Lorenza Perfori

Il mondo che verrà dopo il virus

di Marcello Veneziani.

È possibile tentare una riflessione politica sull’effetto virus? È vero, siamo in balia dell’Imponderabile, troppi misteri e troppe variabili rendono totalmente incerto, aleatorio, lo scenario mondiale. Ma qualcosa si delinea. Cominciamo dalle più evidenti. La parola chiave del momento è limitare o isolare. Limitare gli spazi, i contatti, le libertà, i movimenti, i confini. È l’input opposto alla globalizzazione, ai precetti sullo sconfinamento totale, alla libertà come assenza di limiti. Viviamo gli effetti collaterali della globalizzazione, le controindicazioni dello sconfinamento come diritto assoluto. Inevitabile corollario è il ruolo centrale che torna ad acquisire lo Stato nazionale e sovrano. Le frontiere, le barriere, l’autarchia. Ah, i muri, i deprecati muri, se non ci fossero quelli a salvaguardarci nelle case… Continua a leggere

“Se non immettiamo liquidità, l’Italia chiude bottega”. Intervista a Paolo Romani

di Carlo Mascio.

“Se l’Italia non si mette in testa di mettere a disposizione del sistema Paese almeno 300 miliardi rischia di chiudere baracca e burattini”. Ne è convinto il senatore Paolo Romani di “Cambiamo!” che con i suoi colleghi di partito ha proposto un Prestito Nazionale per risollevare il sistema economico italiano del postvirus. A partire dal sistema produttivo lombardo, locomotiva d’Italia ora praticamente piegata in due dal Coronavirus. Continua a leggere

Pregare in chiesa si può: il culto è uno stato di necessità

di Andrea Zambrano.

Carabinieri interrompono una Messa a Napoli; a Cremona fermato un fedele. Abusi di potere che i vescovi non denunciano. Eppure le chiese sono aperte e la preghiera è consentita. Il magistrato Rocchi: «Basta leggere la Direttiva del Viminale e comunicare che si esercita un diritto primario. Nessuna norma può autorizzare l’interruzione di una Messa, così è Stato di polizia». Ristabilire il diritto di culto: ecco perché l’autocertifcazione deve cambiare. Continua a leggere

Dagli “aperitivi solidali” allo Stato di polizia, relativismo e autoritarismo al tempo del Coronavirus

di Eugenio Capozzi.

Nel giro di pochi giorni siamo passati da una filosofia ufficiale di libertarismo/globalismo totale all’esaltazione dell’”uomo forte” che impone ordine attraverso decreti del Presidente del Consiglio e conferenze stampa a reti unificate, alla perentoria esortazione a “stare a casa” come alfa e omega del civismo, alla malcelata eccitazione per il coprifuoco. Fino alla pubblica delazione dei presunti “untori”, nella persona dei cittadini che, tra lo stupore dei nuovi zeloti, si ostinavano ancora a pretendere di camminare o correre da soli, pur essendo queste attività ancora legali e assolutamente compatibili con il “distanziamento sociale”. Insomma, a sinistra è esplosa la “libido” dello Stato di eccezione, per non dire dello Stato di polizia. Che immediatamente ha proiettato su capri espiatori individuati nella popolazione “indisciplinata” la responsabilità dell’aumento dei contagi, scagionando così in un colpo le colossali inefficienze, i ritardi, le esitazioni fatali, le leggerezze, le preclusioni ideologiche da parte del governo che nelle settimane precedenti hanno trascinato il paese in una crisi drammatica con pochi precedenti nel dopoguerra Continua a leggere

“Ecco perché il Nazionalismo può essere una virtù”. Intervista a Yoram Hazony

di Vanessa Combattelli

Sulle pagine de L’Occidentale abbiamo il piacere di ospitare l’intervista a Yoram Hazony, filosofo israeliano e voce autorevole del mondo conservatore internazionale.
Hazony è l’autore del libro “Le Virtù del Nazionalismo”, testo
“destinato a diventare un classico” secondo John Fonte, poiché si affronta concretamente la dicotomia Impero – Nazione mettendo alla ribalta quelle cattive convinzioni che gettano ancora ombre sulla necessità di proteggere la propria libertà. Con grande naturalezza e semplicità, Hazony riesce ad offrire una visione che è cara ai nazionalisti, dal momento che mette insieme quei valori del pantheon ideale conservatore di coloro che hanno sempre rifiutato di perdere la propria identità ed indipendenza. Continua a leggere

Il virus secondo Giuseppi: il doppio inganno (e per favore riaprite il Parlamento)

di Claudio Togna.

E’ di tutta evidenza che siamo di fronte, da parte di Giuseppi e delle forze che lo sostengono, ad una sorta di regime peronista (senza Evita naturalmente ma con Rocco Casalino) non si sa se più tragica o più ridicola. Ma in Italia si sa il tragico inizia sempre con il ridicolo. La strategia di contrasto all’epidemia di coronavirus presenta due fronti di eguale drammaticità: il fronte della tenuta delle istituzioni democratiche ed il fronte economico. Su entrambi i fronti rischiamo di avere da parte di questa compagine governativa un doppio inganno Continua a leggere

Toh! Il virus ci ha imposto il bene comune

di Stefano Fontana.

