Libertà e Persona

Perché la scienza funziona?

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di Giovanni Strafellini

Il metodo scientifico funziona. Da quando Galileo ha spiegato al mondo come studiare la natura, l’uomo ha imparato a usare le informazioni ottenute per sviluppare sempre nuove tecnologie che hanno permesso un meraviglioso progresso umano e sociale. Il divulgatore scientifico Piero Angela ha spiegato come l’invenzione della lavatrice abbia permesso l’emancipazione della donna più di ogni altra cosa. E un premio Nobel per la medicina ha affermato come l’invenzione del frigorifero abbia fatto bene alla salute degli uomini più di ogni medicina. Sono solo due esempi tra i tantissimi che si potrebbero fare. Dunque, il metodo scientifico – per nostra fortuna – funziona. Ma perché?

Galileo e gli altri grandi ‘padri della scienza’ non avevano dubbi. Funziona perché il mondo – con le sue leggi – è stato creato in modo razionale da Dio. E l’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, è capace di intendere e usare tali leggi. Anzi, possiamo dire che è stata questa sicurezza a spingere i padri della scienza a interrogare la natura per scoprirne le leggi. Ma oggi, vale ancora questa risposta? E’ lecito avanzare grossi dubbi… Almeno dai tempi di Charles Darwin, l’umanità sembra aver progressivamente abbandonato l’idea di Dio come garante del mondo e delle sue leggi.

In ‘Indagine sulla Scienza’ sono partito dalla banale convinzione che il metodo scientifico funziona perché poggia su fondamenta molto solide. Ma l’indagine ha rivelato che questo non è vero: i pilastri che sorreggono la scienza non appaiono robusti come vorremmo. Ciò significa, con ogni evidenza, che qualcosa o qualcuno li rende adeguatamente robusti, così da far funzionare il metodo scientifico come sappiamo. La domanda allora diventa: cos’è che rende adeguatamente robusti i pilastri della scienza?

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Giù le mani dai contemplativi

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In realtà questo libro avrebbe dovuto titolarsi: giù le mani dalla vita contemplativa. Perché quella che è stata una delle maggiori ricchezze della Chiesa, da sempre, dai monaci nel deserto fino ad oggi, è sotto attacco; e proprio da parte di quelli che dovrebbero difenderla, specialmente nel mondo di oggi, rendere ancora più sicuro e prezioso il silenzio, e il nascondimento, in un mondo che invece sembra voler affogare nel rumore e nella presenza, spesso effimera, spesso priva di qualsiasi senso il proprio vuoto spirituale. E invece…e invece proprio da dove dovrebbe venire l’aiuto viene il pericolo.
Da Roma, dalla Congregazione che si occupa di vita religiosa e di consacrati, viene la spinta e l’esortazione a concedersi al mondo e allo spirito del mondo e alle opere più che alla preghiera; insomma a rinnegare in poco o in tanto

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Non piangere – il valore positivo della morte

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Fino a pochi decenni fa la morte era una ‘presenza sociale’ frequente e quotidiana. Ancora nel recente passato tutta la famiglia, compresi i bambini, prendeva parte all’esperienza diretta con la drammatica fisicità della morte.
La società postindustriale allunga le distanze da questa modalità tradizionale e sfrutta un doppio bina-rio di accostamento al fine vita: da una parte i media e le comunicazioni in tempo reale mettono ogni utente in contatto virtuale e mediatico con la morte nelle sue molteplici modalità espressive, comprese quelle particolarmente violente e raccapriccianti; dall’altra si tende a ridurre e a fare sparire il contatto diretto con la morte reale. La tendenza

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AVETE DIMENTICATO l’ARMA di LEPANTO?

