Bioetica

SEI “VACCINATO” E CONTAGIOSO. L’ISS suggerisce le stesse norme a “vaccinati” e no. Introdotto l’obbligo di “vaccinazione” per sanitari e farmacisti con relative sanzioni.

Che ad oggi, oltre a non sapere molte altre cose sugli esiti dei cosiddetti “vaccini”, -che non sono vaccini, ma sieri derivati da materiale biologico-, era cosa ben nota, più volte detta dalle televisioni e anche portata a conoscenza del cittadino dallo stesso Istituto Superiore di Sanità. Ma fiduciosi nella logica e nel buon senso, non avremmo immaginato che si volesse veramente

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Vaccini, ibridi uomo-topo e altri usi degli organi di bambini abortiti

Nel 2015 quando vedemmo i video dell’inchiesta sul traffico di organi fetali sentimmo fortissimo l’imperativo morale di tradurli ma non credevamo che fosse un crimine che un giorno ci avrebbe interessato in prima persona. Oggi invece ci ritroviamo con la possibilità che presto sarà obbligatorio farsi iniettare un vaccino testato su cellule di bambini abortiti volontariamente, caratteristica che al momento appartiene al 100% di quelli disponibili sul mercato (ce ne sono alcuni etici ancora in fase di studio).

La Congregazione vaticana per la dottrina della fede nel dicembre 2020 ha dichiarato che in caso di emergenza e in mancanza di alternative è lecito farseli somministrare. Nel 2005 però la Pontificia Accademia per la Vita ha detto il contrario: “Ai fedeli spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla cultura della morte che li sostiene. L’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto, e una cooperazione materiale passiva immediata alla loro commercializzazione. Inoltre, sul piano culturale, l’uso di tali vaccini contribuisce a creare un consenso sociale generalizzato all’operato delle industrie farmaceutiche che li producono in modo immorale”. Continua a leggere

Le vaccinazioni anti-covid-19: un complesso problema bioetico e biogiuridico

di Danilo Castellano

La questione “vaccinazione” a cui tutto il mondo, e in particolare l’Italia, si sta interessando sullo sfondo della pandemia da Coronavirus, è un tema non solo di morale personale, ma anche di morale pubblica, di politica e di diritto. Per questo esso riguarda direttamente anche la Dottrina sociale della Chiesa. Si ha la netta impressione che il “vaccino” sia diventato una ideologia, come l’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi aveva detto nella sua Lectio Magistralis durante la Giornata Nazionale della Dottrina sociale della Chiesa dell’ottobre scorso. La Chiesa stessa sembra averne fatto l’essenza del bene comune, con un giudizio forse poco ponderato. Per questo rilanciamo nel nostro sito la lucida analisi della problematica fatta dal Prof. Danilo Castellano e originariamente pubblicata su www.frilodiritto.com

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  1. La pandemia da COVID-19 ha sollevato e imposto all’attenzione diverse questioni bioetiche e biogiuridiche, riguardanti sia le cure sia la prevenzione (cosiddette vaccinazioni). In parte si tratta di questioni nuove, in parte di questioni vecchie, considerate però alla luce di nuove situazioni.

Per quel che attiene alle prime (cure) sono già stati da noi considerati alcuni problemi etici, deontologici e giuridici con l’intervento del 17 marzo 2020 «Coronavirus e raccomandazioni per “medicina delle catastrofi”: qualche riflessione» (pubblicato in questa Rubrica «Osservatorio tre Bio»).

Con l’elaborazione/aggiornamento del (cosiddetto) Piano sanitario (da taluni chiamato anche Piano pandemico) – mentre scriviamo solamente abbozzato, quindi, non ancora approvato – sembra che ci si stia orientando verso l’accoglimento delle «raccomandazioni» (eticamente, deontologicamente e giuridicamente censurabili), proposte dalla SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva). In altre parole, la Bozza di documento predisposta dal Ministero della salute prevede che, in caso di mancanza di risorse, si possa procedere a selezionare chi curare o, almeno, a chi dare la precedenza nelle cure. Continua a leggere

Il Santo Padre chiede vicinanza per tutti e raccomanda di anteporre nel tempo della crisi il “Noi” all’Io.

Piazza San Pietro, foto da Il Sussidiario.net

Splendido “Servizio speciale” del TG5 alle ore 20.35 di ieri sera,

Domenica 10 Dicembre 2021

“Il Mondo come vorrei.

Parla Papa Francesco”.

In esclusiva mondiale il colloquio con il vaticanista

Fabio Marchese Ragona

Fotografia ripresa in screeshot da TG5
Edizione speciale in esclusiva mondiale (QUI)

“Questa è davero una serata speciale su Calane 5, anzi, unica. Sta per andare in onda, in esclusiva mondiale, un’intervista realizzata dal nostro Fabio Marchese Aragona al personaggio, forse, più amato e seguito al mondo: Papa Francesco. Con la sua dottrina, e soprattutto con la sua grande umanità, ci racconta il suo pensiero. Come dice il titolo, ci racconta il mondo che vorrebbe”.

