Marco Luscia

Il mondo di sopra e quello di sotto

 

LONDON, ENGLAND - NOVEMBER 13:  The shortest man ever, Chandra Bahadur Dangi meets the world’s tallest man, Sultan Kosen for the very first time on November 13, 2014 in London, England. Chandra from Nepal measuring 54.6 cm (21.5 inches) posed for photographers with Sultan from Turkey who is 251 cm (8 ft 3 inches). Today is the 10th annual Guinness World Records Day during which thousands of people are expected to come together to celebrate the international day of record-breaking!  (Photo by Peter Macdiarmid/Getty Images)

Quelli che stanno in alto possono dilettarsi serenamente in lunghe analisi relative all’immigrazione. Parleranno di accoglienza, di tolleranza, di amore cristiano, di giustizia, di civiltà.

Ma i principi finché restano nella testa, sono irrilevanti, enti logici.  Possono servire anche loro, per ingannare. Il mondo di sopra non ha confini è il mondo. La misura è l’occidente danaroso.

Quelli che stanno in alto, vestono bene, hanno macchine sicure e vivono in quartieri sicuri. Non prendono i mezzi pubblici, hanno la casa al mare e i vicini sono come loro. Continua a leggere

Il festival del politicamente corretto. Che fine ha fatto Povia?

Sanremo. Il festival che non turba nessuno. Che fine ha fatto Povia?
11 febbraio 2018 Attualità,Novità Nessun commento
Sanremo il festival che non turba nessuno. Che fine ha fatto Povia?

Finito Sanremo. Tutto secondo copione. Spettacolo, happening, sfilata di luci e costumi. L’irrealtà di un mondo che finge di essere reale.

Vince una canzone che ripropone pari pari un refrain di un altro brano già presentato a Sanremo e cassato. Vince nel banale ripetersi di stilemi ora pop ora artificiosamente dotti. Il già sentito. Non ci sono emozioni, se non nell’incanto evocato da Giorgia, peraltro ospite. Continua a leggere

L’ottavo sacramento

A volte il fissare troppo la terra tradisce un segreto inconfessabile; la perdita del cielo. Questa è l’impressione che suscitano in me troppi sacerdoti. Un tempo li si chiamava uomini di Dio, oggi l’espressione ha un che di antico, quasi archeologico.

Oggi sembra che Dio abbia abbandonato il cielo per confondersi con la terra, l’infinito parrebbe essersi non solo mescolato ma dissolto nel finito.

Per conseguenza il cristianesimo si va riducendo ad una morale applicata a tutte le miserie umane, con il fine di soccorrere, fasciare ferite, consolare. Continua a leggere

I ciechi e i guariti

Amanti del piccolo chimico, novelli manipolatori di cervelli in camice bianco, illuminati e scettici intellettuali, preti disamorati d’ogni miracolo e prigionieri delle immutabili leggi di natura, vi divertite ad esaltare il disincanto? Io amo lo stupore dei bambini, un rapimento che quando si diventa uomini si colora del sangue fiorito della fede ingenua, che non è sciocca credulità, ma candida e perfetta intuizione. Continua a leggere

Le vergini stolte e i preti furbi

IL giustizialismo è un tratto tipico del moralismo. Quando lo sguardo del credente sia sospinto da zelanti sacerdoti “progressisti” a concentrarsi sull’azione più che sulla contemplazione, quello che emerge è subito un atteggiamento rancoroso verso il mondo, soprattutto quello dei devoti cattolici “tradizionalisti, così legati stolidamente e ipocritamente al magistero ecclesiastico.” Continua a leggere

Ecumenismo senza Dio.

L’importante è amare oltre ogni differenza. Amare e basta nel rispetto di tutto e di tutti, aboliamo i confini tra le confessioni religiose, in quanto opinabilissimi prodotti umani.

Ho accettato la provocazione per vedere dove portano le idee, per cercar di capire se sia lecito ancora parlare di verità senza essere tacciati di fondamentalismo. In tempo di ecumenismo spinto, di “beatificazione” di Martin Lutero, di apertura all’ateismo e di rifiuto di ogni dogma in quanto elemento che divide, proviamo a far nostra questa tesi. L’importante è amare. Continua a leggere

Il

Il diritto di dire mamma e papà

 

 

Oggi mia figlio ha chiesto di fare la lotta, così ci siamo rincorsi lungo i corridoi. Poi, ecco i salti sul letto; lui che vuole immobilizzarmi, io che lo assecondo e fingo per un attimo di essere sconfitto. Ma è solo un espediente; improvviso inarco la schiena e con la forza di un’onda anomala lo sospingo in alto; lui, urlando di gioia ricade sul lettone e la disputa continua. Allora Continua a leggere

La morale degli amorali

Una donna mi racconta di come quando aveva sedici anni ebbe la “fortuna” di raggiungere dopo un concerto il backstage dove si rifocillavano a mezzo alcolici i componenti di un notissimo gruppo rock.