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Non sappiamo se Salvini abbia fatto bene o male a sventolare il rosario. Non conosciamo il suo intimo. Ma chi siamo noi per giudicare? direbbe qualcuno. Eppure il giudizio è inappellabile: contro chi dice il rosario davanti alle cliniche abortiste (ricordate Galantino?); contro chi dice il rosario sui propri confini, come i polacchi; contro un politico che invece di rivendicare aborto ed eutanasia, come Zingaretti (stimatissimo presso certi “cattolici”), si affida a Maria…
Come ha scritto oggi Riccardo Cascioli, ci sarebbero dei motivi seri per essere scontenti di quanto sta facendo il governo, compreso Salvini, ma non è per questi motivi che i comboniani, i Bianchi, gli Spadaro, i Mogavero… lanciano anatemi e scomuniche.
E allora qualcuno dovrà pur ricordare che il rosario fu l’arma di san Pio V per sconfiggere i turchi a Lepanto. Che ogni 7 ottobre i cattolici ricordano la Madonna del rosario per quella vittoria che impedì all’Europa di finire sotto il giogo islamico.

Che il rosario fu l’arma dei domenicani contro le eresie… che esso può benissimo essere l’arma di quei cattolici che oggi lottano con Maria, per la dignità delle donne e dei figli, contro l’utero in affitto, contro l’ideologia dello scarto, contro chi vuole uccidere i disabili per fame e sete, contro l’islamizzazione dell’Europa.
Salvini ha i suoi limiti, ma ha più diritti lui a sventolarlo, di tanti ecclesiastici sempre chiacchieroni, ma silenziosi, a parte qualche tweet tardivo, su legge Cirinnà, aborto al nono mese, morte di Charlie, Alfie, Lambert…
Ha più diritto lui di chi elogia la Bonino Continua a leggere

E’ tutta un’altra storia!

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La metà del cielo. Breve storia alternativa delle donne (editore La Vela) è un libro in uscita in questi giorni che vuole “fare giustizia”, cioè raccontare le grandi figure femminili ingiustamente dimenticate. Abbiamo intervistato uno dei due autori, lo storico Francesco Agnoli.

Professore, perchè questo lavoro?

Perchè nei libri di storia scolastici le donne non ci sono. Al massimo, per essere un po’ alla moda, qualcuno inserisce qualche “lamentatio” sulle donne oppresse e maltrattate nel corso dei secoli.

Invece?

Invece questa visione riduttiva è in parte vera per il mondo antico, o quello orientale, ma non per la civiltà europea. Perchè soprattutto con l’avvento del cristianesimo, il culto di Maria ecc. molte donne cominciano a fare davvero la storia. Siamo abituati a credere che le persone da ricordare siano solo re, imperatori, politici e conquistatori.

Ma -a parte il fatto che abbiamo avuto tante regine decisive nella storia europea, e persino una fanciulla guerriera, Giovanna D’Arco, che ha ottenuto vittorie militari incredibili- quello che è importante dire è che si può “fare storia” in tanti modi. Per esempio c’è una donna, Fabiola, nel 390 d.C., a fondare il primo ospedale della storia occidentale. E c’è un’altra donna, questa volta accanto a suo fratello san Basilio, cioè Macrina, alle origini della cosidetta “Basiliade”, la prima città-ospedale dell’Oriente, del 370 d.C. Continua a leggere

Adinolfi ci prova ancora, ma è credibile?

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Adinolfi non molla, e si candida, nel partito che fu di Angelino Alfano, a rubare qualche voto cattolico ai candidati seri, pro vita e famiglia, nel centro Italia. Sarà bene ricordare brevemente il suo curriculum, passeggiando su un suo vecchio blog, il Cannocchiale, per indagare un attimino sul suo passato ( http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?TAG=pd ).

Co-fondatore del Pd, lo ricordano tutti; abbiamo modo di conoscere anche la sua battaglia per tenere i radicali all’interno del partito:

Le sinistre radicali e i radicali di Marco Pannella stessi restano fuori dal Parlamento europeo e devono mettersi in testa che il loro unico orizzonte politico realistico è l’ingresso come componenti organizzate all’interno del Partito democratico (8 giugno 2009); Continua a leggere

Che scandalo, l’Alabama! Una scena di un film, per capire

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I media del pensiero dominante sono indignati per ciò che è accaduto in Alabama, dove la governatrice repubblicana Kay Ivey ha controfirmato una legge proposta dal parlamento locale che vieta l’aborto.

