Padre Giovanni Cavalcoli

Riflessioni sul cosiddetto «primato della coscienza»

coscienzaSi sente oggi spesso parlare del «primato della coscienza» come di valore sommo e irrinunciabile. L’espressione sembra a tutta prima innocua e pare riflettere l’alta dignità della coscienza nel giudicare del valore delle nostre azioni e in tal senso parrebbe accettabile. Ma in questa materia così delicata non ci si deve abbandonare a una facile retorica o alla frase ad effetto, ma occorrono molta precisione e cautela, perché in questo campo sono frequenti e pericolose le insidie sotto l’apparenza della verità.

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La questione della scomunica

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Nell’approssimarsi della visita del Santo Padre in Svezia il 31 c.m. per le celebrazioni luterane, larga parte del mondo cattolico, sottoposto all’azione convergente di lefevriani e modernisti, sembra esser preso da una specie di sovraeccitazione, per cui se ne sentono di tutti i colori.

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Il problema della diversità e il problema della verità – Distinguere il vero dal diverso

water-263054_960_720Un equivoco oggi diffuso, che genera confusione, mette in pericolo la fede e guasta la vita della Chiesa nelle questioni che toccano i rapporti tra di noi e con i non cattolici, è dato dall’intendere in modo sbagliato il valore della diversità, nonché il rispetto delle idee e della coscienza degli altri e del pluralismo.

Innanzitutto bisogna distinguere, in proposito, le caratteristiche e le esigenze della verità da quelle della diversità. Spesso si riduce questa a quella, creando un disastroso relativismo. Ora, occorre notare che al vero si oppone il falso. Vero e falso possono coesistere di fatto, ma non di diritto. Il vero, dunque, è contraddetto dal falso, in modo tale che l’uno non può stare insieme con l’altro simultaneamente e quindi essi non possono e non devono essere pensati ed affermati insieme di una stessa cosa.

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La Chiesa accogliente secondo Rahner

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Stefano Fontana, nel sito Labussolaquotidiana del 3 agosto 2016, ha pubblicato un interessante articolo dal titolo “Rahner, profeta della Chiesa aperta di oggi”. Egli introduce il suo scritto con le seguenti parole: “Nel lontano 1972 Karl Rahner scrisse un libretto dal titolo ‘Trasformazione strutturale della Chiesa come compito e come chance’. L’anno successivo fu pubblicato in lingua italiana dalla Queriniana. Il libro era rivolto alla Chiesa di Germania”.

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Rigidità e flessibilità della legge

La vera legge è un principio solido e stabile di azione, perché deve assicurare una vita rigogliosa, vigorosa e durevole, al riparo dai pericoli, come dice la Scrittura, a proposito dei comandi divini: “stabili sono tutti i tuoi comandi” (Sal 111,7). E’ una solida pista di lancio per i voli dello spirito, dà a coloro che la praticano la certezza di compiere il bene, è principio di fermezza, perseveranza e fedeltà. Mantenendo la propria identità, conserva l’identità propria di colui che le obbedisce. Essendo incorruttibile, rende incorruttibile chi la pratica.

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La regola della misericordia. Sapersi regolare nelle virtù

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Tutte le virtù vanno esercitate in modo ragionevole, ponderato, prudente e giudizioso, ossia secondo la misura della retta ragione, senza lasciarci dominare da abitudini irriflesse, da impulsi istintivi, da interessi privati, da spinte caratteriali, da vani e irrazionali sentimentalismi, da emozioni incontrollate, dalla passione del momento, dalla paura, dal rancore, dall’invidia, dal piacere, dall’egoismo o da altri moti sconvenienti.

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Il peccato come ferita e come macchia

gesùPubblichiamo questo lungo ma interessante articolo di padre Giovanni Cavalcoli.

