Libertà e Persona

Il vero volto di Mussolini

Nel 1919, cento anni orsono, nascevano il Partito popolare di Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi e i Fasci italiani di combattimento, per opera di Benito Mussolini. Ancora oggi la sua figura desta grandi dibattiti, ammirazione ed odio.

Francesco Agnoli, docente di storia, ha ripubblicato per l’occasione “Dio non esiste” (in libreria dal 7 novembre: https://www.fedecultura.com/Dio-non-esiste-p155591061 ), un opuscolo del futuro duce, scritto nel 1904, con una sua ampia postfazione.

Professore, perchè questo lavoro?

Perchè del fascismo e di Mussolini si parla moltissimo, ma spesso semplificando, falsificando, strumentalizzando… Per esempio si sente spesso dire che il motto del fascismo era “Dio, patria, famiglia“, ma ciò è assolutamente errato.

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Festival di Fede & Cultura domenica 17 novembre

Domenica 17 novembre si terrà a Verona l’8° Festival nazionale di Fede & Cultura, un evento che vedrà come ospite d’eccezione Aldo Maria Valli, ex vaticanista del TG1 e autore dirompente e libero sulla situazione attuale della Chiesa.

Gli invitati che parleranno sono inoltre: mons. Nicola Bux – che celebrerà la Santa Messa di sempre – il prof. Stefano Fontana, Ettore Gotti Tedeschi, ex Presidente della nasca vaticana IOR, don Ernesto Zucchini presidente della Fondazione Maria Valtorta, lo psicologo Gilberto Gobbi, il dott. Cesare Ghinelli ex massone convertito alla fede cattolica, il dott. Marco Zanca che racconterà la sua esperienza di mobbing in ospedale, e il prof. Ugo Sauro, studioso devoto della santa Vergine Maria.

Ci sarà la presenza straordinaria di Cristian Nani, referente italiano della World Watch List, lo studio annuale sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo.

Sarà una lunga giornata di fraternità con incontri personali e comuni con questi grandi autori. Il buffet per pranzo vedrà specialità locali.

La partecipazione è possibile previa iscrizione al link https://link.fedecultura.com/festival2019 con un contributo per il buffet di 17 euro o senza pranzo di 10 euro. Un prezzo speciale e baby-sitting gratis per i bambini.

Per chi si iscrive entro il 31 ottobre ci sono in omaggio tutti i video del Festival 2018.

Il culto della Pachamama

Sangue, animali sacrificati, preghiere alla Madre Terra e riti sincretici fra cristianesimo e paganesimo. In Bolivia ha avuto luogo il millenario rituale della Wilancha, con cui i minatori locali cercano di ingraziarsi la dea Pachamama, ossia la Madre Terra, e El Tío, una sorta di figura demoniaca, per chiedere che le miniere non si esauriscano. Un rituale antico ed estremamente violento,che si è ripetuto all’alba di questo sabato, nella maggior parte delle miniere private e statali situate nell’area andina. Come riporta il quotidiano sudamericano El Universo, una delle cerimonie più importanti si è svolta nella miniera d’argento di San José, alla periferia della città andina di Oruro, nella parte orientale della Bolivia. La cerimonia si è svolta in questo modo. I minatori hanno allestito una lunga fila di tavoli con incenso, erbe e radici che hanno poi cosparso di alcol e birra, mentre sei lama sono stati tenuti fuori dalla miniera per essere sacrificati.

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Una morale positiva

Un altro aspetto affascinante del cristianesimo è la sua positività rispetto alla vita, ben espresso nella morale della Chiesa: essa è, infatti, per utilizzare un’espressione del pontefice Benedetto XVI, “la comunità dei sì”. Il sì di Maria, nonostante ciò che le viene proposto non sia facile, è all’origine della storia della salvezza; il sì alla volontà del Padre, quale che essa sia, è il cuore della preghiera insegnata da Cristo (fiat voluntas tua); il sì è il cuore del matrimonio, scelta di amare per sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia; il sì, l’aprirsi agli altri, è, ancora, il motore della carità e della missione che porta per secoli i missionari a dedicare la loro vita a persone di colore, religione, costumi diversi. Oggi questo non è molto compreso dalla cultura dominante: si sente spesso dire che la Chiesa dice sempre no; che la sua morale è oppressiva.