La fanciulla, mi racconta di come insieme ad un’amica, fu subito fatta oggetto di apprezzamenti ed invitata cortesemente ad uscire con i ragazzi del gruppo. Poteva essere un’occasione per conoscere meglio un personaggio famoso, magari diventarne amica. Lei declinò subito perché aveva intuito a cosa miravano i divi della musica. Continua a leggere

Perché la fede-fiducia non è irrazionale.

fede

[…]Illustrato brevemente come ogni esperienza di fede germini nel cuore stesso di eventi umani che tutti, prima o poi, viviamo e appurato-credo- che noi conosciamo e viviamo fondando gran parte della nostra vita e delle nostre scelte, proprio a partire da questi germinali atti di fede-fiducia, cercherò ora di chiarire come un’analoga esperienza riguardi la fede in Gesù Cristo e nella sua Chiesa.

La fede è prima di tutto una forma di conoscenza. Ma chiediamoci: questa conoscenza si produce in modo proprio così diverso rispetto alla conoscenza scientifica? Anche la scienza muove dalla volontà di un soggetto che inizialmente non conosce dove la ricerca lo condurrà ma essa può procedere con i propri metodi senza esigere che lo scienziato sia inizialmente convinto della bontà della propria tesi di partenza (anche se, a dire il vero, ogni ricerca non può far a meno di un atto iniziale di fiducia, perché ogni conoscenza esige una certa simpatia per ciò che è indagato). Detto ciò, però, la distanza rimane. La differenza essenziale fra conoscenza scientifica e conoscenza religiosa sta nel fatto che la prima per assentire, per convincersi della verità di un asserto, ha bisogno di un’evidenza, la seconda no. “Io credo-direbbe lo scienziato- perché ho visto che le cose vanno proprio così, e poiché dispongo di prove empiriche da tutti constatabili, io dico sì!

La fede invece precede la prova, l’evidenza, il dato oggettivo di fronte al quale devo arrendermi perché lapalissiano. Essa però perviene, ora lo vedremo, ad un grado di certezza analogo, seppur per una via diversa.

Nell’esperienza di fede è la volontà che comanda l’assenso: io davanti a Cristo voglio dire sì! E a partire da tale assenso verifico la bontà di quella scommessa iniziale.

Continua a leggere

Vasco

vasco

Si narra che Jim Morrison nelle sue prime esibizioni con i Doors provasse un tale disagio davanti al pubblico da spingerlo a cantare con il volto rivolto verso il palco.  Per tutta la sua breve, eccessiva, bruciante vita, Jim cercò l’assoluto e si chiese come la gente potesse idolatrarlo in quel modo. Non riusciva a capirlo; di più, il fanatismo gli dava enorme fastidio in quanto non faceva che alimentare la sua solitudine. Continua a leggere

News dalla rete
  • Il partito dei vescovi? Un tentativo velleitario

    bassetti di Stefano Fontana. Se ho capito bene, il Forum civico proposto dal cardinale Gualtiero Bassetti vorrebbe riunire attorno ad un tavolo, inteso naturalmente in senso metaforico, le varie realtà dell’associazionismo cattolico del nostro Paese. Vescovi divisi al loro interno su aspetti fondamentali circa la presenza pubblica dei cattolici convocano ad un “Forum civico” associazioni cattoliche divise tra loro e allo stesso loro interno su aspetti fondamentali circa la presenza pubblica dei cattolici. È evidente la sproporzione tra la proposta e le sue esigenze da un lato e la consapevolezza della posta in gioco dall’altro. Di solito i progetti con queste caratteristiche vengono chiamati velleitari Leggi il seguito… 

  • S’avanza il partito dei vescovi, ma sembra il Pd

    cei-assemblea-permanente di Riccardo Cascioli. Da settimane si fanno sempre più insistenti le voci di un tentativo di unire diverse associazioni cattoliche impegnate nel sociale per costituire una nuova formazione politica. Il cardinale Bassetti parla di partire con un forum di associazioni. Di sicuro c'è il programma: più Europa, più immigrati. Un film già visto e destinato al fallimento. Ma negli esempi proposti da Bassetti - Sturzo, De Gasperi, La Pira - si svelano le contraddizioni dei vescovi. Leggi il seguito… 

  • Macron perde pure in Libia. La Francia accetta il piano dell’Italia

    Conte e Haftar di Lorenzo Vita. Con l’arrivo di Khalifa Haftar a Roma, l’Italia ha messo a segno un colpo importante. Non è certo l’unico né l’ultimo, e non è probabilmente il principale. Ma è un segnale: ora il leader della Cirenaica ha a Roma il suo partner principale in Europa. E viceversa, l’Italia ha in Haftar un interlocutore in Libia, e questo dopo mesi in cui il maresciallo è stato forse uno dei principali antagonisti dei piani di Roma nel Paese nordafricano, come dimostrato non solo dai contatti con la Francia, ma anche con l’opposizione alla presenza dell’ambasciatore Giuseppe Perrone, adesso tornato nelle grazie del generale che anzi ne invoca il rientro in Libia. Leggi il seguito… 

  • Questionario omofobia, il ministro Bussetti blocca tutto

    bussetti PERUGIA – “Stop al test sul sesso”. Lo dice senza mezzi termini il ministro all’Istruzione Marco Bussetti, parlando dalle colonne Corriere dell’Umbria in merito al test sull’omofobia che in questi giorni sta facendo discutere ed è stato distribuito presso molte scuole. “Abbiamo parlato con l’Ufficio scolastico regionale – dice Bussetti – e i questionari sono fermi. Li abbiamo bloccati. Abbiamo chiesto di rivederne la formulazione e di cambiare le modalità di realizzazione del progetto”. Leggi il seguito…