Renzo Puccetti

Marco Cappato e i radicali: la legge è buona, quando la facciamo noi

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Il fatto. Alle 11,40 del 27 febbraio 2017 il Dj Fabio, colpito da tetraplegia e cecità a seguito di un grave incidente, moriva in una clinica svizzera per suicidio assistito. “Al mio rientro in Italia, nella giornata di domani, andrò ad autodenunciarmi, dando conto dei miei atti e assumendomene tutte le responsabilità, aveva detto il radicale Marco Cappato che lo aveva accompagnato in quell’ultimo viaggio.

Oggi giunge la notizia che il gip Luigi Gargiulo ha respinto l’istanza di archiviazione avanzata dai pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini disponendo per Cappato l’imputazione coatta. “Il processo sarà anche l’occasione per processare una legge ingiusta“, ha commentato l’esponente radicale.

È singolare che uno dei rappresentanti di punta del partito della legalità, anziché accettare la legge e le sue conseguenze, voglia invece processare la legge. Detto in altri termini, quando la legge riguarda gli altri, Continua a leggere

Quando il medico si sente Zeus

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Il Great Ormond Street Hospital di Londra è l’ospedale pediatrico dove i medici hanno deciso che il migliore interesse, il best interest, come lo chiamano da quelle parti di Charlie è nientepopodimeno che… morire. Sostenerne la ventilazione? macché, è accanimento terapeutico, dicono. Provare una cura sperimentale che probabilmente non darà alcun risultato, ma almeno uno ci ha provato e con i soldi delle donazioni senza oneri aggiuntivi per la comunità? Manco a parlarne. Perché il diniego? Mistero. Farlo morire a casa? Nemmeno quello, vogliono controllare ogni passaggio dell’esecuzione, mica sono dilettanti questi qua.

Mi è venuto in mente che il Great Ormond Street Hospital è lo stesso ospedale dove una mamma disperata portò il proprio bambino di meno di un anno in cerca di aiuto. Joel, così si chiamava il piccolo, soffriva di una grave anomalia nella formazione della parete addominale, estrofia della cloaca, è il nome della patologia; le viscere fuoriuscivano dalla pancia rendendo incerti i genitali esterni. I neonatologi avevano registrato il piccolo come un bambino, ma non erano affatto certi.

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Charlie Gard deve morire

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I giudici della Corte Europea per i diritti dell’uomo hanno deciso: il piccolo Charlie Gard, affetto da una grave e rarissima malattia congenita, può morire, se così hanno deciso i giudici di quella Gran Bretagna che ci aveva donato il cuore e la mente di Thomas More, John Henry Newman, Gilbert Keith Chesterton, Clive Staple Lewis ed Elizabeth Anscombe, ma che da ormai troppo tempo ha smarrito se stessa nelle sue elites.

Dunque è deciso: Continua a leggere

Le 3 nomine inique di mons. Vincenzo Paglia

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La Verità,16 giugno 2017

Le nomine dei nuovi membri della Pontificia Accademia per la Vita (PAV) hanno acceso un fuoco che da mesi e mesi era pronto a divampare. Monsignor Paglia già aveva fatto imbufalire i sostenitori della famiglia quando in una telefonata organizzata dalla trasmissione radiofonica La Zanzara aveva espresso lodi sperticate ad un falso Matteo Renzi proprio mentre il vero premier approvava le unioni gay: “Sei bravissimo … I miei complimenti per tutto … Davvero complimenti … Andate avanti … Tieni duro“, ebbe a dire.

Poi venne l’encomio a Pannella, elogiato per avere “speso la sua vita in particolare per gli ultimi”, ed avere lottato “per la difesa della dignità di tutti”. Tra gli ultimi vi sarebbero anche i quasi sei milioni di esseri umani soppressi prima di nascere con l’aborto legale pannelliano, ma ricordarli avrebbe probabilmente disturbato il ritratto eroico.

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God’s not dead 2

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Dio. Onnipotente, onnisciente, creatore. Certo che questo tipo ha tutte le caratteristiche per rendersi antipatico come lo è il primo della classe.

Non sto parlando del dio di Maometto, con tutti quei seguaci così suscettibili, gente da prendere con le molle. Non sto parlando nemmeno di quella variopinta comunità di divinità politeistiche, così simili a noi e ai nostri limiti e difetti. Poco credibili.

Non penso nemmeno al dio degli illuministi, quel signore sempre annoiato che per interrompere la routine ha pensato di creare l’universo, metterlo in moto con un colpetto per poi disinteressarsi completamente della propria opera e starsene per i fatti suoi. Irrilevante.

No, l’antipatico per eccellenza è il Dio più vicino a noi. Continua a leggere

Riflessioni di un medico sul testamento biologico.

Il testamento biologico reca in sé il potenziale per una pericolosa apertura all’eutanasia. La spinta verso il riconoscimento di esso nasce proprio nell’ambito della cultura e delle organizzazioni eutanasiche; Luis Kutner ne presenta la prima stesura nel 1967 per conto della Euthanasia Society of America.

La collocazione ed il ruolo che si intende attribuire a tali documenti è essenziale, perché da essi dipende l’eventuale deriva in senso eutanasico e lo stesso stravolgimento del ruolo dei medici, così come è stato concepito per almeno venticinque secoli. Tra i maggiori sostenitori di un impiego allargato delle dichiarazioni anticipate si contano medici di indiscusso valore; è dunque sorprendente la tendenza di questi a glissare sui fatti di cui gli oltre cinquemila studi pubblicati sull’argomento sono espressione difficilmente eludibile. Continua a leggere

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