Bioetica

L’aborto con l’RU486 può essere invertito. 300 sono i bambini finora salvati dopo che l’aborto era già iniziato. Ma in Italia tutto tace

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Dal 1988, anno in cui la pillola RU486 per l’aborto farmacologico è comparsa per la prima volta in Francia, essa si è progressivamente diffusa in tutti gli Stati del mondo. Nel 1991 è stata adottata dalla Gran Bretagna, nel 1992 dalla Svezia e poi a seguire dagli altri Stati europei. In Italia è arrivata nel 2005, negli Stati Uniti nel 2000. Col passare degli anni, sono state quindi sempre di più le donne che hanno scelto di abortire con il metodo chimico che, ricordiamo, consiste nell’assunzione di due farmaci in due momenti diversi e si completa di solito (ma non sempre) nell’arco di tre giorni. Continua a leggere

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Il diritto di dire mamma e papà

 

 

Oggi mia figlio ha chiesto di fare la lotta, così ci siamo rincorsi lungo i corridoi. Poi, ecco i salti sul letto; lui che vuole immobilizzarmi, io che lo assecondo e fingo per un attimo di essere sconfitto. Ma è solo un espediente; improvviso inarco la schiena e con la forza di un’onda anomala lo sospingo in alto; lui, urlando di gioia ricade sul lettone e la disputa continua. Allora Continua a leggere

I pro-life NON costringono le donne a essere madri

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Il prof. Timothy Brahm continua con la sua azione di smascheramento della retorica pro-choice ingannevole. Dopo aver mostrato come i pro-life dovrebbero argomentare per confutare quattro dei principali argomenti pro-choice a favore dell’aborto, ora, in un nuovo articolo[1], affronta un’altra pietra miliare della propaganda sleale pro-choice, che suona così: “Perché vuoi costringere le donne a diventare madri?”.

I sostenitori pro-choice – scrive Brahm -, descrivono continuamente le intenzioni dei pro-life con la parola “costringere”: i pro-life vogliono costringere le donne ad affrontare e a portare a termine la gravidanza, vogliono costringerle ad avere i bambini, costringerle a essere madri. Tutte queste affermazioni sono molto frequenti e sono tutte quante false. Continua a leggere

Renzo Puccetti risponde a Bruno Tinti, su eutanasia e diritto

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Il quotidiano La verità ha ospitato un dibattito su eutanasia e fine vita. Riportiamo qui l’articolo uscito domenica, a firma Renzo Puccetti, in risposta ad un articolo, pro eutanasia, di Bruno Tinti.

Sono doppiamente grato al dottor Bruno Tinti, sia per avere voluto considerare il mio intervento precedente, sia per concedermi la possibilità, attraverso le sue ulteriori riflessioni, di svolgere alcune altre considerazioni su quell’aspetto del fine vita costituito da eutanasia e suicidio assistito. Mi dispiace se il mio precedente intervento lo ha costretto a notti insonni, spero che queste mie ulteriori parole non provochino un analogo effetto collaterale. Prima di procedere è necessaria una precisazione. Non è esatto, come afferma Tinti, che suicidio assistito ed eutanasia Continua a leggere

Marco Tarquinio contro i “razzisti senza vergogna”

tarquinioCi sarebbe molto da dire sulla linea adottata da anni dal quotidiano “di ispirazione cattolica” Avvenire, sia quanto alla pertinenza di tale ispirazione – rivendicata e contraddetta non raramente nelle stesse pagine del giornale – sia per altri motivi non proprio secondari.

Sulla cattolicità della stampa, della pubblicistica e della teologia cattolica, nei cinquant’anni dell’inverno post-conciliare, mi è sufficiente notare che i papi Giovanni Paolo II (1978-2005) e Benedetto XVI (2005-2013) hanno molte volte denunciato le rotture e le discontinuità presenti e gravi nell’ambito ecclesiale.

E’ noto a tutti il discorso del Natale 2005 di Benedetto XVI sulla doppia ermeneutica che ha fatto seguito al Concilio Vaticano II (1962-1965) in cui la cosiddetta “ermeneutica della discontinuità” era denunciata dal pontefice come prevalente su quella giusta e ortodossa. Tra i cattolici insomma non mancavano (come non mancano) coloro che prendono lucciole per lanterne, credendosi divinamente ispirati… E il papa in qual discorso si riferiva, come si capisce dal contesto, ad ambienti assai influenti nella Chiesa, come quelli appunto della stampa, dell’associazionismo, dell’episcopato e della docenza teologica.

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Una vita per la vita

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Testo integrale dell’intervista in diretta radiofonica a Flora Gualdani nell’ambito della trasmissione “Questioni di Bioetica” condotta dal prof. Renzo Puccetti (Radio Maria, 26 agosto 2017).

Cari radioascoltatori di Radio Maria, buonasera. Ben ritrovati in questa puntata agostana della trasmissione “Questioni di bioetica” dal titolo Una vita per la vita. Questo pomeriggio, diversamente da quanto faccio abitualmente nelle trasmissioni – in cui di solito si affronta un tema e si cerca di sviscerarlo in maniera approfondita e talvolta gli dedichiamo anche più trasmissioni – vorrei dedicarlo a passare in rassegna una serie di questioni, alcune delle quali antiche, altre più recenti, che però hanno tutte la caratteristica di essere disquisite a squisita matrice bioetica. Questioni di cui ci viene dato conto sugli organi d’informazione, Continua a leggere

News dalla rete
  • I giovani galantiniani non esistono

    08 Mons Nunzio Galantino di Camillo Langone. “I nostri giovani sono increduli davanti alle motivazioni date per rimandare lo ius soli”, dice Galantino. Non ho ben capito chi siano questi giovani: i giovani italiani? I giovani cattolici? I giovani dell’Azione Cattolica? Se riuscissi a identificarli direi loro: se non credete nella politica, credete nella realtà, credete nel raccapricciante resoconto di Stefano Montefiori (Corriere) sugli ebrei residenti in Francia e in particolare nelle periferie islamizzate Leggi il seguito… 

  • Il patriarca ortodosso vede i segni dell’Apocalisse

    kirill di Marco Tosatti. Il patriarca Kirill ha detto nei giorni scorsi in un discorso pubblico che i segni del Libro dell’Apocalisse sono ormai evidenti. Ha anche chiesto ai politici, agli artisti, agli scienziati e ai comuni cittadini di unirsi, per fermare il movimento verso l’abisso: “Stiamo entrando in un periodo critico nello sviluppo della civiltà umana”. Leggi il seguito… 

  • Grothendieck, matematico alla ricerca di Dio

    giulia Sono passati tre anni da quel 13 novembre 2014, giorno in cui moriva quello che è stato definito il più grande matematico del XX secolo, e tra i più importanti di sempre: Alexander Grothendieck. Nato nel 1928 a Berlino da famiglia ebrea, ebbe un'infanzia segnata dalle vicende storiche legate alla Seconda Guerra mondiale. Leggi il seguito… 

  • Ddl “omofobia”: l’appoggio di Maroni, il silenzio della Chiesa

    ddl-omofobia di Benedetta Frigerio. Sconfitta in Parlamento, la legge sull’“omofobia” (Ddl Scalfarotto presentato alla Camera nel 2013), la prima e la più necessaria a rendere la follia del gender una dittatura vera e propria, sta passando tramite una strategia molto più raffinata, attraverso cui i politici riescono a nascondere più facilmente il loro doppiogiochismo. Leggi il seguito…