Irene Bertoglio

Grafologa iscritta all’Associazione Grafologi Professionisti (A.G.P), specializzata in consulenza aziendale, Irene Bertoglio è perito grafico giudiziario, educatrice e rieducatrice della scrittura, socia A.N.G.R.I.S. Ha pubblicato "Intervista ai maestri Vol. 1" (LeoLibri 2012) e ha partecipato al volume "Contro-canti". Collabora con diverse testate cattoliche.

Le ragioni vere del volontariato

aide-a-domicile

Lo scorso 7 aprile, la rete di volontariato “De Relationibus”, costituita da cinque associazioni onlus (ABIO, ASTED, AVO, “Insieme per l’HOSPICE Di Magenta”e “Le stelle di Lorenzo”), in collaborazione con l’Università del Magentino, ha organizzato un incontro sulle motivazioni del volontariato.

Questo convegno ha inteso risvegliare la riflessione sulla Continua a leggere

“Se non fossi stata amata così tanto non sarei viva”

La testimonianza di Gianna Emanuela Molla, in un convegno in memoria della madre canonizzata.

«Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete, e lo esigo, il bimbo». L’esortazione appartiene a Santa Gianna Beretta Molla, che l’Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Italiani (AGOIC), ha voluto ricordare proprio alla vigilia del 51° anniversario dalla morte nella sua città natale, Magenta. Continua a leggere

“La volontà di Dio è che siamo sempre nella gioia!”

Chiara Amirante racconta come è nata la comunità Nuovi Orizzonti e la sua vocazione per gli ultimi

Quando ci fidiamo di Gesù ci accorgiamo che la nostra vita è una costellazione di segni. È stata proprio questa consapevolezza ad accompagnarmi nell’ascolto della testimonianza di Chiara Amirante lo scorso 10 marzo, nella chiesa dei frati francescani di piazza Sant’Angelo a Milano. Continua a leggere

Il monito della Fallaci: i giornalisti devono rischiare, denunciare i crimini e proteggere la vita

Ci sono giornalisti che «uccidono la vita invece di proteggerla. Sono come certi funghi che sembrano buoni da mangiare (infatti hanno tutta l’apparenza fisica di buoni funghi, e spesso sono persino belli), però quando li mangi finisci all’ospedale o sottoterra. E che cibo è un cibo che mi avvelena e mi fa morire? Il cibo è per tenermi in vita, non per farmi morire!». Sono parole appassionate di Oriana Fallaci, pronunciate durante alcune conferenze tenute negli anni ’70 e ’80 in diverse università del mondo e raccolte nel libro di recente pubblicazione, Il mio cuore è più stanco della mia voce. E dal suo cuore lancia consigli anche a molti dei suoi colleghi e allo stesso pubblico di lettori: «Non devo divertirvi. Non devo suscitare le vostre risate di approvazione. Non devo intrattenervi cercando di essere sagace o di compiacervi». Continua a leggere

Una vita degna di essere vissuta

«Quando prevale la tendenza ad apprezzare la vita solo nella misura in cui porta piacere e benessere, la sofferenza appare come uno scacco insopportabile»: così affermava Giovanni Paolo II nell’Enciclica Evangelium Vitae. I frutti di tale mentalità si stanno manifestando tragicamente soprattutto nelle questioni di bioetica: in quale direzione si sta dirigendo il progresso scientifico? Quali sono i parametri per giudicarlo, riconoscendone anche le derive? Chi stabilisce i criteri di giudizio sulla qualità della vita o tra vite degne e vite indegne di essere vissute? Sono domande che interpellano le nostre coscienze. Il principio che attualmente non è più scontato sottolineare è la dignità della vita: essa non è mai inutile ma è sempre degna di essere vissuta e il suo valore prescinde dalle circostanze in cui ci troviamo. Continua a leggere

La donna è per natura la creatura che dona la gioia di vivere

Si sente spesso ripetere che preti e suore non dovrebbero esprimersi sull’educazione dei figli in quanto privi dell’esperienza della genitorialità. Questa critica non tiene conto della maternità e della paternità spirituale che, a volte, avrebbe davvero moltissimo da insegnare ai genitori biologici.

Il primo compito della madre è quello dell’accoglienza, la capacità di ricevere l’altro come un dono e un mistero prezioso con gratuità e riconoscenza. Chi, meglio di Madre Teresa di Calcutta, ha saputo accettare, accogliere e sacrificarsi per amore? I suoi non sono stati certamente figli di sangue, ma sono stati tutti figli del suo cuore. Continua a leggere

Ogni donna è degna di essere amata da uomini coraggiosi e fedeli nella lotta per la vita

La testimonianza di Gianna Jessen commuove i biellesi. Il Movimento per la Vita di Biella ha aderito ufficialmente alla Marcia per la Vita che si terrà a Roma il prossimo 12 maggio.

