Filosofia

Pillole di filosofia, scienza e Fede: Gugliemo Marconi (2)

Dopo Giorgio Parisi, vediamo il rapporto tra scienza e fede attraverso un altro premio Nobel per la Fisica italiano, Guglielmo Marconi (1874-1937).

Non ho trovato particolari riflessioni filosofiche di Marconi, che dava per scontata, però, la conciliabilità tra scienza e Fede, esprimendo in modo pubblico le sue convinzioni religiose, il suo attaccamento e la sua amicizia con papa Pio XI, per il quale costruì la prima stazione radio del Vaticano.

Qui la testimonianza della figlia Elettra sulla fede religiosa del padre:

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Pillole di filosofia, scienza e Fede: Giorgio Parisi (1)

Cominciamo queste pillole di scienza e fede dal presente, e in particolare dai premi Nobel per la Fisica italiani. L’ultimo è Giorgio Parisi, premio Nobel del 2021.

Un fatto: Parisi ha riconosciuto pubblicamente di essere stato un discepolo del fisico Nicola Cabibbo (a cui è dedicato l’angolo di Cabibbo), a cui in passato fui negato inspiegabilmente il Nobel, destando l’indignazione di molti scienziati, tra cui lo stesso Parisi (https://www.corriere.it/scienze/08_ottobre_07/nobel_fisica_italiani_traditi_d9993120-946d-11dd-a0d8-00144f02aabc.shtml).

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Sopravvivranno le democrazie?

di Claudio Forti

Per chi ha voglia di fare un salto nel nostro passato, direi remoto, per vedere che cosa pensavano i filosofi greci della democrazia, visto che nella loro terra era iniziato questo esperimento, che Churchill definiva il meno peggio dei regimi, e che ora pare traballare in vari paesi occidentali. Traggo questo scritto dalla traduzione della terza e quarta pagina di una video-conferenza dello storico spagnolo César Vidal, attualmente in esilio negli Stati Uniti. Il titolo della conferenza è:

Sopravvivranno le democrazie?

Probabilmente sapete che la parola democrazia deriva da “demos” (popolo), e da “cratia” (potere), è una parola greca. La democrazia ha avuto un percorso breve. Comincia all’inizio del Sesto secolo avanti Cristo e ha un momento di pienezza nel Quinto secolo a. C. e si conclude nel Quarto secolo a. C., senza avere alcun restauro. Ciò che seguirà non sarà più una democrazia. Ma ci sono delle ragioni per cui si è conclusa così.

Qual è la prima ragione? Bene, avrete di che sorprendervi, perché questo viene definito e affermato da parte di persone che credono nel fatto che è il popolo che ha il potere. La prima ragione è la cecità delle masse. Le masse sono cieche, le masse sono ignoranti, e questo è un brodo di cottura poco raccomandabile per la democrazia. Il grande poeta Pindaro diceva, con un atteggiamento molto pessimista ma non distante dalla realtà, che quanto più grandi sono le moltitudini, più cieco è il loro cuore. Questo succede per la loro incapacità di ragionare. Questo, naturalmente costituisce un enorme problema. Inoltre Plutarco riesce ad essere anche più duro, arrivando a dire che la democrazia come regime dimostra che nonostante che coloro che di solito prendono la parola – e i politici che di solito parlano sono i più abili -, alla fine quelli che decidono e votano sono gli ignoranti. Il che è già preoccupante all’interno del sistema democratico. Continua a leggere

Tutta un’altra storia

Tra le bufale storiche più diffuse ci sono quelle che riguardano la storia delle conoscenze sulla Terra. Mille volte abbiamo sentito dire che per i medievali la terra era rotonda e che Galilei dimostrò il moto della Terra e il sistema eliocentrico. La realtà storica è piuttosto diversa:

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