Chiesa

Arte bellezza e catechesi nel Natale, icona del Verbo preesistente, e l’Opera di Timothy Verdon

Come i pastori

Maestro dell’Annuncio ai pastori (Juan Do ?), Adorazione dei pastori, 1630 1640 ca.

 

All’inizio del nuovo anno, potrebbe essere bello proporsi di guardare con occhi diversi le immagini che ogni momento scorrono innanzi. Posare lo sguardo, sostare, per coglierne l’anima, la visione profonda che riservano Continua a leggere

Il Natale non ha origini pagane, il 25 dicembre celebrato prima del Sol Invictus

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L’origine pagana del Natale, una leggenda. Lo storico W.J. Tighe spiega che il culto pagano del Sol Invictus venne istituito da Aureliano nel 274 d.C., dopo che i cristiani indicarono nel 25 dicembre la nascita di Gesù. Furono i pagani a copiare dai cristiani.
di William J. Tighe*
*docente di Storia presso il Muhlenberg College (Pennsylvania)
da Touchstonemag, 25/12/13

Anche molti cristiani credono che il cristianesimo celebri la nascita di Cristo il 25 dicembre perché i Padri della Chiesa si sarebbero appropriati della data di una festa pagana, quella del Sol Invictus. Pochi danno reale importanza a questo fatto, tuttavia è interessante sapere che la scelta del 25 dicembre è il risultato dei tentativi dei primi cristiani di indicare la data della nascita di Gesù basandosi su calcoli del calendario che non avevano nulla a che fare con le feste pagane. Continua a leggere

Christus Vincit – Mons. Athanasius Schneider

Finalmente è disponibile anche in Italia il best-seller in USA di Mons. Athanasius Schneider “Christus Vincit“. In questo libro-intervista, Monsignor Athanasius Schneider offre un incisivo e cristallino esame sulle controversie che infuriano nella Chiesa e sulle questioni più urgenti del nostro tempo, offrendo chiarezza e speranza ai cattolici sotto assedio. Egli affronta temi come la diffusa confusione dottrinale, i limiti dell’autorità papale, i documenti del Vaticano II, la Fraternità San Pio X, le ideologie anticristiane e le minacce politiche, il Terzo Segreto di Fatima, il Rito Romano tradizionale, il Sinodo sull’Amazzonia e molti altri. Come il suo patrono del quarto secolo, Sant’Atanasio il Grande, Monsignor Schneider dice cose che altri non dicono, seguendo senza paura il consiglio di San Paolo: “annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e importuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina” (2 Tm 4,2). Le sue intuizioni sulle sfide che oggi il gregge di Cristo deve affrontare, sono una lettura essenziale per coloro che sono, o che vogliono essere, attenti ai segni dei tempi. Ricordando il Rapporto Ratzinger del 1985, Christus Vincit sarà un punto di riferimento fondamentale per gli anni a venire.
https://www.fedecultura.com/?store-page=Christus-vincit-p250909373

Tutta un’altra storia

Tra le bufale storiche più diffuse ci sono quelle che riguardano la storia delle conoscenze sulla Terra. Mille volte abbiamo sentito dire che per i medievali la terra era rotonda e che Galilei dimostrò il moto della Terra e il sistema eliocentrico. La realtà storica è piuttosto diversa:

Abbiamo bisogno di piangere

Povera Maria di Magdala: il suo pianto sconsolato è il pianto di tutta l’umanità, a cui è stato rubato Dio.

Povera umanità, le hanno tolto Dio, le hanno ucciso la speranza e persino la possibilità di piangere. Le hanno rubato Dio e persino il suo cadavere: ormai non se ne parla nemmeno, è stato obliato del tutto dalla vita degli uomini.

Povera umanità, se almeno avesse il coraggio di piangere! Maria è stata grande nel suo coraggio di stare lì a piangere. Si rifiutava di tornare alla normalità, di tornare “all’inganno consueto” (Montale). Si rifiutava di archiviare la sua speranza e il suo pianto. Senza di Lui non aveva più senso niente: lei lo sapeva e non voleva fare finta di non saperlo, come facevano tutti.

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L’uomo di fronte alle pandemie

Quando si sono diffuse per prime pandemie? Da dove partirono? Come furono affrontate? Come si comportò la Chiesa?… A questa e ad altre domande, risponde Francesco Agnoli, intervistato da L’Occidentale.

Chi inventò le quarantene e in quale circostanza?

Sembra che “quarantena” sia la forma veneta per quarantina. Fu Venezia ad imporre, durante la peste nera del 1347, a tutti i vascelli in arrivo di rimanere alla fonda per un periodo di 40 giorni. Certamente non si sapeva bene cosa la peste fosse, ma si intuì cosa bisognasse fare. Ciononostante la città perse circa il 60% dei suoi abitanti

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“Cadere da cavallo” in Quaresima

Dal Giudizio alla Conversione di Saulo

Dopo che Paolo III commissionò il Giudizio Universale a Michelangelo Buonarroti e poté contemplarlo, allorché fu svelato nella solennità di Tutti i Santi del 1541, cadde letteralmente in ginocchio, pregando il Signore di perdonare i suoi peccati. E, in effetti, l’opera alla quale Continua a leggere

Il culto della Pachamama

Sangue, animali sacrificati, preghiere alla Madre Terra e riti sincretici fra cristianesimo e paganesimo. In Bolivia ha avuto luogo il millenario rituale della Wilancha, con cui i minatori locali cercano di ingraziarsi la dea Pachamama, ossia la Madre Terra, e El Tío, una sorta di figura demoniaca, per chiedere che le miniere non si esauriscano. Un rituale antico ed estremamente violento,che si è ripetuto all’alba di questo sabato, nella maggior parte delle miniere private e statali situate nell’area andina. Come riporta il quotidiano sudamericano El Universo, una delle cerimonie più importanti si è svolta nella miniera d’argento di San José, alla periferia della città andina di Oruro, nella parte orientale della Bolivia. La cerimonia si è svolta in questo modo. I minatori hanno allestito una lunga fila di tavoli con incenso, erbe e radici che hanno poi cosparso di alcol e birra, mentre sei lama sono stati tenuti fuori dalla miniera per essere sacrificati.

