più nulla, avendolo sostituito con un vago filantropismo posto al servizio delle mode del momento. Continua a leggere

News dalla rete
  • Gli hacker fantasma, a scuola tutti promossi, reclusione a oltranza. Ma #andràtuttobene. Forse

    Avevamo capito da un bel pezzo che una delle urgenze, quando questa storia finirà, sarà quella di riconvertire le terapie intensive in cliniche psichiatriche (oltreché in gastroenterologia). La nuova certezza è che una quota di posti letto andrà assegnata (coattamente) a buona parte della classe dirigente che sta guidando la povera Italia in mezzo a questa tempesta. Per andare dove, non s’è capito. Anche se qualche sospetto iniziamo ad avercelo. Limitiamoci al bollettino quotidiano. Leggi il seguito…

  • Ora le parole maschio, femmina, vita e ventilazione forzata non ci fanno più schifo?

    di Assuntina Morresi. Ormai ne siamo consapevoli tutti, lo leggiamo ovunque: quando questa emergenza sarà sconfitta niente sarà più come prima. Si, certo, i bambini torneranno a scuola e i giovani nelle università, tanti riprenderanno a lavorare, ci sarà chi si innamora, chi si sposa e chi si lascia, soprattutto tanti piangeranno chi non c’è più e tutti ricorderanno le terribili morti in solitudine: ma, come succede dopo ogni guerra, tutto cambierà. E la full immersion di autocoscienza nelle pagine dei giornali, nelle trasmissioni televisive, nelle nostre conversazioni via telefono, chat e video, letteralmente impregnate dal Covid-19, altro non sono che il tentativo, perso in partenza, di circoscrivere e possedere l’ignoto, quella indecifrabile palla grigia con le eleganti punte rosse coronate, un mix fra una presenza aliena e una decorazione natalizia che ha sconvolto il mondo. Leggi il seguito…

  • Conte e l’Europa, tra vanità e vanagloria

    di Claudio Togna. Diavolo di un Giuseppi. Il furbo avvocato pugliese, con i voti determinanti per l’elezione della Von Der Leyen a presidente della Commissione Europea, e con l’adesione sottobanco al fondo salvastati nella versione Troika e alla politica economica e sull’immigrazione dettata dal pauperismo terzomondista di Papa Francesco, si vedeva già in “transizione di fase” da Zeno Cosini della politica italiana a statista di rango internazionale. Anzi mondiale (ultimamente sembra si paragoni, forse per difetto, a Churchill). E gli stava quasi andando bene: tant’è che aveva già annunciato la sua permanenza, a nostre spese, in politica. Leggi il seguito…

  • Tornano col virus gli scemi di guerra

    di Marcello Veneziani. Pensavo che l’incubo in cui siamo finiti da un mese ci concedesse almeno una tregua dai focolai di livore, cecità ideologica e faziosità che abitualmente accompagnano la nostra vita normale. Speravo che la solidarietà comunitaria richiesta in momenti come questi, la carità di patria, l’interesse superiore della salvezza collettiva, lasciasse indietro ogni sussulto di falsificazione vistosa della realtà e distorsione clamorosa della verità. E invece l’idiozia militante non si è presa una pausa neanche col contagio, i morti e le restrizioni. Leggi il seguito…