Renzo Puccetti

Con chi sta Benedetto

Questa foto è stata scattata il 1 agosto. Ritrae Benedetto XVI con monsignor Livio Melina, “misericordiato” dal braccio di Vincenzo Paglia. Per informarsi sul Giovanni Paolo II, il Papa emerito non ha ricevuto né Vincenzo Paglia, né Pierangelo Sequeri ( i nuovi dominus dell’Istituto).

Da che parte stia Benedetto lo possono negare soltanto i ciechi, naturali o volontari poco importa.

I rischi del sesso anale

Per i colleghi che dovessero incorrere in noie semplicemente per fare il loro dovere ed informare che i rischi del sesso anale sono superiori a quelli connessi al sesso vaginale, e per la popolazione generale che da tali notizie può assumere scelte più informate, intendo inaugurare una serie periodica di post che mostri i dati della letteratura scientifica.

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Meno morti in mare: un dato di fatto

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I numeri sono numeri. Morti e dispersi in mare secondo l’agenzia dell’ONU nel periodo da gennaio ad aprile:

– Anno 2016, ministro Alfano, politica delle porte aperte e mare sicuro: 970 morti o dispersi.
– anno 2017, ministro Minniti, continua la politica delle porte aperte e mare sicuro: 1087 morti o dispersi.
– anno 2018, ministro Minniti, ci sono le elezioni, la politica è cambiata, si danno soldi ai libici per non fare partire i gommoni: 367 morti o dispersi.
– anno 2019: ministro Salvini, porti chiusi alle ONG: 255 morti o dispersi.

CONCLUSIONE:
1) Il numero assoluto di morti in mare aumenta con le politiche favorevoli all’accoglienza dei barconi e dei gommoni e del sostegno ai soccorsi in mare.

2) Chiunque incoraggi queste politiche favorisce indirettamente la morte delle persone migranti.

Né diritto, né acquisito

aborto1Tra le varie amenità ascoltate a commento dei lavori del Congresso Mondiale della Famiglia appena conclusosi a Verona, ve n’è una che vorrei che non fosse lasciata passare senza un commento. Agli organizzatori è stato domandato in conferenza stampa se intendessero mettere in discussione i diritti acquisiti, in primis il diritto d’aborto. Si tratta di una domanda nonsense, ma tesa a cercare di rendere la risposta una pretesa assurda e a spingere l’interlocutore ad auto-censurarsi.

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Mattarella chi tutela?

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Qualche riflessione a caldo dopo la giornata di ieri. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esponente del Partito Democratico ed eletto al colle da una fu maggioranza parlamentare che oggi non arriva al 25% e nei sondaggi è ancora più in basso, personaggio di cui Mario Adinolfi, da proverbiale grande stratega politico, aveva tessuto le lodi cattoliche e democratiche, ha deciso il naufragio del governo Lega-5 stelle mettendo il veto al professor Savona.

La colpa? Essere favorevole all’uscita dall’Euro. Capito? Non la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna come da articolo 29 della Costituzione, non la vita umana come bene indisponibile sono i capisaldi intangibili di Mattarella, ma l’Euro, una moneta che agli italiani è stata imposta senza che sulla sua adozione essi si siano mai espressi e di cui non è possibile nemmeno ipotizzare l’abbandono.

In una precedente nota il rifiuto di Savona era stato giustificato dalla necessità di preservare l’indipendenza del presidente del consiglio incaricato, ma quando questi si è presentato al Colle portando nella casella del ministero dell’economia il docente di economia inciso da Mattarella, il velo sulle vere ragioni per cui Mattarella non lo voleva è caduto. Savona non l’ha accettato “per tutelare i risparmi degli Italiani”, si è giustificato. Ma da quando in qua il presidente della repubblica è tutore dei risparmi degli italiani? Quando di notte Giuliano Amato pelava i soldi dai conti correnti degli Italiani la presidenza della Repubblica cosa tutelava?

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In Friuli il Pdf di Adinolfi/Amato sposa la linea Gandolfini

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Sine caste, tamen caute, recita il noto motto gesuita; un consiglio che sembra possa tornare utile alla dirigenza del Popolo della Famiglia. A scanso di equivoci tengo a precisare che non intendo fare alcun riferimento alla vita personale di alcuno (chi sono io per giudicare?).

Mi riferisco ad una castità intesa nella sua accezione estesa, etimologicamente riferita al dare ordine e limitata all’ambito comunicativo; di essa stento a rinvenire traccia quando mi capitano sotto gli occhi alcuni post dei vertici del PdF. L’ultimo di questi non sfigurerebbe in un’ideale galleria di “lungimiranze” politiche dove il capolavoro inarrivabile è considerato la dichiarazione del buon Piero Fassino: “Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”.

La vicenda Casellati

Mario Adinolfi, presidente e uomo forte del PdF, scrive: “Troppo facile dire adesso che avevamo ragione. Ma avevamo ragione”. Ora in questi due anni di vita a capo del PdF il suo presidente ne ha dette talmente tante che statisticamente sarebbe assai improbabile che in qualcosa non ci avesse imbroccato, in fin dei conti, come si dice, Continua a leggere

Un giudizio sull’avventura PDF

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E infine venne il giorno del giudizio. “Stiamo scrivendo la storia”, “a noi la battaglia, a Dio la vittoria”, “Il Popolo della Famiglia o è un’opera di Dio, o è un’opera nostra. Se nostra è destinata a fallire, se è opera di Dio no”. Dopo l’investitura quasi messianica attribuita alla formazione a cui hanno dato vita, o a cui hanno aderito, cos’è rimasto il 5 marzo dell’entusiastica fiducia riposta nel PDF?

