Filosofia

Dialogo immaginario tra Alain Turing e Tommaso d’Aquino

Nella storia delle macchine il fisico e matematico Alain Turing (1912-1954) è un nome imprescindibile. Nel 1931 l’autore di The bomb, una macchina elettromeccanica capace di decifrare il codice segreto tedesco Enigma, e l’ideatore della “macchina universale di Turing“, scrive un saggio, Nature of spirit per la madre di un caro amico defunto, Christopher Morcom.

In questo saggio Turing nota che “noi possediamo una volontà capace di determinare, probabilmente in una piccola porzione del cervello, possibilmente su tutto il cervello, l’azione degli atomi. Il resto del corpo agisce in modo da amplificare questa volontà“. Esiste dunque una volontà umana, invisibile, immateriale, eppure efficace, che governa la materia, gli atomi.

Continua a leggere

Duns Scoto, “Commento alle Sentenze. Ordinatio”

9788898577101_0_500_0_75Padre Alessandro Apollonio, uno dei più autorevoli scotisti viventi, ha offerto a tutta la Chiesa e a tutti i cultori di filosofia e teologia medievale, un nuovo interessantissimo trattato del beato Giovanni Duns Scoto (1266-1308).

Si tratta qui del terzo tomo del celebre Ordinatio del filosofo scolastico medievale, il quale contiene la traduzione, annotata e introdotta dall’Apollonio, della Distinctio tertia. Il testo di oltre 400 pagine fitte, fa seguito al Prologus (tomo 1) e alle Distinctiones I e II (tomo 2), già usciti anni fa.

Continua a leggere

L’occhio dell’uomo.

cielo

Scriveva Ernst Hello: “L’occhio dell’uomo è fatto per lo spazio. Ponete un oggetto vicinissimo all’occhio, l’occhio non vede, non può distinguere e riconoscere…Andate in campagna, il vostro occhio si riposa, perché l’orizzonte si allarga e perché i colori sono variati. Ascendete una montagna: il riposo del vostro occhio aumenta col panorama che discopre. Finalmente guardate il mare; anche malgrado voi, il vostro occhio si tranquillizza e purifica; gode profondamente del limite allontanato; il cielo e il mare gli impongono il riposo.
Ecco quel che dice l’orizzonte. Vicinissimo l’oggetto guardato accieca l’occhio; troppo vicino lo stanca; lontano lo riposa; immenso, lo rapisce.
E la vista fisica è l’immagine dell’altra. E’ la portata dello sguardo che lo fa bello, che lo fa calmo, che lo fa sovrano e lo fa puro“.

Anche per i fatti più dolorosi, d’attualità, è così: non è il tempo a vincere, ma l’eternità; non il male, ma il Bene. Guardiamo ad ogni avvenimento con questo sguardo.

 

 

Il senso del mistero – di Garrigou-Lagrange

senso-del-mistero

Clicca per info

La realtà che circonda e coinvolge l’uomo è avvolta dal mistero. Mossi da un “sesto senso” siamo portati a investigare e ad aprirci a un mistero più grande di noi. In questa ricerca Garrigou-Lagrange offre una guida chiara e sicura. Attraverso un crescendo che parte dal senso comune, attraversa la conoscenza fisica e metafisica, culminando nella conoscenza di fede e in particolar modo nella mistica, giungiamo al cuore del mistero che è la vita stessa di Dio. Per la prima volta in lingua italiana e corredato da note critiche esplicative e traduzioni dei testi latini, questo testo ci fa riscoprire la bellezza e la generosità della grazia divina e la vocazione di ogni uomo alla visione di Dio. In esso possiamo attingere alla sapienza filosofica illuminata dalla fede e presentata da uno dei più grandi teologi del XX secolo.

“È grazie alla categoria di chiaroscuro intellettuale che Réginald Garrigou-Lagrange offre una concezione perfettamente funziona-le dell’approccio al Continua a leggere

Origene e la sessualità umana

origene

Origene all’origine di una lunga storia

Origene di Alessandria (187-253 o 254)[1] è stato uno dei più grandi, fecondi, dotti ed influenti teologi e maestri spirituali dei primi secoli del cristianesimo, uomo certamente di virtù e di vita austera, ma non tale da meritare di esser canonizzato, come è avvenuto per altri teologi, che figurano tra i Padri della Chiesa, e tra i suoi stessi discepoli.

