Don Massimo Vacchetti

Il secolo pieno di croci

Non è solo un libro di storia. “Un secolo senza croce” (Francesco Agnoli, edizioni Sugarco, pag. 151, € 16,00) è qualcosa di meno, è qualcosa di più. L’autore si volge indietro per affrontare la storia del “secolo breve”, così come è definito il Novecento, nella convinzione che molte cose si sono dette, ma forse censurata la natura più radicale.

Il suo non è il noioso ripetersi di date, di uomini, di guerre e di retroscena politici/militari con cui altri storici di professione dettagliano i loro studi sulle vicende del secolo passato. Agnoli ripercorre la storia del XX secolo, non attraverso la cronaca, ma indagandone l’anima profonda, cogliendone le ferite, ultimamente, l’orrido abisso in cui il cuore dell’uomo è andato scivolando. Il suo pamphlet non si può definire quindi solamente storico, nel senso più tecnico della parola, quanto uno studio originale di storia ateologica del secolo appena varcato. E’ l’assenza di Dio la ragione ispiratrice di un secolo (ahimè tutt’altro che “breve”, i cui effetti sono ancora mortiferi) tracimante di lutti, cadaveri, orrori come mai nella storia dell’umanità. Quello appena varcato è un lungo inverno dell’umano sottoposto al ghiaccio di ideologie materialistiche, positivistiche, nichilistiche. Continua a leggere

Una nuova creazione

GovindoMi ha colpito la semplice bellezza della copertina. Una missionaria della carità, più probabilmente Madre Teresa, che, di schiena, leggermente inclinata, allunga la mano ad un bimbo con il braccio teso a raggiungerne le dita. Il contrasto luce e buio e la cornice di una porta dentro cui sono incastonate le due figure conferiscono un che di sacro all’immagine.

Il libro di Marina Ricci “Govindo, il dono di Madre Teresa” (ed. S. Paolo, p.170, € 14,50) è ben raccolto dentro quello scatto fotografico dove il toccarsi delle due mani è un michelangiolesco richiamo ad una nuova creazione. Continua a leggere

Un goal impossibile. Ritratto di “Renè Pontoni, il calciatore preferito di Papa Francesco”

E’ un libro che andrebbe visto più che letto, magari in modalità replay. Siccome non è possibile (forse non lo è stato mai), conviene sfogliare le pagine che Lorenzo Galliani, giovane giornalista bolognese, ha scritto per i tipi della Minerva in “Renè Pontoni, il calciatore preferito di Papa Bergoglio” (pag. 141, € 15).

Poco dopo essere salito al soglio pontificio, le nazionali di Argentina e Italia si affrontarono in un’amichevole allo Stadio Olimpico di Roma. Ricevendole in udienza, il Papa si rivolse ai calciatori, elegantemente presenti, con parole che furono una sfida: “Vediamo se qualcuno di voi riesce a segnare un goal come quello di Pontoni”.

L’idea di questo libro origina da questa domanda, per lo più motivo di un imbarazzante smarrimento negli astanti, della serie “Chi è Pontoni?” e soprattutto “Com’è poi questo goal?”. Galliani inizia a lavorare su questi interrogativi inespressi e prova a dare “visione” alla rete famosa e “un volto” al nome dell’attaccante citato dalle labbra evangeliche del Santo Padre.

Quello che risulta è un appassionante ritratto di un uomo prima ancora che una rete, un gesto tecnico. Ne scaturisce un libro che è memoria di un calcio antico e fascinoso fatto di palloni di cuoio con le cuciture e gli oratori di parrocchia primi teatri in cui mostrare il proprio talento. E’ la narrazione di un pezzo di storia in cui tanti latino americani salpavano su navi titaniche per attraversare l’oceano in senso contrario a quello di tanti italiani emigrati su quelle latitudini qualche decennio prima e diventano gli oriundi che rimpolpano le squadre di calcio italiane ed europee e di cui hanno fatto la storia. E’ l’omaggio ad un grande calciatore che fino agli inizi degli anni ’70 risultava come uno dei più grandi calciatori argentini di sempre.

