Bioetica

La personalità del feto

Chi lo ha detto che solo i cattolici credono nella “personalità” del feto? E’ vero: sono diversi anni che il pensiero laicista si dibatte nelle discussioni sofiste, sulla essenza dell’embrione e del feto, sino ad inventare una serie di nomi incredibili, quali “pre embrione“, “ovosoma“, “epidosembrione“….

Al solo fine di confondere le poche idee chiare che abbiamo. Così abbiamo assistito a grandi dibattiti sull’anima, da parte di chi all’anima magari non crede neppure; o a dotte dissertazioni sulle convinzioni di san Tommaso, come se oggi dovessimo rimanere vincolati alle conoscenze scientifiche di ottocento anni fa; oppure abbiamo ascoltato attenti e seriosi le discussioni sulla appartenenza o meno al genere umano di embrioni, feti, handicappati, bambini appena nati ecc.

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Irlanda: dopo la legalizzazione dell’aborto lievitano le richieste di aiuto post-aborto

È ancora impresso nella mente di molti prolife lo sconcerto per le immagini dei volti trionfanti delle donne irlandesi nelle piazze, alla notizia dell’abrogazione schiacciante dell’Ottavo Emendamento nel referendum del 25 maggio 2018, che rendeva di fatto legale in Irlanda l’uccisione dei bambini non nati. Tuttavia, a distanza di un anno dall’eliminazione del divieto di aborto nell’Isola nordeuropea si registra una richiesta crescente di consulenze post-aborto, a dimostrazione del fatto che tra le donne ad aver usufruito della nuova “straordinaria” opportunità ve ne sono diverse che non festeggiano affatto. Continua a leggere

Lo sai che se prendi la pillola hai più probabilità di ricorrere a un aborto?

Vari studi hanno dimostrato che le donne che assumono la pillola contraccettiva ricorrono all’aborto indotto in percentuale nettamente maggiore rispetto alle donne che non l’assumono e che oltre il 60% delle donne che si sottopongono a un aborto indotto avevano usato un prodotto contraccettivo durante il rapporto sessuale che ha portato al concepimento indesiderato. Continua a leggere

I rischi del sesso anale

Per i colleghi che dovessero incorrere in noie semplicemente per fare il loro dovere ed informare che i rischi del sesso anale sono superiori a quelli connessi al sesso vaginale, e per la popolazione generale che da tali notizie può assumere scelte più informate, intendo inaugurare una serie periodica di post che mostri i dati della letteratura scientifica.

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Cara Lalli, la verità, la prego, sull’aborto

I giorni scorsi mi sono imbattuta nell’articolo “Ho abortito e sto bene. Perché all’aborto si associano sempre sofferenza e colpa?”, di Chiara Lalli, filosofa, giornalista, saggista e docente di Bioetica e Storia della medicina all’Università La Sapienza di Roma, nonché autrice del libro “A. La verità, vi prego, sull’aborto”. Ho voluto rispondere agli argomenti espressi nell’articolo di Lalli perché rappresentano un tipico esempio di retorica pro-aborto disseminata di luoghi comuni, linguaggio scorretto e falsità.

Nell’articolo, uscito il 22 maggio 2018, in occasione dei quarant’anni della legge 194 sull’aborto, Lalli manifesta tutta la sua disapprovazione per il fatto che l’aborto debba essere considerato “una scelta sempre sofferta e dolorosa”, presentato come un evento sempre “doloroso e una condanna per tutte le donne”. “Non si può parlare di aborto se non con toni tetri e pentiti – ribadisce Lalli -, è comunque sempre un trauma, una ferita insanabile”. “I più temerari – continua Lalli – si spingono a sostenere la pericolosità fisica: sterilità, tumori e altri disastri. Dimenticando che è più pericoloso partorire che abortire… E non si può calcare sul rischio solo quando fa comodo, perché pensiamo sia uno strumento da usare: ‘x è pericoloso e allora deve essere immorale e illegale’, quando abbiamo già deciso che x è il male”.