La legalizzazione dell’interruzione di gravidanza non è altro che l’autorizzazione data all’uomo, con l’avallo della legge, a privare della vita l’uomo non nato e, dunque, nell’impossibilità di difendersi.
Un bimbo concepito nel seno della madre è un essere indifeso che invece attende di essere accolto e aiutato. Ma aiutata deve essere anche la donna. È lei infatti che paga il prezzo più elevato non solo per la maternità, ma ancor più per la distruzione di essa, cioè la soppressione della vita del bimbo concepito.
L’uomo non deve mai lasciarla sola e deve liberarla dalle intimidazioni del’ambiente che la circonda. Se viene aiutata dall’uomo la donna è capace persino di atti di eroismo. E se viene lasciata sola, in suo aiuto può correre un Dio che con un soffio nascosto può persino ridare vita al nascituro che si tenta di uccidere. Continua a leggere

Dio ti chiede: vuoi diventare uno dei miei?

La settimana scorsa il Papa ha twittato: «Molti falsi idoli emergono oggi. Se i cristiani vogliono essere fedeli, non devono avere timore di andare controcorrente».
Il cristiano è colui che si prende carico del nome di Dio. Nel secondo comandamento, spesso banalmente tradotto con la formula «non bestemmiare», Dio dice al suo popolo: «Non ti caricherai (non ti assumerai) del nome di Dio invano». L’uomo è libero di rifiutare la relazione con il suo Creatore, ma se decide di «prendere il nome di Dio», Lui gli rammenta di non farlo vanamente. Continua a leggere

Dov’è il nostro tesoro? Una riflessione sulla vera ricchezza

Mentre nelle discussioni televisive, giornalisti e politici disquisiscono sullo spread e sui temi economico-finanziari, rischiamo di dimenticare quei valori non negoziabili che dovrebbero essere al centro delle nostre scelte esistenziali. Aborto, eutanasia e soppressione dei disabili nel grembo materno sono solo alcune prove concrete della battaglia oggi in corso sulla dicotomia fra il dare e l’avere.

Siamo sempre posti di fronte ad una scelta ideale, ovvero decidere se felicità significa accumulare e pensare per sé, oppure – secondo la splendida espressione di Claudio Risè – “felicità è donarsi”. Quando l’anziano diventa un peso o riteniamo che una futura nascita non sia all’altezza dei nostri canoni (talvolta estetici!), possiamo decidere di rifiutare il sacrificio, il dono, la carità: diventiamo egoisti, secondo la logica dell’individualismo. Continua a leggere

News dalla rete
  • Non solo il Padre nostro, il personalismo liturgico divide

    messale di Stefano Fontana. Molti amici e conoscenti mi dicono che non reciteranno la nuova formula del Padre Nostro ma continueranno a dire le parole tradizionali: “non ci indurre in tentazione”. I vescovi italiani hanno approvato la nuova versione durante la loro assemblea generale, ma è certo che dei fedeli – pochi o tanti che siano – non si atterranno alle nuove disposizioni. Perché? Per molti motivi: perché si stanno facendo troppi cambiamenti nella Chiesa che disorientano e in qualche caso angosciano. Mi pongo la domanda se i vescovi abbiano tenuto conto di un aspetto della questione, ossia che un’altra divisione tra i fedeli durante la liturgia domenicale si aggiungerà alle tante già presenti. Leggi il seguito… 

  • Giovanni Paolo II difese la patria per difendere i popoli

    papa-woytila di Valerio Pece. Oggi il patriottismo è dipinto come xenofobo, ma chi promuove il cosmopolitismo serve un potere non democratico. Il primo a dirlo è Giovanni Paolo II che scrisse: «Quando penso “patria”, esprimo me stesso...frontiera segreta che da me si dirama verso gli altri, per abbracciare tutti». C'è chi dice che il papa si era "snazionalizzato", ma a Varsavia ribadì: «La parola “patria” ha per noi un significato affettivo». Leggi il seguito… 

  • Che vuol dire sovranismo

    sovranismo di Marcello Veneziani. Il sovranismo non può essere antieuropeo; può esprimere un’altra idea d’Europa ma non si situa fuori dalla civiltà europea, dalla sua storia e tradizione. È contro la Ue, semmai, questa Ue, ma non può essere contro l’Europa. E questo va detto non solo ai suoi detrattori ma anche ai suoi sostenitori d’oltreoceano se pensano di usare il sovranismo per sfasciare l’Europa e per garantire l’egemonia americana. Il sovranismo è un principio di sovranità che sale dalle piccole patrie alla grande patria, come l’Europa, ma senza saltare il passaggio intermedio, cruciale: la sovranità nazionale Leggi il seguito… 

  • Uno spettro si aggira per la Chiesa: la gnosi

    chiesa-clima di Stefano Fontana. Quando nella storia della Chiesa cambiamo i paradigmi filosofici e teologici, bisogna sempre chiedersi se dietro non ci siano anche cause spirituali e religiose, se non ci siano delle eresie, l’adorazione di falsi dei o false adorazioni di Dio, oltre che falsi concetti… Vuol dire che da tempo non solo è cambiato un paradigma di pensiero, un modo di vedere le cose per cui oggi si accetta quanto ieri si condannava e si insegna quanto ieri si vietava, ma vuol dire che dalle fessure è entrato uno spirito nuovo di tipo religioso Leggi il seguito…