Gisella Merli

LA RECIPROCITÀ EDUCATIVA

L’Inferno – Tommaso De Vivo
(1863, Palazzo Reale di Napoli)

Io per lo tuo me’ penso e discerno

Che bello, se fossimo dei ragazzi in crescita, poter sentire qualcuno che ci dice, quando siamo in difficoltà e chiediamo aiuto: io per il tuo meglio valuto e riconosco ciò che ora è un bene per te. Altrettanto bello, se invece fossimo noi ad essere chiamati alla responsabilità di educare, poter avere il dono di “pensare, valutare” e quindi di saper “discernere, riconoscere”. A chi chiedere il dono di questa reciprocità educativa? Come saper chiedere aiuto alla persona giusta e come essere la persona giusta per chi chiede aiuto?  Rifacciamo i passi che già furono di Dante e del suo maestro.

Ond’io per lo tuo me’ penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida
.     

Inf. I 112-3

Sono versi così sereni che quasi si stenta a collocarli alle soglie del cammino verso gli Inferi: Virgilio ha da poco concluso la profezia del Veltro (… infin che ‘l veltro / verrà), consegnando ai lettori del poema un enigma ancora insoluto. Chi sarà mai colui che di quella umile Italia fia salute? Una vexata quaestio è diventata l’identità di chi riporterà sulla Terra il primato del Bene che salva.

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