Se guardiamo cosa sta succedendo attorno a noi ci accorgiamo che il bene comune si impone nuovamente come fine morale. Si tratta di riscoprire che la società ha dei fini che non si è data mediante una deliberazione umana. Questa epidemia ci divide fisicamente perché abbiamo paura del contagio reciproco, ma in un altro senso ci unisce verso un obiettivo comune, e questa è la funzione del bene comune: legare gli uomini tra loro in vista di un unico fine. Continua a leggere

Senza la libertà non c’è neanche tutela della vita

di Stefano Fontana.

Nei commenti dei politici e degli opinionisti così come nelle reazioni della gente, c’è la percezione che quella contro il coronavirus sia una guerra che giustifica la sospensione delle libertà. È un vecchio dibattito che ha visto impegnati molti filosofi, ma la realtà ci dice che quando il potere toglie la libertà non garantisce nemmeno la sicurezza e la vita.

Ormai è sulle bocche di tutti: “siamo in guerra!”. Si vive quella del coronavirus come la situazione di eccezione di cui si sono occupati i principali teorici della politica, primo fra tutti Carl Schmitt. Secondo lui la sovranità politica consiste nel decidere del caso di eccezione, come nel caso di una guerra dove l’opposizione amico/nemico raggiunge il suo proprio livello politico. L’eccezione si configura tale quando, data la sua urgenza, per fronteggiarla bisogna azzerare tutte le norme, le prassi e le garanzie. Quando vengono meno la norma e il diritto, allora il potere manifesta pienamente se stesso: decide al di fuori del diritto ma la sua decisione ha valore giuridico. Di più: per Schmitt il potere non consiste solo nel decidere davanti allo stato di eccezione, ma anche nel decidere quando ci sia uno stato di eccezione. Senza un potere così inteso, la società viene travolta dalla guerra civile che, secondo Schmitt, è il male peggiore di ogni male. Continua a leggere

Super ex. Chiese chiuse, chiese aperte? Il Papa del “ni”

di Marco Tosatti.

La cifra di questo pontificato è la doppiezza. In Argentina lo chiamavano l’uomo del ni: “il tuo parlare sia ni ni, na na, il resto è troppo cattolico”. Ni: né no, né sì. La Verità è cristallina, limpida, non semplicistica ma semplice. Il Bene e il male; ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Bergoglio invece non si vuole compromettere. Come Pilato. L’ultima è la chiusura delle chiese: Roma, la capitale della Cristianità, chiude le chiese. La gente insorge, e Bergoglio prende le distanze dalla decisione: presa da chi? Davvero immaginiamo il cardinale vicario “Agnello” De Donatis assumersi una simile responsabilità da solo? Continua a leggere

News dalla rete
  • Dialogo e azione: ciò che sinodalità non è

    di Stefano Fontana. Sul concetto di sinodalità non ci si capisce. Un tempo si pensava che la sinodalità fosse un camminare insieme credendo nelle medesime verità di fede. Oggi si pensa che la sinodalità sia un agire insieme. Il modello della sinodalità era una Chiesa monarchica, oggi è una Chiesa democratica. Leggi il seguito…

  • Una nuova concezione della norma morale? no grazie!

    Dottrina sociale di Stefano Fontana. In questo blog abbiamo più volte sostenuto che l’utilizzo della Dottrina sociale della Chiesa dipende dall’assetto generale della teologia morale, dentro il cui orizzonte essa si colloca. Se cambia il quadro della teologia morale e se la Chiesa ne assume uno nuovo, allora anche la Dottrina sociale cambia o addirittura può venire e sterilizzata. Ora, un punto centrale della teologia morale è il concetto di “norma” o “legge”: cosa essa sia e da dove nasca. E proprio su questo punto nevralgico la teologia morale cattolica sta cambiando prospettiva, incamminandosi verso un concetto di norma a cui dobbiamo dire di no. Leggi il seguito…

  • Tra i paesi della UE è guerra economica e monetaria

    di Romano l’Osservatore. Ora è chiaro: la dichiarazione di Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, che ha creato un terremoto nelle Borse europee, non era affatto una gaffe, ma l'inizio di una guerra all'interno dell'Eurozona. Di fronte alla dura crisi economica che si prospetta, causa virus, e che colpirà tutti, se non vogliamo uscirne a pezzi la Germania deve rinunciare ai suoi programmi egemonici e l'Italia e altri devono cambiare rotta. Leggi il seguito…

  • I vescovi e il sì alla cacciata di Dio dalla vita pubblica

    Dottrina sociale di Stefano Fontana. La sospensione delle Sante Messe con il popolo da parte della Conferenza episcopale italiana ha posto numerosi problemi relativi al rapporto tra Stato e Chiesa e, più in generale, tra l’ordine della politica e l’ordine della religione cattolica. Leggi il seguito…