Bioetica

Le vaccinazioni anti-covid-19: un complesso problema bioetico e biogiuridico

di Danilo Castellano

La questione “vaccinazione” a cui tutto il mondo, e in particolare l’Italia, si sta interessando sullo sfondo della pandemia da Coronavirus, è un tema non solo di morale personale, ma anche di morale pubblica, di politica e di diritto. Per questo esso riguarda direttamente anche la Dottrina sociale della Chiesa. Si ha la netta impressione che il “vaccino” sia diventato una ideologia, come l’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi aveva detto nella sua Lectio Magistralis durante la Giornata Nazionale della Dottrina sociale della Chiesa dell’ottobre scorso. La Chiesa stessa sembra averne fatto l’essenza del bene comune, con un giudizio forse poco ponderato. Per questo rilanciamo nel nostro sito la lucida analisi della problematica fatta dal Prof. Danilo Castellano e originariamente pubblicata su www.frilodiritto.com

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  1. La pandemia da COVID-19 ha sollevato e imposto all’attenzione diverse questioni bioetiche e biogiuridiche, riguardanti sia le cure sia la prevenzione (cosiddette vaccinazioni). In parte si tratta di questioni nuove, in parte di questioni vecchie, considerate però alla luce di nuove situazioni.

Per quel che attiene alle prime (cure) sono già stati da noi considerati alcuni problemi etici, deontologici e giuridici con l’intervento del 17 marzo 2020 «Coronavirus e raccomandazioni per “medicina delle catastrofi”: qualche riflessione» (pubblicato in questa Rubrica «Osservatorio tre Bio»).

Con l’elaborazione/aggiornamento del (cosiddetto) Piano sanitario (da taluni chiamato anche Piano pandemico) – mentre scriviamo solamente abbozzato, quindi, non ancora approvato – sembra che ci si stia orientando verso l’accoglimento delle «raccomandazioni» (eticamente, deontologicamente e giuridicamente censurabili), proposte dalla SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva). In altre parole, la Bozza di documento predisposta dal Ministero della salute prevede che, in caso di mancanza di risorse, si possa procedere a selezionare chi curare o, almeno, a chi dare la precedenza nelle cure. Continua a leggere

Il Santo Padre chiede vicinanza per tutti e raccomanda di anteporre nel tempo della crisi il “Noi” all’Io.

Piazza San Pietro, foto da Il Sussidiario.net

Splendido “Servizio speciale” del TG5 alle ore 20.35 di ieri sera,

Domenica 10 Dicembre 2021

“Il Mondo come vorrei.

Parla Papa Francesco”.

In esclusiva mondiale il colloquio con il vaticanista

Fabio Marchese Ragona

Fotografia ripresa in screeshot da TG5
Edizione speciale in esclusiva mondiale (QUI)

“Questa è davero una serata speciale su Calane 5, anzi, unica. Sta per andare in onda, in esclusiva mondiale, un’intervista realizzata dal nostro Fabio Marchese Aragona al personaggio, forse, più amato e seguito al mondo: Papa Francesco. Con la sua dottrina, e soprattutto con la sua grande umanità, ci racconta il suo pensiero. Come dice il titolo, ci racconta il mondo che vorrebbe”.

Queste le parole dell’annunciatrice televisiva, che appariva evidentemente emozionata.

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Medici abortisti ammettono: “Sì, uccidiamo bambini, non grumi di cellule. E mutiliamo le donne”

Il dottor Leroy Cahart, ottantenne, pratica aborti fino al nono mese. La lista delle violazioni sanitarie e delle lesioni provocate alle sue clienti è lunghissima e agghiacciante. È responsabile della morte di (almeno) due donne: la 19enne Christine Gilbert, campionessa paraolimpica di softball, nata con la trisomia 21, spinta dai genitori ad abortire alla 28 settimana un bambino concepito durante uno stupro.