La decisione arriva pochi mesi dopo la proiezione, con grande successo, nonostante il boicottaggio, di un film, Unplanned, tratto dalla vera storia di Abby Johnson, militante pro choice pentita. Continua a leggere

Federica Picchi: dalla city all’Europarlamento?

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Per presentare Federica Picchi, candidata all’Europarlamento con Fratelli d’Italia in centro Italia e nel nord ovest, riportiamo un articolo comparso sul quotidiano on line Tempi, a firma Caterina :

 

Federica Picchi è una di quelle persone dotate di una passione gladiatoria altamente raccomandabile. Citofonare ai boiardi del cinema per capire cosa accadde quando nel 2014 la sua Dominus Production iniziò a distribuire Cristiada, «ma a chi frega dei cristeros messicani, sarà un flop, datele la sala più piccola», dicevano, e invece alla prima a Milano si sono presentate 1.500 persone, che sono diventate in fretta 50 mila in tutta Italia. Tempi vi ha già raccontato come andarono le cose perché a promuovere la serata all’Uci Cinemas Bicocca c’era anche il nostro giornale; quello che non vi avevamo ancora raccontato è che a sbattere i pugni perché fosse distribuito un film uscito due anni prima in America (interpretato dal grande Andy Garcia, sì, eppure dedicato al tema così poco pop della persecuzione cattolica a inizio Novecento in Messico), era stata lei: 200 mila euro il minibudget investito dalla Dominus, 45 mila biglietti venduti esclusi i cinema parrocchiali, 140 sale raggiunte. Che con il film God’s not dead sono diventate 200. Continua a leggere

News dalla rete
  • L’intervento dell’Arcivescovo Crepaldi su Noa Pothoven e il “coscienzialismo” totalitario

    di Silvio Brachetta. Il «principio di autodeterminazione assoluta», di cui scrive Crepaldi, è collegato al primato del soggetto sull’oggetto, sul quale è intessuta gran parte della filosofia e della teologia moderna. Si tratta di un soggettivismo assoluto, che rovescia i dati del mondo reale sul capriccio della volontà, spesso sganciata dalla ragione. La coscienza, in questo quadro distorto, diventa l’ultimo orizzonte di significato: da luogo metafisico nel quale l’uomo ascolta la voce di Dio e la realizza, essa è trasformata dal soggetto in tribunale esclusivo della volontà umana, che stabilisce cosa sia bene e male sulla base di un desiderio cieco, a prescindere da qualsiasi rivelazione o riferimento trascendente Leggi il seguito…

  • Radio Radicale, la solita truffa ideologica

    di Riccardo Cascioli. Come era prevedibile alla fine i fondi statali per Radio Radicale sono arrivati, grazie anche ai voti della Lega e con il plauso di molti cattolici che contano. Una scelta scriteriata che premia il parassitismo e la cultura della morte. Ed Emma Bonino presenta subito il conto alla Chiesa. Leggi il seguito…

  • Processo ai magistrati

    di Marcello Veneziani. Al di là dei singoli casi e delle specifiche responsabilità, quali sono i mali della magistratura? A parte i mali storici, la quantità impressionante di reati impuniti, le lungaggini dei processi, gli intrecci con la politica, il protagonismo malato dei magistrati e la loro sete di vetrina, non solo politica e mediatica ma anche letteraria e cinematografica, potremmo riassumerli in alcuni filoni Leggi il seguito…

  • Cari partiti, sveglia! Questa è l’occasione perfetta per una riforma della giustizia

    di Centro Studi Livatino. Parla Mantovano, magistrato ed ex parlamentare: “stupirsi è da ipocriti, ma adesso si può finalmente parlare di separazione delle carriere e del riordino di cui la categoria ha bisogno”. Leggi il seguito…

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