Per secoli, dall’Oriente all’Occidente, si è ritenuto l’opposto. Del resto non è forse vero che la cultura dominante di oggi, relativista ed egoista, mentre accusa la Chiesa di dire sempre no, nega di continuo l’amore e il Dio della vita, opponendo il suo no pervicace a ciò che è bello e buono? L’egoismo, la vendetta, la prepotenza, sono dei no. E l’aborto, il divorzio, la droga, l’eutanasia… tutte le altre “libertà” di cui si favoleggia, cosa sono, se non, anch’essi, un no, pieno, sonoro, alla vita? Un no al disegno di Dio per ognuno di noi? L’esito della cultura odierna è appunto, il no: il nichilismo.

Il Dio dei cristiani, invece, chiede di dire sì, alle circostanze, alle persone, al bene che incontriamo ed anche ai sacrifici che ci sono richiesti. Promettendoci la felicità non nell’aldilà, soltanto, ma anche su questa terra: “il centuplo, quaggiù, e l’eternità”. Non è un caso dunque che nella Rivelazione Dio si definisca per affermazione, non per negazione: “Io sono colui che è”; “Sono la Via, la Verità e la Vita….”.

Il sì, però, comporta anche l’esistenza del no; il Bene, nella caducità terrena, la possibilità del male. Non è sempre facile dire sì, perché ci è spesso offerta la scorciatoia, la fuga, l’illusione della facilità del no. Per questo la Bibbia è Rivelazione in due parti: nell’Antico Testamento Dio dà i comandamenti: alcuni sono positivi (“Io sono il Signore Dio tuo…”; “Onora il padre e la madre”), altri, i più, sono negativi (“non uccidere, non rubare…”).

Dio agisce con l’umanità come si fa con un figlio: finché è piccolo, occorrono dei no, chiari, precisi, per il suo bene; poi il figlio cresce, incomincia sempre più ad avere una sua personalità, una sua libertà, l’uso della ragione. E allora i genitori non possono più limitarsi ai no: devono dargli le ragioni profonde di quei no; devono cioè indicargli uno stile di vita, dei modelli, una tensione ideale, una meta. E’ l’ora del sì, che costruisce la persona.

Così al Vecchio Testamento, segue il nuovo, in cui tutta la legge è racchiusa nell’unico comandamento, tutto in positivo, dell’Amore: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti” (Matteo 22,37-40). Nella pedagogia dei grandi santi educatori si ritroverà questo stesso stile di Dio. Santa Teresa Verzeri, ad esempio, o san Giovanni Bosco prenderanno per mano i loro discepoli, insegnando loro il timore, e, soprattutto, l’amore di Dio. Perché, come spiegava un tempo il catechismo di san Pio X, così semplice e chiaro, Dio accetta il nostro “amore servile”, ma desidera che questo amore diventi “filiale”. Vuole che arriviamo a non fare il male, non solo per un giusto timore, della creatura verso il Creatore, ma per amore Suo. Solo così si spiega il detto di sant’Agostino: “Ama, e fai ciò che vuoi”.

Tratto da: https://www.amazon.it/Indagine-cristianesimo-costruito-meglio-civilt%C3%A0/dp/8867370243

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Papa Francesco e lo scisma

di Thomas G. Weinandy OFM, Cap.

The Catholic Thing, 8 ottobre 2019

Trad. Renzo Puccetti

Nella sua lunga storia la Chiesa non ha mai dovuto affrontare una situazione come quella in cui si trova in questo momento. Papa Francesco ha parlato recentemente di un possibile scisma nella Chiesa, uno scisma che non lo spaventa. Abbiamo avuto molti scismi nel passato, ha detto, e ci saranno scismi nel futuro. Dunque non c’è niente di cui temere nel presente. Tuttavia è la natura del possibile scisma di oggi che è nuova e questo nuovo scisma senza precedenti è spaventoso.

