Padre Giovanni Cavalcoli

L’atto di fede del Papa

Non ultra habemus Papam!

papa-francesco-internet-1Nella Chiesa si sentono voci allarmate: «Aiuto! Scandalo! Il Papa non è cattolico! Il Papa è eretico! Il Papa ha perso la fede! Il Papa è contro la Tradizione! È un modernista! È un rahneriano! È un hegeliano! È un luterano! È un massone! È un comunista! È un relativista! È un indifferentista! È un lassista! Odia la dottrina! Non rispecchia gli insegnamenti di Cristo! Non crede ai valori non negoziabili! Ha cambiato il Credo della Chiesa! Ha mutato l’essenza della Chiesa! Scende a patti con le idee del mondo! È un falso Papa! È l’Anticristo! Invochiamo S.Michele Arcangelo!».

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Perché soffrono i bambini

alfie_evansAl termine di un incontro coi giovani a Roma l’11 agosto scorso, al Circo Massimo, il Papa ha risposto alle domande di alcuni giovani, tra i quali un certo Dario di 27 anni, che si è rivolto al Papa così: «Ci sono le grandi domande: com’è possibile che un Dio grande e buono (così me lo hanno raccontato) permetta le ingiustizie nel mondo? Perché i poveri e gli emarginati devono soffrire così tanto? Il mio lavoro mi pone quotidianamente davanti alla morte e vedere giovani mamme o padri di famiglia abbandonare i propri figli, mi fa chiedere: perché permettere questo?».

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Che cos’è il clericalismo?

Un mutamento di significato

In un Discorso del 30 novembre scorso, parlando ai Religiosi, il Papa ha dato una definizione di ciò che egli intende per «clericalismo» come grave errore da evitare nella formazione del clero e come causa dell’attuale grave corruzione sessuale del clero.

In questa occasione il Papa usa il termine «clericalismo» in un nuovo significato, sul quale è bene che ci fermiamo. Ricordiamo infatti che il significato dei termini evolve e si basa solo su convenzioni contingenti, per cui è ad libitum. Tuttavia, la prudenza nel linguaggio consiglia, nel caso si voglia cambiare il significato di una data parola, di tener conto dell’uso che fino ad allora si è fatto di quella parola, nonchè delle origini storiche del significato di detta parola.

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È lecito esortare un Papa a dare le dimissioni?

carlo-maria-viganoStiamo vivendo un’epoca del Papato quale mai si è verificata in tutta la storia della Chiesa. Appare sempre più chiaramente, per quanto il fatto sembri sconvolgente ed inaudito, che la Chiesa oggi è turbata proprio da colui che in essa ha da Cristo l’ufficio di guidarla nella pace: il Sommo Pontefice. Il fatto nuovo, che mette a dura prova la fede dei cattolici, è che essi faticano enormemente a riconoscere in questo Papa il Vicario di Cristo, il Successore di Pietro, il maestro della verità evangelica.

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Comunicato di padre Cavalcoli

In merito al mio articolo sul cambiamento nelPadre Nostro, recentemente pubblicato su questo sito, devo chiedere venia ai Lettori per aver erroneamente comunicato che la CEI, nella nuova formula, ha scelto la particella «nella».  Invece, come ormai sappiamo, ha scelto la particella «alla», che è cosa diversa.

Infatti, «non abbandonarci alla tentazione» assomiglia di più alla vecchia formula «non indurci in tentazione», anche se nel contempo sostituisce il verbo «abbandonare», che esprime – come avevo detto – un concetto diverso da «indurre», benché essi possano collegarsi reciprocamente, come avevo spiegato.

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Adamo ed Eva sono discesi dalla scimmia?

 

Sappiamo come nella concezione cattolica tutta l’umanità trae origine da una coppia originaria, alla quale la Scrittura dà il nome di Adamo ed Eva. Questa dottrina, che fu a suo tempo confermata da Pio XII nell’enciclica Humani Generis del 1950, la troviamo ancora nel Catechismo della Chiesa Cattolica, dove ripetutamente si insegna che l’umanità deriva da “un solo uomo” alludendo evidentemente ad Adamo, ed anzi in più luoghi nominandolo espressamente (cf nn.359, 374, 375, 376, 388, 391, 399, 402, 403, 404, 405, 406), il che lascia ben intendere che Eva è sottintesa.