Poi sono arrivati i Passarella, i Maradona, i Batistuta, i Valdano, i Messi, gli Higuain… e di Pontoni  se ne sono perse le tracce. Se non fosse per Wikipedia e il Papa, di lui sarebbero rimasti qualche ricordo sbiadito tra gli anziani tifosi del San Lorenzo de Almagro, ma nulla di più…C’è così voluto il tifo speciale del Papa per riesumare dalla dimenticanza sportiva un atleta che conquistò il cuore e gli occhi del giovane Jorge immerso nell’affollatissimo Gasometro, in quel fantastico anno del 1946, anno dello scudetto del San Lorenzo, la squadra dei “Cuervos”, ossia dei preti. A Lorenzo Galliani il merito di aver tessuto la prima biografia italiana di Renè Pontoni e averci regalato la possibilità di entrare negli affetti sportivi del nostro Papa, tifoso di calcio, tifoso di umanità.Pontoni

Un calciatore e la sua città. Recensione di “Schiavio, il segreto dell’Angelo” di C.F.Chiesa

SchiavioQuasi ogni campione sportivo ha un libro scritto su di lui. O addirittura, scritto da lui. La letteratura sportiva “tira”. Sono scritti semplici, giornalistici, anedottici. La lettura scorre agile. Sono merchandising di se stessi buoni per i fans, per i tifosi o tutt’al più per i cultori di quello sport.

Il libro di C.F. Chiesa, “Schiavio, il segreto dell’Angelo” (ed. Minerva, pp. 288, € 15,00) non appartiene a questo genere di letteratura, sebbene Schiavio, su cui evidentemente girano le pagine, sia stato il più grande calciatore della storia del Football bolognese ed uno dei più titolati giocatori italiani.

Senza nulla togliere alla pletora di autobiografie sportive, quella di Chiesa, storico del calcio, è una narrazione che confina con la biografia dei grandi personaggi del passato oppure ad una letteratura sulla storia della città di Bologna. Continua a leggere

La Passione di Cristo: un incrocio impensabile

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Si può vivere senza passione?” è l’espressione della protagonista di un film che ho fatto vedere in una delle classi in cui insegno. La domanda, in prima battuta, sembrerebbe retorica: no, non si può vivere senza passione!
Eppure, sappiamo – è l’esperienza personale a ricordarcelo amaramente- che le nostre giornate sono piene di quest’assenza, gonfie di tanto vuoto, abitate da sconfinati deserti. E continuiamo a vivere, senza vivere veramente. Nella Via Crucis che il Giovanni Paolo II nel Venerdì Santo del 1999 fece scrivere al poeta fiorentino Mario Luzi si trovano questi versi messi sulle labbra del Cristo sofferente mentre si rivolge al Padre: “Com’è solo l’uomo, come può esserlo! Tu sei dovunque, ma dovunque non ti trova. Continua a leggere

La vocazione? Come la siepe!

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Una vocazione è un miracolo. Molte volte mi è stata posta la domanda: “come ti è nata la vocazione?“. Rispondere a questa domanda è impossibile perché è un’opera di Dio, la vocazione. Quando Dio conquista un’anima – cioè fa percepire in essa che Lui è la bellezza che essa cerca, che Lui è la vita che il giovane desidera, che Lui è la verità che il cuore domanda – accade il miracolo.

I miracoli, compresi quello che Gesù, il Nazareno, ha compiuto nei giorni della sua vita terrena, Continua a leggere

Miracolo. Si parla ancora di miracoli

Oggi, giorno in cui la Chiesa festeggia la Vergine di Guadalupe, ripubblichiamo una recensione di “Miracoli – L’irruzione del soprannaturale nella storia” (Ed. Lindau) di Francesco Agnoli e Giulia Tanel, che all’evento messicano dedica un intero capitolo.

In copertina, la resurrezione di Lazzaro che Giotto ha realizzato nella cappella degli Scrovegni a Padova. Al centro, maestoso, il Cristo che con un semplice gesto della mano richiama alla vita l’amico Lazzaro, fetido, avvolto da bende nauseabonde. Lo stupore e l’indignazione, la meraviglia e lo scetticismo, la fede e la perplessità si mescolano sui volti dei personaggi attorno alla scena principale. Nella piccola immagine pittorica di Giotto c’è tutta la posizione dell’uomo su Dio e la possibilità di un suo agire, straordinario, tra gli uomini.

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Recensione di un libro sul terremoto in Emilia e sui terremoti del cuore. “Multivan” di Matteo Prosperini

People walk through the devastated town of Beichuan in China's earthquake ravaged Sichuan province on May 10, 2009.  A year after the Sichuan earthquake devastated huge parts of southwest China, the grief and desperation of the tragedy still haunts the survivors of the magnitude 8.0 tremor. AFP PHOTO/Peter PARKS (Photo credit should read PETER PARKS/AFP/Getty Images)

Il terremoto è il contesto. Ogni storia ha un suo contesto dove disporre i suoi protagonisti. Ogni narrazione letteraria necessita di un orizzonte dentro cui si muove la vita, si incrociano i destini, si agita la fantasia. Ogni romanzo ha una sua ambientazione e non sempre si tratta di qualcosa che sta semplicemente sullo sfondo.

