Filosofia

Gödel e la dimensione ultraterrena

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Kurt Gödel (1906 – 1978) è considerato da molti il più grande logico di tutti i tempi. Albert Einstein stimava un privilegio unico poter discutere con lui, passeggiando per Princeton, di matematica, fisica, filosofia e teologia. I contributi che egli ha dato nei campi dell’intelligenza artificiale, della logica e della matematica (in particolare i teoremi di incompletezza), sono enormi.

Ebbene possiamo chiederci cosa pensasse Gödel di questa vita e di una vita ultraterrena. Per capirlo occorre andare ai suoi taccuini personali.

Gödel infatti non amava pubblicare la sue riflessioni

su Dio, la Chiesa, il mondo ultraterreno in un contesto culturale, così pensava, impregnato del “pregiudizio materialista“.

Ma scrivendo per sè stesso, annotava proposizioni come queste: “il nostro mondo, con tutte le stelle e tutti i pianeti che contiene, ha avuto un inizio e, con ogni probabilità, avrà una fine, diventerà, cioè, letteralmente ‘niente’. Continua a leggere

L’occhio dell’uomo.

cielo

Scriveva Ernst Hello: “L’occhio dell’uomo è fatto per lo spazio. Ponete un oggetto vicinissimo all’occhio, l’occhio non vede, non può distinguere e riconoscere…Andate in campagna, il vostro occhio si riposa, perché l’orizzonte si allarga e perché i colori sono variati. Ascendete una montagna: il riposo del vostro occhio aumenta col panorama che discopre. Finalmente guardate il mare; anche malgrado voi, il vostro occhio si tranquillizza e purifica; gode profondamente del limite allontanato; il cielo e il mare gli impongono il riposo.
Ecco quel che dice l’orizzonte. Vicinissimo l’oggetto guardato accieca l’occhio; troppo vicino lo stanca; lontano lo riposa; immenso, lo rapisce.
E la vista fisica è l’immagine dell’altra. E’ la portata dello sguardo che lo fa bello, che lo fa calmo, che lo fa sovrano e lo fa puro“.

Anche per i fatti più dolorosi, d’attualità, è così: non è il tempo a vincere, ma l’eternità; non il male, ma il Bene. Guardiamo ad ogni avvenimento con questo sguardo.

Charlie lascia il tempo per l’Eternità beata. Qui ha aperto molti cuori, con la dolorosa passione sua, e dei suoi genitori. Da lì illuminerà menti e cuori di tanti.

 

Michelangelo nella Sacra Famiglia del Tondo Doni

L’arte sacra tra Bibbia e cultura nella Chiesa

Michelangelo Buonarroti, Tondo Doni, 1506 ca.,

tempera su pannello, diam. 120 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi.

Nella nostra vecchia Europa, dall’illuminismo in avanti, che contribuì potentemente alla demitizzazione delle religioni, particolarmente dell’ebraismo e del cristianesimo, ci si è dimenticati che tutte le branche della cultura europea ed occidentale si riferiscono, in origine ed anche oggi, alla Bibbia nella storia della Chiesa d’Occidente Continua a leggere

Un nuovo libro: “Pensieri controrivoluzionari. Fede, società, cultura”

libro campariIl desiderio dell’uomo di conoscere è illimitato, anzi anche qui vale il detto motus in fine velocior. Ovvero più si sa e più si desidera sapere, sapendo bene quanto ancora non si sa.

Esistono però due tipi di conoscenze, né contrarie né contradditorie che si completano perfettamente, quando ciò accade. La prima è la conoscenza speculativa, teoretica, astratta del filosofo o dello scienziato. Conoscenza utilissima in sé e per sé, ma conoscenza che può accompagnarsi anche all’ozio, all’ignavia, alla passività, all’egoismo più grezzo e brutale.

La seconda è la conoscenza di chi, pur volendo acquisire dati e informazioni, elementi e concetti, desidera diffondere la conoscenza acquisita. Come il motto avito dei padri domenicani che recitava così: “Contemplare e portare agli altri il frutto della contemplazione”.

Questa seconda conoscenza si basa sulla prima, ma rispetto alla prima è completiva e assiologica.

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Tommaso d’Aquino l’immortale maestro dei cattolici

San Tommaso davanti al CrocifissoLa Utet ripubblica il “Compendio di teologia”

I cattivi maestri di novecentesca memoria, i cui scritti ancora nuocciono in pieno XXI secolo, non debbono farci dimenticare i veri e i grandi maestri del passato, i quali restano come dei fari nella notte buia che a tratti sembra invadere la scena della vita contemporanea.

La figura di san Tommaso d’Aquino (1225-1274) non ha davvero più bisogno di presentazioni tra i cattolici e gli italiani di cultura media.

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Della monade-animale. Vers. 2.0

bocca

Prefazione prefaziosa

Ovvero: “sullo stare al di qua del sacro”

Sì, lo so. Non si dovrebbe scriverein prima persona.
Ma questo non è un saggio filosofico. Né un manifesto politico.
E’ un atto di ribellione.
E come ogni ogni sovversivo, cerco complici.
Dunque la domanda è: tu, da che parte stai?

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