Economia

Le scuole paritarie e l’Imu

Le scuole paritarie non pagano l’Imu se “l’attività è svolta a titolo gratuito o se il corrispettivo simbolico è tale da coprire solo una frazione del costo del servizio”. Così si legge nel regolamento del ministero dell’Economia pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.
La veste istituzionale della frase riportata ci impedisce di ridere, ma è chiaro a chiunque che nessun insegnante della scuola paritaria può lavorare a “titolo gratuito”, così come la bolletta del gas per il riscaldamento delle aule non potrà essere “simbolica”. Continua a leggere

Ancora denaro pubblico per i radicali?

Dalla legge di stabilità 2013, è stata stralciata la norma che prevede uno stanziamento di 10 milioni di euro al Centro di Produzione S.p.A.‒ “Radio Radicale”, non per questioni di merito – ha affermato il Presidente della Commissione Bilancio del Senato – ma per questioni di opportunità, legate al profilo della legge finanziaria. La questione si riproporrà in Parlamento nei prossimi giorni e, come accade ogni anno, è fortemente probabile l’ennesima elargizione di denaro pubblico a favore dell’organo d’informazione di quel soggetto politico che rappresenta la quintessenza dell’ideologia anti-umana.
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La Cina vuole più figli

di Giuliano Guzzo

Pochi figli poca ricchezza. L’hanno capito, udite udite, perfino in Cina dove – è notizia di ieri – la Fondazione per la ricerca sullo sviluppo ha messo in chiaro come l’ormai trentennale politica del figlio unico (pianificazione familiare, aborti forzati e ideone di questo genere)  debba essere rivista. Subito. Si, perché «pochi figli, Cina vecchia, crescita addio» [1]. Pazzesco: l’hanno capito laggiù ma in Europa si fa finta di nulla. Continua a leggere

Famiglie indebitate e disperate

Ventimila euro. Questo è il dato medio dell’esposizione debitoria delle famiglie italiane, come risulta da una ricerca della Cgia di Mestre. In due anni, è cresciuto del 33,4%. Stiamo parlando del debito che deriva dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, dai prestiti per l’acquisto di beni mobili, dal credito al consumo ai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Questa media di debito non riguarda l’incidenza dell’usura, che si sta diffondendo in maniera devastante in strati della popolazione e in territori impensabili fino a pochi anni fa.
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Li chiamavano “usurai”

Li chiamavano “usurai“, “strozzini” o “cravattari“, ed erano dei personaggi spregevoli condannati dalle persone oneste. Ma oggi i “tecnici” ci dicono che si chiamano “istituzioni finanziarie“, che il loro scopo è il nostro bene.

 E i tecnici, come Bruto, sono uomini d’onore. Continua a leggere

Asse del male: Governo britannico e Gates Foundation

Poco più di due settimane fa una ONG ha definito “Asse del male” l‘azione combinata della diplomazia vaticana e del gruppo dei paesi in via di sviluppo denominato G77 contro l’approvazione di un documento per la limitazione delle nascite nei paesi poveri. Ieri si è tenuto a Londra un summit sulla pianificazione familiare promosso dal governo di Londra e dalla Gates Foundation.

“Vaticano e paesi poveri” oppure “Fondazione Gates e Inghilterra”: qual è secondo voi l’asse del male? Continua a leggere

Il programma di governo dell’Economist da qui al 2050 – Seconda parte

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The Economist, il settimanale controllato dai Rothschild, ha pubblicato uno studio sui prossimi 40 anni, ma più che uno studio sembra essere un programma. Un  piano di lavoro che prevede la “distruzione creativa” come mezzo di progresso, lo stesso meccanismo che assicura l’evoluzione darwiniana e che sembra apprezzato anche dal prof. Mario Monti.

E infine… un mondo con meno religione. Continua a leggere

Il programma di governo dell’Economist da qui al 2050 – Prima parte

Solo pochi giorni fa il Club di Roma ha presentato un suo studio che prevede scenari catastrofici da qui al 2052 se l’umanità non si adeguerà alle politiche neomalthusiane. Ma a gennaio l’autorevole The Economist aveva già indicato per lo stesso termine lo svolgimento di un analogo programma da attuare.

Un programma che somiglia troppo a quelli “consigliati” per “salvare” l’Euro. Continua a leggere

Scientocracy 3: il totalitarismo dei “tecnici”

L’Italia laboratorio della tecnocrazia che guiderà l’Europa“, è il titolo a dir poco “agghiacciante” di un articolo apparso su la Repubblica il 13 aprile scorso.

Oltre le ideologie del ‘900 ci aspettava l’ultima, quella che affida alla “scienza”, cioè ai cosiddetti “tecnici”, la guida delle popolazioni. E come è noto, la “scienza” è detentrice della verità: nessuna contestazione è ammessa.

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