Queste le parole dell’annunciatrice televisiva, che appariva evidentemente emozionata.

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Medici abortisti ammettono: “Sì, uccidiamo bambini, non grumi di cellule. E mutiliamo le donne”

Il dottor Leroy Cahart, ottantenne, pratica aborti fino al nono mese. La lista delle violazioni sanitarie e delle lesioni provocate alle sue clienti è lunghissima e agghiacciante. È responsabile della morte di (almeno) due donne: la 19enne Christine Gilbert, campionessa paraolimpica di softball, nata con la trisomia 21, spinta dai genitori ad abortire alla 28 settimana un bambino concepito durante uno stupro.

L’agonia patita da questa ragazza mette i brividi: Carhart uccide il feto con un’iniezione di digossina e dilata la cervice con delle laminarie. Dopo qualche ora Christine partorisce il bambino (morto) nell’auto dei genitori, che non hanno fatto in tempo a tornare in clinica. Carhart, mentre esegue il raschiamento, perfora l’utero e lo sutura. Poi le somministra la pillola abortiva, nonostante negli USA sia vietata nelle gravidanze di oltre 10 settimane e l’evidente follia di indurre contrazioni in un utero lacerato e appena suturato. Continua a leggere

Relazione sull’attuazione della 194 e complicanze dell’aborto: non ci siamo

Lo scorso giugno è stata resa nota la relazione del Ministro della Salute sull’attuazione della legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza, relativa all’anno 2018[i]. Sono già usciti alcuni articoli che ne hanno commentato determinati aspetti, tra i quali: la questione dell’obiezione di coscienza, l’aumento del ricorso alla “contraccezione d’emergenza”, la comparazione tra punti nascita e punti “Ivg”, il carico di lavoro dei medici abortisti, ecc.[ii], [iii]. La mia analisi si baserà su un aspetto non ancora considerato: le complicazioni correlate all’aborto indotto, una questione che già nelle relazioni precedenti, e in maniera analoga nell’attuale, viene costantemente affrontata in maniera opaca e insufficiente[iv].

La relazione sulla 194 dedica specificatamente alle complicazioni la tabella n. 27 e un misero paragrafo di 13 righe “Complicanze immediate dell’IVG”, tuttavia, leggendo le 59 pagine che la compongono, si può individuare qua e là qualche altra scarna notizia e dato che riguarda direttamente le complicazioni dell’aborto. Si tratta nel complesso di un insieme di informazioni che rivela poco o nulla dell’impatto dell’aborto sulla salute della donna, ma che al contempo rivela invece molto della tendenza globale volta a minimizzare e occultare tutto ciò che mette in cattiva luce l’aborto indotto. Continua a leggere

News dalla rete
  • La riserva indiana dei non garantiti

    di Claudio Togna. Del genocidio dei nativi americani conosciamo attraverso film e libri che hanno alimentato un’epopea dai tratti mitici la descrizione fattane dai vincitori ma poco conosciamo, se non da qualche tempo e grazie alle opere di qualche intellettuale coraggioso, della stessa storia vista dalla parte delle vittime così come loro l’hanno vissuta. Il dualismo, che ha portato ad un sostanziale genocidio, è stato tra due strutture archetipiche: l’uomo bianco civilizzato e con “garanzia di diritti” da un lato ed il nativo selvaggio e “non garantito” dall’altro. Leggi il seguito…

  • Sanità, vaccini e finalismo della natura

    Dottrina sociale di Stefano Fontana. Chi desidera assumere la visione della Dottrina sociale della Chiesa per vedere la realtà e intervenire in modo adeguato su di essa, non può assumere la visione oggi prevalente del determinismo, ma quella propria della filosofia cristiana del finalismo. Leggi il seguito…

  • Aiuto, si è ristretta l’intelligenza

    di Marcello Veneziani. Ragazzi, si sta accorciando il Quoziente Intellettivo. L’intelligenza si restringe, il regresso colpisce le menti. E non si tratta di una tesi avanzata da reazionari antimoderni. Una denuncia di Cristophe Clavé ci ha messo la pulce nel cervello. “Il QI medio della popolazione mondiale era sempre aumentato – scrive lo studioso di strategie d’impresa- nell’ultimo ventennio è invece in diminuzione, a partire dai paesi più sviluppati”. Leggi il seguito…

  • Una fede senza compromessi. Appunti per la Chiesa

    di Alberto Maria Careggio*. «Se si pensasse di rivitalizzare la Chiesa italiana ispirandosi a quella tedesca sempre più attratta dal modello protestante, s’importerebbe un virus mortifero. Facinorosi avventurieri del "nuovo ad ogni costo" hanno distrutto tutto: Dio e l’uomo». In vista del Sinodo della Chiesa italiana, la Bussola ospita la riflessione del vescovo emerito di Sanremo, Alberto Maria Careggio. «La nostra epoca è tornata pagana, dovremmo riprendere la predicazione di San Paolo, che non faceva sconti a nessuno e non ha tradito Gesù con compromessi». Leggi il seguito…