Attualità

Cara Lalli, la verità, la prego, sull’aborto

I giorni scorsi mi sono imbattuta nell’articolo “Ho abortito e sto bene. Perché all’aborto si associano sempre sofferenza e colpa?”, di Chiara Lalli, filosofa, giornalista, saggista e docente di Bioetica e Storia della medicina all’Università La Sapienza di Roma, nonché autrice del libro “A. La verità, vi prego, sull’aborto”. Ho voluto rispondere agli argomenti espressi nell’articolo di Lalli perché rappresentano un tipico esempio di retorica pro-aborto disseminata di luoghi comuni, linguaggio scorretto e falsità.

Nell’articolo, uscito il 22 maggio 2018, in occasione dei quarant’anni della legge 194 sull’aborto, Lalli manifesta tutta la sua disapprovazione per il fatto che l’aborto debba essere considerato “una scelta sempre sofferta e dolorosa”, presentato come un evento sempre “doloroso e una condanna per tutte le donne”. “Non si può parlare di aborto se non con toni tetri e pentiti – ribadisce Lalli -, è comunque sempre un trauma, una ferita insanabile”. “I più temerari – continua Lalli – si spingono a sostenere la pericolosità fisica: sterilità, tumori e altri disastri. Dimenticando che è più pericoloso partorire che abortire… E non si può calcare sul rischio solo quando fa comodo, perché pensiamo sia uno strumento da usare: ‘x è pericoloso e allora deve essere immorale e illegale’, quando abbiamo già deciso che x è il male”.

Rimpianto e dolore non devono esserci per forza dopo un aborto, osserva Lalli, e infatti lei sostiene di non averli mai provati né prima né adesso: “Io ho abortito perché non volevo un figlio e sto bene, sono sempre stata bene e non ho mai rimpianto la mia scelta. Anzi” – rivela la filosofa –, “se dovessi scegliere una sola parola per descrivere il mio aborto, direi: sollievo”. Quindi riafferma: “Ho abortito e sto bene. Non solo in quel momento, ma tutte le volte che mi è capitato di ripensarci”. Riprendo e commento i concetti espressi da Lalli. Continua a leggere

Mors et vitae duello conflixere mirando: Dux vitae, mortuus, regnat vivus.

(La vita e la morte si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora vivo trionfa).

Prendo lo spunto da un passaggio dalla antica sequenza che viene cantata la domenica di Pasqua fino al sabato successivo, per invitare tutti coloro che desiderano ascoltare – o in diretta o scaricandole dall’archivio di Radio Maria -, le tavole rotonde domenicali, sempre di grandissimo interesse, come del resto le tante altre rubriche di carattere formativo e informativo della Radio di Maria. Domenica scorsa, per esempio, è andata in onda una tavola rotonda condotta da Andrea Morigi con titolo: “Il rogo di Notre-Dame e la cultura cristiana”. Erano presenti lo scrittore e storico italo-francese Alexander Del Valle, che ha presentato il suo ultimo libro intitolato: “Il complesso occidentale”, ora tradotto in italiano, che ha avuto un grande successo in Francia. L’autore spiega nel suo testo da che cosa è nato “l’odio di sé”, che si è sviluppato in Occidente, che potrebbe portarlo alla rovina. Era presente anche Don Gabriele Mangiarotti, direttore del giornale online Cultura Cattolica.

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Il derby gilet gialli Emmanuel Macron continua anche dopo le europee

macronNel silenzio dei media, ormai avvezzatisi e forse stancatisi della loro protesta infinita, anche sabato 8 giugno, varie migliaia di Gilet gialli hanno marciato un po’ in tutta la Francia. Ed è stato il trentesimo sabato di seguito, senza alcuna sosta finora. Forse non era mai accaduto prima, né in Francia né altrove che una protesta sociale di popolo durasse oltre sei mesi.

E questo la dice lunga sulla popolarità reale di Emmanuel Macron, il quale aveva detto e ripetuto che le elezioni europee sarebbero state per lui il termometro per valutare la tenuta del governo. Continua a leggere

Perché la scienza funziona?

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di Giovanni Strafellini

Il metodo scientifico funziona. Da quando Galileo ha spiegato al mondo come studiare la natura, l’uomo ha imparato a usare le informazioni ottenute per sviluppare sempre nuove tecnologie che hanno permesso un meraviglioso progresso umano e sociale. Il divulgatore scientifico Piero Angela ha spiegato come l’invenzione della lavatrice abbia permesso l’emancipazione della donna più di ogni altra cosa. E un premio Nobel per la medicina ha affermato come l’invenzione del frigorifero abbia fatto bene alla salute degli uomini più di ogni medicina. Sono solo due esempi tra i tantissimi che si potrebbero fare. Dunque, il metodo scientifico – per nostra fortuna – funziona. Ma perché?

Galileo e gli altri grandi ‘padri della scienza’ non avevano dubbi. Funziona perché il mondo – con le sue leggi – è stato creato in modo razionale da Dio. E l’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, è capace di intendere e usare tali leggi. Anzi, possiamo dire che è stata questa sicurezza a spingere i padri della scienza a interrogare la natura per scoprirne le leggi. Ma oggi, vale ancora questa risposta? E’ lecito avanzare grossi dubbi… Almeno dai tempi di Charles Darwin, l’umanità sembra aver progressivamente abbandonato l’idea di Dio come garante del mondo e delle sue leggi.