Non si può fare a meno di pensare che Francesco si riferisca a membri della Chiesa negli Stati Uniti. Dall’America Francesco riceve le critiche più teologicamente impegnative e pastoralmente preoccupate che si concentrano su un discutibile rifacimento della fede e della Chiesa. La corte di Francesco ritiene che tale censura origini dall’interno di un’élite intellettuale conservatrice politicamente motivata a cui appartengono molti facoltosi.

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L’ultima battaglia – di Aldo Maria Valli

Un travolgente romanzo, una sorta di Blade runner cattolico, una Chiesa che ha superato tutti i suoi limiti, un assassinio efferato, un sacerdote in crisi, quattro papi emeriti in Vaticano, il capitano delle guardie svizzere, un giornalista investigatore. Dove ci porterà la chiesa del 22° secolo? Non ti perdere il romanzo di Aldo Maria Valli! https://fedecultura.com/Lultima-battaglia-p150268914

Intervista a Miguel Montes sul sinodo sull’ Amazzonia

Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, è un demonio, lanciato nella distruzione della foresta amazzonica e nello sterminio degli indigeni! E’ questa la vulgata diffusa dai media progressisti, con la complicità di Angela Merkel ed Emmanuel Macron. A nulla vale far presente che la foresta bruciava anche ai tempi del progressista Luiz Inácio Lula, e che arde anche oggi nella Bolivia governata dall’indios comunista Evo Morales.

La sua collocazione politica e l’ostilità delle lobby abortiste ed LGBT, infatti, espongono il neo presidente brasiliano – operato già cinque volte in seguito ad accoltellamento in campagna elettorale -, all’odio dei “più buoni”. Si aggiunga l’enfasi con cui da tempo, nella Chiesa cattolica – che in Brasile continua a smarrire fedeli a ritmo incalzante-, l’Amazzonia sta diventando la nuova “terra promessa”, un “luogo teologico”, una sorta di Eden precedente al peccato originale, e per questo non bisognoso del messaggio redentivo di Cristo.

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News dalla rete
  • Dialogo e azione: ciò che sinodalità non è

    di Stefano Fontana. Sul concetto di sinodalità non ci si capisce. Un tempo si pensava che la sinodalità fosse un camminare insieme credendo nelle medesime verità di fede. Oggi si pensa che la sinodalità sia un agire insieme. Il modello della sinodalità era una Chiesa monarchica, oggi è una Chiesa democratica. Leggi il seguito…

  • Una nuova concezione della norma morale? no grazie!

    Dottrina sociale di Stefano Fontana. In questo blog abbiamo più volte sostenuto che l’utilizzo della Dottrina sociale della Chiesa dipende dall’assetto generale della teologia morale, dentro il cui orizzonte essa si colloca. Se cambia il quadro della teologia morale e se la Chiesa ne assume uno nuovo, allora anche la Dottrina sociale cambia o addirittura può venire e sterilizzata. Ora, un punto centrale della teologia morale è il concetto di “norma” o “legge”: cosa essa sia e da dove nasca. E proprio su questo punto nevralgico la teologia morale cattolica sta cambiando prospettiva, incamminandosi verso un concetto di norma a cui dobbiamo dire di no. Leggi il seguito…

  • Tra i paesi della UE è guerra economica e monetaria

    di Romano l’Osservatore. Ora è chiaro: la dichiarazione di Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, che ha creato un terremoto nelle Borse europee, non era affatto una gaffe, ma l'inizio di una guerra all'interno dell'Eurozona. Di fronte alla dura crisi economica che si prospetta, causa virus, e che colpirà tutti, se non vogliamo uscirne a pezzi la Germania deve rinunciare ai suoi programmi egemonici e l'Italia e altri devono cambiare rotta. Leggi il seguito…

  • I vescovi e il sì alla cacciata di Dio dalla vita pubblica

    Dottrina sociale di Stefano Fontana. La sospensione delle Sante Messe con il popolo da parte della Conferenza episcopale italiana ha posto numerosi problemi relativi al rapporto tra Stato e Chiesa e, più in generale, tra l’ordine della politica e l’ordine della religione cattolica. Leggi il seguito…