Paolo Nardi

Le grandi eresie – di Hilaire Belloc

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Cinque eresie, cinque modi per adulterare la dottrina e rovinare il mondo. Potrebbe riassumersi così Le grandi eresie di Hilaire Belloc, giornalista, polemista, apologeta ma soprattutto storico amico di G.K. Chesterton. L’opera, scritta nel 1938, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, qui presentata per la prima volta in lingua italiana, è una trattazione articolata di cinque grandi eresie della storia (l’ariana, l’albigese, l’islam, la Riforma protestante e infine quella che viene chiamata “la fase moderna”) in qualche modo paradigmatiche per capire le direzioni dalle quali può partire l’assalto contro la fede cattolica; di ognuna vengono enucleate le caratteristiche e tratteggiato lo sviluppo storico, con la consueta attenzione di Belloc per la storia militare come responsabile di molti mutamenti storici (per esempio, evidenzia come tutto l’esercito dell’Impero romano era ariano, e che all’islam è stato permesso di sopravvivere grazie al Continua a leggere

Ai tempi della Rivoluzione

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Da un maestro del romanzo storico d’appendice, I Bianchi e i Blu sono un’opera fluviale ambientata tra la Rivoluzione francese e il periodo napoleonico che, secondo le intenzioni di Dumas, doveva raccontare la storia recente della Francia mescolando fatti storici e inventati, personaggi noti e sconosciuti, e dare eguale importanza ai vincitori (i Blu, i rivoluzionari) e ai vinti (i Bianchi, i realisti) riconoscendone l’eroismo. Il romanzo è strutturato in quattro parti a sé stanti e separate nel tempo: la guerra contro i prussiani sul Reno durante il Terrore nel 1993, l’assalto alla Convenzione nazionale nell’ottobre 1795, il tentato colpo di Stato del settembre 1797 e la campagna d’Egitto del 1798-99. Sulla scena compaiono Saint-Just e Barras, Napoleone e Continua a leggere

Se anche Maria Stuarda diventa un’eroina liberal

54651di Paolo Nardi

Un tempo ci si accapigliava sulle differenze di religione tra cattolici e protestanti, ma è interessante vedere come l’epoca nella quale viviamo abbia cancellato tutto sull’altare del politicamente corretto, del #metoo e dell’identità di genere. Il film Maria regina di Scozia con Soairse Ronan nei panni di Maria Stuarda e Margot Robbie in quelli di Elisabetta d’Inghilterra è un ottimo esempio dello stato in cui versa il cinema di oggi: a un comparto visivo affascinante (ottimi interpreti, costumi meravigliosi, scenografie cupe ed evocative, belle Continua a leggere

Terra di nessuno

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Cento anni dalla Prima Guerra Mondiale: se c’è ancora qualcuno intenzionata a celebrare la ricorrenza in pompa magna consiglio la lettura di questo classico di Eric J. Leed, Terra di nessuno, saggio che analizza la Grande Guerra da un punto di vista psicologico. Niente cronologia, niente cause o descrizioni di battaglie, solo analisi dell’immaginario personale ed emotivo attraverso le testimonianze dei protagonisti (spesso intellettuali e uomini di lettere).

Già dal titolo il volume fa riferimento al non-luogo più celebre, lo spazio tra le trincee che ha rappresentato l’incubo di chi quella guerra l’ha combattuta Continua a leggere

Storia del Terrore

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16.000 vittime ghigliottinate e fucilate, di cui 2.625 a Parigi, per un totale di 35.000-40.000 morti aggiungendo le esecuzioni senza processo e le fucilazioni sommarie al fronte, e di 300.000-500.000 persone incarcerate in quanto sospette: questi i numeri di un fenomeno, il Terrore, che contraddistinse la storia della Francia negli anni 1793-94 e che macchia indelebilmente la storia della Rivoluzione francese al punto da separarla nettamente dagli “anni luminosi” iniziati con la presa della Bastiglia nel 1789.
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Verlyn Flieger – Schegge di luce