Continua a leggere

S. Anselmo d’Aosta: l’irrinunciabilità dell’Infinito

Sant’Anselmo di Aosta riprende la riflessione agostiniana e descrive in modo molto chiaro il desiderio costitutivo dell’uomo di conoscere, vedere, incontrare l’Infinito. Questo desiderio non è normalmente cosciente e ben identificato in noi: esso tende ad essere mascherato o deviato da molteplici oggetti o obiettivi che si sostituiscono all’oggetto vero del desiderio stesso. Quando però l’attenzione nostra si concentra su quest’ ultimo, Continua a leggere

L’esistenza dell’anima razionale: il pensiero

heaven

L’uomo, oltre a vivere, pensa ed ama, mentre tutte le altre realtà che conosciamo non possono farlo, tantomeno può pensare ed amare la materia. Analizziamo brevemente l’origine del pensiero, la sua straordinaria forza, il suo oggetto/desiderio supremo.
Quanto all’origine, il pensiero appartiene, nel cosmo conosciuto, solo alla natura dell’uomo. Scrive Blaise Pascal, filosofo, fisico e matematico, nei suoi Pensieri: “Da tutti i corpi insieme non sapremmo spremere un piccolo pensiero: è impossibile, di un altro ordine”. Il che significa, come Pascal spiega altrove, che tutto l’universo materiale non sa produrre un solo pensiero, nè un solo atto d’amore. Continua a leggere

La ragionevolezza dell’Invisibile

copertina-lezioni-large

Estratto dalla prima di dieci lezioni di filosofia.

Quando si parla di filosofia, e soprattutto di storia della filosofia, accade talvolta che qualche alunno, dopo che il divino è comparso sotto varie forme (l’archè di qualche filosofo presocratico, i numeri divini di Pitagora, il Motore Immobile di Aristotele, il “daimon” di Socrate, il Dio-Verità e Amore di Agostino, il Sommo Musico di Keplero…) chieda candidamente: “In filosofia si parla tanto di Dio, di anima, di spirito… ma sono tutte realtà che non vediamo… Cosa serve tutto cio?”. E magari aggiunge: “Io non credo in Dio, nè nell’anima, perchè non li ho mai visti. La filosofia non mi interessa, perchè si occupa di cose astratte“. Continua a leggere

Ambiguità di Kant

sc-27Bisogna riconoscere a Immanuel Kant (1724-1804) una sua grandezza filosofica innegabile, che si esprime anzitutto nelle sue opere magistrali Critica della ragion pura (1781), Critica della ragion pratica (1788) e Critica del giudizio (1790).

La grandezza di cui sopra significa apprezzare lo sforzo metodico e in tal senso scientifico dell’Autore nel risolvere o almeno di abbordare i grandi e perenni quesiti filosofici di fondo. E l’evidente amore alla ricerca, al sapere, alla scienza. Senza voler per forza di cose accettare tutti i presupposti e tutte le conseguenze del kantismo, soprattutto per quel che concerne l’etica kantiana e il suo rapporto contrastato e irrisolto, col mondo della religione e della teologia.

Continua a leggere

News dalla rete
  • La Toga, la Cupola e gli italiani

    di Marcello Veneziani. Ma davvero vi aspettavate che la Corte costituzionale desse il via libera al referendum promosso dalla Lega? Ma in che mondo vivete, conoscete le biografie dei giudici costituzionali, chi li ha voluti lì, e più in generale conoscete le leggi inesorabili del potere, il loro reciproco sostegno? E la stessa cosa vale per la decisione della Cassazione in merito alla questione Carola Rackete; pensavate davvero che accadesse il contrario? Leggi il seguito…

  • La Corte, il referendum e la “manipolazione” sospetta

    di Gaetano Quagliariello. Come sempre attenderemo il deposito delle motivazioni per esprimere un giudizio compiuto. Ma quel che abbiamo letto sul pronunciamento della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile il referendum elettorale maggioritario è già sufficiente per esprimere più di qualche perplessità. Leggi il seguito…

  • Ratzinger e Sarah hanno toccato il nervo scoperto dell’”ideologia bergogliana”

    di Eugenio Capozzi. Dopo giorni di polemiche roventi sul volume in difesa del celibato sacerdotale firmato dal papa emerito Benedetto XVI e dal cardinale Robert Sarah, Des profondeurs de nos coeurs, e alla luce dei contenuti effettivi del libro stesso, si può affermare che la contesa sorta in questa occasione rappresenta una svolta epocale, un punto di non ritorno per la dialettica interna alla Chiesa e al mondo cattolico. Leggi il seguito…

  • Celibato, negare la dottrina confermandola

    di Stefano Fontana. Nella Chiesa si è ormai diffusa l’idea che questo pontificato voglia cambiare molte cose dottrinali ribadendo però la dottrina. Siamo davanti ad una nuova evidente prova che nella Chiesa ci sono oggi due linguaggi teologici incompatibili. Leggi il seguito…