In “Multivan” di Matteo Prosperini (Ed. Pendragon, pag. 201, € 15,00) il sisma del 2012 in Emilia Romagna è il contesto del tutto imprevedibile (eppure, inconsciamente desiderato come si attende sempre qualcosa che cambi la vita come sembra dirci Francesco uno dei personaggi meglio raccontati dall’autore quando sospira “ci vorrebbe un grande evento, una cosa eccezionale”…). Con le scosse si muove la terra, ma pure questo piacevole romanzo in cui si girano le pagine e si accumulano le macerie delle misere vite di un paese della bassa bolognese. Il terremoto è, tuttavia, anche il grande pretesto perché le esistenze Continua a leggere

L’Immacolata per un Giubileo non vano

Logo-Giubileo

La Solennità dell’Immacolata ci parla della Madonna e del suo singolare privilegio. La Chiesa festeggia la sua umana condizione, sin dal concepimento, priva del peccato originale. Dio l’ha preservata o meglio ha fatto valere per lei ciò che si è compiuto sulla croce. il sangue del Figlio di Dio, versato sulla croce, è “per voi e per tutti in remissione dei peccati”. Quel sangue redime dal peccato chiunque si accosti, con purità di cuore, alla sua Passione e la Chiesa, ogni volta che celebra l’Eucarestia partecipa alla Passione, alla morte e Resurrezione di Cristo. Ora, quel sangue ha riscattato non solo quelli che sarebbero venuti dopo, cioè noi, ma anche quelli che hanno atteso e desiderato la salvezza di Dio, prima di Cristo. Così, ad esempio, il sangue di Cristo è liberazione per Adamo.

Il logo del Giubileo ci presenta proprio questa verità. C’è, tuttavia, un di più ancora. Il sangue di Cristo ha redento Maria prima ancora che nascesse. Dio ha voluto per lei, per questa sua figlia prediletta, per questa Madre benedetta, Continua a leggere

Note da un matrimonio: l’amore al centro

Quando due giovani si sposano, per loro è riservato un posto d’onore. Il centro della chiesa. E’ una collocazione che nei cambiamenti avvenuti con la riforma liturgica di Paolo VI, non è mutata. E’ la medesima, prima e dopo la riforma. Al centro. Con la liturgia scaturita dal Concilio Vaticano II, è modificato lo spazio di Gesù, del tabernacolo, collocato ora, in una qualche cappella laterale; al poso dell’antico altar maggiore e del tabernacolo, è stato posta la sede del Presidente dell’Assemblea (questo è termine corretto, manco fossimo in CDA di un’azienda) e comunque si è data ad essa, o meglio al prete si è data una visibilità Continua a leggere

News dalla rete
  • La Germania è davvero più morale dell’Italia?

    saggio-cesaratto di Marcello Foa. Il saggio “Chi non rispetta le regole? Italia e Germania, le doppie morali dell’euro” (Imprimatur), non piacerà agli economisti e agli osservatori che, da oltre un decennio, sono vittime di un complesso di inferiorità nei confronti dei partner europei e soprattutto dei tedeschi; complesso che, nei casi più acuti, sfocia in un inguaribile e per me incomprensibile autorazzismo Leggi il seguito… 

  • Rimosso il funzionario che registrò la figlia di due padri

    figlia-2-padri da Interris. Ad aprile aveva registrato una bambina, nata in Canada con l'utero in affitto, come figlia di due padri. Oggi, quel funzionario del Comune di Roma dovrà preparare gli scatoloni perché è stato rimosso dal suo incarico di capo dell'ufficio Atti esteri. Sen. Pillon: "L'aria sta cambiando" Leggi il seguito… 

  • Tele-Razza

    telerazza di Marcello Veneziani. Va in onda TeleRazza, il telegiornale monografico a reti unificate che ogni giorno invade le case degli italiani. Razzismo è la parola chiave più ricorrente, anzi ossessiva, che apre e chiude i servizi sugli sbarchi, sui migranti, sulle reazioni a Salvini, che sono sempre dieci volte più ampie delle dichiarazioni proSalvini. Uno a dieci è la regola della rappresaglia sancita dai nazisti. Leggi il seguito… 

  • Vescovi e immigrazione, quanta incompetenza

    sbarchi2 di Riccardo Cascioli. Luoghi comuni, equivoci, ipocrisia. Un altro comunicato della presidenza CEI sulla questione dei migranti ripropone il solito appello ad accoglienza e solidarietà che ignora totalmente i fatti. Leggi il seguito…