Essenza del peccato

Il peccato, nel senso più cristiano del concetto, è un atto cosciente e volontario moralmente cattivo, col quale, disobbedendo alla legge divina, compiamo il male agli occhi di Dio, e perdiamo o diminuiamo il possesso della grazia, con l’effetto che la coscienza, se è sana, ci rimorde e resta nella nostra anima un turbamento o stato di colpa, ossia di avversione a Dio, che può essere sanato solo dal rinnovo o rafforzamento della grazia divina, che ci spinge al pentimento, per il quale la volontà, da cattiva, si converte, ossia torna ad essere buona.

Otteniamo allora dalla misericordia divina il perdono della colpa, che comporta la cancellazione, annullamento o remissione del peccato, ossia del debito della colpa, ovvero la purificazione o liberazione o assoluzione dalla colpa e riallacciamo la nostra amicizia con Dio e la coscienza torna nella pace.

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Il mistero della figliolanza divina

adorazione-del-bambino.Esiste un concetto naturale di figliolanza, che non fa difficoltà a nessuno. Lo abbiamo acquisito facilmente fin da bambini, vivendo in famiglia. Anche gli animali, come noi uomini, generano ed hanno figli. Tale concetto è poi legato naturalmente a quello di fratellanza, paternità e maternità.

Il problema nasce, fino a diventare mistero religioso e divino, quando ampliamo questo concetto, ne estendiamo il significato, prescindendo dal riferimento biologico, e ne cogliamo il significato profondo, che dice somiglianza, dipendenza, accoglienza, riverenza, intimità, obbedienza, confidenza, timore, amore, comunione: il rapporto del figlio col padre e con la madre. In tal senso, il famoso regista svedese degli anni ’60, Ingmar Bergman, diceva che i suoi films erano i “suoi figli”. Continua a leggere

News dalla rete
  • Pro life e pro family si alleano in Senato

    gandolfini-intergruppo-parlamentare di Tempi. Il 18 settembre a Palazzo Madama oltre 150 senatori hanno aderito all’intergruppo parlamentare per la Famiglia, nato per presidiare e promuovere le istanze più profonde dell’antropologia umana, dalla vita alla libertà educativa, «temi che vanno trattati avendo chiaro il riferimento valoriale della tradizione del popolo italiano e che vanno al di là dell’appartenenza partitica del legislatore». Leggi il seguito… 

  • Di sinodalità si può morire

    sinodo di Stefano Fontana. La nuova Costituzione apostolica "Episcopalis Communio" sembra ratificare un grave equivoco sul significato dei Sinodi, ovvero che siano i sinodi a produrre la verità e non viceversa. Ma oggi il vero problema della Chiesa è l’episcopato, vale a dire la perdita del senso di cosa significhi essere successore degli Apostoli. Leggi il seguito… 

  • Il fronte parlamentare contro la “deriva antropologica”

    fronte-parlamentare-contro-deriva-antropologica di Federico Cenci. Un fronte, costituito da esponenti di partiti diversi, che ha l’obiettivo di arginare la“deriva antropologica”. Così può essere definito l’Intergruppo parlamentare “Famiglia e Vita”, che è stato presentato stamattina in Senato. Posto in linea di continuità con un gruppo analogo sorto nel corso della scorsa legislatura, esso nasce sotto l’egida del Family Day. Leggi il seguito… 

  • L’agenda è già scritta, il Sinodo diventa solo un pretesto

    sinodo-giovani-ottobre-2018 di Stefano Fontana. Dalle nomine così unilaterali per il prossimo Sinodo sui Giovani emerge la volontà di determinare fin da subito l’esito dell'assise dei vescovi. Una conferma che in realtà, oggetto del Sinodo non siano i giovani ma nuove aperture moderniste nel campo della morale sessuale, in modo particolare delle relazioni sessuali prematrimoniali e della contraccezione. Potremmo parlare di Sinodi “pretesto”, o di Sinodi “strumentali” per raggiungere un qualche fine già stabilito prima. Il Sinodo potrà auspicabilmente anche rimanere nel vago, dire e non dire, aprire le questioni anziché chiuderle. Leggi il seguito… 

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