L’agonia patita da questa ragazza mette i brividi: Carhart uccide il feto con un’iniezione di digossina e dilata la cervice con delle laminarie. Dopo qualche ora Christine partorisce il bambino (morto) nell’auto dei genitori, che non hanno fatto in tempo a tornare in clinica. Carhart, mentre esegue il raschiamento, perfora l’utero e lo sutura. Poi le somministra la pillola abortiva, nonostante negli USA sia vietata nelle gravidanze di oltre 10 settimane e l’evidente follia di indurre contrazioni in un utero lacerato e appena suturato. Continua a leggere

Relazione sull’attuazione della 194 e complicanze dell’aborto: non ci siamo

Lo scorso giugno è stata resa nota la relazione del Ministro della Salute sull’attuazione della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza, relativa all’anno 2018[i]. Sono già usciti alcuni articoli che ne hanno commentato determinati aspetti, tra i quali: la questione dell’obiezione di coscienza, l’aumento del ricorso alla “contraccezione d’emergenza”, la comparazione tra punti nascita e punti “Ivg”, il carico di lavoro dei medici abortisti, ecc.[ii], [iii]. La mia analisi si baserà su un aspetto non ancora considerato: le complicazioni correlate all’aborto indotto, una questione che già nelle relazioni precedenti, e in maniera analoga nell’attuale, viene costantemente affrontata in maniera opaca e insufficiente[iv].

La relazione sulla 194 dedica specificatamente alle complicazioni la tabella n. 27 e un misero paragrafo di 13 righe “Complicanze immediate dell’IVG”, tuttavia, leggendo le 59 pagine che la compongono, si può individuare qua e là qualche altra scarna notizia e dato che riguarda direttamente le complicazioni dell’aborto. Si tratta nel complesso di un insieme di informazioni che rivela poco o nulla dell’impatto dell’aborto sulla salute della donna, ma che al contempo rivela invece molto della tendenza globale volta a minimizzare e occultare tutto ciò che mette in cattiva luce l’aborto indotto. Continua a leggere

Abbiamo fame di nascere del tutto

Moriamo un poco ogni giorno, scriveva Seneca; sì, ma nasciamo anche, ogni giorno. Siamo creature che hanno “fame di nascere del tutto” (Maria Zambrano). La filosofia incontra la medicina e la bioetica, nel momento in cui riflette sulla nascita (nasciamo soli, nudi, senza parole…nasciamo da una relazione, un po’ gettati, un po’ accompagnati…nasciamo ad un mondo -quello dell’utero materno, per esempio, per affrontarne uno più ricco e colorato… ma pur sempre incompleto.

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Emergenza Coronavirus ed emergenza Aborto

di Lorenza Perfori

La pandemia in atto rende non più rinviabile la revisione della legge 194/78

Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus

L’epidemia di coronavirus ha dimostrato, semmai ce ne fosse ancora bisogno, quanto la questione dell’aborto indotto e, nello specifico, la tutela della salute psicofisica della donna, sia una questione ideologica.

L’emergenza coronavirus

Il nuovo coronavirus (Covid-19), per il fatto di aver colpito contemporaneamente un numero molto elevato di persone, ha determinato una grave emergenza sanitaria che ha comportato la necessità di incrementare con urgenza i posti letto in terapia intensiva, il personale medico per la cura dei pazienti colpiti, le risorse economiche per presidi e dispositivi medici.

Il bisogno di liberare spazio e risorse mediche, per fronteggiare l’emergenza, ha avuto come conseguenza l’interruzione o il rinvio di molti servizi e attività non essenziali o urgenti, erogati dal Sistema Sanitario Nazionale, e “la rimodulazione dell’attività chirurgica elettiva”, ovvero di quella chirurgia non urgente, programmabile come ad esempio gli interventi di protesi all’anca e al ginocchio, di alcuni interventi oncologici che non comportino rischi per il malato, le operazioni per la cataratta, per l’ernia inguinale, per togliere i nei, ecc. Continua a leggere

Il primo Rapporto ItOSS rivela: 18 donne si sono suicidate in Italia entro un anno dall’aborto indotto, in 10 Regioni italiane, nel periodo di 7 anni 2006-2012

Nel mio precedente articolo relativo agli studi italiani di record-linkage sulla mortalità materna, avevo evidenziato il fatto che gli autori degli studi si erano limitati a calcolare solo la sottostima della mortalità materna presente sui certificati di morte, omettendo di ripartire l’MMR (Rapporto di Mortalità Materna) per ciascun esito di gravidanza (parto, gravidanza ectopica, aborto spontaneo, aborto indotto), nonostante i dati per effettuare tale ripartizione fossero disponibili in entrambi gli studi.

