Padre Giovanni Cavalcoli

Note sul culto trinitario

Non c’è dubbio che per la nostra fede la beatitudine in cielo consiste nella contemplazione immediata del mistero trinitario, anche se il dogma della visione beatifica proclamato da Papa Benedetto XII nel 1336 parla di «visione immediata dell’essenza divina», quindi, immediatamente, del Dio Uno, anche se ovviamente il Dio Uno è Trino.

Ma l’osservazione che sorge immediatamente è che, se non fa problema la contemplazione dell’unità di Dio, perché l’oggetto dell’attenzione dev’essere una cosa unica o sola o comunque, se si tratta di più oggetti assieme, devono in qualche modo essere ricondotti ad un’unità, devono esser visti per modum unius, fa invece problema la prospettiva della contemplazione o della visione della SS. Trinità, che comporta la simultaneità di tre persone, quindi tre oggetti dell’attenzione o della considerazione.

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La più grande misericordia

Misericordia e giustizia

Si parla spesso oggi di misericordia di Dio verso l’uomo e dell’uomo verso il prossimo. Ma spesso si fa uso di un concetto errato di misericordia, per il quale la misericordia si rovescia paradossalmente o quanto meno dà spazio all’ingiustizia, alla sopraffazione, alla prepotenza, alla violenza, alla malvagità, alla crudeltà, alla vigliaccheria. Questo assunto non è immediatamente evidente, e perciò mi propongo di dimostrarlo.

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Una opposizione pagana alla Commemorazione dei fedeli defunti

Ormai da alcuni anni sta prendendo piede anche in Italia, in occasione della tradizionale commemorazione liturgica dei Defunti del 2 novembre, una contrapposta cosiddetta «festa di Halloween», che ha tutto il sapore di una beffa sacrilega della pia ricorrenza cristiana.

Questo ritorno di spavaldo paganesimo si spiega con la diminuzione in Italia, come del resto in molti altri paesi un tempo cristiani, del caratteristico atteggiamento di pietà e di rispetto verso i Defunti, a cominciare dai genitori, familiari, parerti ed amici, fino agli antenati di un lontano passato.

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Sulla formazione cristiana dei giovani

Il Sinodo mondiale dei Vescovi in corso dedicato ai problemi e ai valori dei giovani ci spinge ad alcune riflessioni su di un argomento così importante per il futuro della società e della Chiesa.

La questione fondamentale che tocca il giovane è quella della sua formazione. Il giovane è un uomo in formazione in vista di entrare a pieno titolo, con un proprio ruolo e una propria missione affidatagli da Dio e nel contempo da lui concepiti e progettati, nella società e nella Chiesa, al fine di dare il suo contributo originale per il loro progresso e il loro emendamento.

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Teologia astratta e teologia morale

dio_padre-2Qualche tempo fa il Papa, parlando a proposito di un convegno sulla «Teologia della tenerezza», ha detto che la «teologia astratta è ideologia», dimenticando il famoso detto scolastico «abstrahentium non est mendacium».

Ora bisogna dire che non esiste una «teologia astratta», da contrapporre, quasi, a una teologia «concreta», cosa che non avrebbe senso. Può esistere certo, una teologia inoperante ed inefficace nel campo morale, superata od utopistica, quindi inutile, perché non tiene conto della situazione concreta nella quale occorre operare. Continua a leggere

Sul problema dell’agnosticismo

L’agnosticismo in generale è un’impostazione gnoseologica, che ritiene impossibile decidere quale sia la verità tra due tesi contrapposte. L’agnostico non nega e non afferma, ma ammette come possibili le tue tesi opposte. Tuttavia, non sceglie né l’una né l’altra. Da qui il ritenersi neutrale e la decisione di sospendere il giudizio.

L’agnosticismo in campo teologico è la posizione di chi si astiene dal pronunciarsi circa la questione se Dio esiste o non esiste. L’agnostico non è né teista né ateo e ritiene impossibile decidere per l’una o per l’altra tesi. In tal modo all’agnostico non interessa affrontare la questione o ritiene inutile affrontarla, perché è convinto o sembra convinto che è insolubile e indecidibile. Egli crede peraltro che si possa vivere bene lo stesso.

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Riflessioni sul cosiddetto «primato della coscienza»

coscienzaSi sente oggi spesso parlare del «primato della coscienza» come di valore sommo e irrinunciabile. L’espressione sembra a tutta prima innocua e pare riflettere l’alta dignità della coscienza nel giudicare del valore delle nostre azioni e in tal senso parrebbe accettabile. Ma in questa materia così delicata non ci si deve abbandonare a una facile retorica o alla frase ad effetto, ma occorrono molta precisione e cautela, perché in questo campo sono frequenti e pericolose le insidie sotto l’apparenza della verità.