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«Perché si dovrebbe leggere Tolkien? Per ristoro e divertimento. Perché si dovrebbe prendere sul serio la sua opera, come egli stesso faceva, e cioè veramente sul serio? Perché è rigorosa, onesta e priva di compromessi. Perché affronta in modo diretto, anche se in maniera assai creativa, i due argomenti spinosi, imbarazzanti e perfino tabù che il nostro tempo tende a evitare quanto più possibile: la morte e il rapporto tra l’umanità e Dio». Basterebbe questa affermazione di Verlyn Flieger per spazzare via tutto il ciarpame prodotto dalla critica snob che tratta Tolkien come fenomeno paraletterario o dalla nostra critica simbolista che lo legge in chiave di fuga antimoderna in un passato mitico quando la società era tripartita e felice. Continua a leggere

News dalla rete
  • Caso Grillo, uno schifo che è lo specchio dell’Italia

    di Roberto Marchesini. Qualcuno, notando l’esasperazione del politico genovese, ha ipotizzato che fosse dovuta alla disperazione di chi ha sacrificato il partito per salvare il figlio e si è reso conto che si è trattato di un sacrificio inutile. Qualcun altro ha risposto alla domanda posta da Grillo («Mio figlio è su tutti i giornali come stupratore seriale insieme ad altri 3 ragazzi...io voglio chiedere chiedere veramente perché un gruppo di stupratori seriali non sono stati arrestati, la legge dice che vanno presi e messi in galera e interrogati. Sono liberi da due anni, ce li avrei portati io in galera a calci nel culo. Allora perché non li avete arrestati?») con velenose insinuazioni (clicca qui): «È una vicenda che è nata alla vigilia – credo un mese prima – che si creasse una nuova maggioranza tra PD e Cinque Stelle ed è una vicenda che ha avuto il suo epilogo due mesi dopo che quel governo è finito». Leggi il seguito…

  • Qualche dubbio sul Caso Grillo

    di Marcello Veneziani. A parte l’umana comprensione per un padre che vuol difendere e salvare un figlio, Beppe Grillo ha decisamente sbagliato col suo video, mostrando tutta la sua prepotenza aggressiva: ha sostenuto una tesi innocentista dopo anni di feroce giustizialismo solo perché era in ballo suo figlio, ha ferito e offeso la ragazza che ha denunciato di aver subito lo stupro, accusandola in pratica di fingere e quindi di speculare. E ha ripercorso il repertorio classico dei “maschilisti” che a un certo punto sfoderano la solita parola chiave: lei ci stava, era consenziente. Non starò lì a ripetere quello che dicono tutti. Vorrei però notare un’implicazione politica. Leggi il seguito…

  • Nuovi preti: sinodali, “moderni”, tutto ma non santi

    di Stefano Fontana. Ripensare il sacerdozio, questo l’obiettivo del Simposio teologico internazionale progettato dalla Congregazione dei Vescovi e presentato alla stampa dal cardinale Marc Ouellet nel segno dello stare al passo coi tempi e della sinodalità. Nessuno ha parlato della “santità” del sacerdote, la quale, in fondo, è l’unica cosa che conta e che sta alla base anche della soluzione dei cosiddetti problemi concreti. Leggi il seguito…

  • La disputa filosofica sul vaccino, oltre i No vax e i Dio vax

    di Marcello Veneziani. Nonostante l’avvento del colore da quasi mezzo secolo, la tv e i media dividono l’umanità in bianco e nero; il video come i social premia chi dice bianco o nero, senza sfumature. Infatti la rappresentazione dominante sul vaccino è perentoria: il vaccino è la salvezza per i saggi e la dannazione per gli stolti. Dio vax e No vax, e in mezzo il vuoto. E ambedue abusano della credulità popolare per spargere cieco ottimismo e ottuso allarmismo. Ma il mondo è più vario, non si ferma nemmeno al grigio, cioè a metà tra i due estremi; ma è colorato, a volte colorito. Basta sentire i discorsi veri della gente per accorgersi che sono pochi i credenti e i miscredenti radicali, nel mezzo i più sono esitanti, mutevoli, diffidenti, guardinghi, circostanziati o rassegnati. Lo scetticismo si è fatto ipotetico e selettivo: va bene ma non AstraZeneca. Oltre la fede dei dio vax e la sfiducia dei no vax, prevale lo spirito critico e vigile. Leggi il seguito…