Bioetica

I due vice di Salvini alla marcia per la vita

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Lo avevamo già detto: Lorenzo Fontana, uno dei due vice di Salvini, ha sempre partecipato alle marce per la vita, sin dalla prima, nel 2011. L’altro vice, Giancarlo Giorgietti, è stato tra i difensori dei diritti dell’embrione nel 2004, in occasione della legge 40/2004.

E’ bello constatare che le cose non sono cambiate: oggi entrambi erano alla marcia per la vita, con Jacopo Coghe, di CitizenGo, il senatore Pillon, già membro del Comitato Difendiamo i nostri figli di Massimo Gandolfini. C’era anche Giorgia Meloni, anche Lei ospite quasi fissa della manifestazione, già dal 2013, ed oggi più che ma impegnata sulla difesa di vita e famiglia. Continua a leggere

ARCO E FECONDAZIONE ARTIFICIALE: una sconfitta per tutti

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Premessa di L&P:

la fecondazione artificiale comporta: alti tassi di embrioni umani sacrificati (uccisi); basso tasso di risultati (pochi “bambini in braccio”); molti problemi fisici e psicologici per i bambini nati; forti tensioni, soprattutto causa eterologa, tra coniugi, e, successivamente, tra il figlio e il genitore adottivo (quello dei due che non ha contribuito con un suo gamete).

Inoltre essa porta con sè anche la possibilità di commercio di gameti umani (con relativi problemi di salute per le donne che vendono i loro ovociti, e problemi psicologici per gli uomini che vendono lo sperma); la possibilità di “produrre” grandi quantità di bambini orfani di un genitore (come nel caso dell’utero in affitto, o di quegli uomini che vendono centinaia di dosi del loro sperma, per eterologhe, spargendo figli che non incontreranno mai per il mondo).

Infine la fecondazione artificiale indebolisce sino ad annullare la ricerca sulla rimozione naturale delle cause di infertilità, e disincentiva il ricorso all’adozione, aumentando così il numero dei bambini già nati, ed adottabili, che non vengono più adottati).

Di seguito il documento sottoscritto da varie associazioni:

All’Ospedale di Arco è stato inaugurato il nuovo reparto per la Fecondazione artificiale (detta anche PMA: Procreazione Medicalmente Assistita). Per le autorità provinciali e comunali che hanno presentato l’evento si tratta di un centro di avanguardia e di eccellenza per la sanità trentina, in grado di attirare anche molti utenti da fuori regione.

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Il 5X1000 a Pro Vita

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Riportiamo volentieri l’invito di Antonio Brandi,

Caro lettore, puoi destinare il tuo 5×1000 a ProVita onlus. È uno dei migliori modi per sostenere la buona causa… per di più senza sacrificio e spese da parte tua!Saprai bene che, se non scegli a chi destinare il 5×1000, quella parte dei tuoi redditi sarà trattenuta dallo Stato oppure divisa tra molti enti che svolgono attività di rilevanza sociale… ma che magari sostengono cause totalmente contrarie ai tuoi valori! È chiaro quindi che non bisogna sprecare (o addirittura destinare a cause negative) il 5×1000 dei propri redditi! Perciò ti proponiamo di donarlo a ProVita: è uno dei migliori modi per agire in prima persona per la difesa della Vita dal concepimento alla morte naturale, per promuovere la maternità, per combattere contro la cultura della morte…

Destinare il 5×1000 a ProVita è semplice: Continua a leggere

La 194 ha fallito: anche l’aborto legale fa male alla salute delle donne

Un obiettivo che la legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza doveva raggiungere, era quello di tutelare la salute fisica e psichica della donna posta di fronte ad una gravidanza indesiderata, e dai pericoli a cui costei sarebbe andata incontro nel sottoporsi ad un aborto casalingo fai-da-te o clandestino. Peccato però che, anche in questo caso, le cose non sono andate come previsto: la 194 non ha fallito unicamente il proposito di cancellare l’aborto clandestino, ma anche quello di tutelare la salute della donna perché, il tanto propagandato aborto sicuro, cioè senza conseguenze sulla salute, in realtà non esiste. Continua a leggere

Il piccolo Alfie: ovvero quando “medici e “giuristi” si ritengono padroni assoluti della vita altrui e hanno la temerarietà di emettere sentenze di morte inappellabili

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di Franco Visintainer medico-chirurgo
 
 La recente vicenda di Alfie Evans e della sua famiglia ha svelato un aspetto quanto mai sinistro delle nostre colte società dell’occidente: un mondo il nostro, dove una giurisprudenza completamente svuotata di contenuti etici si è fatta complice di una medicina, che ha voltato le spalle al suo compito originale: quello  di farsi carico e proteggere ogni vita dal concepimento alla morte naturale.  
Voglio dire da medico, oltre che da cittadino, che tutto questo si configura come un vero tradimento degli stessi principi di Ippocrate, che poneva come imprescindibile il “primum non nocere“.