Il dottor David Reardon – autore di una revisione sistematica, uscita nel 2017, che prende in esame tutti gli studi di record-linkage che a livello globale sono stati realizzati sulla mortalità correlata alle perdite di gravidanza – ha giustificato questa omissione, da parte dei ricercatori italiani e della ricerca sull’aborto in generale, con la presenza di una parzialità nell’informazione e di un pregiudizio nei confronti della pubblicazione di risultati sfavorevoli alla propaganda pro-aborto la cui narrazione esige che esso sia presentato come una pratica sicura, esente da complicazioni gravi per la donna che vi ricorre, e con una mortalità molto più bassa rispetto al parto. In realtà, tutti gli studi di record-linkage, statisticamente significativi, che hanno ripartito l’MMR su ciascun esito di gravidanza, hanno confutato questa conclusione, mostrando che è l’aborto indotto ad avere i rapporti di mortalità più elevati, sia rispetto alle altre perdite di gravidanza che soprattutto rispetto al parto.

Tutta questa premessa per dire cosa? Per dire che, grazie al primo Rapporto elaborato dal Sistema Italiano di Sorveglianza Ostetrica, ItOSS (Italian Obstetric Surveillance System), è possibile conoscere il numero dei suicidi relativo a ciascun esito di gravidanza, individuati dal secondo studio italiano di record-linkage, dei quali era stata riportata solo la cifra complessiva. I dati del rapporto ItOSS confermano quanto già da tempo si conosce, ovvero che si muore più di aborto indotto che di parto. Ma andiamo per ordine. Continua a leggere

News dalla rete
  • La Chiesa che accetta il Green pass è protestante

    di Stefano Fontana. Uno degli effetti del grande reset connesso con la gestione del Covid è la rivoluzione della Chiesa cattolica e nella Chiesa cattolica. La pandemia condurrà la secolarizzazione alle sue estreme conseguenze: la protestantizzazione. Durante i secoli, le Chiese nazionali potevano sottrarsi alle imposizioni degli Stati appellandosi al potere del Papa. Ma il Papa stesso si è sottomesso alla logica della politica.  Leggi il seguito…

  • Cos’è la “Teologia del Popolo”?

    di Carlos Daniel Lasa. Papa Francesco, quando si esprime, trova nella “Teologia del Popolo” a sua principale fonte di ispirazione. Per questo mi sembra importante, in queste brevi righe, esporre a grandi linee in cosa consista queste teologia. Leggi il seguito…

  • Bassetti scivola sulla Provvidenza: la scambia per Draghi

    di Stefano Fontana. Il presidente della Cei Bassetti elogia Draghi e lo associa alla Provvidenza.Si era sbagliato Pio XI su Mussolini e ora si sbaglia il cardinale su Draghi. Perché piegare la Provvidenza a queste miserie da corridoio del palazzo? È una visione hegeliana per cui Dio confermerebbe con la sua Provvidenza colui che di fatto si impone sugli avversari.  Leggi il seguito…

  • L’Agghiacciante inadeguatezza di chi avrebbe in mano le nostre vite

    di Marco Tosatti. Cari amici e nemici di Stilum Curiae, non voglio commentare le parole di Sergio Mattarella perché si commentano da sole. E d’altronde non c’era da attendersi altro, da qualcuno che sta facendo di tutto per de-nobilitare il suo ruolo, la Costituzione e avvelenare democrazia e clima politico. Ma quello che mi sembra interessante notare è che sta emergendo con sempre maggiore chiarezza l’inadeguatezza del Presidente del Consiglio a svolgere il suo compito. Leggi il seguito…