Cultura

Arte bellezza e catechesi nel Natale, icona del Verbo preesistente, e l’Opera di Timothy Verdon

Come i pastori

Maestro dell’Annuncio ai pastori (Juan Do ?), Adorazione dei pastori, 1630 1640 ca.

 

All’inizio del nuovo anno, potrebbe essere bello proporsi di guardare con occhi diversi le immagini che ogni momento scorrono innanzi. Posare lo sguardo, sostare, per coglierne l’anima, la visione profonda che riservano Continua a leggere

Come parlare dell’affettività a mia figlia? Arrivano i progetti «Mamma/Figlia» e «2 giorni con papà»

Diego Andreolli e Roberta Paletti sono due giovani sposi (nella foto), con tre bambini.

Entrambi insegnanti, con solida formazione sia nel campo pedagogico sia in quello biologico-scientifico, da alcuni anni portano tra i giovani e nelle scuole le loro competenze nel campo dell’educazione all’affettività.

Li abbiamo incontrati per qualche domanda su due bellissimi progetti cui stanno dedicando tempo e passione: “mamma/figlia” e “2 giorni con papà”.

Roberta, in cosa consiste “mamma/figlia”?

«Si tratta di un percorso ideato da una mamma svizzera italiana che, avendo due bambini, un giorno si è chiesta: come parlare dell’affettività a mia figlia?

E così, sfruttando le sue ampie competenze, comprese quelle di insegnante di metodi naturali, ha ideato un percorso che si sviluppa in due pomeriggi, di 3 o 4 ore l’una, aperti alla presenza di 6/8 coppie di mamme con le rispettive figlie».

Solo donne insomma?

«Sì, ci si prende il tempo per stare soltanto con la propria figlia, lasciando il marito e il resto della truppa a casa! E così, accompagnati da persone preparate, in un contesto favorevole ed intimo, si affrontano tematiche molto importanti per lo sviluppo affettivo di una ragazzina.

Noi donne vediamo come siamo fatte, da un punto di vista biologico; cerchiamo di capire cosa accade nella crescita, che significato hanno i cambiamenti del corpo…»

Per proseguire:

https://www.lavocedeltrentino.it/2019/12/04/come-parlare-dellaffettivita-a-mia-figlia-arrivano-i-progetti-mamma-figlia-e-2-giorni-con-papa/

Il misticismo dei matematici

Il legame tra matematica e misticismo data dalle origini della matematica stessa.

Il matematico e logico ateo Bertrand Russell nella sua Storia della filosofia occidentale, parlando di Pitagora ricorda: “La matematica… comincia con lui e in lui è strettamente connessa con una particolare forma di misticismo… L’ideale contemplativo, dal momento che portò alla creazione della matematica pura, fu l’origine di una attività utile… La matematica è, credo, ciò su cui sostanzialmente poggia la fede in una eterna ed esatta verità, nonché in un mondo intelliggibile al di sopra dei sensi. La geometria tratta di cerchi esatti, ma nessun oggetto sensibile è esattamente circolare… Anche le dottrine mistiche sul rapporto del tempo con l’eternità sono rafforzate dalla matematica pura, dato che gli oggetti matematici, come i numeri, anche se del tutto reali, sono eterni e fuori del tempo. Tali eterni oggetti si possono concepire come pensieri di Dio. Di qui la dottrina platonicache Dio sia geometra… Non so di nessun altro uomo che abbia avuto altrettanta influenza nella sfera del pensiero. Lo dico, perché ciò che appare come platonismo, si trova già, se analizzato, nell’essenza del pitagorismo. L’intera concezione di un mondo eterno rivelato all’intelletto, ma non ai sensi, deriva da lui”1.

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Bertold Brecht, un servo del potere

Ogni giorno passa ore a infilarsi sporcizia sotto le unghie per sembrare un operaio” (Adorno)

Era così sensibile da aver teorizzato che di fronte alla dittatura di Adolf Hitler era un crimine anche soltanto scrivere una poesia sulla bellezza dei meli in fiore. Ma aveva sempre taciuto sull’altra dittatura, quella stalinista e della Germania dell’est. Che Bertolt Brecht fosse un maestro di doppiezza morale e di opportunismo ideologico si sapeva. Lo abbiamo saputo grazie a Paul Johnson, che gli dedicò un ritratto magistrale fra i suoi “Intellettuali”, a “Cultural Amnesia” del critico Clive James e alla biografia di John Fuegi.