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Una morale positiva

Un altro aspetto affascinante del cristianesimo è la sua positività rispetto alla vita, ben espresso nella morale della Chiesa: essa è, infatti, per utilizzare un’espressione del pontefice Benedetto XVI, “la comunità dei sì”. Il sì di Maria, nonostante ciò che le viene proposto non sia facile, è all’origine della storia della salvezza; il sì alla volontà del Padre, quale che essa sia, è il cuore della preghiera insegnata da Cristo (fiat voluntas tua); il sì è il cuore del matrimonio, scelta di amare per sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia; il sì, l’aprirsi agli altri, è, ancora, il motore della carità e della missione che porta per secoli i missionari a dedicare la loro vita a persone di colore, religione, costumi diversi. Oggi questo non è molto compreso dalla cultura dominante: si sente spesso dire che la Chiesa dice sempre no; che la sua morale è oppressiva.

Per secoli, dall’Oriente all’Occidente, si è ritenuto l’opposto. Del resto non è forse vero che la cultura dominante di oggi, relativista ed egoista, mentre accusa la Chiesa di dire sempre no, nega di continuo l’amore e il Dio della vita, opponendo il suo no pervicace a ciò che è bello e buono? L’egoismo, la vendetta, la prepotenza, sono dei no. E l’aborto, il divorzio, la droga, l’eutanasia… tutte le altre “libertà” di cui si favoleggia, cosa sono, se non, anch’essi, un no, pieno, sonoro, alla vita? Un no al disegno di Dio per ognuno di noi? L’esito della cultura odierna è appunto, il no: il nichilismo.

Il Dio dei cristiani, invece, chiede di dire sì, alle circostanze, alle persone, al bene che incontriamo ed anche ai sacrifici che ci sono richiesti. Promettendoci la felicità non nell’aldilà, soltanto, ma anche su questa terra: “il centuplo, quaggiù, e l’eternità”. Non è un caso dunque che nella Rivelazione Dio si definisca per affermazione, non per negazione: “Io sono colui che è”; “Sono la Via, la Verità e la Vita….”.

Il sì, però, comporta anche l’esistenza del no; il Bene, nella caducità terrena, la possibilità del male. Non è sempre facile dire sì, perché ci è spesso offerta la scorciatoia, la fuga, l’illusione della facilità del no. Per questo la Bibbia è Rivelazione in due parti: nell’Antico Testamento Dio dà i comandamenti: alcuni sono positivi (“Io sono il Signore Dio tuo…”; “Onora il padre e la madre”), altri, i più, sono negativi (“non uccidere, non rubare…”).

Dio agisce con l’umanità come si fa con un figlio: finché è piccolo, occorrono dei no, chiari, precisi, per il suo bene; poi il figlio cresce, incomincia sempre più ad avere una sua personalità, una sua libertà, l’uso della ragione. E allora i genitori non possono più limitarsi ai no: devono dargli le ragioni profonde di quei no; devono cioè indicargli uno stile di vita, dei modelli, una tensione ideale, una meta. E’ l’ora del sì, che costruisce la persona.

Così al Vecchio Testamento, segue il nuovo, in cui tutta la legge è racchiusa nell’unico comandamento, tutto in positivo, dell’Amore: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti” (Matteo 22,37-40). Nella pedagogia dei grandi santi educatori si ritroverà questo stesso stile di Dio. Santa Teresa Verzeri, ad esempio, o san Giovanni Bosco prenderanno per mano i loro discepoli, insegnando loro il timore, e, soprattutto, l’amore di Dio. Perché, come spiegava un tempo il catechismo di san Pio X, così semplice e chiaro, Dio accetta il nostro “amore servile”, ma desidera che questo amore diventi “filiale”. Vuole che arriviamo a non fare il male, non solo per un giusto timore, della creatura verso il Creatore, ma per amore Suo. Solo così si spiega il detto di sant’Agostino: “Ama, e fai ciò che vuoi”.

Tratto da: https://www.amazon.it/Indagine-cristianesimo-costruito-meglio-civilt%C3%A0/dp/8867370243

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Sacrifici alla Pachamama: feti di lama e bambini di dieci anni

Le PACHAMAME nel Tevere ricordano un fatto storico: nei primi secoli del cristianesimo i pagani preseguitano spesso i cristiani, mandandoli a morire nei circhi, sbranati dalle belve; anche i cristiani, compresi i santi, esprimono il loro credo, distruggendo non le persone ma statuette ed idoli pagani. Li abbattono, li buttano, li sfregiano… Oggi abbiamo una conoscenza molto vaga del paganesimo e dei suoi idoli, e dimentichiamo spesso che tali idoli erano assetati di sangue, animale o umano; che gli uomini, prostrandosi davanti ad essi, vivevano nella superstizione, nella paura, nel terrore.

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