Rimpianto e dolore non devono esserci per forza dopo un aborto, osserva Lalli, e infatti lei sostiene di non averli mai provati né prima né adesso: “Io ho abortito perché non volevo un figlio e sto bene, sono sempre stata bene e non ho mai rimpianto la mia scelta. Anzi” – rivela la filosofa –, “se dovessi scegliere una sola parola per descrivere il mio aborto, direi: sollievo”. Quindi riafferma: “Ho abortito e sto bene. Non solo in quel momento, ma tutte le volte che mi è capitato di ripensarci”. Riprendo e commento i concetti espressi da Lalli. Continua a leggere

Il Vescovo di Modena contro il Gay pride

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[Foto del Gay Pride di Reggio Emilia, da reggionline]

Patrizia Floder Reitter ha mostrato sulla Verità di ieri come un galà filo omosessuale possa facilmente trasformarsi in un momento di cattofobia ordinaria, senza che quasi nessuno dica nulla. Ma l’eccezione per fortuna esiste.

Per una volta un vescovo diocesano disapprova esplicitamente un Gay pride e sostiene, pur con dei distinguo, la processione di riparazione organizzata dai cattolici più militanti e identitari.

Ieri si è tenuta a Modena la marcia della fierezza gay e mons. Erio Castellucci, arcivescovo diocesano, all’opposto di ciò che hanno fatto molte volte i suoi confratelli, in Italia e nel mondo intero, ha espresso apertamente la sua opposizione. Nel comunicato, citato anche da Avvenire, Continua a leggere

I disturbi nella donna post aborto

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I disturbi psichici incontro ai quali possono andare le donne che hanno abortito sono di tre tipi:

  • la psicosi post-aborto: può insorgere immediatamente dopo l’aborto, ha una durata di oltre sei mesi ed è un disturbo prevalentemente psichiatrico;

  • lo stress post-aborto: può insorgere da tre a sei mesi dopo l’aborto e ha una rilevanza minore dal punto di vista clinico;

  • la sindrome post-abortiva: può insorgere immediatamente dopo l’aborto ma anche dopo diversi anni.

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Che scandalo, l’Alabama! Una scena di un film, per capire

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I media del pensiero dominante sono indignati per ciò che è accaduto in Alabama, dove la governatrice repubblicana Kay Ivey ha controfirmato una legge proposta dal parlamento locale che vieta l’aborto.

La decisione arriva pochi mesi dopo la proiezione, con grande successo, nonostante il boicottaggio, di un film, Unplanned, tratto dalla vera storia di Abby Johnson, militante pro choice pentita. Continua a leggere

L’aborto indotto aumenta il rischio di sviluppare il cancro al seno (4 VIDEO)

La dottoressa Angela Lanfranchi, chirurgo esperta di cancro al seno, e il dottor Joel Brind, professore di biologia umana ed endocrinologia, illustrano i motivi per cui gli aborti indotti aumentano il rischio di sviluppare il cancro al seno. Il video è estratto da un dvd prodotto dal Breast Cancer Prevention Institute.

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News dalla rete
  • La Toga, la Cupola e gli italiani

    di Marcello Veneziani. Ma davvero vi aspettavate che la Corte costituzionale desse il via libera al referendum promosso dalla Lega? Ma in che mondo vivete, conoscete le biografie dei giudici costituzionali, chi li ha voluti lì, e più in generale conoscete le leggi inesorabili del potere, il loro reciproco sostegno? E la stessa cosa vale per la decisione della Cassazione in merito alla questione Carola Rackete; pensavate davvero che accadesse il contrario? Leggi il seguito…

  • La Corte, il referendum e la “manipolazione” sospetta

    di Gaetano Quagliariello. Come sempre attenderemo il deposito delle motivazioni per esprimere un giudizio compiuto. Ma quel che abbiamo letto sul pronunciamento della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile il referendum elettorale maggioritario è già sufficiente per esprimere più di qualche perplessità. Leggi il seguito…

  • Ratzinger e Sarah hanno toccato il nervo scoperto dell’”ideologia bergogliana”

    di Eugenio Capozzi. Dopo giorni di polemiche roventi sul volume in difesa del celibato sacerdotale firmato dal papa emerito Benedetto XVI e dal cardinale Robert Sarah, Des profondeurs de nos coeurs, e alla luce dei contenuti effettivi del libro stesso, si può affermare che la contesa sorta in questa occasione rappresenta una svolta epocale, un punto di non ritorno per la dialettica interna alla Chiesa e al mondo cattolico. Leggi il seguito…

  • Celibato, negare la dottrina confermandola

    di Stefano Fontana. Nella Chiesa si è ormai diffusa l’idea che questo pontificato voglia cambiare molte cose dottrinali ribadendo però la dottrina. Siamo davanti ad una nuova evidente prova che nella Chiesa ci sono oggi due linguaggi teologici incompatibili. Leggi il seguito…