Libertà e Persona

Il 5 ottobre i cattolici in piazza col rosario, a Roma

da: La Verità, 7/9/2019

Forse perché si colloca a cavallo tra la festa di san Francesco (il giorno prima) e la Madonna del rosario (due giorni dopo), o forse perché il giorno successivo incomincia il Sinodo sull’Amazzonia, fatto sta che il 5 ottobre è una data molto intensa per quei cattolici che, con un eufemismo, possiamo definire “perplessi”, “dubbiosi”.

Del resto dopo sei anni di aggiornamenti e di massiccia discontinuità rispetto ai pontificati precedenti, è un po’ inevitabile che la dialettica interna alla Chiesa cattolica si manifesti non più solo con appelli, “suppliche filiali”, lettere aperte, Dubia ecc., inascoltati, ma anche fisicamente, con una manifestazione pubblica.

Particolarmente significativa è infatti la scelta di alcuni gruppi di preghiera, di sacerdoti religiosi e “semplici” laici cattolici, di pregare pubblicamente, nei pressi di san Pietro, in Largo Giovanni XXIII, a partire dalle 14.30.

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5 ottobre a Roma

Largo Giovanni XXIII, ore 14.30

Preghiamo per la Chiesa!

Era il venerdì santo del 2005 e l’allora cardinal Joseph Ratzinger, che di lì a pochissimo sarebbe divenuto papa, pronunciava parole inequivocabili: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!…”.

Divenuto papa, Benedetto XVI si recò a Fatima e l’11 maggio 2010, ai giornalisti che chiedevano lumi riguardo al messaggio della Vergine, disse: “le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa… oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa…”.

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5 ottobre, Roma: preghiera per la Chiesa

5 ottobre, largo Giovanni XXIII, ore 14.30, Roma:

“E’ venuto il tempo di una preghiera pubblica, fatta con spirito soprannaturale, perchè la Chiesa è di Dio e non degli uomini. Una preghiera, però, che sia mossa da una consapevolezza: la Chiesa vive una crisi inaudita, è avvolta da una confusione che, come disse il cardinal Carlo Caffarra, ‘solo un cieco potrebbe negare’”: questa idea è rimbalzata di bocca in bocca, più o meno simile, per mesi e mesi, ed ora si è concretizzata!

The time has come for a public prayer, made with a supernatural spirit, because the Church is of God and not of men. A prayer, however, that is moved by an awareness: the Church is experiencing an unprecedented crisis, surrounded by a confusion that, as Cardinal Carlo Caffarra said, ‘only a blind man could deny’: this idea

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Le sofferenze della Chiesa

Benedetto XVI: “Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio [il terzo segreto di Fatima], vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante:

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Bergoglio in visita nella “capitale” LGBT

Il 21 settembre Bergoglio farà l’ennesima visita ufficiale ad Albano Laziale, da mons. Marcello Semeraro, segretario del C9. Vi chiedo di ospitare anche voi un articolo che scrissi per La Nuova Bussola, in cui denunciavo l’azione insistente di Semeraro per sdoganare le lobby LGBT. Cordialmente Enrico Zeni

Anche l’Italia ha il suo padre Martin. Non ha la stessa fama, forse nemmeno la stessa sfrontatezza, ma di fatto fa lo stesso lavoro: corrode poco a poco la dottrina cattolica sull’omosessualità. Mettendo in archivio san Paolo, Santa Caterina da Siena e tutti i papi che hanno affrontato il tema.

Padre James Martin (l’originale), come noto ha importanti protettori, nello specifico: Kevin Farrell – vicino prima al violentatore padre Maciel, poi all’abusatore McCarrick -, nominato cardinale da Bergoglio e da lui messo a capo del Dicastero laici e famiglia; William Tobin e Blase Cupich, anch’essi intimi di McCarrick, anch’essi divenuti cardinali con il successore di Benedetto.

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Gli italiani scelti da Bergoglio per affossare i “principi non negoziabili”

Come abbattere i pro vita e famiglia

Nelle precedenti puntate ci siamo soffermati sugli uomini di Bergoglio nel nord e nel sud America.

Dal sud, infatti, provengono molti dei suoi più stretti collaboratori, mentre nel nord bisognava ribaltare l’equilibrio a favore dei vescovi pro life e pro family nominati da Benedetto XVI allo scopo di rovesciare l’indirizzo fortemente liberal presente nel mondo gesuita americano e dominante anche a livello gerarchico all’epoca del cardinal Joseph Bernardin (per decenni leader della Chiesa progressista americana e promotore, nel 1988, nella diocesi di Chicago, poi travolta dallo scandalo dei preti molestatori, del primo ufficio diocesano “gay” negli USA, l’Archdiocesan gay and lesbian outreach).

Di qui la nomina di ben 3 cardinali, come si è detto nella prima puntata, vicinissimi al molestatore omosessuale McCarrick, e quindi riconducibili ad una lobby apertamente filo-Lgbt (si aggiunga la recentissima nomina, come arcivescovo di Washington, dell’ex ausiliare di Bernardin, Wilton Gregory, anch’egli, guarda un po’, molto gayfriendly).

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