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Dagli anonimi medioevali all’Angelico, da Padova a San Gimignano, da Van Gogh a Leopardi. Le quotidiane navigazioni di Roberto Filippetti.

Dal sito di Roberto Filippetti: www.filippetti.eu

Da quando conobbi il Professore, ormai diversi anni fa ad uno dei nostri convegni di fine Agosto per insegnanti di Religione di Bergamo, non smisi più di seguirlo, affascinato dalla sua passione per i Grandi; dai più noti ai più umili, ma grandi nel loro de-siderio (come ama scrivere), alla ricerca del significato perduto delle parole. Dunque, sempre cercando le stelle (de- sidera).

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Un Nuovo Umanesimo offerto sull’altare del mondo

Appena pronunciato dal Nuovo Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il discorso programmatico, nella cornice di un “Nuovo Umanesimo”,

Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

espressione che potrebbe suonare familiare, a noi, che cerchiamo sempre di incontrare l’uomo, ecco che già Padre Livio Fanzaga, attento anche alle

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Un muro può dire tante cose. Il nuovo romanzo di Francesco Fadigati

Caro Francesco,

dopo tre romanzi non brevi, ci presenti quest’anno un libretto di dimensioni minime, supertascabile. Conoscendo i precedenti tre, La congiura delle torri, sulla relazione tra fedeltà e congiura nella vita umana, Da questi luoghi bui, tre biografie in cerca di luce nella fatica del crescere e Furlana, tentativo di recuperare un rapporto attraverso una narrazione, la piccolezza e la non apparenza di questo romanzo breve mi hanno attratto fortemente.

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News dalla rete
  • Dopo elezioni, per i cattolici una strada dal basso

    di Stefano Fontana. Anche dopo le elezioni in Emilia Romagna, molti cattolici-che-intendono-distinguersi-dai-cattolici-democratici si chiedono cosa fare. Bisogna essere realisticamente scettici verso la politica da cui non è mai lecito attendersi troppo rispetto al poco che sa dare. Però non si può nemmeno abbandonarla a se stessa, dato che molti aspetti importanti della vita comunitaria passano ancora da lì, nonostante i limiti dei suoi protagonisti. Per tentare una risposta al “che fare?” bisogna da un lato dare una valutazione della recente vicenda elettorale emiliano-romagnola e dall’altro tornare ai fondamenti. Proviamo a farlo. Leggi il seguito…

  • Il naturalismo politico e la crisi del diritto in Matteo Liberatore

    di Silvio Brachetta. Questo ampio intervento di Silvio Brachetta si aggiunge a quelli di Stefano Fontana [leggi qui]e di Riccardo Zenobi [leggi qui], già pubblicati nel nostro sito. Continua così la nostra riflessione sulle conseguenze, anche attuali, del naturalismo politico. Leggi il seguito…

  • Il Pd è sempre più marginale e localistico, ma la destra ha bisogno di una nuova spinta liberale

    di Eugenio Capozzi. Per interpretare correttamente il significato delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria occorre subito sgombrare il campo da due letture assolutamente fuorvianti: dalla tesi, cioè, secondo cui il risultato  emiliano-romagnolo rappresenti una vittoria del Partito democratico, e da quella secondo cui esso sia una sconfitta personale di Salvini. Leggi il seguito…

  • Il Sistema ha retto ma l’Emilia Romagna ormai è “rosa”

    di Giuseppe Leonelli. La grande sfida in Emilia Romagna finisce con una vittoria inequivocabile e personale per Stefano Bonaccini. Perché degli otto punti di distacco che segnano il suo trionfo, con il 51,41%, sulla candidata di centrodestra Lucia Borgonzoni (ferma al 43,65%), ben 5 sono dovuti al suo valore aggiunto, dato sia dal voto disgiunto sia dai voti dati direttamente al governatore uscente. Leggi il seguito…