Sappiamo altrettanto bene come secondo il racconto genesiaco la coppia primitiva è creata da Dio a sua immagine e somiglianza in una condizione fisica e spirituale di totale perfezione – il cosiddetto “stato di innocenza” o “giustizia originale” o “stato edenico” – in un mondo meraviglioso a loro totalmente sottomesso ed in una comunione di grazia con Dio. Continua a leggere

Note sul culto trinitario

Non c’è dubbio che per la nostra fede la beatitudine in cielo consiste nella contemplazione immediata del mistero trinitario, anche se il dogma della visione beatifica proclamato da Papa Benedetto XII nel 1336 parla di «visione immediata dell’essenza divina», quindi, immediatamente, del Dio Uno, anche se ovviamente il Dio Uno è Trino.

Ma l’osservazione che sorge immediatamente è che, se non fa problema la contemplazione dell’unità di Dio, perché l’oggetto dell’attenzione dev’essere una cosa unica o sola o comunque, se si tratta di più oggetti assieme, devono in qualche modo essere ricondotti ad un’unità, devono esser visti per modum unius, fa invece problema la prospettiva della contemplazione o della visione della SS. Trinità, che comporta la simultaneità di tre persone, quindi tre oggetti dell’attenzione o della considerazione.

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La più grande misericordia

Misericordia e giustizia

Si parla spesso oggi di misericordia di Dio verso l’uomo e dell’uomo verso il prossimo. Ma spesso si fa uso di un concetto errato di misericordia, per il quale la misericordia si rovescia paradossalmente o quanto meno dà spazio all’ingiustizia, alla sopraffazione, alla prepotenza, alla violenza, alla malvagità, alla crudeltà, alla vigliaccheria. Questo assunto non è immediatamente evidente, e perciò mi propongo di dimostrarlo.

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Una opposizione pagana alla Commemorazione dei fedeli defunti

Ormai da alcuni anni sta prendendo piede anche in Italia, in occasione della tradizionale commemorazione liturgica dei Defunti del 2 novembre, una contrapposta cosiddetta «festa di Halloween», che ha tutto il sapore di una beffa sacrilega della pia ricorrenza cristiana.

Questo ritorno di spavaldo paganesimo si spiega con la diminuzione in Italia, come del resto in molti altri paesi un tempo cristiani, del caratteristico atteggiamento di pietà e di rispetto verso i Defunti, a cominciare dai genitori, familiari, parerti ed amici, fino agli antenati di un lontano passato.

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News dalla rete
  • L’ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane

    bergoglio_mccarrick di Riccardo Cascioli. Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Leggi il seguito… 

  • Tutti eredi di Sturzo. Ma c’è poco di cui rallegrarsi

    luigi_sturzo di Stefano Fontana. La statura morale e intellettuale di don Luigi Sturzo è indiscutibile, ma gli esiti di quel suo "appello ai liberi e forti" di cento anni fa sono tutt'altro che positivi: è iniziato allora il cammino di un progressivo distacco del criterio della fede dalla politica. Vedere oggi i tanti - anche di opposte visioni - che vogliono far rivivere quell'esperienza con nuovi appelli "ai liberi e forti" non può non lasciare perplessi. Leggi il seguito… 

  • ll ’68, sfida per i cattolici oggi. La lezione di Del Noce

    del-noce di Luca Del Pozzo. Tra le tante letture critiche di quel ‘68 che ha rappresentato, come ebbe a dire Benedetto XVI, una vera e propria “cesura storica”, un posto a parte merita quella di Augusto Del Noce. Tanto il marxismo quanto la società tecnocratica quanto il ’68 ponevano quella per Del Noce era “la” questione innanzi alla quale i cattolici erano (e sono) chiamati a dire la loro: la questione antropologica. Leggi il seguito… 

  • “Ecco chi raccoglie l’eredità di don Luigi Sturzo…”

    luigi_sturzo di Federico Cenci. È passato un secolo da quando un giovane sacerdote siciliano, don Luigi Sturzo, pronunciò il celebre appello destinato a cavare una massiccia sacca elettorale dalle paludi del "non expedit". Dopo decenni in cui i cattolici italiani, su indicazione di Pio IX, avevano rifiutato lo Stato unitario e la partecipazione alle elezioni, il Partito Popolare Italiano offrì loro una forza in cui riconoscersi.  Della possibilità di tener viva l'eredità popolare e democristiana se ne discute oggi alla Camera, nel corso della conferenza “1919-2019. Popolari oggi, da Sturzo al nuovo millennio”. La relazione introduttiva è affidata a Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. In Terris lo ha intervistato per conoscere uno dei diversi punti di vista sul tema Leggi il seguito… 

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