Zero deputati, cioè 220.000 mila voti che, stante il sistema elettorale vigente (non certo una sorpresa ignota ai dirigenti del PDF) sono stati elettoralmente irrilevanti. Ora che si dice, siccome non è stato eletto nessuno dei 1000 candidati del PDF, Deus non vult?

O non sarebbe stato più corretto avere il senso delle proporzioni e non mescolare i fanti con i Santi? Quando a inizio 2016 appresi della notizia della fondazione del PDF, ebbi un moto di sgomento. Compresi subito che era stato inflitto un vulnus ad un bene preziosissimo, l’unità d’intenti del popolo che aveva dato vita ai due oceanici Family day.

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Se Renzi dà i numeri sbagliati

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Certo che se quel premier che avrebbe lasciato la politica se avesse perso il referendum, che voleva abolire il Senato perché era inutile e dannoso e ora si candida al Senato, che ha detto di avere rilanciato l’economia quando invece i dati ufficiali indicano che siamo andati peggio degli altri paesi dell’area euro, che ha dichiarato che sulle unioni gay non avrebbe posto la fiducia e poi le ha imposte a colpi di fiducia dopo che nel 2007 era sceso in piazza col Family day contro i Di.Co., se questo politico venisse iscritto alle balliadi, le olimpiadi delle balle, i bookmakers darebbero quote solo per il secondo posto. Continua a leggere

La propaganda e la realtà

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Vedete, una delle cose che proprio non sopporto è la mistificazione. Il governo Renzi entra in carica nel febbraio 2014 e resta in carica fino al dicembre 2016, succeduto dal governo Gentiloni.

Ora il PD vende la “sola” della ripresa economica paragonando il prima col dopo. Continua a leggere

News dalla rete
  • Fine vita, trappola gesuitica

    Dottrina sociale di Stefano Fontana. “Aggiornamenti sociali”, la rivista milanese dei Gesuiti, dedica un articolo del numero di novembre al fine vita. Padre Giacomo Costa scrive un “contributo per una legge condivisa”, e conclude: “Solo il rispetto e l’ascolto di tutte le posizioni, all’interno dell’orizzonte definito dalla nostra Costituzione, ci consentiranno di arrivare ad una legge che potremo autenticamente definire ‘nostra’ in quanto di tutti. Sarà tanto migliore quanto più saremo capaci di impegnarci nel dialogo che la sua elaborazione esige”. Un tempo si sarebbe chiesta una legge “giusta”, oggi invece si chiede una legge “condivisa”, che nasca dal confronto, dalla partecipazione, dal dialogo pubblico di “tutte le posizioni”, di “tutte le visioni del mondo presenti in una società pluralista”. Si tratta quindi di fondare la legge sul consenso e non sulla giustizia Leggi il seguito…

  • Sarah: “Celibato, preghiera e dottrina: ecco come usciremo dalla crisi della Chiesa”

    di Robert Sarah*. "Come siamo arrivati a tanta follia tanto da respingere in modo schiacciante Dio?". Partecipatissima presentazione a Milano del libro del cardinal Robert Sarah nell'evento promosso dalla Nuova Bussola Quotidiana. La crisi della fede, della Chiesa e dell'uomo. "Senza Cristo le nostre riforme sono una rovina". E ancora: il celibato ("nessun bisogno potrà cancellarlo"), la perdita del sacro ("ci sono preti che non credono alla presenza reale dell'Eucarestia), le responsabilità dei vescovi ("Abbiamo decristianizzato l'Occidente), "l'enciclica" di Benedetto XVI e il paganesimo. "Se la Chiesa parla di fenomeni sociali, subisce la pressione per cambiare il suo insegnamento su celibato e morale sessuale". Il Prefetto del Culto Divino ha analizzato e denunciato i mali di oggi. Ma anche offerto i rimedi per la rinascita. Quali? Anzitutto ricominciando a pregare come sta facendo Ratzinger: "Digiunate per la codardia dei vostri pastori".  Leggi il seguito…

  • I polacchi e gli ungheresi conoscono bene il nazi-comunismo

    di Francesco Agnoli. Per capire meglio cosa accade oggi nell’ Ungheria di Viktor Orban e nella Polonia di Jaroslaw Kaczynski, due paesi ex comunisti fortemente identitari, occorre tornare ad uno dei tanti episodi della storia poco raccontati, sebbene cruciali: il patto Von Ribbetrop-Molotov del 23 agosto 1939, che portò allo scoppio della II guerra mondiale e che vide Hitler e Stalin alleati per ben 22 mesi. In quel patto nazi-comunista l’Europa orientale veniva spartita tra  due dittatori. Leggi il seguito…

  • Crolla un Muro, assolto il Costruttore

    di Marcello Veneziani. Ma la Caduta del Muro di Berlino è solo un caso di edilizia abusiva? Chi lo edificò, quel maledetto muro, Hitler, Nixon o Trump da ragazzo? Ma davvero col crollo del Muro di Berlino cadde finalmente il nazionalismo, con le sue frontiere chiuse e cominciò il via libera ai flussi migratori? A leggere e vedere le cronache di oggi a trent’anni dal Muro di Berlino, l’impressione che resta è questa. E l’immagine ricorrente è una specie di festa, di concerto pop, dei centri sociali tra muri caduti e murales. In tutta questa rappresentazione manca il protagonista, sparisce il costruttore del muro: il comunismo. Leggi il seguito…