Lorenzo Bertocchi

Don Divo Barsotti. Solo la santità salverà la Chiesa

barostti

Ci sono uomini di fede capaci di parlar chiaro, inafferrabili, autenticamente controcorrente, non per vezzo, né per orgoglio, ma profondamente liberi. Così si può dire di Don Divo Barsotti considerato un grande mistico del ‘900, fondatore della Comunità dei Figli di Dio, instancabile cercatore della Verità e capace di risvegliare spiriti assopiti fossero etichettati di “destra” o di “sinistra”. In questo forse un certo ruolo l’avrà giocato il suo “temperamento toscano”, quel carattere che il Card. Biffi – estimatore del Barsotti – ha definito “insofferente agli equivoci e amante delle posizioni chiare1.

A testimonianza di questa sua libertà di pensiero e di azione si può ricordare la profonda amicizia con La Pira, il non facile rapporto con Dossetti, l’intenso incontro con Von Balthasar e le parole scritte a prefazione di un saggio sull’opera di Romano Amerio: “Io vedo il progresso della Chiesa a partire da qui, dal ritorno alla Santa Verità alla base di ogni atto”2. Queste parole scritte a 91 anni, poco prima della morte avvenuta nel febbraio 2006, sono di grande significato anche per risolvere la questione del “rinnovamento nella continuità” come chiave interpretativa del Vaticano II e probabilmente rappresentano l’ultimo avvertimento della “sentinella”. Continua a leggere

L’uomo di Marte e la voglia di vivere

matt marteHuston, abbiamo un problema. L’avevamo dato per morto, invece, è vivo.” Su Marte. Siamo in un futuro non troppo futuro, quando gli States mandano con regolarità una manciata di astronauti a fare un po’ di lavoro sul pianeta rosso, quello su cui la Nasa ha recentemente scoperto rivoli d’acqua. Questo è il motore del film di Ridley Scott in uscita in questi giorni, basato sul best seller di Andy Weir “Sopravvisuto – The Martian”. Continua a leggere

Aleppo i martiri di una guerra che è artificiale

aleppo01da La Nuova Bussola quotidiana

Padre Rodrigo Miranda, sacerdote cattolico dell’Istituto del Verbo Incarnato, dal 2011 è stato parroco ad Aleppo. Per 4 anni. Lo contattiamo per sapere di questa esperienza, a suo modo unica; per capire cosa succede là, dove tanti scappano per arrivare in Europa. Lui è arrivato ad Aleppo poco prima che la tragedia esplodesse e l’ha vissuta in prima persona, sulla sua pelle. Continua a leggere

Kateri Tekakwitha, una santa tra indiani e cowboy

KateriT1Stiamo seguendo una pista in compagnia di Tiger Jack e Kit Carson, siamo andati molto a nord, inoltrandoci nella foresta. Non possiamo perderli, per mille satanassi! Siamo sulle tracce di alcuni irochesi che stanno lasciando dietro a sé una lunga scia di sangue. Brutte faccende di sacrifici umani, torture e rituali praticati sui prigionieri.

La luce bella del mattino si fa strada tra gli alberi e ti chiedi perché tanta meraviglia sia rovinata dalle porcherie degli uomini. La natura è tanto splendida, quanto implacabile. Anche quella umana può diventare insensata.

Improvvisamente, in una piccola radura, ai piedi di un grande albero, ci appare una donna dai tratti inconfondibilmente pellerossa, assorta come se comunicasse con un altro mondo. Continua a leggere

Il ruggito pro-life di Lila – intervista a Lila Rose

Lila-Rose (1)Oggi ha 27 anni ed è una della più combattive donne  degli Stati Uniti impegnate per costruire una cultura della vita e per sconfiggere l’aborto. Lila Rose è ottava di dieci figli, educata in una home schooling, laureata in storia alla UCLA, convertita al cattolicesimo. A 15 anni (quindici!) ha fondato Live Action, quello che oggi si può definire un vero e proprio colosso multimediale e che si batte per smascherare le menzogne utilizzate per far praticare l’aborto. L’associazione ha fatto del giornalismo investigativo su molti temi: il razzismo, la copertura dei trafficanti del sesso, la disinformazione medica, la copertura degli abusi sessuali, l’aborto selettivo e l’infanticidio.

La ragazza viene regolarmente ospitata alla CBS e alla CNN, ha scritto su USA Today, First Thing e molti altri quotidiani e riviste. Insomma, non scherza. Lei, a proposito di non desistenza, non desiste. Continua a leggere

Daria e altri strafalcioni barbarici nella canicola

anziani-caldoCaracollando nella canicola padana la vista si annebbia, e lo sguardo non è più così felino mentre passa sullo smartphone in cerca di notizie. Con questa calura bisogna capire anche certi svarioni, come quello della Daria per cui la laicità è che la “la Cei ha il diritto di dire la sua, così come il Wwf o l’Arci”. Un equivalenza da invasioni barbariche, che della sana laicità fanno, da tempo, terra bruciata. Ma con 40 gradi all’ombra non si può andare troppo per il sottile. Continua a leggere

News dalla rete
  • La Corte Europea dei diritti umani… e di Soros

    di Luca Volontè. Il centro studi ECLJ smaschera il conflitto di interessi della CEDU con le fondazioni di Soros. 22 giudici nel 2019 hanno o avevano avuto legami con sette ONG legate al magnate filantropo. Il Commissario dei diritti umani difenderà la giustizia europea?  Leggi il seguito…

  • I vescovi e il Dio che sostiene, ma non può fare miracoli

    di Stefano Fontana. I vescovi invitano a pregare perché Dio sostenga i malati e i medici, pochi di loro chiedono di pregare perché il Cielo sconfigga il contagio. Sembra che non si riconosca a Dio la possibilità di operare al di fuori dell’ordine del creato, come invece in San Tommaso, ma solo rispettando le leggi di questo ordine. Ecco il frutto della teologia di Rahner, dove Dio è intramondano.  Leggi il seguito…

  • Prudenza sì, panico no

    di Riccardo Cascioli. Strade semideserte, locali chiusi, supermercati presi d'assalto, incontri pubblici e privati annullati: in Italia c'è ormai il panico da Coronavirus. Ma la realtà dei fatti non giustifica questa isteria. L'epidemia è molto circoscritta e al momento non è prevedibile una diffusione a tappeto. Essere prudenti ed evitare rischi inutili è doveroso, ma il panico diffuso è segno anche di una fragilità personale diffusa. Leggi il seguito…

  • Stati Uniti-Ungheria, l’asse in difesa della famiglia

    di Federico Cenci. Sono 7.330 i chilometri che separano Washington da Budapest. Eppure le due capitali non sono mai state così vicine. I governi di Stati Uniti e Ungheria, infatti, lavorano fianco a fianco per sostenere le comunità cristiane nel mondo, e per realizzare politiche in favore della famiglia e della vita. Lo ha sottolineato nei giorni scorsi Katalin Novak, segretario di Stato ungherese per la Famiglia e la Gioventù, tornata di recente da una visita diplomatica Oltreoceano durante la quale ha incontrato il deputato Repubblicano Jeff Fortenberry e membri del centro studi conservatore American Enterprise Institute. Tra l’altro la Novak intervenne al Congresso mondiale delle famiglie di Verona in marzo. Leggi il seguito…