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Smascherate le 8 bufale propugnate dai paladini del suicidio assistito

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I paladini del suicidio assistito e dell’eutanasia basano la loro battaglia volta all’introduzione delle pratiche eutanasiche in sempre più Stati del mondo, su alcuni capisaldi che – secondo costoro – attesterebbero la bontà e la convenienza di queste leggi per la comunità. In realtà, questi capisaldi altro non sono che delle bufale che qui provvederemo a smascherare una ad una. Continua a leggere

Semplice

È così semplice, un padre e una madre. Hanno corpi che si completano, sono le tessere di un mosaico che origina una nuova vita.

Oggi, la rabbia cupa del demiurgo umano vuol confondere, sostituire, persuadere; e se non vi riesce, imporre. Costi quel che costi.

La famiglia è sotto attacco, ovunque.

Conosco una donna che lotta disperatamente per salvare il figlio dalla tentacolare presa della droga. Gli assistenti sociali, il giudice, gli psicologi le impediscono di portare il ragazzo in una comunità. Non serve; dicono. Continua a leggere

ANTROPOLOGIE A CONFRONTO NEL CASO ALFIE EVANS

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di Simone Pillon*

Dunque secondo mylord Anthony Hayden della Queen’s Court, primo autore del libro che vedete qui sotto e giudice del caso Alfie Evans, il superiore interesse dei bambini è essere acquistati da una coppia di maschi e cresciuti orfani di madre, ma se un bambino è disabile e figlio di un papà e una mamma normali, per giunta cattolici, ah beh allora il suo superiore interesse è finire la sua inutile vita. E siccome non si spiccia a morire, allora meglio tenerlo chiuso in una stanza senza cibo da 24 ore con la speranza che tolga presto il disturbo. Continua a leggere

Aristotele contro la Marzano. È la felicità che vince

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Quale sarà lo stile di vita di un cittadino della polis? Il fine ultimo per Aristotele è certamente sapere cosa vuol dire essere buoni, ma anche e soprattutto diventare buoni. L’etica, per il Nostro,  non è un elenco di norme ma deve mirare a rintracciare qual è il fine della vita umana. Esso è la felicità: la ricchezza o il piacere possono essere dei fini, ma in realtà sono più propriamente tappe verso la felicità. Ciò che differenzia l’uomo dal resto è la ragione: il bene sarà allora vivere secondo ragione. L’uomo non sceglie di essere felice ma solo i mezzi che possono condurlo alla felicità. Il piacere è un bene, non il bene: tanto sarà migliore quanto migliore è l’attività che lo accompagna. Per questo motivo Aristotele distingue tra felicità e felicità compiuta. Nella vita secondo ragione risiede la virtù: ciò che fa si che l’uomo sia permanentemente uomo. La felicità può essere allora definita come attività dell’anima secondo virtù.

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News dalla rete
  • Omofobia, la pretesa di pregare per una imposizione

    veglia-omofobia di Stefano Fontana. L’adesione di vescovi alle veglie contro l’omofobia ha qualcosa di incredibile. Sia dal punto di vista dottrinale che pastorale. Il concetto di omofobia è ideologico e come si può fare una veglia contro qualcosa di ideologico? Se guardiamo poi alla realtà intorno a noi, ci chiediamo dove sia tutta questa omofobia contro la quale alcuni vescovi si sentono chiamati a presiedere veglie di preghiera. Oggi, al contrario, ad essere discriminata è l’eterosessualità. Leggi il seguito… 

  • Omo-benedizioni, la condanna di Schneider

    athanasius-schneider di Marco Tosatti. “Impartire una benedizione a una coppia omosessuale significa benedire il peccato non solo degli atti sessuali fuori del matrimonio, ma quello di atti sessuali fra persone dello stesso sesso, cioè benedire il peccato della sodomia, che è considerato da quasi tutta la storia umana e dall’intera tradizione cristiana come un peccato che grida al cielo". Così il vescovo Athanasius Schneider Leggi il seguito… 

  • Sfatiamo i falsi miti sull’Italia delle banche (VIDEO)

    malvezzi di Byoblu. È vero che le nostre banche e la nostra economia sono talmente malridotte che è necessario intervenire per salvarle, stravolgerle, commissariarle? E se non è vero, perché allora vogliono farcelo credere? In 29 diapositive piene di dati e grafici, Valerio Malvezzi, cofondatore di WinTheBank e professore a contratto dell'Università di Pavia, ribalta il tavolo e capovolge la propaganda mainstream. Leggi il seguito… 

  • La “guerra” per immagini che mette a nudo il totalitarismo

    manifesto-prolife di Andrea Zambrano. Il deciso cambio di strategia dei movimenti pro family e pro life in fatto di campagne comunicative sta provocando una reazione liberticida da parte delle istituzioni. Che si tratti di uffici comunali che ritirano le immagini, come nel caso del manifesto di CitizenGo che ricorda che l’aborto è la prima causa di femminicidio o di Procure della Repubblica sollecitate come nel caso della gigantografia di ProVita che fa memoria a tutti i passanti di essere stati un embrione, poco importa. Leggi il seguito…