In ‘Indagine sulla Scienza’ sono partito dalla banale convinzione che il metodo scientifico funziona perché poggia su fondamenta molto solide. Ma l’indagine ha rivelato che questo non è vero: i pilastri che sorreggono la scienza non appaiono robusti come vorremmo. Ciò significa, con ogni evidenza, che qualcosa o qualcuno li rende adeguatamente robusti, così da far funzionare il metodo scientifico come sappiamo. La domanda allora diventa: cos’è che rende adeguatamente robusti i pilastri della scienza?

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Il Vescovo di Modena contro il Gay pride

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[Foto del Gay Pride di Reggio Emilia, da reggionline]

Patrizia Floder Reitter ha mostrato sulla Verità di ieri come un galà filo omosessuale possa facilmente trasformarsi in un momento di cattofobia ordinaria, senza che quasi nessuno dica nulla. Ma l’eccezione per fortuna esiste.

Per una volta un vescovo diocesano disapprova esplicitamente un Gay pride e sostiene, pur con dei distinguo, la processione di riparazione organizzata dai cattolici più militanti e identitari.

Ieri si è tenuta a Modena la marcia della fierezza gay e mons. Erio Castellucci, arcivescovo diocesano, all’opposto di ciò che hanno fatto molte volte i suoi confratelli, in Italia e nel mondo intero, ha espresso apertamente la sua opposizione. Nel comunicato, citato anche da Avvenire, Continua a leggere

La Polonia raccontata agli italiani

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La felice penna di Roberto Marchesini è di nuovo in libreria con Per la libertà vostra e nostra – La Polonia raccontata agli italiani (D’Ettoris Editori, 2019).

Nel testo, che raccoglie articoli già pubblicati online (anche su Libertà&Persona) e pezzi inediti, si vanno a toccare diversi aspetti del Paese polacco: tra storia, religione, politica… e tra passato, presente e futuro. 

Ne abbiamo parlato con l’Autore stesso.

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Alexandre Del Valle: l’impero “McWorld” è una torre di babele cosmopolita che minaccia la sovranità delle nazioni occidentali

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«ll pensiero unico cosmopoliticamente corretto, troppo spesso attribuito solamente alle forze di sinistra, deve molto anche all’impero McWorld, che è un misto di Hollywood, di McDonald’s, di multinazionali e di mondializzazione che si nutre della distruzione delle nazioni per ampliare il suo campo d’azione, sopprimendo progressivamente le barriere doganali, morali, religiose, nazionali, sessuali, che rischierebbero di rendere più difficile il consumo di prodotti planetari funzionali standardizzati.

Non c’è alcun complotto in tutto questo, nemmeno quello dell’“imperialismo americano”, poiché il McWorld è rappresentato con pari forza dall’impresa italiana United Colors of Benetton che da McDonald’s, dalla Microsoft, dalla Apple o da Internet con Google, Facebook e altre reti sociali. Continua a leggere

News dalla rete
  • Il Sinodo dell’Amazzonia bypassa Benedetto XVI

    Dottrina Sociale di Stefano Fontana. Benedetto XVI sosteneva che le religioni del mito, le religioni pagane, erano forme umane di esorcizzazione del pericolo dell’esistenza, tramite la protezione di qualche divinità contro altre divinità. La religione cristiana invece è la religione del Logos. Le religioni dei popoli indigeni citate nell'Instrumentum laboris del Sinodo dell'Amazzonia hanno tutte le caratteristiche che Ratzinger attribuiva alle religioni del mito Leggi il seguito…

  • Poveri migranti: ostaggi sì, ma del cinismo buonista

    di Andrea Zambrano. La Cedu respinge il ricorso della Sea Watch3, che vuole a tutti i costi sbarcare i 43 clandestini a Lampedusa. L'obiettivo non è umanitario, ma politico: dimostrare che Salvini si può battere. E il video diffuso ieri dalla ong è la prova della strumentalizzazione di questi poveretti per interessi di bottega: usarli come "scudi umani", giocando sulla loro pelle, con emotività e attraverso bugie mediatiche, non è affermare il loro rispetto, ma la loro futura solitudine. E' questa la cinica danza macabra buonista che le ong alimentano, la Sinistra sostiene e la Chiesa scambia per carità. Leggi il seguito…

  • Aborto o omicidio? Il cieco travaglio della Cassazione

    di Tommaso Scandroglio. I giudici, per avvalorare la tesi che il bambino nascente è come noi e non come un feto qualsiasi, indicano l’esistenza di un “quadro normativo e giurisprudenziale italiano ed internazionale di totale ampliamento della tutela della persona e della nozione di soggetto meritevole di tutela, che dal nascituro e al concepito si è poi estesa fino all'embrione”. Se è soggetto di diritto anche il concepito salta la distinzione giuridica tra omicidio colposo e aborto colposo e dunque anche, più semplicemente, tra omicidio e aborto, perchè anche l’aborto sarebbe un omicidio, solo compiuto prima della nascita. E dunque, a dar retta al senso di questa affermazione, la legge 194 dovrebbe essere dichiarata incostituzionale. Parimenti potremmo usare le stesse argomentazioni articolate dalla Cassazione per chiedere l’abrogazione della legge 194. Perché non usare questa sentenza a nostro favore? Leggi il seguito…

  • Il vescovo di Vicenza, il non giudicare e la DSC

    Dottrina Sociale di Stefano Fontana. Un nuovo capitolo della storia del “non giudicare” è stato scritto dal vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol in relazione al Gay Pride tenutosi di recente in quella città. Monsignor Pizziol ha isistito su tre punti. Leggi il seguito…

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