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La questione della scomunica

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Nell’approssimarsi della visita del Santo Padre in Svezia il 31 c.m. per le celebrazioni luterane, larga parte del mondo cattolico, sottoposto all’azione convergente di lefevriani e modernisti, sembra esser preso da una specie di sovraeccitazione, per cui se ne sentono di tutti i colori.

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Il problema della diversità e il problema della verità – Distinguere il vero dal diverso

water-263054_960_720Un equivoco oggi diffuso, che genera confusione, mette in pericolo la fede e guasta la vita della Chiesa nelle questioni che toccano i rapporti tra di noi e con i non cattolici, è dato dall’intendere in modo sbagliato il valore della diversità, nonché il rispetto delle idee e della coscienza degli altri e del pluralismo.

Innanzitutto bisogna distinguere, in proposito, le caratteristiche e le esigenze della verità da quelle della diversità. Spesso si riduce questa a quella, creando un disastroso relativismo. Ora, occorre notare che al vero si oppone il falso. Vero e falso possono coesistere di fatto, ma non di diritto. Il vero, dunque, è contraddetto dal falso, in modo tale che l’uno non può stare insieme con l’altro simultaneamente e quindi essi non possono e non devono essere pensati ed affermati insieme di una stessa cosa.

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La Chiesa accogliente secondo Rahner

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Stefano Fontana, nel sito Labussolaquotidiana del 3 agosto 2016, ha pubblicato un interessante articolo dal titolo “Rahner, profeta della Chiesa aperta di oggi”. Egli introduce il suo scritto con le seguenti parole: “Nel lontano 1972 Karl Rahner scrisse un libretto dal titolo ‘Trasformazione strutturale della Chiesa come compito e come chance’. L’anno successivo fu pubblicato in lingua italiana dalla Queriniana. Il libro era rivolto alla Chiesa di Germania”.

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News dalla rete
  • Che vuol dire sovranismo

    sovranismo di Marcello Veneziani. Il sovranismo non può essere antieuropeo; può esprimere un’altra idea d’Europa ma non si situa fuori dalla civiltà europea, dalla sua storia e tradizione. È contro la Ue, semmai, questa Ue, ma non può essere contro l’Europa. E questo va detto non solo ai suoi detrattori ma anche ai suoi sostenitori d’oltreoceano se pensano di usare il sovranismo per sfasciare l’Europa e per garantire l’egemonia americana. Il sovranismo è un principio di sovranità che sale dalle piccole patrie alla grande patria, come l’Europa, ma senza saltare il passaggio intermedio, cruciale: la sovranità nazionale Leggi il seguito… 

  • Uno spettro si aggira per la Chiesa: la gnosi

    chiesa-clima di Stefano Fontana. Quando nella storia della Chiesa cambiamo i paradigmi filosofici e teologici, bisogna sempre chiedersi se dietro non ci siano anche cause spirituali e religiose, se non ci siano delle eresie, l’adorazione di falsi dei o false adorazioni di Dio, oltre che falsi concetti… Vuol dire che da tempo non solo è cambiato un paradigma di pensiero, un modo di vedere le cose per cui oggi si accetta quanto ieri si condannava e si insegna quanto ieri si vietava, ma vuol dire che dalle fessure è entrato uno spirito nuovo di tipo religioso Leggi il seguito… 

  • Tutela della vita, il Livatino va nella tana del leone

    Aula Magna Cassazione Il Centro Studi Rosario Livatino ha organizzato il convegno “La tutela della vita nell’ordinamento giuridico italiano". Coraggiosa la location: non è il solito convegno "pro life", perché si tiene nell'aula Magna della Corte suprema di Cassazione, luogo che recentemente è stato decisivo in senso negativo nell’orientare non solo la giurisprudenza, ma anche la coscienza collettiva ad abbracciare principi contrari alla vita e alla famiglia.  Leggi il seguito… 

  • La liturgia non è scontro, non imporre il Messale nuovo

    messale di Nicola Bux. Ci si domanda se sia necessario apportare ulteriori cambiamenti ai testi del Messale romano nella prossima edizione italiana. Ma su Gloria e Padre nostro si attuano due pesi e due misure. Eppure c'è un precedente argentino che suggerisce di non recepire per forza le nuove disposizioni. Lo ricevette proprio l'allora cardinal Bergoglio. E' deleteria questa smania di cambiamento continuo, che appare sempre più essere un omaggio all’ideologia del provvisorio.  Leggi il seguito…